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Ciò che resta della tedesca "Lega dei Gentiluomini" ...

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Vittorio Pongolini

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Ciao a tutti. Ho ricevuto questa email dal mio amico Franz Bettinger che, tra le altre cose, mi riporta la condizione della  "League of Gentleman" , un gruppo di immarcescibili canoisti fluviali tedeschi, con qualche austriaco periodicamente aggregato, che per decenni hanno percorso i fiumi dell'Europa, alcuni con le mogli aggregate che li recuperavano, a partire dai primi anni '70.
Penso quindi di far cosa gradita a tutti i lettori di CKItalia, nel riportare la loro condizione perchè, sic, ...prima o poi a noi tutti, se proseguiremo  nel nostro sport prediletto, come loro hanno fatto fino alla fine delle loro possibilità, capiterà di gettare la spugna. E' una realtà che dovremo considerare anche se ora  siamo ancora soggetti invincibili sui fiumi, uomini duri, dalle braccia d'acciaio e il cuore d'oro, con la mente disposta ad affrontare ogni difficile situazione da superare ad ogni costo.

Ve la riporto prima in inglese e poi sotto tradotta:

"By the way: Wolf Steinwendner (whom you know of Greece) sent an email, "before it is too late“ (he wrote). He (86) and his wife Brita are alive, as all others from the League of Gentlemen. Helmut is still wandering about the alps and among the fittest. His brother Gerhard is in a home and dement and has two new (not so good) hips. Kurt had an heart operation and suffers from severe hearing difficulties. Brita and Wolf are still healthy, although Wolf was diagnosed yesterday with Parkinson. Wolf has also a new knee and can’t smell anything anymore. Brita had an eye operation (and is still writing books). Typical about old age is: stiffness and slowness. Wolf thanks us for the highlight of his life, which was (to my astonishment) NZ (so he says) and also for many wonderful trips in Greece. He is aware that „political ghosts" brought us (me and him) apart 6 years ago."

"A proposito: Wolf Steinwendner (che conosci della Grecia) ha inviato un'e-mail, "prima che sia troppo tardi" (ha scritto). Lui (86) e sua moglie Brita sono vivi, come tutti gli altri della "Lega dei Gentiluomini". Helmut è ancora in giro per le alpi e tra i più in forma. Suo fratello Gerhard è in una casa di demenza e ha due anche nuove (non così buone). Kurt è stato operato al cuore e soffre di gravi difficoltà di udito. Brita e Wolf sono ancora sani, anche se a Wolf è stato diagnosticato ieri il Parkinson. Wolf ha anche un ginocchio nuovo e non sente più niente. Brita ha subito un'operazione agli occhi (e sta ancora scrivendo libri). Sono tipiche della vecchiaia la rigidità e la lentezza. Wolf mi ringrazia per il momento clou della sua vita, che è stata (con mio stupore) la Nuova Zelanda (così dice) e anche per molti meravigliosi viaggi in Grecia. È consapevole che i "fantasmi politici" ci hanno separato (me e lui) 6 anni fa. (n.d.t. non so come interpretare quest'ultimo periodo)."

Ecco, è una pezzo che riporta la realtà ottuagenaria di alcune vite di canoisti che hanno affrontato ed esplorato fiumi in tutt'Europa e nel mondo (mi raccontarono una volta in Grecia , intorno ad un fuoco, dove ebbi il privilegio di conoscerli e di scendere con loro l'Erymanthos ed altri fiumi più facili -  erano già sulla settantina abbondante  allora - che quando scoppiò la guerra dei Balcani erano in canoa per fiumi yugoslavi e vedevano dalle canoe che gli eserciti si sparavano l'un l'altro... Non vi dico quello che mi raccontarono riguardo alla fuga, coi furgoni camperizzati, una volta sbarcati, da quel teatro bellico) e che stanno ormai affrontando delle fasi di sopravvivenza ben più ardue dello scendere in canoa fiumi di quinto grado.
Concludo, per darvi un'ultima unità di misura che Kurt mi disse, portandosi la canoa in spalla allo sbarco dell'Erymanthos: "Non so se il prossimo anno riuscirò ancora a venire in Grecia ...sto facendo troppa fatica a trasportare sulla spalla il kayak ...non posso pesare troppo sugli altri e quest'affare, accidenti,  pesa troppo per la mia spalla!". Era il 2012 e credo avesse un 75 anni...
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Lorenzo Molinari

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Il destino dei fortunati che arrivano alla vecchiaia...
Probabilmente per coloro che hanno condotto una vita sportiva come la loro, è più difficile accettare il decadimento fisico, rispetto a coloro che hanno vissuto in modo sedentaria e meno si accorgono del proprio declino fisico, dovuto all'avanzare dell'età.
Oltretutto l'usura derivante da una eccessiva attività fisica (come molti non più giovanissimi oggi tendono a fare), se non adeguatamente gestita, alimentazione inclusa, può portare prematuramente ad artrosi e altri problemini, ma qui mi fermo per ignoranza. Il dr. Francesco Balducci docet.

Vittorio Pongolini

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Qui ho la risposta di Franz ad un mio interpello sui vari nomi di tutti coloro che sono nella prima foto sopra con aggiunte le caratteristiche "politico-sanitarie" (tempo di covid e di migranti):

From left to right:
Amelie, Prof. for History (dead, I forgot his name), Gerhard (dement), John (vaccinated), Helmut (healthy), Vittorio (double vaccinated, but healthy), Franz (a bit crazy), Wolf Steinwendner (pro migrants, Parkinson), Kurt Pretzelmeyer (almost deaf, 7 times gold medal winner in the Olympics), Werner (many problems).

Mi soffermo però sull'austriaco Kurt Pretzelmeyer, quello in maglietta rossa, secondo da destra, che è stato sette volte medaglia d'oro tra Mondiali e Olimpiadi, soprattutto in slalom, ma anche in discesa e in acque ferme. Beh, ragazzi, è quasi sordo ora ma è stato un grandissimo campione!:

https://en.wikipedia.org/wiki/Kurt_Presslmayr

e ancora:

http://www.kanugeschichte.net/leistungssport.html  , dove scopro - scendete un po' in basso in  questo link - che venne chiamato "forelle- steyr" ,credo si traduca con "la trota dello steyr".

Beh...io avevo 13 anni e ed ero a Merano nel 1971 e l'ho visto vincere la gara a squadre di slalom. Non lo sapevo della sua presenza di allora ma l'ho scoperto adesso. Quarant'anni dopo, nel 2012 allora, scopro di averlo gi  incrociato.

Così va il mondo degli sportivi.
Ultima modifica: Novembre 15, 2021, 04:41:41 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.