CKI il forum della canoa italiana

Impressioni greche, tra crisi, natura, rafting e canoa.

(Letto 2362 volte)

Vittorio Pongolini

  • Full Member
  • ****
  • Post: 684
  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Vi sottopongo, se vi interessa capire cosa e come si vive in Grecia in questo periodo, la traduzione della lunga email che mi ha inviato John Longden, Neozelandese di 57 anni, mio compagno di discese un mese fa sui torrenti e fiumi del Peloponneso e della Grecia centrale. Egli sta continuando la lunga vacanza e, come suo solito, riporta impressioni reali del mondo che lo circonda.
E' lunga lunga, ma la lettura scorre come un fiume in stato di grazia... e ci sono anche riferimenti tecnici utili, vissuti in prima persona da tutti noi tre nella prima parte del viaggio.

"E ' facile essere romantico e vedere tutto roseo di un paese soleggiato come questo, quando siete in vacanza e  le ciliegie sono circa $ 3NZ un chilo (n.d.t. 1,83 Euro ), ma non è tutto souvlaki (n.d.t. spiedini greci) e persiane blu. Questa mattina, come Inge e io ci siamo seduti sulla veranda della base di rafting, che è  la nostra  casa per cinque settimane,  mentre stavamo  sorseggiando i nostri caffè greci -  ora qui alla base hanno le competenze e le attrezzature per fare abbastanza bene - un camion si è fermato sul ponte Bailey della  seconda guerra mondiale, che attraversa proprio qui l’ Arachthos. E il conducente ha gettato un sacco di plastica di rifiuti nel  torrente che scorre  qui tanto impetuoso quanto romantico.  Ora, io dico, ci sono tre cassonetti pubblici sul ciglio della strada ad un centinaio di metri dal ponte,  e sarebbe stato più facile sollevare il coperchio di uno di quelli che gettare un sacco attraverso le capriate dell’ High Bridge, ma i Greci sono sudicioni e zozzoni su scala monumentale. Preferiscono gettarle nelle profonde gole e forre! Come sappiamo, è lì che ruscelli e fiumi scorrono e infatti abbiamo pagaiato e sguazzato per fiumi addobbati sulla vegetazione riparia, con sacchetti di plastica, pannolini, tubi di alkathene,  bottiglie di Coca-Cola, sedie, e ogni pessimo ed immaginabile rifiuto “ usa e getta”, allocato al livello di massima  piena invernale. Durante una discesa memorabile del Karpenissiotis (n.d.t. io c’ero!), dopo aver affrontato e risolto il prolungato incastramento sott’acqua di una delle nostre barche sul fondo del torrente in una brutta spaccatura della roccia (non era la mia canoa, fortunatamente [n.d.t. e nemmeno la mia, ma quella dell’autore del libro GRECO, Franz Bettinger. Abbiamo provato a disincastrarla col sistema Prusik, sforzo in 2 pari a 6. Niente da fare. L’abbiamo allora legata ad una corda di 35 mt, legata al camper fin sulla strada e dato il via alla autista: canoa liberata e senza danni! Incredibile, positivo epilogo, quando pensavamo a danni irreparabili]), abbiamo dovuto condividere il gradevole e più semplice tratto inferiore con una flottiglia di polli morti e gonfi. Ci deve essere un gran delta di immondizia alle bocche di tutti i grandi fiumi greci, e la perdita di materiali riciclabili, per questa economia,  è una inconcepibile ed immensa sciocchezza.
Il che mi porta a parlare dell'economia di questo paese. Si  possono  guardare soap opera e reality show e altri programmi televisivi di merda in Grecia, ma nella maggior parte dei bar tutto ciò che vedi sono dibattiti politici in cui quattro politici che si odiano a vicenda, e uno che tutti odiano insieme, gridano più o meno contemporaneamente a vicenda, e nessuno di loro sa davvero cosa fare per l'economia. La sinistra è l’ unica che pensa di fare qualcosa di innovativo( il che vuol dire uscire dall’Euro, nazionalizzare  i servizi pubblici, e costruire un sacco di statue per le persone morte con baffi enormi che si comportavano male durante la guerra civile [n.d.t. ?]). Il resto è solo un ”voglio solo essere eletto”, o “rieletto”, tra i soggetti dei due principali partiti che hanno portato alla catastrofe il paese. Questi ultimi sono un ottimo esempio di come e perchè questa situazione non sarà risolta facilmente. Essi hanno imbrogliato, mentito,  preso tangenti, e acquistato voti, pensando solo  al loro rafforzamento , con i soldi presi in prestito dai Servizi Pubblici. Hanno modificato i libri contabili per nascondere le dimensioni del loro indebitamento, con un cinismo spaventoso e con lo scopo che ogni anno in più al potere era un altro paio di milioni di Euro nel conto bancario svizzero. Essendo stato presi in fragranza di reato la cosa avrebbe dovuto essere sufficiente per garantire che i capi partito dovessero dare le dimissioni e cadere in disgrazia e stare a casa in attesa di venir chiamati in Giudizio. Niente affatto. Sono rimasti al loro posto per le ultime (inconcludenti) elezioni, rifiutando di riconoscere l'errore o l'inganno sulla questione delle centinaia di miliardi mancanti, e alcuni si sono mostrati sconvolti e indignati per aver scoperto che nessuno aveva votato per loro! Nonostante tutto questo (perché nessuno ha votato per la maggior parte degli altri partiti e i banchieri d'Europa si sono mostrati sicuri che la sinistra non prevarrà), questi stolti sono tornati in campagna elettorale per le ennesime nuove votazioni. E questo potrebbe essere moderatamente divertente se non fosse per il fatto che la Grecia è, in realtà, in ginocchio. Il panettiere locale ha il fatturato  giù del 60 per cento. Sessanta! Questo in un paese dove il pane è una risorsa primaria. Gli stipendi degli insegnanti ridotti della metà, insieme al resto dei Servizi Pubblici, nell'interesse nazionale (i politici stessi,  esenti, presumibilmente sulla base del fatto che hanno bollette da pagare e seconde ipoteche su immobili stranieri a cui far fronte). In questo piccolo gruppo di villaggi sul fiume Arachtos nelle montagne Tzoumerka, fortemente dipendenti dal turismo, i caffè ei ristoranti sono vuoti, ma per alcuni, pochi abitanti, i disoccupati e i vecchi, che sorseggiano un caffè od una  birra, una multinazionale come la Coca Cola costringe i proprietari della taverna affinché siano in grado di vendere la loro bevanda. Vi è una disoccupazione enorme, soprattutto nelle città, ma qui nei villaggi la gente ha sempre lavorato, sette giorni alla settimana, fino al tramonto, e meno denaro c'è, più si lavora. Ho visto una signora anziana camminare verso  casa a piedi dal negozio al suo villaggio oggi; lei non ha acquistato molto, e non ha l’auto; s’è messa una  scatola di cartone legata sulla schiena con quell’ intelligente nodo scorsoio che le donne hanno usato per secoli per caricarsi la roba sulle spalle. La gente compra le cose con monetine e le conta due volte. Nella città, soffrono letteralmente la fame, o almeno, quelli che sono senza un membro della famiglia che lavora, e si ritrovano o nelle mense, a competere per le latte tra ciò che si getta via dai ristoranti con altre persone, improvvisamente indigenti  tra tutte  le classi sociali. Atene è un buco infernale di disperazione, criminalità disperata, con 2 milioni di clandestini,  cinica e il decadente. C'è una parola greca che significa "bustarella". La gente la usa con lo scopo di mantenere posti di lavoro in  ufficio che consentano loro di rimanere in servizio, a tempo indeterminato, fino a che una busta adeguatamente riempita salta fuori. E se sei una persona onesta,  puoi rifiutarti di pagare. A queste condizioni puoi però rimanere per mesi in lista d'attesa per un intervento chirurgico, o avere il permesso di costruzione senza timbro di accettazione per settimane e settimane. Ho incontrato un ingegnere che mi ha detto che i suoi clienti di solito gli danno una grossa somma in denaro nelle bustarelle, nonostante le sue assicurazioni che egli sia in grado di garantire il lavoro fatto senza questi mezzi. Ho chiesto, io straniero ingenuo, perché qualcuno non porta una macchina fotografica nascosta  o un registratore con loro quando viene estorto. E dove, mio caro amico,  vuoi  portare il nastro o il film? Alla polizia? Al magistrato locale? Se sei  fortunato, non succede niente. Se sei sfortunato, ti  ritrovi improvvisamente ad essere ispezionato, valutato, recensito, fermato e perquisito, e generalmente tempestati da ogni organo dello stato che… alcune bustarelle  possono riattivare ....
Nikos possiede un albergo e la società di rafting in quella un po’ fatiscente  base in cui stiamo vivendo, e come tutti quelli che incontriamo è tirato. Stiamo dando una mano dove possiamo, e imparando come muoverci. Inge (n.d.t. la sua compagna) sta facendo il muratore, entrambi guidiamo la navetta un po’ pericolosa per le escursioni di rafting, e io conduco il raft sull’ Arachthos in qualche giorno improvvisamente pieno di clienti. "E’ troppo facile", spiega Nikos, e mi precetta per un tratto sulle quattro rapide difficili in questo relativamente semplice(terzo grado) percorso. Al suo arrivo all’imbarco lui lancia uno sguardo al fiume e dice: "Ohhhhh ...c’ è troppa acqua  ...", con cui egli intende dirmi, che non è che dobbiamo annullare l’escursione, ma che sarebbe stato difficile, veloce, e che i miei progetti  sarebbero inutili, in quanto metà delle rocce sarebbero sotto l'acqua e che la metà delle onde si sarebbe trasformata in buchi mangia raft. "Tu devi solo seguirmi", è il piano B. "tutto ciò che serve è che i clienti pagaino duro quando glielo si dice, pagaia il raft come un kayak, e stai alle mie spalle .... sarà molto facile". I clienti non erano giovani, ed erano israeliani, e so per esperienza precedente che i vecchiotti pagaiano male quando non serve e bene  quando sanno che è necessario, ma io attribuisco la totale inconsistenza  del mio equipaggio non alla loro nazionalità, ma al destino maligno. Hanno pagaiato male quando non importava, e lo hanno fatto per quasi tutto il percorso. E per me, passare da un kayak ad  un raft di 8 persone è come passare da una vettura da rally a un bus Volvo di 60 posti..... Così Inge e io abbiamo pagaiato insieme su un raft da 12 piedi con cinque israeliani con la sensazione di impotenza e di divertimento,  attraverso una serie di grossi buchi e onde, finendo con l’aver perso la linea d’acqua giusta nella “Camel rapid” (non chiedetemi perchè, non lo so), perdendo tre dell’equipaggio, che sono caduti sulla schiena sul pavimento  del raft e che non hanno nemmeno cercato di rialzarsi quando gli ho urlato dietro per chiedergli di pagaiare, e siamo finiti  senza alcuna velocità nel “tappo grande” che avrei dovuto evitare a tutti i costi. In realtà, ce l'abbiamo fatta a passare attraverso, forse perché ho continuato dritto, o forse perché quei ciccioni, inutili bastardi sul pavimento hanno tenuto il nostro centro di gravità basso, o forse  perché ho tolto il mio cappello nella piccola cappella che abbiamo visitato la scorsa settimana. Gli israeliani hanno riferito che sia stata una esperienza meravigliosa, ed è stato due ore dopo che il mio battito cardiaco salisse a 120 ...

John Longden
408 Thames Coast Rd
Te Puru
RD5 Thames 3575
Ph 0274 595 596"
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

maurizio bernasconi

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 260
Bel testo, così si scrive! Così può scrivere un canoista! Pagaiare bene come scrivere bene. Grazie Toio per la traduzione.

Maurizio (Tric)

  • Md Member
  • ***
  • *
  • Post: 87
Ho trovato finalmente il tempo di leggere questo spaccato dalla Grecia.
Non saprei quale termine usare... forse ...  inquietante;
 una cosa è certa i nostri polllitici hanno frequentato sicuramente la scuola di Atene ...
Saluti
Tric