Autore Topic: 23. Internationale Elbefahrt  (Letto 1028 volte)

Luglio 12, 2017, 04:54:52 am
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Andrea Ricci

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Internationale Elbefahrt, discesa del fiume Elba, è una Gepäckfahrt, cioè una navigazione con bagaglio a bordo, organizzata dalla DKV, la federazione canoistica tedesca: 700km in 3 settimane, dalla Repubblica ceca ad Amburgo. Ci si ferma a dormire in tenda nei canoa club lungo il fiume, sedi belle e ricche, per i nostri standard italiani. Le iscrizioni, a numero chiuso, terminano a marzo, con il pagamento di 324 euro, mangiare escluso.
Ho deciso di partecipare con gli amici Vincenzo e Pietro, loro in kayak, io in sup. Qui abbiamo incontrato alcuni amici tedeschi e svizzeri di lunga data, partecipanti da anni alla Discesa Internazionale del Tevere. Il paragone con la nostra manifestazione nazionale ricorrerà spesso, durante le semplici cene organizzate qui, a paragone con gli eccellenti pasti forniti da DIT.
È 8 luglio: arriviamo in auto a Dresda. Un pullman con rimorchio ci riporterà qui da Amburgo alla fine della manifestazione. Praticamente una volta cominciato bisogna arrivare alla fine per forza: troppo complicato sarebbe interrompere.
Si inizia in acqua però circa 60km a monte di Dresda, in Repubblica Ceca, nella bellissima regione chiamata "la Svizzera boema".
Farò un racconto giornaliero di questo raduno. Siamo i primi italiani a parteciparvi. E io il primo partecipante in sup.
Andrea Ricci
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Luglio 12, 2017, 05:12:46 am
Risposta #1

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9 luglio, prima tappa, da Usti n.L. a Decin, dal km767 al km742, 25km.
Precisiamo subito che l'Elba è un grande fiume navigabile, quindi con regole di navigazione che ci vengono spiegate i primi giorni. Anche in Germania i fiumi soffrono: il livello è circa 50cm più basso del normale e anche la corrente ne risente.
Il meteo si mostra variabile: sole, pioggia, temporali, vento, a tratti forte (e per la nota legge di Murphy, sempre contrario quando navighiamo) si alternano spesso. Meglio così: temevamo una penosa lunga navigazione sotto il sole cocente di luglio.
Il paesaggio verde delle montagne boeme ci allieta la prima tappa, relativamente corta.
L'appetito però non ci manca: cosa troverà un vegetariano come me dopo la delusione di un gulash di carne (peraltro ottimo) della sera precedente? Maiale allo spiedo! Con contorno di insalata.
Andrea Ricci
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Luglio 12, 2017, 05:31:18 am
Risposta #2

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10 luglio, seconda tappa, da Decin a Stadt Wehlen, dal km742 al km730, confine CZ/D, e poi fino al km25, 37km.
Come in altri grandi raduni simili di grandi fiumi europei, primo fra tutti la Discesa Internazionale del Danubio, la discesa non si fa in gruppo: l'organizzazione fornisce un foglio con le tappe giornaliere, il km e la sponda dello sbarco, se destra o sinistra. Ognuno decide l'ora di partenza, le soste, il ritmo.
Anche questa seconda tappa ha un paesaggio meraviglioso: dalla "Svizzera boema" si passa, al mutare di nazione, nella "Svizzera sassone". Le belle case lungo il fiume, circondate dal bosco; la pista ciclabile, che ci dicono percorra l'Elba da Praga ad Amburgo; le suggestive navi turistiche con ruote a pale ... Tutto ciò rende la navigazione affascinante. Il solito temporale con fulmini non ci fa annoiare.
La sede che ci ospita è la succursale fuori città del canoa club Dresda, idilliaca, con il suo rifugio in legno e il prato curato in cui montiamo le tende. Non manca la doccia calda, wc degni, prese elettriche per ricaricare i telefoni, tendoni con tavoli e panche per mangiare riparati dalla pioggia. Menù di oggi per il vegetariano? Pasta, con spezzatino di maiale! Mi rifarò di nuovo a colazione, evitando i salumi e prendendo formaggio burro e marmellata.
« Ultima modifica: Luglio 12, 2017, 05:49:35 am da Andrea Ricci »
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Luglio 12, 2017, 05:45:56 am
Risposta #3

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11 luglio, terza tappa, da Stadt Wehlen a Coswig, dal km25 al km74, risalendo poi un braccio del fiume per 1km, 50km.
Lo stupendo paesaggio tra le montagne cede il passo alle colline e alla pianura via via che ci si avvicina alla affascinante città di Dresda. Stupende case, ville e castelli lungo il fiume, con ampi prati frequentati da ciclisti e camminatori. Non si sa dove guardare, cosa fotografare. Mi lascio a tratti trasportare dalla corrente, facendo attenzione alle boe e ai piloni dei ponti, per ammirare una città che dal fiume mi sembra bellissima, risorta dopo i terrificanti bombardamenti alleati sul finire della seconda guerra mondiale.
Arriviamo, dopo il solito temporale, nella bellissima sede del canoa club Coswig.
Cena per il vegetariano? Pollo! Con contorno di insalata di verza, però.
« Ultima modifica: Luglio 12, 2017, 05:51:44 am da Andrea Ricci »
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Luglio 12, 2017, 09:45:40 pm
Risposta #4

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12 luglio, quarta tappa, da Coswig a Riesa, dal km74 al km106, 32km.
Lasciamo il bel canoa club per immergerci in un paesaggio che mi sembra quasi fiabesco: i prati lungo il fiume, la pista ciclabile, le villette Ottocento-Novecento sul retro, le colline verdi, la campagna. Sono partito per ultimo e mi godo il fiume da solo. Neanche il cielo grigio riesce a smorzare la bellezza del paesaggio, che continua così per una quindicina di km. Un paio di traghetti con ruote a pala che mi superano mi fanno divertire a cavalcare le onde a mo' di surf. Il pomeriggio comincia a piovere, insieme al vento direzione Murphy. Cena vegetariana a base di braciola di maiale e bratwurstl, con contorno di "insalata di pasta" (sorvoliamo). Mentre scrivo dentro la tenda fuori c'è tempesta. Faccio finta di non pensare ai 63km di domani, con previsioni di meteo pessimo.
« Ultima modifica: Luglio 12, 2017, 09:54:04 pm da Andrea Ricci »
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Luglio 13, 2017, 09:36:41 pm
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13 luglio, quinta tappa, da Riesa a Prettin, dal km106 al km169, 63km.
Invece il tempo non è stato così malvagio oggi. Sì, grigio fino al tardo pomeriggio, il previsto vento contrario, anche a raffiche, la temperatura notevolmente abbassata; ma non ha piovuto e insomma, regolando di tanto in tanto, secondo le condizioni del vento, la lunghezza della pagaia, ce l'ho fatta in 9 ore, con uno sprint gli ultimi 13km. Paesaggio abbastanza monotono, ma non noioso. Molti animali al pascolo lungo il fiume, sponde verdi, nessuna traccia di spazzatura ... natura, come dovrebbe essere dappertutto.
Arrivo in the middle of nowhere, apparentemente ... E invece: porticciolo sul fiume, edifici del canoa club circondati da un bel prato e dalla bella campagna ordinata.
Cena per il vegetariano? Bratwurst, oppure braciola di maiale, niente contorno. Ho ripiegato su fette di torta con bicchieri di latte, e frutta colta da alberi selvatici nei dintorni.

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« Ultima modifica: Luglio 13, 2017, 09:43:17 pm da Andrea Ricci »
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Luglio 14, 2017, 09:10:10 pm
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14 luglio, sesta tappa, da Prettin a Wittenberg, dal km169 al km213, 44km.
Che giornata oggi ... Lo scrivo mentre dopo cena ascolto un bravo cantante peruviano che canta dolci canzoni nel cortile del canoa club di Wittenberg, la città ove proprio 500 anni fa Martin Lutero fondò la religione protestante e cambiò il corso della storia. E mi chiedo allora se il fatto che qui in Germania i canoa club siano così belli, con soci così impegnati e solidali, dipenda da quel pastore ribelle ...
Che bella giornata oggi, le nuvole che facevano a ping pong col sole finalmente (che ha vinto di misura); ma soprattutto un fiume affascinante: nulla da raccontare se non la campagna deserta, verde, senza strade, senza case, solo un paio di villaggi in 44km, e qualche barca che attende sparuti clienti per pendolare da una sponda all'altra. Solitudine, silenzio, pace, natura, uccelli.
Stasera finalmente un menù extra per il vegetariano: Zwiebelkuchen und gemischter Salat, cioè la famosa torta salata con le cipolle (buonissima!) e un'insalata mista. Dessert con torta alla frutta. Tutto fatto in casa, anzi, nel club. Bottiglia di birra da mezzo litro a 1,20 euro (squisita, chevvelodicoaffà).
Tra poco a nanna, prima che faccia buio.
Che giornata oggi ...

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« Ultima modifica: Luglio 14, 2017, 09:31:24 pm da Andrea Ricci »
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Luglio 16, 2017, 09:46:39 pm
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16 luglio, settima tappa, da Wittenberg a Coswig Anhalt, dal km213 al km236, 23km.
Gli ozi di Wittenberg ... Dopo 6 giorni di navigazione, ieri abbiamo fatto i turisti nella città di Martin Lutero, di cui ricorrono i 500 anni dalla famosa affissione delle tesi. Cittadina carina e molto visitata. Poi abbiamo oziato. Poi con Pietro siamo andati a saccheggiare degli alberi di susine. Poi ho ordito una cena vegetariana con ingredienti bio o locali o colti nel campo. Ho scelto come complici Vincenzo e la coppia vegetariana di belgi, tutti buongustai intenditori. Risultato: fusilli con pesto, pomodorini e rucola di campo; frittata con erba cipollina di campo; insalata mista del contadino; macedonia di frutta con yogurt. Birra vino grappa. Ulteriore risultato: oggi in fiume siamo stati fiacchi, anche per il cielo grigio.
Ma il paesaggio è stato bello, verde, con boschi lungo il fiume e movimento di barche.
Stasera il solito menù "vegetariano" con bistecca di maiale e crauti (devo dire: buonissimo).

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« Ultima modifica: Luglio 17, 2017, 10:16:04 am da Andrea Ricci »
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Luglio 17, 2017, 10:16:22 am
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Perché i canoa club tedeschi, che stiamo conoscendo lungo il fiume Elba, sono così belli, curati, puliti, con edifici ben inseriti nell'ambiente, con bagni eccellenti, cucine, tendoni, etc?
- Come fate a costruire e a mantenere tutto ciò? Avete contributi pubblici?
- No, nessun contributo pubblico. Il terreno è del Comune e lo riceviamo in concessione purché teniamo pulita e ordinata l'area. I club normalmente hanno decine di anni di vita e in questo tempo, con il lavoro obbligatorio dei soci [1 o 2 settimane l'anno, secondo la numerosità dei soci], costruiamo quello che ci serve e lo manteniamo. Inoltre il canoa club è aperto agli esterni, di passaggio sul fiume o in bicicletta lungo la ciclabile, e riscuotiamo da loro un contributo per lo spazio tenda e per il mangiare, contributo consistente che si aggiunge alla quota dei soci. Funziona così per tutti qui. Da voi in Italia no?
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Luglio 17, 2017, 10:44:50 pm
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17 luglio, ottava tappa, da Coswig Anhalt a Aken, dal km236 al km276, 40km.
La caratteristica dei lunghi viaggi è che per quanto ti programmi bene il bagaglio e la sua disposizione, poi ti accorgi che qualcosa ti manca, qualcosa è di troppo, ma soprattutto la top list delle cose più usate e che terrai sempre più a portata di mano difficilmente riesci a prevederla. Nel mio caso uno di questi oggetti è un secchiellino dello yogurt vuoto che sto usando per raccogliere la frutta selvatica. Ne trovo quasi tutti i giorni, insieme a Pietro, con sorpresa degli altri partecipanti, che comprano e preferiscono frutta finta da Lidl.
Il viaggio è anche ormai entrato organizzativamente in una routine, ma il paesaggio non è per contro mai noioso. Oggi riflettevo che se un fiume piatto, in una terra piatta come la Germania centrale, con cittadine di bellezza modesta, attira tanti turisti nei suoi percorsi organizzati - in bici, in canoa - cosa potrebbe fare l'Italia? Faville! E invece ...
L'altro ieri c'era nel canoa club una coppia con 2 bambine e 2 canoe doppie. Qualche giorno prima avevano comprato il libro "Elba vol.1/2", con descrizione particolareggiata del fiume, dei luoghi di sosta e di ristoro. Hanno fatto i bagagli e sono partiti tranquilli e spensierati. Da noi si potrebbe fare sul Po?
Vabbè, tiriamoci su col cibo. Anche stasera al diavolo il menù crucco con la solita bistecca di maiale. Mi sono fatto fagioli cannellini, sarde, insalata di peperoni e pomodorini, e formaggio di montagna bio. Il pane integrale, questo bisogna riconoscerglielo, è buonissimo.

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Luglio 19, 2017, 09:17:04 am
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18 luglio, nona tappa, da Aken a Magdeburg, dal km276 al km323, 47km.
Anche la tappa di oggi ...
- Andrè, cambia registro perché stai diventando noioso. Dicci anche qualcosa che non va in codesto raduno: sembra tutto bello e meraviglioso!
Ok, allora oggi sarò cattivo. Cominciamo:
1 - ho già ironizzato sulla immancabile presenza, anche esclusiva, di carne, a colazione pranzo e cena. Hanno una cultura alimentare primitiva, anzi da analfabetismo di ritorno, da discount (ma quando sono in coda alla Coop in Italia vedo che anche gli italiani sono sulla stessa strada). Comunque dò la colpa principale alla carne, all'alcol e a un'alimentazione continua (ogni bar lungo fiume è l'occasione per caffè lungo e fetta di torta) se i tedeschi che vedo sono in media così grassi e flaccidi.
2 - Io e Pietro, a cinquanta anni passati, siamo i giovani del gruppo. Il più anziano è una donna di Berlino di 86 anni! Se cercate gioventù, non è il raduno per voi.
3 - Qui la prendo più alla lontana ... Oggi è stata la prima giornata continua di sole del raduno. La temperatura, che di notte scende anche sotto 15°, si è alzata e insieme al sole ci ha finalmente asciugato dopo una decina di giorni umidi. Oggi mentre pagaiavo mi sarei fatto volentieri qualche bagno nel fiume, lasciandomi trasportare dalla corrente. E finalmente vengo al punto, che ho sottaciuto fin qui: l'acqua del fiume è sporca! È marrone, torbida, con schiumetta onnipresente, con strisce qua e là. E mi dicono che ai tempi della DDR era anche peggio. Farei un bagno nel Tevere piuttosto che qui. E ho detto tutto.

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« Ultima modifica: Luglio 19, 2017, 09:24:15 am da Andrea Ricci »
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Luglio 19, 2017, 09:59:55 pm
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19 uglio, decima tappa, da Magdeburg a Rogätz, dal km323 al km351, 28km.
Proprio sul punto 3 - qualità dell'acqua - il fiume ha cominciato a smentirmi una decina di km dopo Magdeburg. La schiumetta si è fatta più rara, la superficie più pulita ... Chissà che tra qualche giorno non ci scappi il bagno. Magari in una piccola baia lungo la sponda. Infatti - non l'ho detto finora - le sponde del fiume sono artificiali, ma rinaturalizzate, in forma di piccole baie che si susseguono, lunghe qualche decina di metri. Lo scopo è di frenare la velocità del fiume e di stimolare vita sulle sponde. Non c'è immondizia, rovi, alberi caduti, come da noi. C'è spiaggia di sabbia o di ciottoli, prato, erba, e più dietro alberi.
Nonostante siano luoghi invitanti per mettere la tenda, starei attento: i pascoli sono spesso vicini e quindi il rischio di zecche è alto.

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« Ultima modifica: Luglio 20, 2017, 10:33:29 pm da Andrea Ricci »
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Luglio 20, 2017, 10:50:03 pm
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20 luglio, undicesima tappa, da Rogätz a Tangermünde, dal km351 al km388, 38km.
A ritroso: un temporale scatenatosi appena sono entrato in tenda; un dopocena davanti tenda con gli amici migliori; una cenetta preparata a quattro mani con Vincenzo; un giro di assaggio della cittadina, non distrutta dalla guerra; una lunga pagaiata chiacchierando di tante cose con Vincenzo, tra cui del menù della cena.
Oggi comunque l'acqua del fiume è tornata poco invitante.
Andrea Ricci
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Luglio 22, 2017, 10:14:46 pm
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22 luglio, dodicesima tappa, da Tangermünde a Havelberg, dal km388 al km423 + 4km, 39km.
Ieri giorno di riposo con visita alla delizia cittadina di Tangermünde, la città dai mattoni rossi.
Stamattina ci siamo svegliati prima perché era prevista pioggia dalla mattinata (puntualmente arrivata). A colazione osservavo i partecipanti, questi anziani, tra i 60 e gli 86 anni di Sigrid da Berlino ... Se invece del canoa club ci fosse stata una casa di riposo; e se invece delle tende bagnate di pioggia ci fossero stati ombrelloni per il sole; e se invece di abbigliamento waterproof avessero indossato vestaglie ... Invece questi anziani fanno vita di campeggio, perfettamente equipaggiati, con padronanza di attrezzature, senza difficoltà e con naturalezza, la stessa con cui la maggioranza dei loro coetanei non va oltre la passeggiata ai giardinetti con i nipoti.
Lungo il percorso al gruppo si incrociano o si aggiungono, per una notte o due, pagaiatori solitari, come Uli, che ha studiato teologia e a breve sarà "parroco"; o la famiglia olandese con 2 Klepper e 2 figlie che "we love free camping!". E tanti altri, ogni giorno, gente che passa vacanze scendendo il fiume, vivendo una vacanza al minimo di risorse e di consumi.
« Ultima modifica: Luglio 22, 2017, 10:43:04 pm da Andrea Ricci »
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Luglio 23, 2017, 09:52:29 pm
Risposta #14

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23 luglio, tredicesima tappa, da Havelberg a Wittenberge, 4km + dal km423 al km455 + 2km; oggi 38km; finora percorsi 504km.
Oggi con un piccolo gruppo più curioso e avventuroso abbiamo percorso un fiume parallelo all'Elba: lo Havel, più naturale, con molti uccelli, un trasbordo, e uno sbarramento con una chiusa ad azionamento manuale autonomo! Cioè, la abbiamo fatta funzionare noi per il nostro passaggio. Poi molto vento contrario, sono stanco.
Parlando con Uli - che ha studiato teologia e tra poco avrà la sua parrocchia, ma già scrive e predica sermoni - le ho detto che io farei sermoni sulla corretta alimentazione, perché i tedeschi sono troppo grassi perché mangiano male, danneggiando sé stessi (e uno potrebbe dire, chissenefrega) e l'ambiente con le loro scelte alimentari. L'occasione mi è arrivata stamattina a colazione, organizzata dalla ciurma del canoa club: uno più obeso dell'altro. Ho detto: da gente simile, scommetti che lo yogurt che ci danno è quello senza grassi e il latte è quello uht parzialmente scremato? Ho indovinato.
Ma la scuola a che serve se non insegna a mangiare, a conoscere i cibi genuini da quelli industriali, a distinguere le erbe buone nei campi e la frutta sugli alberi? E quindi a rispettare l'ambiente e ad apprezzare chi lavora la terra?
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