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Controsenso

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marco ferrario (eko)

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Ormai è assodato, l'assembramento è il comportamento più a rischio per la proliferazione del virus.
Deduco che anche nell'ambito dell'attività sportiva, andrebbe assolutamente evitato l'assembramento e agevolate le attività sportive svolte in condizioni di distanziamento.

Domenica scorsa un amico ha assistito a una partita di pallavolo in palestra in cui giocava la sua giovanissima figlia, mi ha poi raccontato che durante i time-out, le ragazzine, senza mascherina indossata, si  assiepavano attorno al loro allenatore il quale, con la mascherina abbassata sul collo, perciò inservibile, animatamente, come può fare un allenatore,  dispensava consigli alle giovanissime atlete, il tutto avveniva a pochissimi centimetri di distanza tra loro.

Il mio sport invece è il kayak, praticato in solitaria sui laghi di Lombardia, ma, a causa dei divieti del DPCM, non potendo salire in auto per spostarmi col mio kayak nel paese situato sulla riva del lago, lo scorso fine settimana sono uscito per una solitaria passeggiata a piedi.

Durante la passeggiata ho notato per le strade moltissimi ciclisti, distanziati o solitari, ma altrettanti invece compattati in gruppi, viaggiano serrati e affiancati, parlando ovviamente senza mascherina indossata e non rispettando la distanza di sicurezza raccomandata. Non solo procedevano affiancati tra loro ma anche a ruota e perciò, chi sta dietro, riceve inevitabilmente  una cospicua dose di goccioline emesse dal respiro e dal parlare di chi sta davanti. (Fotografie allegate).

In questi periodi di covid non sarebbe più semplice e logico consentire tutti gli spostamenti e i comportamenti solitari e/o opportunamente distanziati e bandire punendo se necessario i comportamenti non rispettosi del distanziamento?