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On the Road on the Wave!

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Ettore Ivaldi:
Si doveva partire alle 8 con la Demo Run, ma l'acqua di riflusso non vuole saperne di lasciare il canale di Cunovo. Ore 8,30 team leader meeting per la decsione finale: manche unica a 20 oppure cancellare l'Europeo?  Altra soluzione trasferirlo con il pre-mondiale ad agosto.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Cunovo, 6th June 2010 - European Canoe Slalom Championships

Ettore Ivaldi:
E' ufficiale i Campionati Europei di Canoa Slalom sono stati cancellati. Si torna a casa dopo aver preparato bagagli e riposto le armi nei foderi. L'Eca farà altre proposte per recuperare la rassegna continentale.
Io torno a casa per nuove avventure

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Ettore Ivaldi:
La casa viaggiante non si è praticamente fermata mai. Dopo la delusione e la cancellazione degli Europei di slalom a Bratislava si è spostata in  Val di Sole con tre splendidi cuccioli di ghepardo che stanno crescendo pagaiata dopo pagaiata, onda dopo onda, ricciolo dopo ricciolo, animati dalla forza della corrente, spinti dalla curiosità della vita, in un’estate che è già iniziata da tempo. Pochi giorni, tanta acqua. Poche porte, tante discese e, dopo alcuni giorni di Noce, i giovani  felini sono andati in Francia ad affilare le unghie per un mondiale che porterà sicuramente tante emozioni e alimenterà la loro fame di canoa.
La casa viaggiante, invece,  si è trasferita a Praga sul canale di Troja per la prima gara di coppa del mondo che apre ufficialmente la stagione internazionale.

Praga è una splendida città ricca di storia e in ogni dove resti estasiato ad ammirare palazzi, statue, chiese, guglie, per non parlare delle stravaganti persone che animano giorno e notte questa capitale Boema. Tutto sembra essere così perfetto e rilassato che a volte pensi di vivere in un bella fiaba. Sali sul tram e trovi la pubblicità della gara di Coppa del Mondo... che emozione e che bello per il nostro sport! Il canale, nel quartiere di Troja, ha ospitato negli ultimi dieci anni ben 5 edizioni della coppa del mondo,  una prova iridata nel 2006 e diverse gare internazionali. E pensare che è una struttura canoistica tra le più banali e semplici che abbia mai avuto modo di vedere: un budello d’acqua lungo poco più di 400 metri sul lato destro di una grande diga,  largo dai 12 ai 14, con un salto di 3,6 metri, una portata che può variare tra 14 e 18 m3/sec. e viene classificato tra il 3^ e 4^ grado di difficoltà.
Sulla riva destra del percorso trovano spazio però ben 3 canoa club, un hotel con palestre, tre negozi di canoa e rafting, un ristorante, un campo di agility per i cani e un pittoresco pub in un gigantesco cavallo di legno che ricorda ovviamente l’astuta trappola che lo stesso Ulisse ebbe a che pensare per avere la meglio sui troiani.  Il tutto ben servito dai tram, in 15 minuti si raggiunge ponte Carlo, e da piste ciclabili oltre ovviamente a una comoda strada con ampi parcheggi.
A ridosso del fiume c’è anche un campeggio con tanto di bungalow in legno.  Un tempo mi ricordo che queste moderne casette avevano la forma delle  tende indiane, alte alte, strette, strette. Si dormiva in due molto vicini, e con Renato De Monti nei primi anni ’80, ci ho passato un agosto intero. A quel tempo si sentiva e si percepiva il clima di oppressione in cui viveva Praga e per passare la frontiera con l’Austria si perdevano delle ore per mille controlli sia in entrata che in uscita.

Il programma della prima prova di Coppa del Mondo prevede gare di qualifica per tutte le categorie venerdì18 giugno, sabato 19 semifinali e finali per C1 donne, C1 uomini e C2 e domenica 20 semifinali e finali per K1 uomini e K1 donne. La cosa che mi lascia perplesso è la facilità con cui l’ICF permette ai vari comitati organizzatori di gestire a loro piacimento programmi e orari di gara, senza fissare delle regole precise da rispettare. Se provi poi a chiedere spiegazioni ai vari responsabili loro ti rispondono con il classico: per esigenze televisive! Rimane sempre poi l’assurdità di aver già da tempo designato i tracciatori dei vari percorsi. Se da un lato l’esigenza di guadagnare tempo è comprensibile, dall’altro ne va della correttezza nei confronti di tutti gli atleti che si trovano inevitabilmente con colleghi che hanno avuto modo di provare combinazioni ideate e pensate dai loro allenatori che poi vengono chiamati a disegnare sicuramente il tracciato. Gli inglesi hanno tracciatori in ogni dove... tanto da farci capire che a Londra faranno un pochino quello che vorranno loro.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 17 giugno 2010 - prima prova di Coppa del Mondo Canoa Slalom

Ettore Ivaldi:
Non ho aspettato che la sveglia suonasse questa mattina... il picchiettio della pioggia e la gioia di vivere  una giornata all’insegna delle gare di qualifica mi hanno buttato giù dal letto con ampio anticipo. Come sempre mi sono organizzato per tempo nella tenda video e, una volta visto il percorso con gli atleti individualmente, mi sono seduto davanti ai tre computer e sono entrato nel vivo di questa giornata di apertura di una Coppa che assicura spettacolo, emozioni e tante storie da raccontare.
Le donne in canadese mi hanno riportato agli anni ’70 quando era uso tra gli specialisti del C1 cambiare pala all’occorrenza.  Una ragazzina dagli occhi di ghiaccio e dalla pelle color ambra nata nel 1994 ha messo in fila una lista di 15 colleghe inginocchiate che entrano di diritto nella storia di questa specialità che, se pure agli albori, sta facendo passi da gigante. Ora sono al 33% di distacco dal miglior kayak maschile e diverse di loro hanno messo in scena ottime sfilate, agganci, spostamenti laterali e veloci cambi di direzione.
Di tutt’altro carattere la gara della canadese maschile con un David Florence scatenato in tutte e due le prove. Ora mi nasce la curiosità di capire perché l’argento olimpico di Bejing 2008, dopo una spettacolare prima manche in cui era finito secondo dietro allo slovacco Slafkovsky, non abbia optato per una seconda discesa più tranquilla risparmiando energie per il C2, invece di volere a tutti i costi la vittoria in una gara che ha solo lo scopo di far passare il turno senza colpo ferire! Dovrebbe ispirarsi di più all’amico “Michelino”  - al secolo Michal Martikan -  che lascia vincere in batteria gli avversari, regalando  loro illusione e gloria per 24 ore per poi piazzare la stoccata perfetta quando serve e conta. Lui, il dio del C1, alla porta 21 ha praticamente smesso di pagaiare sia in prima che seconda manche nonostante un due e ha fermato il cronometro a 0,96 da Florence. Mi ricorda tanto  il ciclista Indurain che lasciava ai suoi gregari vittorie di tappa per portarsi poi a casa Giro e Tour: tutti contenti e bravi, ma il vero “matador” era lui.
Il C2 non ha visto al via gli equipaggi francesi e neppure i neo campioni del mondo nella prova classica e sprint in discesa e cioè gli sloveni Taljat/Bozic bronzo anche ai mondiali slalom 2009 a Seu d’Urgell. Evidentemente la coppa non per tutti rappresenta il traguardo della stagione tanto è che anche  transalpini e spagnoli hanno portato la squadra U23 all’esordio in Coppa. A parte tutto ciò i gemelli Hochschorner mi hanno ancora una volta entusiasmato all’uscita della porta cinque dove hanno fatto girare praticamente in aria il loro scafo, staccandosi per un attimo dall’elemento liquido per entrare in quello gassoso. Il resto è quasi routine con Benetti /Masoero che passano agevolmente le batterie anche con una penalità molto dubbiosa. Nota di merito a Ferrari/Camporesi, che non si lasciano scappare la ghiotta occasione delle numerose assenze per passare in semifinale. I distacchi però sono ancora troppo pesanti per aspirare ad una finale... mi domando ma i due tecnici nazionali della canadese perché non sono venuti?
Chi veramente merita una menzione speciale è proprio Lei... dimenticata, maltrattata, ostacolata, rinnegata, portata sul punto del tracollo e dell’abbandono eccola che rispunta a livello internazionale  come un fiore a primavera, come un raggio di sole in una fredda e oscura  realtà italiana in rosa. Con un do di petto è capace di salvare l’amata Patria, sfodera una tecnica al passo coi tempi moderni, si infila nella risalita nove con maestria e coraggio, si fa spostare dall’acqua nel turacciolo 11 - 12. Tiene lucentezza per il resto del percorso e si proietta nello scatto finale come mai l’avevamo vista fare prima: brava Cri, ci si rivede in semifinale domenica, anche se il percorso non ti piace particolarmente!
Gli americani usano l’espressione “no comment” per non parlare di  situazioni imbarazzanti, quindi mutuo dall’inglese il saggio detto e non aggiungo, al settore femminile, altro se non ripetere quello che dalla notte dei tempi vado dicendo e scrivendo:  giovinette e signorine dovrebbero essere seguite a dovere e non certo in Coppa a fare tristi figure.  Per la cronaca la gara del Kayak femminile è andata all’austriaca Corinna Kuhnle autrice di due manche fotocopiate e praticamente perfette. Dukatova rimane sotto i 90 secondi e si piazza al secondo posto mentre alla britannica Blakeman - fuori dalla squadra per europei e mondiali - la terza piazza è una vera e propria riscossa.
Come alle nozze di Canaan il vino più buono si è gustato alla fine con una gara dei kappa uno uomini superlativa che, visto il livello, ha avuto il sapore di una finale. Per passare il turno non è ammesso sbagliare e soprattutto chi fa bene la prima manche ci riprova anche in seconda e non si accontenta mai. Ha vinto un Grimm splendido e bello da vedere nel gesto e nell’espressione tecnica sul polacco Popiela e su Kauzer e Molmenti che fanno registrare lo stesso identico tempo: se fossi loro mi giocherei un ambo - 79 e 70  sulla ruota di Venezia - Negli 81 secondi ci sono stati 10 atleti e 15 negli 82. Con un 83 alto si rimaneva fuori e pensare che questa è solo la qualifica, chissà cosa ci aspetta  per semifinali e finali, ma tranquilli... vi tengo aggiornati!

Classifiche e video su www.slalomtroja.cz  o www.results.cz   

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 18 giugno 2010 qualification day  - 1st race of Slalom  World Cup

Ettore Ivaldi:
Tanto era fluido e scorrevole il percorso delle qualifiche tanto si è dimostrato ostico e senza senso il percorso della semifinale e finale. Eppure i tracciatori sono due  ex slalomisti di livello e tecnici affermati da tempo. Il primo è Mark Delaney, un inglese cresciuto con la pagaia e, inginocchiato per molti anni, ha conquistato piazzamenti in diverse manifestazioni internazionali. Passato ad allenare i C1 inglesi dopo 14 anni di squadra nazionale come atleta,  è ora una colonna portante del team di sua maestà la regina. Il secondo è un francese trapiantato nella terra dei canguri da poco più di un anno, Yann Lepennec in passato aveva pagaiato nella canadese doppia con Philippe Quemerais dal 1998 al 2006 conquistando un quinto posto ai Giochi Olimpici di Atene 2004.

Bene! Questi due signori  hanno seguito, come principio ispiratore,  l’idea di fare un tracciato semplice per le qualifiche e uno decisamente più complesso per semifinali e finali. Lo scopo è presto detto: così facendo si offre a tutti la possibilità di passare in semifinale, mentre poi la finale deve essere conquistata con più ardore.  Il problema è che l’obiettivo non è stato raggiunto visto che un paio di combinazioni hanno rovinato il sano intento.  Mi riferisco in modo particolare alla combinazione 5 - 6  e alla 11 - 12 che costringono, in entrambi i casi,  gli atleti ad una retro senza senso per rimontare terreno al fine di raggiungere la porta successiva.  Si capisce bene che tutto ciò non ha logicità né per il canoista, né per chi invece segue l’evento in televisione. Il primo è costretto a sprecare una montagna di energie che, viceversa, potrebbe utilizzare per far corre la canoa, mentre il secondo, seduto comodamente sul suo divano di casa, non riesce a seguire la discesa vedendo questi atleti che scendono il tracciato più con la punta in sù che nel verso della corrente. Così facendo si perde il senso della velocità: elemento base  per molti sport.

In questa prima prova di Coppa del mondo sembra valere il principio che non sempre chi vince una batteria o la semifinale poi si porta a casa anche la vittoria  e mai come oggi la cosa si è dimostrata veritiera. La ragazzina dagli occhi di ghiaccio, al secolo Jessica Fox - vi dice nulla il cognome? - domina la semifinale sulla Dukatova e in finale entrambe si giocano la gara al salto della 18 che probabilmente sottovalutano e le porta lunghe tanto da perdere tempo e porta successiva. La gara della canadese in rosa registra la prima vittoria assoluta della Cina che non si accontenta solo dell’oro con Nangin Cen, ma duplica con l’argento della giovanissima Qianqian Teng, poco più che sedicenne. Bronzo alla slovacca  Katerina Macova allenata da Juri Mincik.
Florence, che si era dannato a vincere la qualifica, resta fuori dalla finale con un salto di porta proprio alla 12.  Jezek, padrone di casa e responsabile dell’organizzazione,  domina la semifinale e finirà poi in quinta posizione dopo aver dato spettacolo ed essere andato lungo alla 19 in risalita. Martikan che prova a dimostrare al mondo che la combinazione 5 e 6 si può fare anche diritta si qualifica per il rotto della cuffia e in finale ritocca l’ultima risalita a sinistra, fa registrare il terzo tempo, ma chiude in ottava posizione. La gara va al ceco  Michal Jane che l’8 luglio compirà 24 anni con un passato di discreto livello nella categoria junior - campione del mondo a squadre nel 2004 - e un 8^ posto agli europei U23 lo scorso anno a Liptovosky. Più giovane di lui di un anno è lo sloveno Benjamin Savsek che prende 1,41 da Jane e si infila al collo un argento importante. Bronzo a Alexander Slafkovsky che di anni ne ha fatti 27 il 24 marzo e che piace tanto al mio amico Skillo.

Che fosse  il giorno della Cina lo si era capito dalle prime battute di questo sabato di metà giugno, ma che riuscissero a vincere nella canadese doppia sembrava cosa decisamente impossibile. Eppure Minghai Hu e Junrong Shu, con un percorso pulito,  l’hanno spuntata su degli Hochschoner  che hanno dovuto fare i conti con due tocchi  di troppo e quando si sono resi conto del brutto affare non hanno avuto il tempo materiale per recuperare tutto lo svantaggio:  sarebbero bastati pochi metri in più e quel ritardo di 0,33 si sarebbe sicuramente trasformato in un vantaggio. Terzi i polacchi dai nomi impronunciabili Szczepanski/Pochwala -  per fortuna che devo scriverlo e non devo speakerarlo. Gli italiani Benetti/Masoero, entrati in finale con il quarto  tempo e quattro  penalità, sono incappati in due errori pesanti, alla 11 e alla 19 che sono costati cari al fine del risultato di giornata. Complessivamente le buone cose viste fanno ben sperare per il futuro che è tutto nelle loro pagaie.

Interessante l’iniziativa della “Tipsport.net” che ha allestito un banco di scommesse per puntare sugli atleti in gara e si sa che tutto ciò attira pubblico e interessi, visto che ormai non ci rimane che tentare nella fortuna con lotterie, gratta e vinci, scommesse su cavalli, corridori e da oggi anche sui canoisti!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Praga, 19 giugno 2010 - 2nd day  di Coppa del Mondo di Canoa Slalom   

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