CKI il forum della canoa italiana

La plagne 2012

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Ettore Ivaldi

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Caro Mariano,

          considerando il fatto che tu sei l'uomo di punta della squadra e considerando i tuoi interventi molto moderati e a favore dell'attuale staff tecnico, mi chiedo perché noi parliamo, se questa situazione va bene a Te siamo tutti contenti. Io personalmente non ho nessun interesse e se la discesa è a questo livello il motivo c'è e si capiscono  chiaramente i motivi!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi


kayaknervi

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Certo scarichiamo tutto sulle societa' allora, parli di Carlo che si sta muovendo? in che modo? facendo critiche su ck italia? questo per te caro Ettore vuol dire muoversi? basta scrivere un parere sul forum per migliorare, allora siamo tutti bravi: Caro Ettore, Carlo una volta uscito e' sparito, Vladi lavora con gruppi di giovani a Pescantina forse gli danno piu' soddisfazione, Carlo invece? cosa ha fatto una volta smesso? ognuno ha la sua vita. certo il tuo modo di operare era professionale come viene descritto sul forum, ma allora perche' sei sparito? forse eri li per chiudere un buco o per ottenere un trambolino di lancio per lo slalom? comunque il punto e' un altro, migliorare il settore discesa e far capire allo staff tecnico che nulla e' perduto. Con cio' mi rendo disponibile ad un vostro futuro confronto e se passate da Genova vi offro anche un caffe'.

mercati carlo

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ciao a tutti, anche a te Gianni, non ti ho focalizzato, non mi ricordo ..
comunque io avevo manifestato solamente le mie perplessita' nella preparazione di un mondiale con poche risorse dovute  a problemi economici o a quant'altro. questo non lo so.

L'analisi di Ettore non fa una piega, poi secondo me per lui la discesa non e' stato un trampolino di lancio per la sua cariera, perche' all'epoca era Commissario delle due nazionali, sia slalom e discesa, ma solamente grazie alla sua impronta stava cambiando il nostro settore in meglio, ma come ho ribadito per una serie di eventi c' e 'lo siamo lasciati sfuggire e cacciare!!!

P.S.

E' vero ora qualche volta scrivo sul forum, ma come fai a dire che io sono sparito?? vivi a Citta' di Castello? frequenti il Canoa Club? In Federazione ti vengono a raccontare se io faccio qualcosa?

Prima di parlare di qualunque cosa a me hanno insegnato di informarmi per non dire cose non vere.
Ti aspetto alla gara di Castello a te e a tutti gli appassionati di canoa.

Carlo






mariano bifano

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Ettore io rispetto le scelte tecniche, essendo militare le rispetto ancora di più', le ho sempre rispettate anche quando eri tu il commissario tecnico, apprezzavo la tua operativita', anche nel lontano 2002 (sesia) e california 2003, ho rispettato le tue scelte e tu sai bene a cosa mi riferisco, forse ero meno maturo di adesso e troppo ingenuo da buttare giu' le tue scelte tecniche nei miei confronti. Io semplicemente capisco la situazione economica  della discesa, e credo che Robert sara' capace di alzarsi di fronte questa crisi con le sue gambe senza le pesante accuse del signor Gianni. Con questo chiudo  e non rientro più' in questo argomento, visto che siamo in 4 a parlarne gira e gira siamo sempre li.

Luca Cecchinelli

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Come ho avuto modo di parlrne con Vietti quando è venuto qua a Genova è che non si riesce più a garantire quel numero di gare per poter redere appetibile il nostro sport ai giovani, e questo nel corso del tempo ovviamente porta ad essere sempre i soliti che gareggiano, si lamentano e quant'altro. Putroppo i tagli ci sono stati, secondo me ora bisogna cercare di capire come venirne fuori. Concordo con Bifano sul fatto di andare a proprie spese a provare i fiumi, ma per dei ragazzi? ho avuto modo l'anno scorso di sperimentare i Training Camp e ne sono rimasto entusiasta a mio parere è su questo che la federazione deve puntare, su fiumi diversi con caratteristiche diverse per non dover andare sempre e solo in un posto.
Per l'organizzazione delle gare il problema è a mio parere più complicata la questione, le società hanno sempre meno risorse a disposizione, e quei pochi sponsor che si possono trovare sono sempre meno, perchè la federazione non può mettersi in prima persona ad organizzare le gare istituendo una Commissione Gare, supportata ovviamente dalle società?

mariano bifano

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Ciao Luca, bene parlarne di questi problemi. Tu parli di poche gare per i giovani? E'vero sono poche anzi pochissime, mi sorge una domanda, perche' a policastro tante societa' non erano presenti? E pure e' un fiume nuovo che ha delle carattaristiche ottimali per i giovani. La risposta la sappiamo, troppo lontano, strano per i club del sud non e' lontano fare km km ogni volta? Anche questa e' una forma di rispetto per le le societa' del sud. Policastro e' stato da esempio a tutte le societa', spero che qualcuno ne parli di questa manifestazione straordinaria, meglio di molte gare Europee. Il viaggio e' lungo vero ma con poco si dormiva e si mangiava. Sono sempre le stesse societa' ormai da anni che lavorano sui giovani( Marina, Oriago, Valstagna, Firenza, Pescantina e qualcun'altra) il resto ?? Se facciamo un analisi dei fiumi che faranno i giovani  atleti quest'anno, ci accorgiamo che sono tutte su acqua piatta, l'unica con qualche difficolta  era proprio policastro,quindi bisognerebbe aumentare anche le difficolta' dei fiumi oltre alle gare, almeno arrivare ad un 2 grado. Spero che condividi con me tutto cio', a presto in fiume. Mariano

Luca Cecchinelli

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Putroppo per la mia società risultava molto costosa come trasferta anche se mi sarebbe piaciuto portare i miei ragazzi a Policastro e spero di venire magari l'anno prossimo a fare una gara li, per la tua considerazione sulla difficoltà dei fiumi condivido appeno quello che tu dici, proprio per questo secondo me con una commissione federale si potrebbe scegliere le gare sui cui far gareggiare i ragazzi per non ridursi a fare delle gare in posti in cui di fluviale c'è ben poco. A presto

Alessandro Leonori

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Di nuovo ciao a tutti,

allora, a proposito di gare, ritorna automaticamente alla ribalta l'idea di Ettore di sfruttare le sinergie slalom/discesa organizzando eventi congiunti nello stesso weekend, fossero per noi discesisti solo delle gare sprint. Un modo di abbattere i costi, avere più gare, in posti nuovi, e allo stesso tempo farci vedere di più al pubblico e aumentare la popolarità. Ad esempio, pensate che bello aggiungere una sprint alla gara internazionale di Merano...

Eppoi... impedire che gare come quella di Cuneo (che fra l'altro quest'anno forse viene fatta sullo Stura alto) vengano degradate a gara regionale. Penso anche alla sprint regionale di quest'anno sul Brembo, ecc. ecc.

Mi rendo conto che sono tutti buoni propositi, ma sarebbe davvero importante trovare il modo di confrontarsi continuamente con chi in Federazione propone e decide.

Sul discorso soldi ho un'opinione forse fin troppo personale: secondo me non è questo l'ostacolo principale, considerando anche le condizioni in cui versano altre nazioni che hanno campioni fortissimi. Del resto, in qualunque sport un po' piu' "povero", come il nostro, chi ha passione qualche sacrificio è disposto a farlo. Sarebbe un po' come organizzare delle gite fuori porta, o delle vacanze (come mi raccontava Mariano delle sue estati sul Noce ecc. quando era adolescente), il tutto più focalizzato verso la nostra attivita' anzichè prenotarsi l'ombrellone nello stabilimento.

Questi training camp, che potrebbero semplicemente chiamarsi "giorni in canoa autogestiti" non posso pensare che siano così costosi. Ho sentito che a Bourg si dorme in campeggio con 4 euro...
Alessandro Leonori
WildWater TV Italia
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kayaknervi

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E' w l'italia e' w la nazionale. Gente uscite fuori! Tecnici intervenite, i forum servono per migliorare, vorrei sapere il tecnico Vietti cosa pensa di tutto cio'. Cardinale? Robert? 

Luca Cecchinelli

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Gusto ieri mettendo a posto sul desktop del computer sono andato a vedere il numero di partecipanti della gara di Vobarno del 2007, Discesa sprint il Sabato e Slalom la Domenica, una marea di partecipanti, bisognerebbe fare un passo indietro e tornare a fare eventi di quel tipo, magari non per gare di Selezione  O campionati Italiani Senior sia dell'una che dell'altra disciplina ma per le categorie categorie giovanili sarebbe il massimo.

Alessando il problema delle gare che in effetti vengono organizzate come gare regionali e non come nazionali ci può anche stare che a rotazione si dia più o meno risalto a un fiume piuttosto che ad un'altro, io porto aventi e non mi stanchero mai di dirlo che la Federazione potrebbe creare una commissione ad Hoc ovviamente per le 2 discipline dell'acqua mossa in supporto alle società organizzatrici, anche per ridurre i costi di organizzazione e noleggio di attrezzature.......

Giuseppe Coduri

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Ciao a tutti, vedo che sono emersi vari temi e provo a dire la mia:
•   Per quanto riguarda la preparazione degli atleti di punta, non sono esperto, ma concordo con Alessandro che in altre nazioni gli atleti si arrangiano senza grandi sovvenzioni. Certo una guida tecnica capace ci vuole, ma credo che chi fa discesa ad alto livello, dedicando tempo e soldi all’allenamento e alle attrezzature, possa dedicare qualche fine settimana ad andare per fiumi in autonomia, io l’ho sempre fatto e mi sono pure divertito.
•   Sull’abbinamento discesa/slalom concordo pienamente, anzi secondo me è un’occasione per incentivare gli atleti a provare nuove esperienze, a livello di gare regionali o giovanili quanto meno.
•   Alcune modifiche alla consueta tabella di marcia delle gare potrebbe, a mio avviso, incentivare la partecipazione e rendere più proficua la partecipazione degli atleti alle gare:
o   Quando sono previste due gare nel fine-settimana, la gara del sabato, a mio avviso, dovrebbe partire più tardi possibile (dopo le 12:00). Molti infatti arrivano sul campo di gara al venerdì sera o al sabato mattina. Vogliamo far provare il percorso anche a loro?
o   La chiusura del percorso segue criteri che non capisco: più tempo si lascia agli atleti per provare, maggiore esperienza accumulano; che senso ha chiudere il percorso un’ora prima su una sprint o, come nello slalom, addirittura il giorno prima (su garette tipo campionato giovanile?)
o   L’introduzione delle doppia gara è stata un’innovazione positiva, non vedo perché debba essere vietata nella discesa classica. Motivazioni specifiche (difficoltà, lunghezza del percorso, logistica imbarco/sbarco) possono sconsigliarla in alcuni casi, ma perché vietarla.sempre? A mio avviso dovrebbe essere data “facoltà” agli atleti di iscriversi a due gare, dopodiché ognuno è libero di valutare se farla o meno. In quest’ottica sarebbe anche opportuno che la Federazione identificasse una sequenza fissa di categorie da far gareggiare in modo da consentire agli atleti di prepararsi correttamente ed avere i necessari recuperi: es: C1m, K1f,K1m,ev. pausa,C1f,C2.
o   Le gare a squadre sono un’occasione per fare ulteriore esperienza e coinvolgere più atleti alle gare, non capisco perché in alcune manifestazioni non siano previste (es. Enza).
•   Per quanto riguarda i percorsi delle gare noto questo: conviene nettamente organizzare gare di piatto piuttosto che sbattersi per gare su percorsi impegnativi. Se non ho sbagliato a leggere, la Federazione eroga lo stesso contributo alla gara di Pescantina e ai campionati sull’Adda (1.500 €). Considerando che i comitati organizzatori incamerano (giustamente) le quote d’iscrizione e che a Pescantina parteciperanno centinaia d’iscritti, mentre sull’Adda saranno poche decine, si nota subito la sproporzione, per non parlare delle grane legate alla sicurezza, alle portate, ecc.. In considerazione di quanto sopra, forse in futuro sarebbe il caso di rivedere il sistema dei contributi agli organizzatori delle gare, incentivando percorsi tecnici e possibilmente innovativi.
•   Per quanto riguarda poi la partecipazione a gare come Policastro, fuori dal solito giro e in periodi poco “canonici” occorre ricordare che al nord per quasi un mese anche i più volenterosi di km ne hanno fatti pochi a causa del freddo, poi forse non basta mettere una gara in calendario e sperare che la gente arrivi, ma occorre trasformarsi un po’ in tour operator, cercando di coinvolgere le società, favorendo sinergie sui viaggi, perché no, illustrando le caratteristiche del fiume (io pensa, credevo che il Bussento fosse piatto).

mariano bifano

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Ciao a tutti! Carissimo Giuseppe sono daccordissimo su quello che hai scritto, ma per quanto riguarda Policastro evidentemente non hai aperto nemmeno il bando, c'era scritto tutto, non mi risulta che alle gare di canoa ci sia il tour operetor, poi volevo ricordarti che la stagione inizia a gennaio e la grande ondata di freddo era passata gia da 2 settimane in italia. Il fiume non e' piatto ma anche se lo fosse sicuramente non e' una giustificazione considerando le gare che si fanno al Nord. A presto in fiume. Mariano

Giuseppe Coduri

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Ciao Mariano, premetto che spero che la gara di Policastro sia in calendario anche nei prossimi anni, con sempre più numerosi partecipanti.

Ciò detto, ritengo che le evidenti "criticità" legate alla distanza e al periodo inconsueto per una gara di canoa, possano essere affrontate con:
1) programmazione: sarebbe positivo se il calendario federale fosse pubblicato molto prima, così da consentire alla società di programmare le trasferte con maggiore anticipo;
2) promozione: anche in relazione a quanto al punto 1), muovendosi in anticipo, gli organizzatori potrebbero fare maggiore pubblicità all'evento. volantini da distribuire durante le gare precedenti, contatti diretti con atleti e allenatori durante le gare stesse, circolari via mail, realizzare un sito internet dell'evento, nel quale, oltre alla descrizione del percorso, aggiungere informazioni su dove dormire/mangiare, offrire supporto per chi volesse coordinarsi con altre società per il viaggio, ecc. Si potrebbe, ma questo non vale solo per Policastro, insistere maggiormente sull'aspetto "turistico" organizzando, ad esempio, gare amatoriali di contorno (boatercross, gommoni) estrazione di premi a sorteggio tra i concorrenti, pasti, ecc.

Alessandro Leonori

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Ciao Giusepppe.

Policastro è una gara bellissima, come bellissimo è il contorno, l'atmosfera, il mare all'arrivo, e la zona circostante. Perfetto per i giovanissimi: la corrente e le curve ci sono eccome, ma senza pericoli. Quando abitavo a Roma e poi a Lecce non mancavo mai.

I discesisti secondo me si dovrebbero un po' "svegliare": d'accordo che il calendario potrebbe uscire un po' prima, ma se le cose si vogliono fare si fanno e basta. Se non avessi 2 bambine piccole e un numero limitato di "bonus/weekend" per andare a fare gare, sarei andato anch'io. Secondo me tutti dovrebbero fare la loro parte, non solo gli organizzatori, e con un po' di iniziativa e un piccolo sforzo economico in più (quello che spendi in più di viaggio lo risparmi magari nel dormire e nel mangiare) si va tranquillamente anche a Policastro.

La situazione è della discesa è sotto gli occhi di tutti, putroppo. Ho appena mandato via email al presidente FICK alcune proposte per rilanciare il nostro settore, fra cui la possibilità di organizzare gare nazionali oltreconfine, magari insieme alla federazione svizzera o slovena, e lo stesso vale per i raduni. Basta superare il confine, per avere fiumi bellissimi e spendere spesso addirittura meno di viaggio/autostrada, e allora perchè non approfittarne, dimezzando i costi dell'organizzazione delle gare con gli stranieri e favorendo il confronto con gli altri atleti? Ho poi proposto (idea di Ettore) di "costringere" gli organizzatori di alcune gare di slalom ad includere anche la sprint.
Alessandro Leonori
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maurizio bernasconi

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Ciao Alessandro, visto che proponi modifiche, ne suggerirei un paio anch'io circa le gare sprint. Quando erano state pensate le gare sprint, l'idea era quella di venire incontro soprattutto a esigenze di spettacolarità e facilità organizzativa specie riguardo alla predisposizione delle sicurezze. Forse qualcuno ricorderà che si chiamavano rapid-race. Dunque una bella rapida al minimo DICO MINIMO di 3/4 grado (proprio quello di cui sentiamo la nostalgia) e via con una gara concisa è godibile per il pubblico, con trenta secondi fra i concorrenti, nessuno spazio fra le categorie e una sola manche. Per le categorie giovanili potrebbe trovarsi un percorso più facile, d'accordo. Si è riusciti a trasformare questa bella idea in uno stillicidio noiosissimo ed eterno di atleti che percorrono un tratto senza sugo per ben due volte, rimanendo talvolta bagnati per ore ad avvilirsi, distruggendo magari la possibilitò di allenarsi sul fiume e provare seriamente il percorso della classic. Un'intera giornata sprecata per fare quattro minuti di gara nei quali il risultato è per lo più scontato dal via. Con ambulanze, cronometristi e giudici impegnti per ore e ore. Ma quando mai nell'altletica leggera si chiede a un quattrocentometrista di fare due manches? Anche nello slalom ormai si sviluppa un percorso di semifinale/ finale che ha molto più senso. Quella poi di rendere impercorribile il percorso chiudendolo un'ora prima, dopo ore e ore in autostrada, quando i ragazzi hanno solo bisogno di fare finalmente un po' di chilometri di acqua mossa, è veramente una stupidaggine.