Autore Topic: AEM (Automated External Defibrillator's)  (Letto 2327 volte)

Maggio 28, 2008, 09:26:37 pm
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Dani Ckfiumi

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                   Inoltro per conto di Pamina Vitta
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Questo week end sul Cheat (West Virginia, USA - III/IV) e' morto il cliente di un gommone per arresto cardiaco (infarto). E' la seconda vittima in due settimane su questo fiume, per lo stesso male. Da notare che il Cheat e' un fiume piuttosto lungo (4-6 ore), che scorre in un canyon senza alcun accesso stradale dall'imbarco fino allo sbarco.

Si e' accesa una discussione interessante su alcuni forum americani sulla necessita' di portare un AEM (Automated External Defibrillator's, non conosco il nome italiano; credo semplicemente defibrillatore) durante river trip o discese in gommone in cui non vi sia accesso per I mezzi di soccorso.

Sarei tentata di giudicare questa iniziativa come eccessiva (american style!). Tuttavia leggevo quanto semplici siano da utilizzare (previo corso di formazione -di 5 giorni mi pare-), quanto contenuto sia il costo (sui 1000$), quanto portabile sia nelle dimensioni (una valigetta simile a quelle stagne per le macchine fotografiche) e che margine di successo abbiano nel salvare le persone, che mi sono parzialmente ricreduta.

Non so quale sia la causa esatta di un arresto cardiaco; posso confermare che negli USA  e' cosa piuttosto comune sentire notizie di infarti lungo il fiume; ovvero mi e' capitato piu' volte (l'ultima a settembre, un ragazzo poco piu' che ventenne salvatosi grazie al rapido interevento di un'ambulanza) di sentire di clienti rafting vittime di infarti. Certo qui la quantita' di persone che praticano rafting e' enorme, non paragonabile minimamente ai 4 gatti che lo praticano in Italia; dunque e' plausibile che l'incidenza riscontrata di arresti caridaci sia maggiore che da noi. Inoltre le abitudini alimentari americane… insomma non voglio dilungarmi; ma per fare un esempio, la vittima di questo week end pesava sui 150kg!!!!! Qualcuno giustamente sosteneva che il problema stava a monte: ovvero una persona obesa forse non dovrebbe essere ammessa sul gommone (tuttavia in questo paese un discorso del genere e' rischioso perche' tacciabile di discriminazione).

Mi chiedo pero' se non sia difficile diagnosticare un arresto cardiaco e non confonderlo per qualche altro problema, in una situazione complessa come puo' essere quella del recupero di una persona finita a bagno, possibilmente priva di coscienza, senza avere una significativa formazione medica. O quali siano I vantaggi rispetto ad un massaggio cardiaco, ecc. Insomma i pro e i contro.

Pamina
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Maggio 29, 2008, 10:57:41 pm
Risposta #1

Andrea Gangemi

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    La vita e` un lungo traghetto.
    • la sezione kayak di harzack
Ciao Dani, ciao Pamina

Avete sollevato un argomento che mi interessa molto, spero che questa discusssione  si apra su un discorso più generico sul pronto soccorso in fiume.

Durante la mia permanenza a Milano ho prestato servizio come soccorritore volontario in una società di pubblica assistenza convenzionata con il 118.
Ti riporto la mia esperienza, anche se sono passati 3 anni (mi fa effetto pensarci) e spero che la situazione sia migliorata.

Chiedo in anticipo scusa se dirò qualche inesattezza, è passato del tempo e non sono un medico. Grazie in anticipo a chi mi correggerà.

Il defribillatore automatico è un oggetto molto evoluto e facile da usare, in pratica sulla  confezione sono riportate le istruzioni per posizionare gli elettrodi sull'infortunato.
Una volta fatto questo si preme un  pulsante e il dispositivo fa automaticamente una diagnosi e decide da solo se il cuore sia in fibrillazione e avviare o meno la procedura di defribillazione.
Se questo è il caso lo strumento avverte, parlando, di allontanarsi e invia la scarica elettrica.
In pratica gestisce la situazione in modo autonomo con un minimo intervento umano.

Sembrerebbe facile da usare e pare sia così, tant'è vero che in USA ogni locale pubblico ne ha uno in dotazione.

In italia la cosa era (è ?) diversa.
Dove prestavo servizio solo un'ambulanza era equipaggiata con il defribillatore e
l'ANPAS faceva il corso solo ai caposervizi.

Cosa vuol dire?
Che noi italiani siamo i soliti fessi?
Francamente non so, è anche vero che in USA su certe cose non vanno troppo per il sottile... Lascio il giudizio a chi ha facoltà di parlare.
 
Personalmente ritengo che in Italia, dove oltretutto sono pochi i fiumi veramente lontani da centri abitati, sarebbe molto opportuno cominciare a portarsi dietro un cellulare (spento), un kit di pronto soccorso e avere delle nozioni di BLS (ovvero saper ventilare e saper fare un masssaggio cardiaco)

ciao
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino