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Info - Normativa per l'uso del salvagente a giubbetto.

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marco ferrario (eko)

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Poiché l’entrata in vigore della nuova direttiva europea è stata rinviata, Germania, Austria e Svizzera, hanno comunque recepito la presunta direttiva europea inerente l'uso del salvagente, modificando il regolamento della navigazione sul Lago di Costanza.
La revisione prevede l’obbligo di avere il GIUBBOTTO DI SALVATAGGIO sui natanti a remi e pagaia che si allontanano ad oltre 300 metri dalla riva.
Questa disposizione, mira a ottimizzare la sicurezza.
Perciò, dal 1 gennaio 2014 anche sul Lago di Costanza come già sui laghi italo-svizzeri MAGGIORE e LUGANO e dal 2007 sui laghi svizzeri, è reso obbligatorio il GIUBBOTTO DI SALVATAGGIO a bordo dei natanti a remi e a pagaia che si allontanano a oltre 300 metri dalla riva.

marco ferrario (eko)

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Per essere piĂą precisi,
- sulle acque svizzere il salvagente a giubbotto da tenere a bordo deve avere una spinta idrostatica di almeno 75N
- sulle acque italiane il salvagente a giubbotto da portare a bordo deve almeno corrispondere al livello 100N conforme alle norme EN395 per navigare entro le 6 miglia, 150N per la navigazione oltre le 6 miglia.
Nella pratica di sport come il windsurf e il kitesurf e nella conduzione di acquascooter in cui il salvagente va obbligatoriamente sempre indossato è sufficiente un giubbotto salvagente da 50N conforme alle norme EN393, ISO12402-5
Per altri dettagli inerenti le acque italiane, ecco il link della circolare del 2009 - Comando delle Capitanerie di Porto http://www.guardiacostiera.it/ACFE38/circolare_0068485_28072009.pdf

marco ferrario (eko)

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Mi correggo,
amici ticinesi, mi segnalano che dal 1 gennaio 2014 non è più valida la normativa che prevedeva i 75N.
Anche la Svizzera ha adottato l'obbligo del salvagente a 100 Newton, come gli altri paesi europei.
Ecco il documento che riguarda le recenti modifiche al regolamento della navigazione sul Lago di Costanza (http://www.admin.ch/opc/it/official-compilation/2013/3659.pdf), a pag. 7/8 la modifica all'articolo 13.20 capoverso da 3 a 6, recepisce le normative europee giĂ  adottate da Germania e Austria (le altre nazioni che si affacciano al lago di Costanza).
Questa recentissima normativa, ribadisce che per le canoe, il salvagente da 100N va tenuto a bordo in modo sicuro, in alternativa occorre "avere a disposizione o indossare" l'aiuto al galleggiamento da 50N.

Non ha subito cambiamenti l'art. 16, dell'Ordinanza sulla navigazione nelle acque svizzere 747.201.1 (http://www.admin.ch/opc/it/classified-compilation/19780252/index.html).
perciò, per le imbarcazioni a remi e pagaia, rimane la libertà di navigazione indipendentemente dalla distanza dalla riva (esempio: il lago di Costanza ha sponde che distano oltre 6 miglia come anche il lago di Ginevra).

Nessun cambiamento anche per l'articolo 134 capoverso 4bis, in cui si specifica che la normativa che obbliga al salvagente non si applica per i "battell"i a remi che circolano nella zona rivierasca interna ed esterna (cioè la zona fino a 150 e fino a 300 metri dalla riva).
Perciò sulle acque svizzere come su quelle di altri paesi europei e sul Lago Maggiore e di Lugano, permane l'obbligo di avere il salvagente a bordo per distanze dalla riva superiori a 300 metri.

marco ferrario (eko)

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NORMATIVE EUROPEE
Prestazioni e norme di riferimento per i salvagenti e il dispositivo di aiuto al galleggiamento.

Nella tabella qui allegata, schematicamente e con concetti semplici, sono riassunte le normative europee, le quali non danno adito a soggettive interpretazioni, contrariamente a quanto avviene spesso leggendo le normative del codice della nautica italiana.

francesca gastaldi

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Vi copio e incollo quanto rispostomi dalla Guardia Costiera Italiana riguardo ad una lunga lettere esplicativa sui limiti di navigazione previsti per kayak e canoa. La tabella in vigore attualmente per i salvagenti è quella della CE che Marco Ferrario ha allegato nella precedente mail. Essa è stata ratificata con Circolare Ministeriale del 2009 che vi allego. Abbiamo a che fare con un corpo di Stato che ho non conosce le leggi emanate da esso stesso o è bugiardo. Solo la consapevolezza di tutti noi può battere questo atteggiamento ignorante.
francesca gastaldi
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Gentile Utente,

in merito al suo quesito pervenuto in data 05.01.2014 si rappresenta quanto segue:
la canoa e il kayak, pur essendo ricomprese tra l’ampia tipologia delle unità da diporto a remi, tutte peraltro prive di marcatura CE, ai fini dell’abilitazione alla navigazione non possono essere equiparate alle unità a remi con scafo “classico” abilitate alla navigazione entro 6 miglia dalla costa.
Ciò in considerazione della particolare struttura delle unità di cui trattasi che, in linea di massima, non consentono l’alloggiamento e l’utilizzo delle dotazioni di sicurezza previste per legge, in base alla navigazione effettivamente svolta.
A tal riguardo, si rammenta che per poter navigare entro sei miglia dalla costa, un’unità da diporto a remi deve avere a bordo le dotazioni indicate nell’allegato V del D.M. 146/2008, di cui se ne citano alcune, a titolo di esempio:
-              salvagente anulare con cima;
-              boetta luminosa;
-              Boette fumogene;
-              fuochi a mano a luce rossa;
-              Razzi a paracadute ecc.
 

 
Cordiali saluti
 
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Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto
Area Comandante Generale
Ufficio Relazioni Esterne
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Tel. 06 5908 4666
Fax. 06 5908 4798
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Francesca Gastaldi

maurizio bernasconi

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Mi soffermo solo sull'espressione che apre la lettera della Guardia Costiera: "Gentile Utente". Dunque noi saremmo degli "utenti", ovverosia coloro che usufruiscono di un bene o di un servizio pubblico, come il gas, l'energia elettrica, il telefono. E' giĂ  successo con le Ferrovie semiprivatizzate, prima eravamo viaggiatori, adesso siamo clienti. L'idea che l'andare in canoa faccia di noi implicitamente degli utenti indica un preciso atteggiamento mentale, un sistema (rin)cog(lio)nitivo, di quelli che debbono essere ficcati in testa a tutti ogni minuto. Non si contempla la possibilitĂ  per l'uomo di agire e di essere, semplicemente a tu per tu, con (ed entro) l'ambiente naturale. Qualsiasi cosa noi si faccia, il campo di gioco appartiene sempre a qualcun' altro: allo Stato, a un privato, a una multinazionale ecc. Naturalmente questo vale per i canoisti, ma soprattutto vale nel lavoro, vale per i consumatori, vale per ogni uomo qualunque cosa egli faccia. La natura totalizzante del Potere si manifesta così, come avevano ben descritto Orwel e molti pensatori anarchici, surrealisti e libertari. Il bello è che tutto questo accade lasciandoci l'illusione di vivere in democrazia. Del resto probabilmente dobbiamo considerarci "Utenti" anche rispetto alla democrazia, alla cultura, alla libertĂ , e qui si apre una piega paradossale. BasterĂ  pagare un paio di euro e potremo, per esempio, esprimerci votando alle primarie. Questa riflessione si potrebbe estendere anche alla scelta che viene fatta qua e lĂ  di obbligare a un pagamento per la discesa di un fiume o per la scalata di una montagna. Siamo utenti perchĂ© "usiamo", in questo caso, il mare. Ma nel concetto e nell'etimo di "uso", ci sta dentro anche l'usura. Credo dunque che oggi pomeriggio andrò ad usurare il mare per una dozzina di chilometri.     

fredgil

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Bravo Maurizio. Spero che questo tuo post possa pervenire al "Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto"... o meglio ancora a qualche giornalista.
Fred
Fred

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
In merito alle esternazioni dell'utente Maurizio, lo scrivente esprime il senso del suo piu' vivo apprezzamento soprattutto nel riconoscere in lui un'animo pericolosamente libertario e foriero di ribellione all'ordine costituito ... la qual cosa mi arreca gran consolazione in una giornata piovosa e grigia in cui sembra/vorreivedere sprofondare tutto il paese ... che andassero tutti aff...... burocrati del c....!
E mi mergaviglio di come Francesca riesca ad ancora rimanere fedele alla "ragione" dopo mesi o anni che sguazza suo malgrado tra le "assurdita'" della buro-crazia italica.
Andrea Ricci
[email protected]

francesca gastaldi

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In realtĂ  Utente significa in diritto colui che fĂ  uso o gode di una cosa e specialmente di un diritto reale.
Il diritto reale è un diritto che conferisce un potere assoluto ed immediato su una cosa.
 
Per immediatezza si intende la soggezione della cosa al titolare del potere, il quale non necessita di una prestazione altrui per esercitare il suo potere.
 
Dunque se siamo sottoposti ad un trattamento simile a quello che dici tu è soltanto perchè non facciamo valere i nostri diritti.

francesca gastaldi


Mi soffermo solo sull'espressione che apre la lettera della Guardia Costiera: "Gentile Utente". Dunque noi saremmo degli "utenti", ovverosia coloro che usufruiscono di un bene o di un servizio pubblico, come il gas, l'energia elettrica, il telefono. E' giĂ  successo con le Ferrovie semiprivatizzate, prima eravamo viaggiatori, adesso siamo clienti. L'idea che l'andare in canoa faccia di noi implicitamente degli utenti indica un preciso atteggiamento mentale, un sistema (rin)cog(lio)nitivo, di quelli che debbono essere ficcati in testa a tutti ogni minuto. Non si contempla la possibilitĂ  per l'uomo di agire e di essere, semplicemente a tu per tu, con (ed entro) l'ambiente naturale. Qualsiasi cosa noi si faccia, il campo di gioco appartiene sempre a qualcun' altro: allo Stato, a un privato, a una multinazionale ecc. Naturalmente questo vale per i canoisti, ma soprattutto vale nel lavoro, vale per i consumatori, vale per ogni uomo qualunque cosa egli faccia. La natura totalizzante del Potere si manifesta così, come avevano ben descritto Orwel e molti pensatori anarchici, surrealisti e libertari. Il bello è che tutto questo accade lasciandoci l'illusione di vivere in democrazia. Del resto probabilmente dobbiamo considerarci "Utenti" anche rispetto alla democrazia, alla cultura, alla libertĂ , e qui si apre una piega paradossale. BasterĂ  pagare un paio di euro e potremo, per esempio, esprimerci votando alle primarie. Questa riflessione si potrebbe estendere anche alla scelta che viene fatta qua e lĂ  di obbligare a un pagamento per la discesa di un fiume o per la scalata di una montagna. Siamo utenti perchĂ© "usiamo", in questo caso, il mare. Ma nel concetto e nell'etimo di "uso", ci sta dentro anche l'usura. Credo dunque che oggi pomeriggio andrò ad usurare il mare per una dozzina di chilometri.     
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Non ti meravigliare Andrea ;-) la ragione me la tiene salda la mia attivitĂ  in mare e montagna che vĂ  al di lĂ  e oltre le cose che scrivo e le norme che regolano. E la natura che detta le mie regole. Inoltre faccio un lavoro che mi fĂ  capire che se sono determinata e avanti sulla base di ragioni obiettive alla fine la spunto. Basta sapere o capire come devi fare ;-)
francesca gastaldi

In merito alle esternazioni dell'utente Maurizio, lo scrivente esprime il senso del suo piu' vivo apprezzamento soprattutto nel riconoscere in lui un'animo pericolosamente libertario e foriero di ribellione all'ordine costituito ... la qual cosa mi arreca gran consolazione in una giornata piovosa e grigia in cui sembra/vorreivedere sprofondare tutto il paese ... che andassero tutti aff...... burocrati del c....!
E mi mergaviglio di come Francesca riesca ad ancora rimanere fedele alla "ragione" dopo mesi o anni che sguazza suo malgrado tra le "assurdita'" della buro-crazia italica.
Francesca Gastaldi

Marco Alberti

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Siccome quando vedo tutti che guardano da una parte, a me viene spontaneo guardare da quell'altra, mi si confĂ  la posizione di bastian contrario: mi sento bene e non temo di procurar battaglia.  ;D
Specie quando sento strampalati ragionamenti piro-fumistici e altrettanto strampalati paragoni tipo assemblea studentesca post sessantottina ::)  :-* . Per questo mi viene spontaneo spezzare una lancia a favore della Guardia Costiera, la quale probabilmente considera come 'utenti' non quelli generici del bene comune 'mare', ma bensì quelli che potrebbero in teoria usufruire dei SUOI servizi. Visto che quando qualcuno sta per andare a fondo con la ghirba :'( , quelli che si devono sbattere e rischiare la vita, sono loro.
 ;)
PS: IMHO è più totalizzante chi estrapola una parola dal contesto e ci fa su un teorema ...

marco iezzi

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Come nello stile del critical mass ( evento ciclistico internazionale) si potrebbe organizzare un raduno "rigorosamente spontaneo" navigando oltre un miglio dalla costa
Potrebbe essere un modo per dare visibilitĂ  all'argomento

Le osservazioni di Maurizio non fanno una piega e dovrebbero essere girate in risposta alla mail inviata dalla capitaneria

Marco Iezzi


maurizio bernasconi

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Gli "utenti", sono coloro che usufruiscono (cioé utilizzano) di un bene o di un servizio pubblico, almeno secondo il Devoto-Oli. L'accezione appartenente al gergo strettamente legale, ammessa e non concessa, la si adotta in un atto giudiziario, ma non in questo contesto. Ma visto, Francesca, che sei in vena di puntualizzare, ti ricordo che "fa" e "va" (fare e andare) non vogliono accento e "perché" vuole accento acuto. Puntualizzare è uno dei vari modi per mostrare cocciutaggine, come ignorare, come parlar d'altro, come travisare. Giusto per informarti: io non mi sono messo su un'altra barricata e non ho espresso opinioni sulla tua crociata. Marco Alberti si crede bastian contrario, ma lascia trapelare un anelito incontenibile di schiavitù.

Robertocag

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Scusate, allora per essere chiari, ho sempre avuto problemi con le circolari e i regolamenti, con il kayak si può navigare fino a 300 mt dalla costa senza indossare niente ( a parte il costume ). E non si può andare oltre perchĂ© sul kayak non ci stanno le dotazioni. Questa è la sostanza della risposta della capitaneria. Vi chiedo questo chiarimento perchĂ© oggi le chiacchiere di banchina mentre partivo erano che il salvagente va indossato appena si monta sul kayak. Ovviamente io lo indosso per scelta personale ma la mia domanda è: se non lo facessi e sono entro i 300 mt nessuno mi può contestare niente.  ???