Autore Topic: Disavventura in kayak all'Elba  (Letto 1010 volte)

Giugno 29, 2017, 01:40:51 pm
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marco ferrario (eko)

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Otto persone su 5 kayak in balia delle onde sono stati salvati dalla Guardia Costiera.


Ho letto la notizia (link riportato sotto) ma
per trarre il maggior insegnamento da questa disavventura
sarebbe interessante conoscere più dettagli,
ad esempio anche:
a) le condizioni di mare e vento
b) la tipologia dei kayak
c) l'esperienza dei kayaker
ecc. ecc.


L'Elba è una delle mete predilette dai kayakers,
nessuno vuole raccontare o commentare?


http://www.tenews.it/giornale/2017/06/28/salvate-otto-persone-uscite-in-mare-con-cinque-kayak-70655/

Giugno 29, 2017, 03:21:03 pm
Risposta #1

Massimiliano "Max" Miselli

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A leggere le poche informazioni dell'articolo si potrebbe presumere che la disavventura sia dovuta più che altro ad imperizia/inesperienza dei kayakers. Su capo Enfola infatti il mare è sempre più mosso che sul resto della costa nord quindi se si parte già con mare formato quando si arriva all'Enfola le condizioni saranno peggiori sicuramente, questo un kayaker prudente e/o con un minimo di esperienza dovrebbe saperlo. Poi sempre dall'articolo pare che nessuno dei canoisti fosse in acqua ribaltato e allora con quattro pagaiate si sarebbe potuto arrivare agevolmente ad una delle spiagge che costeggiano il Centro visite del Parco sul sottile itsmo che collega il capo alla costa, questo mi lascia presumere che siano stati presi dal panico e abbiamo chiamato la Guardia Costiera, intendiamoci meglio chiamarla magari per niente che finire in guai seri. Infine le condizioni meteomarine, come si dice sempre ma troppo spesso per niente, vanno sempre verificate, oggi esistono ottime App per smartphone che ti dicono altezza dell'onda, vento, direzione, temperatura, ecc. ecc. fino a tre/cinque giorni di anticipo, personalmente utilizzo "Seaconditions" (costo abbonamento annuo 14 euro!!) verificato proprio all'Elba a fine maggio con risultati apprezzabili.

Giugno 29, 2017, 05:45:57 pm
Risposta #2

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ma si sa chi sono? Se erano in otto su cinque kayak almeno due kayak erano K2dM. Se ci sono dei K2 presumo che fossero esperti. Erano francesi? Io un inverno ho pagaiato da Porto Azzurro e volevo arrivare a Capoliveri ma a Punta Ripalta ho trovato un mare pazzesco ed ho dovuto fare dietrofront. E' una zona pericolosa la costa est dell'Elba e l'analoga costa ovest, voltato l'angolo, con vento forte.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

We can't afford to squander more of our rivers with dirty dams when real clean energy solutions exist. But... we have to be realistic with our actual energy consumptions!

Giugno 30, 2017, 06:57:25 am
Risposta #3

marittimo

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    ...
Gli organi di informazione riportano tutti più o meno lo stesso trafiletto, forse ricavato dal comunicato stampa della Guardia Costiera.
È quindi difficile ricostruire la vicenda.
Un po’ come la tragedia della barca a vela finita a scogli nell’aprile scorso davanti al porto di Rimini. Sui social si lesse quasi di tutto.

Forse quegli 8 kayakers costituivano un gruppo misto, con esperti e meno esperti.
Forse gli esperti sarebbero anche riusciti ad atterrare in sicurezza, ma avrebbero dovuto abbandonare i meno esperti.
In barca, se non si può riparare a terra, normalmente si prende il largo dove il mare è meno pericoloso, perché l’aumento del fondale riduce notevolmente il frangere dell’onda, che resta più lunga e più dolce. Ovviamente si elimina anche il rischio scogli.

Non potendo però trascorrere in mare il tempo necessario per attendere il passaggio della burrasca, l’unica era chiamare i soccorsi e organizzare al meglio l’attesa, magari unendo i kayak per aumentarne la stabilità ed evitare ribaltamenti.

Comunque anche questa è solo una mera teoria.
L’importante è che sia finita bene.


Giugno 30, 2017, 08:29:34 am
Risposta #4

nolby

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    MARCO

Ho letto la notizia (link riportato sotto) ma
per trarre il maggior insegnamento da questa disavventura
sarebbe interessante conoscere più dettagli,
ad esempio anche:
a) le condizioni di mare e vento
b) la tipologia dei kayak
c) l'esperienza dei kayaker
ecc. ecc.


Esattamente, la notizia è di sicuro impatto... ma per riuscire a renderla utile mancano tutte le info utili.


Se ci sono dei K2 presumo che fossero esperti.

Questo dettaglio è saltato all'occhio anche a me...ma sono arrivato alla supposizione diametralmente opposta.
Cioè che fosse gente con esperienza ed attrezzatura inadatta anche a passare una giornata al lago.

Su altro forum (in cui non si parla di kayak ma di attività all'aria aperta in generale) ho letto cose folli fatte da persone senza esperienza e senza dotazioni di sicurezza e barche adatte ad affrontare il mare.
Io mi sono fatto mille problemi a fare il giro dell'Argentario ad inizio mese e non nascondo che ho avuto un po' di ansia fino all'ultimo... e quando leggo topic di persone che non sono mai state in kayak intenzionate, ad esempio, a fare Piombino-Elba con un SOT da noleggio o un Oasis mi viene la pelle d'oca...per non parlare di imprese epiche fatte con improbabili kayak gonfiabili...

Le disgrazie già succedono a gente preparata, con attrezzatura più che adeguata, che ha fatto una pianificazione precisa ed è stata attenta al meteo (magari è anche il caso di questi sfortunati) ma in certi casi ce la si fa a cercare...come in questo esempio di pochi giorni fa:
http://www.lecconotizie.com/cronaca/salvati-in-grigna-dal-soccorso-alpino-dopo-7-ore-di-intervento-con-grandine-e-fulmini-393036/

Si tratta di montagna ma il discorso è lo stesso. Chi è stato in Grignetta sa che non c'è da prenderla alla leggera neanche di giorno e col bel tempo. Salire in notturna dopo una settimana in cui telegiornali e media in generale davano allerte meteo per quella sera con violenti temporali è veramente da pirla.

Luglio 03, 2017, 01:56:24 pm
Risposta #5

Giovanni Perozzi

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se fate una ricerca "guardia costiera soccorre canoisti" è impressionante vedere quanto ricorrente è questo tipo di intervento.

saluti

Luglio 03, 2017, 04:23:53 pm
Risposta #6

nolby

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    MARCO
se fate una ricerca "guardia costiera soccorre canoisti" è impressionante vedere quanto ricorrente è questo tipo di intervento.

saluti


E' però difficile trovare riferimenti che facciano intuire chi siano quei "canoisti".

Per gli incidenti in montagna è spesso specificato se si tratta di escursionisti esperti e ben equipaggiati o se erano improvvisati scalatori che si sono avventurati in un'impresa più grande di loro.

Per il kayak negli articoli che ho visto si parla in generale di "canoisti" senza altro specificare. Potrebbe esser gente con esperienza di mare con ottimi kayak e tutto l'equipaggiamento come potrebbero essere persone che hanno comprato ieri un kayak gonfiabile perchè trovato in offerta  alla decathlon e si sono messi in mente di attraversare la manica.
Dalle mie parti la maggior parte degli incidenti avvengono ad atleti in allenamento su barche da competizione... persone indubbiamente esperte che navigano solo su acqua piatta... col brutto vizio però di girare su barche estremamente instabili e con addosso solo la tuta da ginnastica anche in pieno inverno. Fortunatamente nella maggior parte dei casi non ci sono gravi conseguenze.

Più che gli articoli di giornale che dicono tutto e niente (e spesso quello che dicono non corrisponde neanche a realtà) sono più interessato ad ascoltare le esperienze negative dei vari kayaker che mi capita di conoscere:
"Impara dagli errori degli altri. Non vivrai abbastanza per compierli tutti"

Luglio 14, 2017, 07:54:11 am
Risposta #7

sfenu

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    ...
Io conosco almeno una dei canoisti coinvolti e a quanto ne so è una persona molto esperta di kayak da mare; credo che sia anche istruttrice. Quando la rivedo le chiedo dettagli e, se vuole, di intervenire direttamente nella discussione

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Luglio 16, 2017, 09:12:04 pm
Risposta #8

sfenu

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    ...
Rettifico: mi ha detto la persona che conosco che il gruppo coinvolto non è il loro

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