CKI il forum della canoa italiana

Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi?

(Letto 8967 volte)

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
volevo esprimere un pensiero banale banale...

Daniele, il tuo pensiero non è banale, anzi è molto bello.

Mi spiace che nessuno ha risposto positivamente alla domanda madre posta inizialmente da Vittorio: in sostanza dove è possibile fare canoa fluviale in questa stagione nel nostro arco alpino?

Documento qui la situazione osservata sabato scorso durante la mia ultima escursione in kayak

http://www.leccoonline.com/articolo.php?idd=43430&origine=1&t=Un+lettore%3A+Mera...+sabbia.+Spettacolo+desolante+sul+Lago+di+Mezzola
#
https://www.larionews.com/lario/immagini-mera-di-sabbia-il-deserto-avanza-nellalto-lario

Le immagini parlano più di tante parole.

Intanto ieri, sul Lario, ma non solo qui, ancora una ennesima bufera con venti a 100 all'ora, altri numerosi alberi caduti, già provati dalla siccità e con le radici sempre più deboli.

Il problema climatico è sempre più incombente e reale, l'uomo può e deve fare qualche cosa, oggi c'è lo chiedono e lo insegnano molti dei nostri ragazzi.
Ultima modifica: Marzo 26, 2019, 04:28:59 pm da marco ferrario (eko)

crazyjoe

  • Md Member
  • ***
  • *
  • Post: 12
Partire dal problema pratico di dove trovare acqua in primavera per la mia barchetta senza riflettere sul perché ci si sia ridotti così è un po' come rinnegare la conseguenza più bella e sensata della mia carriera canoistica: una maggiore coscienza ambientale.
Trovo logico che la domanda porti alla conseguente discussione sul perché e sul per come. Mi stupirei del contrario.
E allora, non sentendomi un vecchio babbione per questo e non indulgendo ad un immotivato ottimismo, vorrei dire la mia. 
Non credo che basti l'appello alla morigeratezza, che comunque aiuta, forse una riflessione su un modello sociale e produttivo basato sull'arraffare più che si può nel più breve tempo possibile, potrebbe offrire spunti anche sulla nostra più consapevole e attiva partecipazione alla vita sociale del mondo di cui, casualmente e temporaneamente, facciamo parte.
Ma questa si chiama politica.
Forse si potrebbe partire dal dubbio che il modo di vivere e di produrre che conosciamo sia l'unico possibile e cominciare a pensarne un altro.
Ma questa si chiama politica.
Se poi, convintamente, diciamo: "non parliamo di queste cose perché non centrano niente col mio andare in barchetta" ecco che diamo il nostro piccolo contributo a che le cose rimangano così come sono cioè continuino a peggiorare.
Con buona pace delle nostre barchette e dei nostri figli. Basta essere coerenti

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
Ci lamentiamo di questo inverno anomalo, ma il pianeta non ha confini.
Per fare solo un esempio, ma si potrebbe farne molti altri, rimanendo in tema di fiumi, in Alaska essi non ghiacciano più, a causa delle temperature invernali che superano di 20 gradi la media (dati dell'Alaska Center for Climate Assessment).

Riscaldamento globale, rifiuti, plastica, inquinamento, siccità, alluvioni, tempeste, deforestazioni e morti per disastri ambientali, l'uomo che ha causato i mali della Terra, non ha più tempo da perdere.

Dati poco rassicuranti vengono diffusi da enti e istituti che certificano l'urgenza di intervenire contro i cambiamenti climatici.
Il rapporto "La Dichiarazione sullo stato del clima globale 2018" stilato dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), raccoglie i contributi di esperti scientifici e ci fa sapere che nel 2018 la maggior parte dei pericoli naturali che hanno interessato circa 62 milioni di persone sono stati associati a eventi meteo e climatici estremi.
La Dichiarazione descrive i rischi legati al clima e gli impatti sulla salute umana e sul benessere, le migrazioni, la sicurezza alimentare, ecc.
Una nuova conferma che il riscaldamento globale va frenato.
Non riuscire più a discendere un fiume è un segnale evidente del procedere del cambiamento climatico.

La mia espressione "... avere lo sguardo oltre la prua ..." è un invito a tutti a saper guardare più in là, allungando lo sguardo oltre la media distanza corrispondente alla lunghezza del kayak, per poi analizzare con consapevolezza quello che si vede e si vive, studiando e riflettendo.
Chiedo scusa se nei miei precedenti interventi, sono stato poco chiaro e perciò quello che davo per scontato, non da tutti è stato compreso per il verso giusto.

Sembra che nei prossimi giorni arriverà finalmente la pioggia e una bella nevicata sull'arco alpino, forse presto tornerà a scorrere un po' d'acqua e nei nostri fiumi si riuscirà a navigare con gioia canoistica, ciò non toglie che lo sconvolgimento climatico è un fatto ormai incontestabile.
Ultima modifica: Aprile 02, 2019, 12:23:56 pm da marco ferrario (eko)

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 662
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine. Certo, non si riuscirà a colmare il gap pluvo - nivale dovuto alla carenza di precipitazioni di tutti questi mesi invernali in cui non è stato depositato un manto nevoso adeguato che garantisca la fornitura di acqua a noi canoisti e agli agricoltori per il periodo estivo, ma almeno abbiamo visto anche nel nord ovest un po' di pioggia e le cime imbiancate. L'augurio è che continui a piovere e nevicare finché le temperature rimangono sufficientemente basse per evitare corrivazioni di piogge eccessive e scioglimenti di neve troppo repentini. Che la natura ci metta una pezza dopo che ci ha fatto sospirare per mesi!
Ultima modifica: Aprile 08, 2019, 03:51:42 pm da Vittorio Pongolini
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
Sono arrivate pioggia e neve sulle Alpi. Come nelle migliori commedie c'è stato il lieto fine.

I ghiacciai spariscono come quello sul Gran Sasso mentre sull'arco alpino altri stanno collassando.

Le riserve idriche sulle Alpi si sono dimezzate nell'ultimo secolo e con le temperature attuali tutti i ghiacciai sotto i 3.500 metri rischiano di sparire entro il 2050.

È evidente che purtroppo siamo molto lontani dal lieto fine.
Ultima modifica: Settembre 27, 2019, 10:26:07 pm da marco ferrario (eko)

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
Sulle Alpi sta già nevicando in abbondanza, mentre da Venezia a Matera c'è acqua, troppa acqua.
Non possiamo certamente gioire, anzi, la domanda di Vittorio, "che ne sarà di noi?" è sempre più attuale e drammatica e la nostra presa di coscienza è indispensabile perchè, anche se riusciremo ancora a fare delle belle discese in kayak, non siamo al lieto fine della "commedia".

Gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti.
 A lunghi periodi di siccità tale da lasciare i fiumi in secca, si susseguono alluvioni e cicloni con venti fuori dal comune e con una frequenza mai vista prima d'ora.
 I dati registrati dell’European severe weath https://www.eswd.eu/
non possono essere presi con superficialità o smentiti.
 L'evento straordinario è diventato ormai ordinario.
Dobbiamo renderci conto che siamo nel bel mezzo di una crisi climatica.

P.S.
- In questa animazione realizzata dalle due accademie scientifiche più prestigiose al mondo (Royal society britannica e National academy of sciences statunitense), si spiega cosa accade al clima della Terra.
https://www.internazionale.it/video/2015/02/09/
il-riscaldamento-globale-spiegato-in-un-minuto
- Quest'altro è un brevissimo video della Nasa e rappresenta il mutamento della temperature del nostro pianeta negli ultimi 130 anni. ://youtu.be/2DwZL0WeqoI
- Sulle cause, ecco un video animato, sempre di un minuto. :/Un/youtu.be/Fv-L4q5mAo8
Ultima modifica: Novembre 16, 2019, 12:24:55 pm da marco ferrario (eko)

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335

Un anno fa, Vittorio apriva questo topic con una domanda che alla luce degli ultimi fatti è rimasta terribilmente attuale.

Al di là del coronavirus da tutti vissuto in questi giorni con ansia, isolamento e reclusione, domani inizia la primavera, ma l'inverno ?

In autunno abbiamo avuto giornate con venti ciclonici e tempeste d'acqua che in poche ore hanno sconvolto molte nostre città, vere e proprie alluvioni; ma dopo l'autunno, chi ha visto l'inverno?

È stato l'inverno più mite della storia, le fragole hanno fruttificato già a febbraio come anche gli asparagi.
In Canada, con molto anticipo, il mese scorso gli orsi si sono destati dal letargo.
In Antartide a febbraio sono stati registrati 21.7 gradi, mai successo nella storia di quel continente.
Anche a Mosca, non si è mai registrata una temperatura media giornaliera che per tutto l'inverno non è mai scesa sotto lo zero. 
Le statistiche documentano che l'ultimo decennio è stato in assoluto il più caldo di sempre e che nel mese di febbraio appena trascorso, le temperature sono state le più alte e le precipitazioni le più scarse di sempre.

Gli esperti ci dicono che  rischiamo un'estate di siccità.
A prescindere dal coronavirus, non avremo molte opportunità di lunghe pagaiate discendendo le dolci piene necessarie a riempire le falde da utilizzare per le esigenze estive.

In Calabria, già al 25 di febbraio è stato emanato il primo allarme siccità.
In Puglia le riserve d'acqua sono sotto la metà rispetto ai dati dello scorso anno.
In Piemonte ha piovuto il 62% in meno rispetto all'inverno 2018/19.

Andate a vedere le conclusioni del CNR.
Questo inverno è stato il più secco da quando si registrano i dati, cioè dalla seconda metà del 1800.
Le temperature del pianeta non solo stanno aumentando ma anche accelerando e gli scienziati concordano che la causa è da evidenziare nei gas serra.

Più di tutto, spaventa l'assenza di autorevoli posizioni politiche e il lasciar fare alle grandi multinazionali che di fatto, manovrate dalla finanza speculativa, governano il pianeta senza una prospettiva concreta di una positiva visione futura.

Perciò la domanda di Vittorio, dopo un anno, ahimè, è sempre attuale.

* Tutti i dati statistici qui riportati sono stati pubblicati nell'inserto "Scienze" di laRepubblica di ieri giovedì 19 marzo 2020.
Ultima modifica: Marzo 20, 2020, 04:07:56 pm da marco ferrario (eko)

Mauro Villotta

  • Md Member
  • ***
  • Post: 74
  • Ricordati sempre che l'acqua è più forte ...
Forse , allo stato attuale delle cose , il fatto che ci sia acqua o meno è un problema secondario . Se anche ci fosse la quantità giusta per qualsiasi necessità non sapremmo che farcene . Salirebbe solo il rammarico , perciò restiamo in casa e pensiamoci quando sarà ora .

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 230
Il titolo di questa chat: "Niente neve sulle Alpi: che ne sarà di noi" non è certo riferito a solo noi canoisti fluviali ma è certamente da intendersi in senso allargato. La preoccupazione è indipendente dallo stare o meno a casa, dal pagaiare o meno, ed è comunque e sempre attuale.
I virus - ahimè - vengono e vanno, purtroppo con drammi e lutti e sono un altro discorso altrettanto importate, ora il più importante; il cambiamento climatico, indipendentemente da ciò che possa averlo o non averlo provocato, è una cruda realtà con la quale dovremo comunque confrontarci: noi, i nostri figli, i nostri nipoti.

Invito a leggere i precedenti interventi per rendersi conto che la domanda è rivolta a noi, Homini Sapiens Sapiens, o come ci autodefiniamo dall'alto della nostra vana supremazia.
Vittorio è un agronomo sempre attento alle problematiche idriche, che combatte su questi temi operativamente e in modo del tutto volontario dove ce n'è bisogno, raggiungendo risultati concreti con il suo impegno e la sua professionalità.
Marco è persona dalle ampie vedute, non a caso ha creato parecchi anni fa il gruppo libero di Ekokayakers.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 249
  • MARCO
Si parla di acqua?
Guardate qui: la natura che si prende una piccola rivincita... giusto per far vedere chi comanda!

https://www.corriere.it/pianeta2020/20_marzo_22/delfini-porti-lepri-citta-riscossa-natura-tempi-quarantena-715b4efe-6b8e-11ea-b5c1-51209be10271.shtml?fbclid=IwAR3sJ2JBbkEQB0yHiCJSkmDtJjhuYpu0tOS3RVhAKrHaXk2-b8EHopdAfPQ&refresh_ce-cp

Certo è che la storia dei cambiamenti climatici è grande e spinosa.  I ghiacci spariscono da ovunque, la nostra zona si sta trasformando in una specie di deserto. Sono stati espressi in questa discussione pareri tutti validi e veritieri, anche quelli volutamente estremizzati (Lorenzo).

La cosa triste è pensare al fatto che ad alcuni danni non si potrà mai, in nessun modo, porre rimedio. E non bisogna arrivare alla catastrofe delle scioglimento dei ghiacci, pensate anche solo a certe specie animali introdotte nelle acque dolci che hanno sterminato la fauna autoctona (gamberi, tartarughe, siliuri, nutrie...).
Quando i "vecc" mi raccontano di come erano popolati i nostri laghetti Brianzoli (che ogni anno ghiacciavano al punto di poterci camminare o pattinare in tutta tranquillità) quando loro erano giovani è subito chiaro che erano interi ecosistemi con perfetti equilibri della catena alimentare che semplicemente non esistono più.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 249
  • MARCO
Altro spunto di riflessione, sempre scaturito dalle conseguenze collaterali alla pandemia.
Dati che si scontrano con l'estremizzazione che forse chi va al centro commerciale inquina meno di chi si fa chilometri in auto per una pagaiata:

https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/coronavirus_riabilitate_le_auto_azzerato_il_trafffico_ma_l_inquinamento_aumenta-5125129.html?fbclid=IwAR36RjWYG_x1dkkbp3sCQQ50qVe3-J010Ho5ZusY2WZTEpVBTmeszTrSl-E

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
Nolby scusami, ma se proprio devo fare una riflessione su quell'articolo da te citato e che titola "Coronavirus, riabilitate le auto: azzerato il traffico, ma l'inquinamento aumenta" penso solo che mi appare molto strumentale e fuorviante, ma del resto è scritto sulle pagine di un inserto chiamato "Milleruote" e dubito fortemente che avrebbero potuto pubblicare il contrario.


Se ci informiamo meglio e in Lombardia dove vivo, la regione che come tutti sapete è stata maggiormente colpita dal coronavirus, significa leggere i dati ARPA che poi non si discostano dai dati rilevati anche dall'ISPRA.
Constatiamo che in Lombardia l'inquinamento causato dal famigerato biossido di azoto (NO2) è drasticamente diminuito in questi ultimi giorni di circa il 50% e sappiamo che per questo inquinante, il traffico automobilistico è il maggior responsabile.
 Invece il PM10, che sono polveri sottili (particolato fine) causate prevalentemente dal riscaldamento e da attività industriali, il traffico automobilistico, ci dicono gli esperti, incide solo per circa il 23% e comunque anche il PM10 in Lombardia è diminuito.
 Se fate ricerche aggiornate a questi ultimi giorni, potete leggere diversi articoli certamente più autorevoli di qualche redazionale pubblicato su rubriche automobilistiche.


Scusate, mi sembra che sono uscito troppo dal tema del topic ... torno in acqua ... Magari!
Ultima modifica: Marzo 25, 2020, 08:26:51 am da marco ferrario (eko)

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 230
E’ fuor di dubbio che automobili, camion, riscaldamento, allevamenti, fabbriche, ecc.  inquinino.
Tuttavia l'inquinamento in Lombardia è calato drasticamente all'inizio della stretta per il Coronavirus NON tanto perché hanno cessato di circolare le automobili, quanto perché c'è stata una abbondante ventilazione sulla pianura Padana.
Se metti in una stanza 10 fumatori e li fai di colpo smettere di fumare, l'aria nella stanza rimarrà perennemente inquinata fino a che non si apriranno le finestre.
Fatta circolare l'aria, se si richiudono le finestre e anche solo 2 persone delle 10 riprendessero a fumare, dopo un po' la stanza si ritroverebbe nuovamente invasa dal fumo, in più tempo che con tutte e 10 le persone a fumare, ma alla fine il risultato non cambierebbe.
Quindi è comprensibile che anche con il traffico quasi azzerato l'inquinamento all’inizio sia sceso (miracolo del vento non del Coronavirus), poi nell’ultima settimana sia risalito (nonostante una circolazione d’auto scarsa ma in assenza di vento) e tra ieri e oggi si stia di nuovo azzerando (non merito del nuovo decreto sul Coronavirus ma perché il vento ha ripeso a soffiare forte).

Lasciamo perdere le sparate giornalistiche sulla correlazione diretta ed esclusiva tra inquinamento e blocco dovuto ai provvedimenti per il Coronavirus. E’ come voler sostenere una correlazione tra il fatto che al nord la gente sia prevalentemente bionda e il fatto che mangi gamberetti. Non è detto che vi sia correlazione tra due fenomeni per quanto si muovano in modo analogo e si riscontrino nello stesso territorio. Nel caso del Coronavirus una certa correlazione c’è senz’altro ma sono ben altre le correlazioni che spiegano il fenomeno.

I dati dell'Arpa fotografano il livello degli inquinanti giornalmente. Ricerche di Arpa e di altri istituti analizzano i soggetti che emettono inquinanti e in quale misura. Nessuno però certifica a chi sia attribuibile il calo degli inquinanti e in che misura sia attribuibile tale calo alle singole cause, ogni volta in cui tale calo si verifica.

I blocchi delle automobili al fine settimana non sono mai serviti a nulla nello specifico (se non a livello di educazione civica). Se non c'è circolazione d'aria, l'inquinamento al termine del blocco sarà sempre più o meno lo stesso. Si registrerà un calo nelle polveri sottili solo perché la circolazione ridotta delle auto avrà sollevato meno polveri depositate al suolo, per rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.
Il deposito al suolo di polveri sottili in periodi di siccità ("fondo") è assai di più di quello emesso giornalmente (“flusso”). Si pensi a una vasca da bagno colma (fondo = polveri accumulate) e col tappo chiuso (assenza di ricambio, ovvero di vento) e in cui si apra un rubinetto (flusso = scappamenti di automobili).
Ogni volta in cui si è alzato il vento durante il blocco, le autorità hanno inneggiato alla validità dei blocchi, quando invece il calo degli inquinanti ci sarebbe comunque stato anche senza blocco ed è quasi esclusivamente merito del vento.

Con ciò non sostengo che si possa inquinare liberamente, ma se da una parte “Milleruote” avrà i suoi interessi da curare in un senso, non credo nell'onestà di chi ha interessi opposti e lo verifico dalle false verità che ci raccontano gli uni e gli altri.
Ultima modifica: Marzo 25, 2020, 07:12:26 pm da Lorenzo Molinari

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 249
  • MARCO
Mi scuso con tutti gli utenti per aver condiviso una notizia falsa, ho un profondo odio per chi diffonde fake-news ed anche se mi inviano articoli od altro mi rifiuto anche di aprirli se non pubblicati da una testata autorevole.

In questo caso sono stato tratto in inganno da 2 cose:
1- Ho visto l'articolo su un link il cui inizio era "ilmessaggero.it"  nome di uno storico quotidiano e non di un blog nato poco fa e dalle dubbie intenzioni (spesso l'intenzione non è neanche di diffondere notizie false ma notizie che facciano far visualizzazioni per poi, come controparte, far soldi dalla pubblicità)
2- a logica il concetto non mi sembra poi così fuori dal mondo, anzi... penso che con le temperature che ci sono state le persone non hanno usato l'auto per andare al lavoro ma sono state chiuse in casa, ognuno nella sua casa e con la sua caldaia accesa praticamente in continuazione... insomma... non uso l'auto però uso la caldaia.... non inquino da una parte ma inquino dall'altra. Le due cose si compensano.

Non volevo dire che le macchine non inquinano... è l'uomo che inquina. Comunque sia. Che sia l'individuo che passa il tempo libero nel centro commerciale o il canoista che si fa 100km (o anche più) solo per il piacere personale di farsi una pagaiata.

La differenza, a mio avviso, a livello del singolo individuo la fa chi presta attenzione rispetto a chi no. Indipendentemente dal fatto che la sua abitudine sia di passare il suo tempo libero all'aria aperta o chiuso in casa a guardare la tv.

Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta  percorrendo la strada in auto a velocità di crociera e condividendo il viaggio con altri amici che hanno le stesse intenzioni.
Si può andare a fare qualsiasi attività all'aria aperta ognuno con la propria macchina, con uno stile di guida che se ne frega di consumi e risparmio di carburante, consumando eccessivamente pneumatici che poi andranno smaltiti più spesso, prendendo l'auto anche per fare 500m per andare a prendere il pane in pasese ecc...

Si può stare a casa a guardare la tv in inverno con il maglione e d'estate in maniche corte.
Si può stare a casa a guardare la tv in inverno in maniche corte col termostato a 20° e d'estate col golfino e l'aria condizionata a 15.

Poi sono d'accordo che se a livello industriale e di produzione di energia le cose non cambiano ben poco possono fare le singole persone, pur tante che siano ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente.

Stiamo comunque andando fuori dall'argomento della discussione... ma forse non di tanto.

PS: anche l'ultimo messaggio di Lorenzo mi sembra credibile. Bisognerebbe fare dei confronti con dati vecchi (ma non troppo) a parità di periodo e condizioni atmosferiche.

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 335
Forse , allo stato attuale delle cose , il fatto che ci sia acqua o meno è un problema secondario . Se anche ci fosse la quantità giusta per qualsiasi necessità non sapremmo che farcene . Salirebbe solo il rammarico , perciò restiamo in casa e pensiamoci quando sarà ora .
Peccato che la crisi climatica non va in quarantena e va avanti eccome!