Autore Topic: Shock termico  (Letto 639 volte)

Dicembre 21, 2018, 11:38:17 am
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Lorenzo Molinari

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Ciao Andrea, non ce ne voglia Marco che ha aperto questo post dedicato alla festa di Natale sul naviglio.
Non sono un medico e pertanto prima di dire stupidate mi limiterò a poche nozioni certe.

Lo shock termico può subentrare in pochi minuti da quando ci si capovolge e può portare alla morte.
Lo shock termico non è dovuto alla perdita di calore del corpo, ma allo sbalzo termico subito.
Maggiore è questo sbalzo, maggiore è il rischio che possa subentrare lo shock termico.
Teoricamente può anche accadere immergendosi d'estate in acque non fredde, se l'immersione è repentina e se si è accaldati per prolungata esposizione solare e per aver compiuto attività fisica intensa.

Nel caso in cui un canoista si capovolga d'inverno: la bassa temperatura dell'acqua, la stanchezza, l'età avanzata, la mancanza di allenamento fisico, la mancanza di abitudine a immergersi in acque gelide, la mancanza di abbigliamento adeguato che rallenti lo scambio termico tra corpo e acqua, l'incapacità di mantenere la calma nell'imprevisto e di controllare la respirazione, eventuali problemi cardiovascolari, sono tutti fattori che aumentano i rischio di shock termico.

La repentina vasocostrizione che può avvenire immergendosi di colpo in acque gelide (capovolgendosi in un lago d’inverno o in un torrente alpino in qualunque stagione), che è un meccanismo di difesa del nostro corpo per preservare le zone vitali, determina un brusco innalzamento della pressione sanguigna che può generare conseguenza anche gravi, specie in persone a rischio....
Forse tra noi c'è qualche medico - magari ci legge Francesco Balducci - che potrebbe spiegarci quali meccanismi possano determinare lo shock termico e quali siano le conseguenze.

Consiglio il sito: The National Center for Cold Water Safety
http://www.coldwatersafety.org/nccwsRules3.html#tabs-2

« Ultima modifica: Dicembre 21, 2018, 05:54:25 pm da Lorenzo Molinari »

Dicembre 21, 2018, 11:57:05 am
Risposta #1

marco ferrario (eko)

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Mi scuso con Andrea, che ha aperto l'interessante argomento sullo SHOCK TERMICO, inavvertitamente ho cancellato il suo intervento anzichè riportarlo in questo nuovo. 


Ecco ritrovato il post di Andrea:
Ho cercato un po' su internet informazioni sullo shock termico ma ho trovato solo benefici dati dal bagno gelato dopo la sauna.Lorenzo, mi spieghi quando lo shock termico è pericoloso? Dipende da condizioni individuali, soprattutto cardiache? O da condizioni oggettive?C'è qualche buon articolo su internet?
« Ultima modifica: Dicembre 21, 2018, 04:33:33 pm da marco ferrario (eko) »

Dicembre 24, 2018, 04:19:10 pm
Risposta #2

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
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[grazie Marco Ferrario per aver creato un thread dedicato]

Lorenzo, quello che non capisco e', come ti chiedevo, la differenza tra il deleterio shock termico da caduta in acqua fredda e il benefico shock termico di un colpo accaldato che esce da una sauna e si getta nell'acqua gelata. Perche' uno e' pericoloso e l'altro no? La tua spiegazione non mi da' un criterio.

Tu sai che io pratico soprattutto sup, e molto sup in acque mosse fluviali, quindi cado spesso.
Quello che noto e' che se a corpo freddo cado in acqua fredda, soffro molto l'abbassamento di temperatura.
Se invece ci cado a corpo riscaldato da attivita' intensa, soffro molto meno.

Ne deduco che lo shock termico subentra quando il corpo e' gia' in condizioni critiche di sofferenza da freddo e arriva una improvvisa ondata di ulteriore freddo.
Quindi non sarebbe l'intensita' dello sbalzo, come dici tu, ad essere pericolosa; bensi' la condizione di partenza del corpo (gia' sofferente il freddo) e l'ulteriore abbassamento repentino.

Molti di voi avranno notato un altra fattispecie: il colpo riscaldato dal sole (quindi non da attivita' fisica) e l'ingresso repentino in acqua fredda. Spesso questo e' fatale (basta fare una ricerca di notizie su internet di morti in seguito a tuffi nei laghi d'estate). Qui il pericolo sarebbe costituito da un corpo non preparato al freddo improvviso, come lo sarebbe invece un corpo ben riscaldato da attivita' fisica o da sauna.

Insomma, non riesco a trovare su internet spiegazioni di cio': di cosa sia lo shock termico pericoloso, e in quali condizioni avvenga.
Andrea Ricci
acquamossa(chiocciola)tiscali.it
339 8808 312

Dicembre 25, 2018, 07:35:36 am
Risposta #3

santino spada

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Ti rispondo come parte in causa .
Shock termico provato Lago di Como tanti anni fa , uscita post natalizia Santo Stefano , si alzava il vento avevo freddo alle mani , volevo mettere le manopole ed in un sbilanciamento ho sbagliato l'appoggio e sono finito in acqua .
Temperatura dell'acqua 8 gradi , ricordo come fosse adesso , la prima impressione e come quando fanno vedere nei film uno che cade in acqua o ghiaccio e guarda in alto e vede la luce , io lo shock l'ho sentito poco ad ogni caso è il colpo di freddo che senti alla nuca e rallenta tutta la parte motoria , mi ricordo che avevo tentato qualcosa per recuperare materiale o pagaia , ma capii subito che avevo poche forze , mi attaccai al kayak aspettando ,  poi sono rimasto in acqua fino a quando mi hanno ripescato i miei amici , visto che nell'operazione delle manopole la pagaia non l'avevo salda in mano e l'avevo persa , il freddo onestamente lo ho sentito quando siamo arrivati a riva , dopo essere risalito preso qualche barretta di cioccolato problemi pochi .
Lo shock della sauna è tutta un altra cosa , ogni tanto ci vado , il fatto è he quando tu esci dalla sauna a 90 gradi e entri in acqua a 18 gradi quasi neanchi la senti visto il corpo accaldato .
A suo tempo Il Sig. Belloni mi diede  un estratto di un libro Americano che trattava l'argomento la cosa che ricordo con temperature dell'acqua più basso che hanno anche trovato pericolanti in kayak rovesciati vestiti con indumenti tipo sci ,ancora nel kayak rovesciato .
Conclusione penso che se sei adeguatamento vestito e se hai una cuffia tipo quelle che si usano in acqua bianca problemi ne esistono pochi , mentre se hai la parte posteriore del cranio dove parte la colonna vertebrale scoperta qualche problema lo puoi avere .

Dicembre 26, 2018, 10:54:40 am
Risposta #4

Lorenzo Molinari

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Ciao Andrea, le domande che mi poni richiederebbero una risposta approfondita di un medico esperto in questa materia e non di un economista come me…
Tuttavia cercherò di risponderti empiricamente, non conoscendo i meccanismi fisiologici del nostro corpo (rilascio di adrenalina, ecc.).

Riformulo la prima domanda:
perché nei paesi nordici non muoiono come cavallette, visto che, usciti da saune bollenti, si tuffano regolarmente in vasche d’acqua gelida tra ghiaccio e neve?

La risposta sta appunto in quel “regolarmente”.
La mente e il corpo di chi sin dall’infanzia o comunque con regolarità, anche più volte la settimana, si sottopone a questo genere di stress termico, rispondono differentemente dalla mente e dal corpo degli altri comuni mortali.
Inoltre, chi pratica la sauna, si butta nell’acqua gelida volontariamente e consapevolmente, mentre quando ci si ribalta in canoa o si cade dal SUP e si va a bagno l’evento è indesiderato e avviene senza preavviso, in modo inaspettato e immediato.
Infine, chi pratica la sauna deve sottoporsi a controlli medici specifici periodici, cosa che non è richiesta al canoista turista.

Quando si va in canoa, se la mente valuta come “ostile” l’ambiente in cui si pagaia, a causa delle difficoltà tecniche o ambientali che dovrà affrontare, può crescere la paura, l’ansia e il rischio di panico, fattori molto aggravanti del rischio di shock termico.
Altro fattore ovviamente aggravante è la bassa temperatura dell’acqua, soprattutto quando non si è addestrati a reagire con la dovuta calma e determinazione in caso di bagno in acqua gelida.
Problematiche cardiovascolari sono, infine, la ciliegina sulla torta per lo shock termico.

La ventilazione polmonare diventa così frequente e affannata da renderla superficiale e tale da non apportare l’ossigeno necessario a superare una situazione prolungata nell’acqua fredda, in cui si dovrebbe oltretutto compiere un notevole sforzo per togliersi dalle difficoltà (con rischio successivo d’ipotermia). A ciò si aggiunga la repentina vasocostrizione periferica, l’aumento del ritmo cardiaco, anche così eccessivo da non permettere al cuore di lavorare come dovrebbe, e il brusco innalzamento della pressione sanguigna, magari in soggetti che già soffrono di pressione alta.

Oltretutto la situazione potrà essere aggravata dal fatto che la persona sia in balia dell’acqua, magari tra onde o in corrente o in un rullo, con il rischio di inspirare acqua nei polmoni e annegare, nonostante il PFD spinga a galleggiare.

Chi pratica la canoa d’acqua bianca tipicamente si protegge con mute, giacche d’acqua, cuffie, ecc., che rallentano lo scambio termico e quindi eliminano il rischio di shock termico, ma non quello dell’ipotermia nel caso di bagno prolungato.
Sono, invece, a rischio di shock termico i canoisti marini e lacustri, soprattutto nei mesi invernali, se abbigliati con indumenti che trattengono il calore solo quando asciutti, oltre che essere a rischio d’ipotermia in caso di bagno se lontani da riva o con sponde inaccessibili.

A parità di condizioni fisiche e di stato di salute dell’apparato cardiovascolare, ho sotto riportato alcune attività, da me elencate in modo empirico dalla meno a rischio di shock termico (in alto) alla più a rischio (in basso), ma - ripeto – in modo empirico:
1.   persona non allenata e accaldata da una giornata afosa di sole, che dopo essersi bagnata preventivamente di acqua fredda il corpo e la testa, s’immerge pian piano nella polla di un torrente alpino;
2.   canoista adeguatamente protetto con muta, giacca d’acqua, cuffia di neoprene. ecc., che si ribalta e va a bagno involontariamente in un torrente alpino;
3.   persona che regolarmente fa la sauna, che si tuffa volontariamente in acqua gelida;

4.   persona allenata che, appena terminata un’attività sportiva aerobica di un’ora, si tuffa volontariamente nella polla di un torrente alpino senza bagnarsi preventivamente;
5.   persona non allenata accaldata da una giornata afosa di sole, che si tuffa volontariamente nella polla di un torrente alpino senza bagnarsi preventivamente;
6.   canoista abbigliato con maglie varie ma senza muta e giacca d’acqua, che si ribalta e va a bagno involontariamente in un lago del nord Italia a fine inverno.
Credo che tra la 3 e la 4 il rischio di shock termico cresca in modo molto superiore che tra le altre attività.
« Ultima modifica: Dicembre 26, 2018, 11:24:56 am da Lorenzo Molinari »