Autore Topic: Buone Notizie?!?  (Letto 1985 volte)

Dicembre 14, 2018, 09:30:33 am
Letto 1985 volte

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 635
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Uè ragazzi, non avete qualche buona notizia da passare sul forum? Mi sembra di leggere i giornalini di Granacci di trent'anni fa…
Eppure basta scrivere, chessò io, un report di un'uscita dove di colpo è spuntato il sole dalla nebbia, che stava nevicando sul lago e che comunque siete arrivati a destinazione e c'era un brodo di bollito che era una meraviglia e poi il bollito con la salsa verde e il ketchup, che qualche club sta facendo campagna per nuovi iscritti e che ci sono sette nuovi soci, che è nato il figlio ad un paio di kayaker che si sono conosciuti sei anni fa proprio ad un'uscita e che sarà un nuovo canoista/kayaker, di qualche bel viaggio canoistico o in KdM, etc... Dài, cavoli, un po' di ottimismo! Tralasciate se possibile le sparizioni e le morti, si sa che capitano perché vivere è pericoloso, non andare in canoa. Già siamo pochini a pagaiare, se uno poi legge 'ste notizie va in bici o a camminare piuttosto che a pagaiare. Eppoi bisogna movimentare il forum, coinvolgere e interessare ragazzi, ragazze e in generale persone giovani. Mi sembra poi che proprio non facciano nulla per questo i titolari di CKItalia… Forza, perché se no l'alternativa è chiudere o passare la mano… Suvvia!!!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Dicembre 15, 2018, 07:55:18 am
Risposta #1

santino spada

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 82
Bravo Vittorio ottimi spunti , cosa vuoi che ti dica che questa settimana sono uscito due volte in kayak .
La prima Mercoledì fatto mio tratto solito Imbersago fino quasi il ponte Nuovo di Calolziocorte , spettacolare giornata qui non si può mettere le foto ma un kayaker può immaginare .
Partenza quasi a mezzogiorno rientro alle 15,40 all'arrivo temperatura 2 gradi .
Ieri lago D'Orta in compagnia fatto un bel giro lungo non completo , bellissima giornata freddo accettabile nel ritorno vento da sud e la mente correva alle 2 ultime brutte notizie ma si pagaiava e avanti .

Dicembre 15, 2018, 06:11:34 pm
Risposta #2

Lorenzo Molinari

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 130
Hai ragione Toio, per quanto credo sia comunque importante dare spazio anche alle notizie che non vorremmo mai sentire, per motivi di cronaca, per mantenere l'attenzione su temi importanti quale è la sicurezza o semplicemente per ricordare coloro che hanno condiviso con noi la medesima passione.

Raccontare, avendo solo "normalità" nel proprio bagaglio, non interesse finché tale normalità non diviene ciò che mai si vorrebbe che diventasse, e allora si genera l’attenzione, si crea la notizia pubblica, ma è anche giusto che sia così.
Se quel giorno le cose fossero andate come sempre, Giancarlo Ballabio, dopo aver riposto la canoa in garage, sei mai avesse voluto relazionarci della sua pagaiata al lago – una come tante, con più vento, ma chissà quante altre volte negli anni era uscito con un vento simile - probabilmente ci avrebbe annoiato.
Poi, come tu stesso scrivi tra le righe, se ci avesse relazionato nella consapevolezza che ciascuna cosa che facciamo è di per sé unica, per quanto anonima, normale e analoga a tante altre vissute da ciascuno di noi, sapendoci raccontare come i suoi occhi - e non i nostri - abbiano saputo quel giorno guardare e cosa la sua mente - e non la nostra - abbia saputo vedere, allora sarebbe stata un’altra cosa, ma non è facile riuscire a vedere l’unicità di quello che si sta compiendo, spesso o quasi sempre passa inosservata anche a se stessi, e non tutti hanno il dono dello scrivere e non tutti desiderano esporsi con le proprie sensazioni ed emozioni. Comunque sia, ben venga il tuo invito, sperando che abbia seguito.
Ciao Giancarlo, questa volta purtroppo i giornali hanno scritto la storia per te.
« Ultima modifica: Dicembre 16, 2018, 03:32:34 am da Lorenzo Molinari »

Dicembre 17, 2018, 12:45:50 pm
Risposta #3

luigi colombo

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 20
Io personalmente ho sempre raccomandato a chi si allena d'inverno sul lago di costeggiare rigorosamente la riva a non più di 15-20 metri di distanza; non dimentichiamo che sul lago spesso le distanze tendono ad essere sottovalutate. Cadere a 100 metro da riva e raggiungere terra a nuoto con una temperatura di 1-2 gradi sopra lo zero...beh, non credo che sia esente da rischi. E questo lo dico anche agli amici della canoa olimpica, che tra l'altro non usano il salvagente. A proposito di ipotermia e rischi connessi, consiglio di consultare il volume "Sull'acqua con la canoa", di Bradford Angier e Zack Taylor;a pag 74 c'è una interessante tabella sui tempi di perdita di conoscenza in funzione della temperatura dell'acqua. A volte, d'inverno il lago è più pericoloso del fiume.
Jimmy/Anonimo Brembano 

Dicembre 17, 2018, 07:35:04 pm
Risposta #4

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 635
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Luigi, perbacco, non dai buone notizie ma ammonimenti! Mi sembri..."Revival Granacci"! E' il topic sbagliato! Ogni tanto sbagli topic e forse non te ne accorgi nemmeno. Questo è quello del bel vivere, del bell'affrontare, del bel pagaiare, senza troppe paure. Se sei un esperto kayaker, con tutti gli accorgimenti del caso, fai in modo che si facciano traversate dei laghi, pofferbacco! E' una meraviglia attraversare un lago! Non dico il Garda a sud perché ci metti una giornata, ma il Como nel suo punto più largo, dalle parti di Bellagio, il Maggiore da Cerro alle Isole, e poi farle tutte e visitarsele a piedi sono tutte delle uscite memorabili! Per non parlare del Giro del Montorfano che è davvero originale, permettendoti di percorrere due fiumi e due laghi (Toce, Maggiore, Mergozzo fiume e Mergozzo lago).  Anche l'Orta è uno spettacolo, anche in pieno inverno. E te lo puoi percorrere A/R anche tutto d'un fiato perché non è così lungo ne largo.
Pensa che io venerdì 7 c.m., Sant' Ambrogio per noi milanesi, sono andato a percorrere l'Eridio, il lago d'Idro. C'era una bruma che non vedevi oltre dieci o quindici metri. E sai perché sono andato sull' Eridio? Perché sto percorrendo tutti i laghi latini maggiori, ovvero i laghi con nome anche latino. Ho pagaiato nel Cusio, nel Verbano, nel Ceresio, nel Lario, nell'Eridio e nel Benaco. Mi manca ora solo il Sebino, il lago d'Iseo. Pare strano ma è così, non son mai stato sul lago d'Iseo in kayak, ma conto prestissimo di andarci. E non è nemmeno lontano da casa mia. Ci sarebbe anche l'Eupili, il lago di Pusiano, che una volta era molto più esteso e comprendeva anche il lago di Annone, ma non è un lago latino maggiore. In ogni caso ho percorso anche quello. Poi passerò a percorrere i laghi latini del centro Italia, il Sabatino (Bracciano), il Vulsino (Bolsena) e il Cimino (Vico). Non so perché lo faccio, mi sfregola di pagaiarli e basta. Forse abbino la storia romana allo sport della pagaia.
Suvvia, "Andiamo a pagaiare..." (laghi e mari), parafrasando una nota canzone, senza paure e senza temere troppo il freddo! Scegli quindi di partire dalla sponda in ombra per arrivare a quella dove c'è il sole e segui poi il cammino del sole, è uno spettacolo raggiungerla!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Dicembre 17, 2018, 09:37:38 pm
Risposta #5

luigi colombo

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 20
Caro Toio, nessuno vuol fare "revival granacciano", ciascuno è libero di fare "un bel pagaiare" e rischiare come e quanto gli pare. Non è questione di "buone notizie", ma attraversare in kayak un lago con temperature prossime allo zero, beh, credo che non sia proprio un'idea felice. Un colpo di vento, una pagaiata sbagliata, cadi, e se non ti riesce prontamente un ottimo eskimo (o non ne sei in possesso), cosa fai? Nuoti per cinquecento metri trainandoti a mano la canoa con quelle temperature?
Tu parli di "bel vivere"; andare in canoa è davvero un bel vivere, io ci vado da oltre quarant'anni. Però non si vorrebbe mai leggere quanto scritto a proposito di Giancarlo Ballabio e di quell'altro canoista scomparso in mare al largo del lido di Ravenna. Avrò anche sbagliato "topic" forse. Ma di sicuro quanto successo a Giancarlo sul lago di Garda  non è certamente un "bel vivere".
Meditate, gente, meditate.
Jimmy/Anonimo Brembano 

Dicembre 19, 2018, 03:10:04 pm
Risposta #6

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 635
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Va bene Luigi, tu stai vicino a riva, io attraverso il lago, anche col freddo. Ognuno fa quello che vuole e che si sente di fare. L'importante è divertirsi senza farsi male. "il canoista più bravo è quello che si diverte di più", questa è il più bell'aforisma che ho mai letto sul web ed appartiene agli amici del Brianza Tour (chi l'ha coniato, piuttosto, nome e cognome?). Buon Natale a te e a tutti!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Dicembre 20, 2018, 11:40:00 am
Risposta #7

luigi colombo

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 20
Innanzitutto, ringrazio e contraccambio gli auguri. Hai detto bene, è bello divertirsi senza farsi del male. In quarant'anni che vado in canoa ho avuto tantissime soddisfazioni, ho disceso fiumi bellissimi e vissuto splendide emozioni. Il nostro è uno sport bellissimo; tuttavia, torno a ripetere, non vorrei mai più leggere notizie di quanto capitato a Giancarlo Ballabio, Andrea Faoro, Vladi, Frederic Bernard, Daniele, Gianni "slalom", Elena, Sebastiano, Francesca, Roberto Trovato, Vittore, Doriana, Roberta, Andrea Z., e tanti altri, ai quali rivolgo un affettuoso pensiero. E anche se gli incidenti hanno una parte di imprevedibilità, vediamo di far in modo, per quanto in nostro potere, che su questo forum vengano pubblicate soltanto "buone notizie".
Grazie ancora per la chiacchierata, e di nuovo, Buon Natale e felice anno nuovo
Jimmy/Anonimo Brembano

Dicembre 21, 2018, 10:43:17 am
Risposta #8

Lorenzo Molinari

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 130
In canoa, come abbiamo modo ti constatare, si può fare tutto o quasi, Tao Berman lo ha dimostrato ampiamente e non solo lui. Tecnica, cura del dettaglio, attrezzatura impeccabile, allenamento, preparazione psicologica? Forse - nel suo caso - anche una certa dose di culo.

Comunque sia, pensando a giretti in canoa assai più tranquilli, come può essere un’attraversata in solitaria d’inverno di un lago alla Toio, senza voler togliere nulla alla bravura di Toio, per tanti canoisti potrebbe essere un'idea non proprio felice e da evitare, come Jimmy sottolinea, ma per una canoista esperto, con ottimo eskimo, capace di risalire in canoa dall’acqua, con un kayak stabile da mare (non certo con un K1 olimpico), attrezzato con PDF, fischietto, cellulare in busta stagna attivabile, paddle float, pompa,... e muta stagna con sotto un abbigliamento adeguato (e questo so essere il caso di Toio), si può compiere piacevolmente un’attraversata in solitaria d'inverno, avendo l'accortezza di farla con tempo stabile, in assenza di vento e fuori dalle rotte dei battelli, magari anche rendendosi visibili con un asta su cui far sventolare una bandierina e, infine, non al termine di una lunga giornata in canoa a “batterie” scariche. Altrimenti, costeggiare sempre ben sotto riva e sempre indossando muta e PFD.

NORTHSEAKAYAK - Cold Water Safety Test
https://www.youtube.com/watch?v=_LLNATL6BdQ

Buon solstizio e buone invernali!
« Ultima modifica: Dicembre 21, 2018, 05:58:17 pm da Lorenzo Molinari »

Dicembre 24, 2018, 06:50:08 pm
Risposta #9

Alessia

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 107
Oggi stavo leggendo alcune pagine di un libro di Simone Moro, il qualche non pratica il kayak ma l'alpinismo di altisdimo livello. Nel passaggio che ho letto, mi è tornato in mente questo dibattito, allego la facciata in questione che riporta il pensiero di un tal Cassin e di un tal Moro.
Poi quando tocca tocca, però perché agevolare la faccenda della precoce dipartita se e quando si ambisce, invece, a una longeva pratica...
Ipse dixit
Alessia

Dicembre 27, 2018, 09:25:51 am
Risposta #10

Alessia

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 107
ops... ecco lo stralcio del libro di Simone Moro da me citato il 24/12

Dicembre 27, 2018, 06:40:40 pm
Risposta #11

marco ferrario (eko)

  • Global Moderator
  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 272
    • eko
ops... ecco lo stralcio del libro di Simone Moro da me citato il 24/12
Grande citazione Alessia,
la condivido senza se e senza ma.

Dicembre 28, 2018, 11:00:45 am
Risposta #12

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 635
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Sono anch'io d'accordo. Ho sempre percorso i fiumi del mondo con un occhio di riguardo alla vita per diventare un vecchio grande canoista. Ci sono quasi arrivato a questa condizione ma ho ancora qualche cartuccia da sparare. Il mio limite però forse è più alto della media proprio per aver percorso tante vie d'acqua e con tutte le canoe/kayak possibili. Scendere per primo la rapida di Balmuccia in giugno, nel 1981, in canadese monoposto, incolume, forse ne è una delle conferme, ma penso che per questo giudizio sia indispensabile il parere di terzi. Il proprio giudizio conta per se stessi  e per le difficoltà che si ritiene di essere in grado di affrontare e serve solo come metro di misura personale, ma il risultato finale è dato dalla consapevolezza di ciò che si è affrontato e superato in varie volte e negli anni. Per ritornare con coerenza a collocare questo commento al topic originale non posso non dire che l'attraversamento di un lago lombardo - non certo uno dei cinque laghi degli Stati Uniti o un braccio di mare tempestoso - in inverno, senza forti venti e forti onde, è poca cosa e non mi fa minimamente pensare di soprassedere dal farlo: semplicemente non ci penso nemmeno se vedo il sole sulla sponda opposta e mi cimento tranquillamente in una traversata lacustre o marina anche in solitaria, e vado sicuro, un po' per il back-ground che ho acquisito nei miei decenni di pagaia ma anche perché sono consapevole delle prove affrontate nelle innumerevoli vie d'acqua che ho percorso in mille condizioni di acqua e di tempo. Concludo con una locuzione di Ovidio molto adatta al mio concetto e adatta genericamente a tutti, relativamente al loro personale livello di capacità: "Nec vincere possis flumina, si contra quam rapit unda nates" (non puoi sconfiggere i fiumi, se nuoti contro l'impeto dell'onda) e che si rifà a quanto ho riportato più sotto a proposito di Deliverance.
« Ultima modifica: Dicembre 28, 2018, 02:56:22 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Dicembre 29, 2018, 05:03:58 pm
Risposta #13

Vittorio Pongolini

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 635
  • Testo personale
    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Scusate ancora un intervento rapido. Nel pezzo di Alessia, nella foto della mezza pagina del libro "i miti", che sta leggendo, si intralegge un "Ho incontrato Bonatti…". Ecco, per parlare un attimo di Walter Bonatti, un immenso alpinista ed esploratore, a mio personale parere solo secondo a Reinhold Messner, si ricordino i kayaker marini che pagaiassero alle isole dell'Arcipelago Spezzino di andare ad omaggiarlo a Porto Venere, dove è seppellito nel cimiterino a picco sul mare, sopra la Grotta di Lord Byron, ai piedi del  Castello Doria. Qui c'è la sua tomba, messa accanto alla sua compagna Rossana Podestà, dove si posa un sassolino sulla stessa per lasciare, più che un segno del proprio passaggio, un omaggio alle sue incredibili imprese.
« Ultima modifica: Dicembre 29, 2018, 05:39:21 pm da Vittorio Pongolini »
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.