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Le canoe da white water si stanno riallungando!

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Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Salve a tutti e buon 2020. Leggo dalla rivista online americana Paddling Magazine una pubblicità riguardo una nuova canoa della Piranha che arriverà sul mercato in aprile, la 12R. 12 è una misura in feet, piedi, che in metri fanno quasi 3,66. Per inserire in una categoria queste "nuove" barche hanno mutuato dal surf un termine "nuovo", tra virgolette: è una Longboat (nel surf si dice Longboard... e andavano di moda negli anni '60 e primi '70, come si vede nel film "Un mercoledì da leoni" riguardo alle tavole artigianali da surf della "Bear"). Leggendo poi l'articolo ravvedo che altre marche di canoe da fiume e torrente le hanno già proposte, quali la Dagger Green Boat, lunga 3,58 m, la Liquidlogic Stinger XP, lunga la bellezza di 3,78 m e la Jackson Karma UL, da 3,38 e rotti m. Tutte hanno larghezze da circa 0,62 m e l'impressione, almeno visiva, è che siano più filanti delle più tozze attuali canoe da torrente che vanno per la maggiore, commercialmente parlando. Nell'articolo si riporta una prova generale e si dice che vanno veloci (ma guarda un po'...) e che per questo si usano nelle gare d'alto corso, in una categoria a parte. Sono anche logicamente più stabili, avendo più superficie di appoggio nella parte chigliata e risentendo meno del su e giù poiché seguono meno le variazioni di livello delle onde nelle rapide (che è poi il concetto per cui le Canoe Canadesi da White Water pallonate devono essere il più lunghe possibile per far entrare meno acqua nello scafo), anche se ammetto che per questi due motivi possono essere meno divertenti.
Orbene, in italia, i nostri produttori, Rainbow in primis, hanno mantenuto in listino canoe degli anni '90 che sono praticamente uguali a queste e per questo costano davvero poco: con una aggiustatura attualizzata dell'assetto del pozzetto (che ora sono a dir poco spaziali!) ci si potrebbe trovare in listino canoe da fiume e da gare da alto corso per davvero poco prezzo perchè i produttori non devono più ammortizzare i costi fissi degli stampi nuovi.
La morale è che ci troviamo palesemente di fronte ad un ritorno al passato. Resta da vedere se il riproporre canoe "Longboat" ha solo i motivi commerciali di una moda oppure se sarà un ritorno stabile e se rimarranno nei listini oltre le pagine web delle nuove proposte.
Io, per concludere, continuerò ad usare su fiumi facili la mia Dancer XT Perception rossa da 3,55 m degli anni '80, ri-acquistata due anni fa per 70 € da chi la teneva al buio da troppi anni e se ne voleva disfare. Certo ha un pozzetto che è una trappola, ma non pesa niente e fila come un razzo!
Ultima modifica: Gennaio 24, 2020, 12:52:29 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Lorenzo Molinari

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La plastica della mia Lollipot pare sia ancora in ottimo stato! Pronta per nuove discese.
A parte la battuta, i kayak di allora non avevano il rocker di quelli di adesso (soprattutto la Lollipop, la Dancer XT un filo meglio), presentavano volumi diversamente distribuiti e punte più accentuate, tali da renderli molto più soggetti a incastrarsi sotto i massi di quelli attuali. Oltre ai pozzetti più piccoli e ai rinforzi interni meno efficaci, ecc.
Evoluzione c'è stata e se ora si tende a kayak più lunghi credo sia perché nel mondo si scendono fiumi con grande portata e pendenze mediamente inferiori a quelli del nostro versante alpino e dei nostri Appennini, dove invece kayak più corti sono sempre preferibili, magari senza eccedere con i volumi quando si affrontano fiumi torrentizi e non particolarmente impegnativi.

nolby

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Mi permetto di inserirmi in questa discussione anche se non mi riguarda.

Noto però simpaticamente che si parla di costruttori italiani che negli anni '90 costruivano barche che oggi, piuttosto che invecchiate, hanno l'aria di essere particolarmente attuali.

E' la stessa cosa che mi viene in mente quando vedo ASA KdM e Kanuk che, se paragonati ai modernissimi punti di riferimento dei kayak da spedizione (Tiderace Pace 17 e simili), sembrano ideati in tempi recentissimi.

PS: di recente ho provato il fiberline genesis 5000, altro kayak datato made in Italy con linee moderne e che in acqua è di una leggerezza unica.
Ultima modifica: Gennaio 28, 2020, 07:15:25 pm da nolby