CKI il forum della canoa italiana

angolazione pale di una pagaia turistica

(Letto 10730 volte)

Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Buongiorno
mi chiamo Giuseppe, mi piace fare tranquille uscite sul lago maggiore ma non posso definirmi un buon kayaker. Una settimana fa, insieme ad un nuovo kayak da mare di 550 con timone, mi sono fatto arrivare una pagaia turistica smontabile con pale a goccia allungata (non una small wing, per intederci), regolabile sia in lunghezza da 210 a 220 cm e con la possibilità di regolare l'inclinazione delle pale a piacimento. L'idea di poter sciegliere mi piace ma non ho una idea precisa su quale sia la giusta lunghezza e la corretta inclinazione almeno teorica da cui cominciare a provare. Premetto sono una persona alta 190 cm per quasi 100 kg. La mia pagaia precedente ha una lunghezza di 225 cm con impalatura fissa credo a 70 °. Qualcuno di voi puo darmi qualche indicazione a tal proposito
Grazie mille
Giuseppe

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 674
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Tranquillo Giuseppe, per quello che devi farci tu puoi scegliere l'opzione che vuoi. Se avevi la pala a 70° e ti soddisfaceva continua così. Tieni conto che in caso di appoggio veloce ed improvviso, quanto più è piatta la pagaia tanto più veloce è l'intervento improvviso. Quanto più invece soffia il vento, tanto più devi avere le pale a 90°. E, tra una condizione e l'altra, ci sono molte altre situazioni adattabili caso per caso.
Prova ad andare avanti a tentativi e vedrai che troverai la soluzione migliore. L'inclinazione migliore non è dettata da terze persone ma è assolutamente personale ed è un grosso vantaggio.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Grazie mille. Devo dire che qualche prova l'ho fatta.L'unico problema è che poco dopo che la uso con angolazione diversa mi abituo e mi sembra normale così. Il vento invece ho scoperto che tende a strappare la pagaia man mano che si alza. Forse il piacere della pagaia regolabile è proprio quella di regolare l'inclinazione a seconda del vento
Ti chiedo qualcosa sulla lunghezza invece . Ho cominciata con una pagaia turistica a 240 influenzato da quelle groenlandesi. La seconda è una bella pagaia che mi hanno consigliato a 225 cm e devo dire che va molto meglio. Quest'ultima arriva al massimo a 220 cm. Ho letto di persone alte come che usano un 215 cm. La mia sensazione è che 215 cm sia piu una lunghezza da "competizione" quindi piu efficae in spinta e piu maneggevole. Anche qui è solo una questione di come ci si trova. la regola che conosceva diceva al polso del braccio alzato , per me 240 cm

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 674
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Oh no! 2,40 è un'enormità per una pala classica!Vai troppo in profondità quando fai la passata di fianco al corpo e non agisci bene per la propulsione.  Le groenlandesi devono compensare la piccola area della pala con la lunghezza della stessa.
E' una misura che si usava per le canoe smontabili Klepper negli anni '50. Stai sui 2,22-2,25 che va bene per un marcantonio di 1,90 di altezza. Vedrai che ti abitui come per l'angolazione e troverai tu stesso abituandoti quale sarà la migliore lunghezza.
Ma ricordati, la cosa che proprio ti fa sentire la migliore condizione di pagaiata è...  l'allenamento. Quando ero giovane e insegnai per 4 mesi, 7 gg. su 7, in un villaggio turistico sardo kayak (allora non era ancora Kayak da Mare, era il '90) IN mare, pagaiavo per sei ore al giorno. Usavo barche classiche turistiche e kayak fluviali da discesa. Beh...sentivo l'acqua morbida, che non "pesava" niente. Quell'allenamento durò due-tre mesi ed era stupefacente. Non mi importava nulla di modelli di canoe o kayak o di lunghezze di pagaie o di angolazioni: andavo come un ferry-boat!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 258
  • MARCO
A me hanno consigliato di tenerla a 60°...ma andavo molto a destra.

Quindi ho fatto un pò di "prove" ed ho scoperto che a 45° vado dritto.

Guardando le pale quando entrano in acqua ho notato che tenendole a 45° entrano in acqua alla stessa angolazione... probabilmente perchè uso il polso meno degli altri.


Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Concordo l'allenamento è tutto, Piu esco e piu la mia pagaiata diventa fluida e forse anche piu corretta.
Le vostre risposte però mi sono state di aiuto. partirò con la mia nuova pagaia a 220 cm e seguiro il consiglio di Nolby portandole a 45°. meno ruoto il polso meno rischio di affaticarlo con una posizione poco corretta. Nel caso di vento importante aummento la  angolazione delle pale ... poi con l'uso troverò la mia regolazione ideale.     Chissà un giorno potrei innamorarmi anch'io di una groenlandese ed elimanare ogni dubbio  :) !!

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 258
  • MARCO
45° è l'angolazione giusta per me... non è detto che per te sia altrettanto buona.

Visto che hai una smontabile non ti resta che provare per capire qual'è l'angolo migliore per te.

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 674
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Volevo darti un altra dritta, dettata da giudizi personali. Le pagaie groenlandesi sono pagaie come le altre: posson andare bene come male, a seconda del soggetto. Non sono un target da raggiungere! Sono una cosa diversa e che fa (faceva) trendy. Ora ce l'hanno in molti ma non per questo è detto che vadano bene. Io l'ho provata e non mi dice nulla. Anzi mi sballerebbe le prospettive d'uso quando passo alla pagaia normale, visto che faccio anche canoa fluviale.  Inoltre posso anche aggiungerti che l'anno scorso ho fatto un bellissimo tour a tappe in KdM di cinque giorni in Nuova Zelanda, sia nell' Abel Tasman National Park più un paio a Milford Sound. Bene, avessi visto, tra le centinaia e centinaia di kayak da mare incrociati in acqua e sui mezzi, una pagaia groenlandese! Nessuna, ma proprio manco una! Ora, la NZ sta alla canoa-kayak come l'Italia alla pizza. Qualche cosa vorrà quindi dire relativamente a considerare l' aspetto di tendenza piuttosto che a quello utilitaristico, no? Ciao e buone... pagaiate!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 258
  • MARCO

Forse siamo nella discussione sbagliata.

Comunque, che ci sia anche un fattore "moda" nella diffusione della pagaia groellandese l'ho notato.
L'ho provato con in testa questa convizione. Chi la stima dice che se gli inuit in secoli di evoluzione hanno sviluppato quel tio di pagaia ci sarà un motivo.
Non tengono però conto del fatto che gli inuit in secoli di evoluzione non hanno mai visto i materiali compositi, la plastica e le resine ma solo dei rami alla deriva con cui inventarsi un attrezzo utile.

L'ho presa in mano e provata convinto anzi di dover fare più fatica (non diresti mai che una pala di 8 cm possa veramente spingere un kayak)... anche il peso, rispetto alla werner in carbonio e fibra di vetro che avevo in mano, era maggiore.

In realtà mi ha sorpeso. Facile da gestire, meno affaticante sul lungo. Anche più divertente quando si gioca a variare la lunghezza del braccio nelle varie manovre.

Ha anche i suoi difetti che in certe situazione ti fanno sentire la mancanza del cucchiaio di una pagaia europea. Accelerazione molto minore, velocità lievemente minore. Minor efficacia nelle manovre laterali.

Ad esempio quando stavamo a giocare tra gli scogli aspettando l'onda per passare si sentiva, e anche molto, la mancanza di accelerazione che ti permetteva di passare sul dorso dell'onda senza sbattere la pancia del kayak sulla roccia.

L'idea che mi sono fatto (pur con la mia limitatissima esperienza) è che, accantonando le mode, l'europea sia una pagaia da sprint e da manovre strette mentre la groellandese sia una pagaia più adatta alla maratona o al trekking.



Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Ammetto che sono affascinato dalla pagaia groenlandese anche se non l'ho mai provata. La vedo usare da molte persone comprese istruttori di buon livello con alle spalle anche grandi tour. Ne decantano la facilità d'uso ed il fatto che non affatica le articolazioni. Tutte qualità che affascinano chi da principiante come me cerca qualcosa che allevi i suoi sforzi ed i suoi errori.... Cio nonostante quando ho acquistato una nuova pagaia, la mia parte razionale mi ha portato a comprare ancora una pagaia europea che sono convinto spinga di piu quando serve o per vincere una corrente o una risacca. Forse un giorno mi toglierò lo sfizio ed avrò una rivelazione !!

reel

  • Md Member
  • ***
  • Post: 88
potendolo applicare anche alla pagaia groenlandese sarebbe interessante poter fare un confronto tra i due tipi di pagaie, integrando un misuratore delle forze come questo http://www.kayakpowermeter.com/ e confrontandole su diverse soluzioni di chilometraggio e tempo

certo il prezzo non è indifferente... ma sistema per altro utile anche ad affinare la propria tecnica sperimentando sul campo, vedendo direttamente alcuni dati https://www.youtube.com/watch?v=BhSxtBCwzeo&feature=youtu.be e analizzando poi le performance su PC http://onegiantleap.co.nz/analysis.php?id=PG4QRJfG2G

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 279
  • Fluctuat nec mergitur
Notoriamente ai Campionati del mondo di canoa marathon usano tutti pagaie groenlandesi. Direi proprio di no! Sarebbe la volta buona che un buon canoista con un’elicoidale in carbonio s’imponga beffardamente su grandi campioni.
L'efficacia della pagaiata si ha quando è:
- il più possibile perpendicolare all'acqua, in modo da non disperdere forze che in attacco sollevano la punta creando beccheggio e viceversa in uscita
- il più possibile vicino alla line mediana, in modo da non disperdere forze che tendono a far cambiare direzione alla canoa
- con una passata in acqua il più possibile lineare e la cui profondità il più possibile costante e non circolare, per favorire la propulsione in avanti della canoa.
Ebbene, la pagaia groenlandese, avendo un cucchiaio lungo e stretto, contravviene proprio a tutti i punti precedenti, non consentendo alla canoa di mantenere una velocità costante e il più elevata possibile, relativamente alla forza del canoista.
Circa il fatto che con la pagaia elicoidale in composito si rischiano tendiniti è falso, dipende dalla misura che si sceglie e dall'elasticità del manico, che può essere di vario grado.
Per concludere, le pagaie groenlandesi sono indubbiamente begli oggetti adatti a chi non cerca la prestazione ma ama pagaiare con tranquillità in condizioni normali, ma è più o meno come se oggi si volesse giocare a tennis con una racchetta di legno e budello, che ne so, una bella Maxima!
Comunque chi fosse convinto del contrario, vada avanti con la sua pagaia e si diverta! Consiglio anche di comprare una canoa senza timone, perché il timone in mare non serve a nulla: è così bello scarrocciare con il vento di traverso o remare sempre dalla stessa parte con il vento alle spalle!  :D
Ultima modifica: Aprile 08, 2016, 01:18:28 pm da Lorenzo Molinari

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 674
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ehi...psss...questo signore qua sopra è, ed è stato, pluricampione italiano di K1 e C1 in un sacco di distanze e categorie, sia di velocità che di fluviale ...ssshhh...!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 258
  • MARCO
Grazie per la soffiata! ;D

Vediamo se ha voglia di dirci cosa ne pansa anche riguardo l'angolazione tra le pale  :D
...E magari sulla forma dei cucchiai.

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 279
  • Fluctuat nec mergitur
Maggiore è l'angolo di sfasamento tra le pale meglio fende il vento contrario. Tuttavia oltre i 70° è sconsigliabile: affatica polsi/avambracci, permette una velocità di manovra inferiore (aspetto di rilievo in condizioni da difficili a estreme), ecc. Ognuno deve trovare quello adatta a sé e al tipo di percorso che intende compiere, io sono per un angolo di sfasamento deciso.

Quanto alla forma del cucchiaio, ogni forma ha i suoi pregi e i suo difetti, sopratutto in attacco e in estrazione, c'è quella che entra morbida, quella che richiede una maggiore "spallata", quella che solleva più o meno acqua in uscita... io prediligo la "gamma" di una nota marca di pagaie, soprattutto sulle lunghe distanze.

Marco Lipizer

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 153
Tutto d'accordo con quanto detto sopra, e non vorrei rientrare in una polemica annosa e spiacevole, già discussa tempo fa.
L'unico appunto è sull'angolo delle pale. A mio avviso, essendo abituato alla Bora intensa di Trieste, l'angolo poco influisce sull'andatura con vento forte, perchè il vento può dar fastidio da tutte le direzioni. Anzi quello più fastidioso è quello laterale o a favore che ti strappa la pala dalle mani, mentre la fatica maggiore con il vento in faccia, quelo che blocca la barca, è dovuto alla resistenza del corpo.
L'angolo di circa 70° è invece determinato dalla corretta tecnica di pagaiata che permette, in fase di svincolo (la rotazione del braccio dopo l'estrazione della pala), il corretto posizionamento della pala in acqua su entrambi i lati.

Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Ringrazio peri consigli tecnici che mi sono stati molto utili. Questa domenica ho cercato di mettere in pratica le regole di una corretta pagaiata con pagaia elicoidale e devo dire che questo ha influenzato anche la lunghezza della pagaia , ora portata a 215. Ben lontano dai 240 con cui avevo iniziat la mia avventura qualche anno fa ! questa lunghezza l'ho sperimantata con la nuova pagaia che ha pa di 51,5 x 16,5 cm. Devo però dire che anche con la vecchia pagaia di 225 con pale piu a goggia e bordi molto fini avevo risulati simili se non migliori. Possibile che la forma delle pale influenzi cosi tanto la lunghezza della pagaia ? oppure piu semplicemete sono io che pagaio male e sbaglio qualcosa
G

Marco Lipizer

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 153
Per dirti, io uso una pagaia lunga 211cm sia per le gare che le pagaiate in KdM.
Come lunghezza totale della pala, devi lasciar perdere la lunghezza complessiva, ma verificare la lughezza del manico. Una volta posizionate le mani in maniera corretta sull'impugnatura, dalla mano all'inizio della pala devono esserci ancora 10-15 cm.
Per la posizione delle mani io consiglio di tenere le mani leggermente più larghe della spalle; stando in piedi, impugna la pagaia e lascia le braccia rilassate. La postura più comoda è più o meno quella più corretta come distanza fra le mani.

Gibbio

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 8
  • ...
Ti ringrazio Marco. Questa tua precisazione mi è molto utile per avere un punto di riferimento da cui partire . Quando ho iniziato questa discussione credevo che tutto si limitasse nella corretta scelta della impalatura della pagaia a seconda del suo uso. Il proseguo della discussione però ha toccato tanti altri punti importanti a partire dalle due filosofie di pagaiata per terminare alla lunghezza della pagaia. Sinceramente non pensavo che questo attrezzo, che nelle scuole di kayak per principianti viene minimizzato con una semplice indicazione sulla corretta impugnatura, sia invece cosi ricco di sfumature la cui giusta scelta è capace di influenzare notevolmente il piacere di pagaiare