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UN KAYAK DA MARE NON PUO' ESSERE EQUIPARATO AD UNA LATRA IMBARCAZIONE.

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marco ferrario (eko)

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La scorsa settimana sul topic inerente "kayak di notte - distanza dalla costa" interveniva Marco Pec come sotto.
Citazione da: marco ferrario - Giugno 13, 2013, 05:26:51 am
"La legge attuale non cita mai il kayak da mare e invece regolamenta i sandolini di fascista memoria, (www.youtube.com/watch?v=3u3MEXvwDA0), così qualche guardia costiera che non conosce i kayak da mare, potrebbe equipararci ad essi, ma oggi chi vede sandolini navigare? ... scommetto che la maggioranza di chi va per mare non ha idea neanche di cosa erano."

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Mi scuso se mi aggancio a questo thread con un altro argomento ma ho visto il bel video dei "sandolini" segnalato da Marco e ,  colto dalla curiosità, ho ricercato un pò di definizioni sui sandolini  .. ad esempio

Treccani : sandolino Nella marina da diporto, piccolissima imbarcazione, lunga e stretta, a fondo piatto, dove siede un solo vogatore, munito di un remo alla battana.

Garzanti: sandolino: non com. sandalino, s. m. piccola e leggera imbarcazione da diporto, stretta, lunga e a fondo piatto, per una o due persone, con remo a battana.

ora senza nessuna voglia di fare polemica....qualcuno mi dice che differenza c'è tra una canoa/kayak come ad esempio questo http://www.perception.co.uk/product/index/products/discontinued_models/kiwi_two/  e un sandolino......ho paura che per i profani la differenza è minima......

Marco Pec

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Grazie Marco Pec, perché mi offri lo spunto per spiegarmi meglio.
Colgo perciò con piacere il tuo invito e lo amplio spiegando perché un sandolino (e il Kiwi2) è molto diverso dal Kayak da Mare e perciò è errato considerarli mezzi similari.

Ci sono poche differenze tra il Kiwi2 (http://www.perception.co.uk/product/index/products/discontinued_models/kiwi_two/ ) che tu citi e i vecchi sandolini visti nello storico filmato (www.youtube.com/watch?v=3u3MEXvwDA0),
Il Kiwi2 è un sandolino ibrido, solo un poco e vagamente imbastardito dal kayak.
Perciò il Kiwi2 ha la dignità di una barchetta abbastanza similare a un sandolino ma con caratteristiche molto diverse da un Kayak da Mare.

Provo qui a fare una analisi delle differenze che mi vengono in mente, ma sono talmente tante che facilmente ne avrò dimenticata qualcuna:

A) Iniziamo a vedere le dimensioni esterne che saltano subito all'occhio.
Il Kiwi2 in questione è lungo meno di 4 metri, largo 84 cm., carena piatta, non possiede gavoni stagni, non ha corde in coperta, l'accesso nel pozzetto è enorme (lungo ben 217 cm. e largo 64 cm.) insomma, dalle sue misure, non ha certo le caratteristiche di quello che definirei un Kayak da Mare, ma semmai il Kiwi2 non è altro che, come già detto, un sandolino ibrido, nulla più.
Nello specifico, un buon KdM doppio (come doppio è il Kiwi2) deve avere una lunghezza di almeno un 30% in più (perciò superiore ai 5 metri, anche se i KdM più seri e migliori superano i 6 metri, non deve avere certo una lunghezza di 397 cm. come il Kiwi2.
Anche in larghezza il Kiwi2 essendo largo 84 cm. è di almeno un 30% più largo di un KdM (un KdM doppio ha una larghezza di circa 60 cm., poco più o poco meno).
Fino qui solo per parlare di misure esterne e di differenze evidenti anche ai più distratti osservatori.
Cercherò ora di entrare più nel dettaglio, scusa la lunghezza del mio intervento ma è necessario per essere chiari e spiegare le altre determinanti differenze tra un KdM e un sandolino.

B) Un sandolino (come anche il Kiwi2) quando si riempie d'acqua, affonda.
Un Kayak da Mare NON AFFONDA perché è dotato di gavoni stagni a poppa e a prua, pari a un volume di circa il 40% o 50% della sua stazza.
Ciò consente:
1) la totale galleggiabilità e perciò la sopravvivenza in caso di capovolgimento. I gavoni stagni svolgono di fatto una funzione di galleggiamento che impediscono l’affondamento dello scafo anche nel caso in cui, con l'eventuale capovolgimento, il pozzetto si allaga e si riempie completamente d'acqua.
2) I gavoni stagni permettono inoltre di trasportare al riparo dell'acqua: il cibo, gli abiti, molti oggetti tecnicamente utili alla navigazione e i dispositivi di sicurezza e sopravvivenza.

C) Un Kayak da Mare presenta uno SCAFO TOTALMENTE CHIUSO, perché in parte rappresentato dai gavoni con tappi stagni e in parte da un pozzetto chiuso da gonnellino.
Il sandolino ha uno scafo completamente aperto.
Anche il Kiwi2, il sandolino ibrido, non è di facile chiusura in quanto possiede una apertura del pozzetto che in lunghezza (217 cm.) supera abbondantemente la metà della lunghezza totale dell'imbarcazione e anche la larghezza (64 cm.) è di molto superiore alla larghezza del pozzetto dei KdM. Perciò, in particolare, il Kiwi2 ha una grande parte aperta, di molto superiore rispetto alla parte coperta.
Un KdM possiede ingressi nel pozzetto con lunghezze che variano da poco più di 50 cm. a un massimo di circa 90 cm. circa e la larghezze che varia da 35 a 45 cm. circa, perciò, anche in questo la differenza è palese.
Non possiamo comunque assolutamente paragonare il KdM a un sandolino che è una imbarcazione completamente scoperta.
Nel KdM il corpo del pagaiatore è saldamente vincolato nel pozzetto tramite la pressione esercitata dal corpo stesso a contatto con lo scafo e tramite il gonnellino che chiude il pozzetto. Ciò permette un diretto ed immediato controllo del natante nell’equilibrio, nella direzione, nella manovrabilità e nella possibilità, per il pagaiatore, di navigare all’asciutto nel pozzetto, perciò senza dispersione termica.
Col sandolino si naviga stando completamente esposti all'aria e all'acqua e il contatto con l'imbarcazione è precario e molto approssimativo, Infatti, propriamente, si dice che un KdM va calzato, mentre su un sandolino si sale sopra o semplicemente ci si siede dentro.
Pertanto un Kayak da Mare protegge dal freddo, dal vento e dall'acqua (comfort che un sandalino non può offrire).

D) Il Kayak da Mare è un mezzo sicuro.
L'evoluta conformazione (appositamente studiata) e il fatto di essere direttamente a contatto con il corpo del pagaiatore sono caratteristiche che rendono possibile anche il facile recupero del KdM nel caso che, nel capovolgimento, il kayaker finisca in acqua.
In tale caso, il contatto a corpo, permette al pagaiatore un recupero immediato del natante mediante un rolling e se non dovesse riuscire questa manovra, è facile uscire dal pozzetto e il KdM, che è dotato (di serie) di corde lungo il suo perimetro, può essere tenuto facilmente vicino a sé anche con una sola mano, offrendo così un sicuro galleggiamento e sostegno che consente un successivo rientro in esso mediante facili manovre con il Paddle-float o anche senza.
La galleggiabilità garantita dai gavoni stagni facilita la possibilità di essere manovrato in acqua seppure a pozzetto pieno di acqua.
La conformazione tecnica dello scafo facilita, con un semplice gesto, il raddrizzamento del kayak e il ripristino dell'equilibrio sull’acqua.
Esistono poi mezzi e semplici tecniche, universalmente note, per svuotare il pozzetto dall’acqua, ciò sia con l’aiuto di un compagno sia in assenza di questo e con l'ausilio di una pompa di sentina. Durante tutte queste operazioni gli oggetti stivati nei gavoni non subiscono alcun danno e non vanno dispersi. Quindi l’attenzione della persona coinvolge solo il recupero dell’equilibrio dell’imbarcazione ed eventualmente la risalita sulla stessa e lo svuotamento dell'acqua nel solo pozzetto.
È evidente che con un sandolino tutto quanto descritto non è fattibile.

E) Utilizzo della pagaia - La conformazione del KdM, decisamente più stretto ed avvolgente di un sandolino (o del Kiwi in questione) permette un utilizzo della pagaia molto efficace e dinamico sia nella propulsione che nella manovrabilità.
Il facile controllo del KdM da parte del kayaker rende possibili manovre rapide di recupero dell’equilibrio del natante in acqua (eskimo).
La pagaia può imprimere una velocità al natante anche superiore a 5 o 6 nodi orari, velocità che è decisamente inferiore con un sandolino.
La pagaia può essere utilizzata per ritrovare l'equilibrio appoggiandosi sull’acqua, per effettuare immersioni più avanzate o arretrate o con angolazioni variabili laterali rispetto al KdM e al pagaiatore. Ciò consente manovre multiple di correzione, di timonata, di avvicinamento e di riporto in equilibrio in caso di capovolgimento.
Col sandolino, per sua conformazione, molte di queste manovre diventano impossibili (rolling e appoggi spinti) e altre molto più complicate, faticose e rischiose perciò meno precise e meno sicure.
Perciò con un KdM si può utilizzare la pagaia per eseguire semplici manovre che rendono il KdM efficace sotto il punto di vista della navigazione e della sicurezza.
Inoltre, le pagaie moderne usate per il kayak sono il prodotto di studi tecnologici avanzati sulla trazione e sulla gestione della manovrabilità. La leggerezza e la performance dei materiali utilizzati nella produzione rendono la pagaia un oggetto polifunzionale.

F) La presa al vento di un Kayak da Mare è decisamente minore e perciò più sicura rispetto a un sandolino, essendo il KdM un mezzo basso e filante sull'acqua, che, rispetto a un sandolino, è mediamente più stretto di un 30% e presenta un rapporto pescaggio/superficie esposta abbondantemente a favore del KdM.

G) Lo scafo del Kayak da Mare, studiato per la navigabilità e la surfabilità dell’onda, aggiunge, alla propulsione impressa tramite pagaia, la possibilità di sfruttare efficacemente la spinta del mare aumentandone la possibilità di velocità e manovrabilità, contrariamente ad un sandolino (o al Kiwi2) che si presta esclusivamente per navigazione con condizioni di acqua piatta o al massimo poco mossa.
La conformazione della chiglia, della prua e della poppa consentono al KdM una eccellente tenuta in navigazione anche con mare formato, non certo paragonabile a quella di un sandolino che, per definizione, ha una chiglia piatta.

H) Dotazioni - Il kayak da mare è dotato fin dalla produzione di corde perimetrali che ne facilitano l’ammaraggio, il traino in acqua, l’ancoraggio, il soccorso passivo ed attivo. Può essere inoltre dotato di pompa di sentina e altri optional come la bussola e il timone nonché di ulteriori camere d’aria distribuite sullo scafo che ne accrescono ulteriormente la galleggiabilità. Inoltre è possibile sistemare sotto gli elastici di coperta una pagaia smontabile di scorta, mezzi di comunicazione e segnalazione visiva e acustica, razzi,  sacco da lancio, eccc.
Tutto ciò in un sandolino, non essendo pontato, non è possibile, (nemmeno sul Kiwi2).

Perciò, per tutti i punti sopra esposti, un sandolino, imbarcazione che risale ad oltre un secolo fa e un moderno Kayak da Mare, presentano le sostanziali differenze.
Il Kayak da Mare ha un capacità e abilità alla navigazione anche in acque mosse (maggior ragione in quelle piatte) e di sicurezza, che non ha nulla a che vedere con quella di un sandolino (o del Kiwi2) a cui è spesso viene impropriamente equiparato come mezzo similare.

Il rapporto evolutivo sandolino/kayak-da-mare è assolutamente paragonabile al rapporto evolutivo tra un biciclo (velocipede) di due secoli fa e la bicicletta moderna che indiscutibilmente offre una performance sicura e molto efficace anche su percorsi che un tempo erano proibitivi per i bicicli.

Per comprendere totalmente il problema in discussione, è necessario citare la legge sulla navigazione attualmente in vigore, dove, ad esempio nell'articolo 27-l171 si parla di mezzi similari al sandolino, ed espressamente "natanti denominati jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalò, tavole a vela, natanti a vela con suoerficie velica non superiore ai 4 metri quadrati, acqua scooter, moto d'acqua e MEZZI SIMILARI"
Per "mezzi similari" alcune capitanerie di porto e, ahimè, anche alcuni kayaker un poco superficiali, pensano che i nostri Kayak da Mare possano essere assimilabili ai sandolini  (è invece a tutti evidente che i nostri KdM non sono assimilabili ai mezzi a vela e a motore sopra citati e ma neanche ai pedalò ai mosconi alle jole e ai pattino, in questi ultimi casi la differenza è davvero macroscopica per chiunque).
L'unica similitudine che ci può essere agli occhi di chi giudica superficialmente e senza conoscere il KdM, è quella col sandolino, se non altro perché tra tutti i mezzi citati dalla legge, il sandolino (come avete visto anche dal filmato (www.youtube.com/watch?v=3u3MEXvwDA0) è l'unico mezzo che viene azionato mediante un remo a battana (antenato delle nostre moderne pagaie), per il resto credo non ci dovrebbero essere più dubbi, IL KAYAK DA MARE NON PUÒ ESSERE UN MEZZO ASSIMILABILE A UN SANDOLINO, in quanto ha prerogative, sopra illustrate, che denotano chiaramente la sua superiore unicità.

È giunto il tempo che queste prerogative siano conosciute e prese in seria considerazione anche dalle autorità preposte al controllo della navigazione.

Marco Pec

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Urka ti ho fatto lavorare come un matto!! 
Grazie mille per la dettagliata spiegazione, ora posso dire di sapere che differenza c'è tra un Sandolino e un kayak simil Kiwi.
Dalla tua esposizione puntuale e precisa, si vede  che sei un kayaker esperto, purtroppo non è scontato che chi sia preposto a fare i controlli abbia tutta  questa esperienza e cultura, temo quindi che le interpretazioni siano spesso arbitrarie e personali (figuriamoci che fino a qualche anno fa non si capiva se i quad erano equiparati alle autovetture o ai motocicli!!!).

Buone pagaiate

Marco Pec

p.s.
non vado in quad e non mi piacciono ;-)

marco ferrario (eko)

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Urka ti ho fatto lavorare come un matto!! 
Grazie mille per la dettagliata spiegazione, ...
... purtroppo non è scontato che chi sia preposto a fare i controlli abbia tutta  questa esperienza e cultura, temo quindi che le interpretazioni siano spesso arbitrarie e personali ...

Gentilissimo Marco Pec,
aggiungo solo poche considerazioni al lungo intervento fatto precedentemente.
è tutto molto semplice e l'analisi non ha richiesto una gran fatica.
Quando le cose si affrontano senza preconcetti,
quando non si pensa a costruire teoremi per nascondere secondi fini,
quando si tiene in considerazione l'aspetto culturale del KdM,
tutto si fa più semplice e appare ovvio.
Ciò che ho scritto, è comunque parte di conclusioni ben più articolate che vedono coinvolti altri kayaker marini.
Non sono il solo a fare queste analisi, sono in buona e crescente compagnia e riteniamo che sia necessario riconoscere anche legalmente la ineguagliabile superiorità e unicità del Kayak da Mare rispetto ad altri natanti che possiedono inferiori proprietà di navigabilità e/o di sicurezza.
 :)

passolento

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Il fatto è che molte delle nostre convinzioni sono il frutto della nostra cultura ed esperienza in KdM. Conosciamo il mezzo ed i suoi limiti e, pertanto, riteniamo i saperne (giustamente) di più di chi legifera. Pertanto protestiamo indignati per l'assimilazione dei nostri kayak ad altri mezzi "minori".
Poi magari se ne uscirà fuori qualcuno che ha fatto cose mirabolanti con pattini e sandolini e (giustamente) dal suo punto di vista sarà fermamente convinto della superiorità del suo mezzo rispetto al nostro.
Insomma ... è tutta questione di punti di vista.
Pace ed amore a tutti
 ;D
Saluti
Daniele

marco ferrario (eko)

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Per la differenza tra KdM e pattini e sandolini, è tutto già ampiamente dimostrato (vedi il lungo intervento) e nessuno ha dimostrato il contrario.

Mentre invece ci potrebbero essere altri natanti non presi in considerazione dalla legge, natanti che purtroppo uso poco ma che mi affascinano e sono per lo meno altrettanto sicuri a un KdM e per certi aspetti ancora di più e ancor più adatti alle lunghe traversate.
Si tratta ad esempio delle Canoe Polinesiane.