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ALL'INTERNAZIONALE DI BOURG SAINT MAURICE GIOVANNI DE GENNARO E'ARGENTO

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Antonio Fierro

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Nel weekend che divide i campionati europei conclusi pochi giorni fa a La Seu d’Urgell e la prima prova di coppa del mondo in programma sabato a Tacen alcuni tra i migliori canoisti al mondo si sono dati battaglia in acque francesi.
A far sventolare il tricolore sul podio ci pensa il giovane Giovanni de Gennaro che piazza la sua canoa al secondo posto nella prova del K1 senior. L’azzurro protagonista nelle selezioni nazionali dei mesi scorsi ha sfiorato il primo posto chiudendo in 1:30.56, alle spalle del transalpino Benjamin Renia che ha archiviato la sua prova con il tempo di 1:29.65

VOLEVO SOLO SOTTOLINEARE CHE QUESTO GIOVANE (PER GIUNTA CAMPIONE DEL MONDO JUNIOR) NON E' ANCORA ACCASATO CON NESSUNA ISTITUZIONE PUBBLICA CHE POSSA GARANTIRE UN PICCOLO REDDITO E LA SERENITA' NECESSARIA PER FAR VALERE IL SUO TALENTO. QUALCHE ESPERTO MI SAPREBBE DIRE COME MAI E COSA DEVE FARE DI PIU' ?
NON CI SONO ALTRI AGGETTIVI: SEMPLICEMENTE SCANDALOSO
ANTONIO

maurizio bernasconi

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Ma è possibile che dall'ambiente agonistico arrivino quasi solo dei messaggi anonimi pieni di livore che certamente non servono neppure alle cause che dichiarano di servire? Ammesso che un termine come SCANDALOSO sia proporzionato ai fatti, e non lo è, vorrei ricordare che per molti potrebbe apparire scandaloso piuttosto il fatto che lo Stato paghi uno stipendio a qualcuno a vita solo per pagaiare.

Antonio Fierro

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1. Il messaggio non è anonimo
2. rispecchia la dura realtà sportiva Italiana escluso il calcio
3. Vista la tua affermazione se fossi un operaio e avessi un figlio che mi costasse così tanto preferirei spendere i soldi per mandarlo a scuola o a lavorare e non in giro per il mondo.
4. Non ho mai detto che uno debba essere pagato a vita per pagaiare. Ma per portare lustro alla nostra bandiera certamente si, come fanno in tutti i paesi del Mondo.
5. Se uno brucia i migliori anni della sua vita per "pagaiare" senza magari garantirsi una professione, a fine carriera glielo trovi tu il lavoro ?
6. Quando uno ha finito di "pagaiare" rimane comunque per lo stato una valida risorsa da impiegare nel migliore dei modi
7. Di quante persone stiamo parlando ? 10, 100, 1000, 10.000 ?
8. Una Nazione che si rispetti aiuta i Giovani in tutti i campi dallo sport al lavoro alla scuola e se ne fa vanto

Firmato
Antonio Fierro
Via Odorici,3 25087 Salò
cell 3295923796

maurizio bernasconi

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Bene, mi fa piacere parlare con qualcuno in carne ed ossa. In realtà concordo con alcune delle cose che dici e non sono del tutto contrario a stipendiare dei professionisti specie quando vedo, solo per esempio, delle squadre con moltissimi atleti in tutte le categorie giovanili, maschi e femmine, come nel caso della Marina Mil. di Luni. Uno Stato ha modi diversi per sostenere lo sport. Chi entra tramite concorso in un gruppo militare però ci resta poi a vita e non è detto che sia disponibile a farsi impiegare in modo proficuo nella didattica o nel settore tecnico o in altro modo. Non tutti i paesi stipendiano gli sportivi, anche se meritevoli, anzi la cosa era praticata dai gruppi militari dei paesi socialisti e l'Italia fa eccezione; è una abitudine cubana, cinese. In Gran Bretagna mai si sognerebbero di fare una cosa del genere... segue

roberto.bussolino

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non  è detto che un atleta abbia intenzione di entrare a far parte di un corpo militare, io personalmente non so quali siano le intenzioni di Giovanni o di suo fratello Riccardo, che ricordo anche lui ad ottimi livelli fin dai primi anni senior, ma lo sport in molti casi può essere anche solo una parentesi, sia pur importante della vita e della crescita di un UOMO, io ne conosco alcuni che avrebbero avuto la possibilità di entrare in un gruppo militare, ma hanno preferito fare altre scelte di vita.
comunque per concludere, credo che per entrare nei gruppi militari come atleti, oltre ai risultati, serve un diploma di scuola superiore, e Giovanni ha la maturità quest'anno, e anzi colgo l'occasione per augurargli un grosso "in bocca al lupo", e sono certo che se lo vorrà, appena si apriranno i concorsi, saranno parecchi i centri sportivi a volerlo tra le loro file.
roberto

maurizio bernasconi

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L'atleta ha desiderio e necessità di correre, foss'anche per il Liechtenstein. L'organizzazione per squadre di Stati nazionali non è detto che gli convenga, al di là dei risvolti sentimentali. La canoa è uno sport per lo più individuale. L'organizzazione gerarchica e burocratica che ruota intorno al risultato sportivo prospera sfruttando la spettacolarità del risultato degli atleti e li condiziona pesantemente. Per arrivare ad essere un atleta maturo, diciamo a trent'anni, l'atleta imbrigliato in questo sistema, avrà passato metà della sua vita esposto al rischio di subire ingiustizie, compromessi, soprusi. Alcuni lasceranno; e questo tipo di selezione non ha niente a che fare con lo sport. I paesi di grande civiltà e cultura sportiva non coltivano con troppa enfasi l'aspetto nazionalistico dello sport di vertice (si pensi alla G.B.). Ben diversa era la funzione dei gruppi sportivi militari quando in Italia esisteva il servizio militare di leva, era un servizio pubblico, si sarebbe detto allora, di stampo più "democratico". E' vero che i gruppi militari al momento sono quasi l'unica proposta pubblica seria per un canoista di alto livello, però mi chiedo: cosa fa l'Università, cosa fanno i Licei a indirizzo sportivo, cosa fanno le amministrazioni locali.
L'argomento è difficile. Sarebbe interessante sentire altre opinioni.

fabrizio rombj

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Argomento estremamente interessante.
Mi permetto di esprimere un opinione:
Ci sono molti sport in cui gli atleti fanno tanti e forse più sacrifici che nella canoa e gli atleti non vengono pagati, cito ad esempio il nuoto o la pallanuoto solo perchè li conosco abbastanza bene. E' normale per un pallanuotista che milita ad esempio in serie A2 o B fare 5 o 6 allenamenti alla settimana (spesso 2 volte al giorno) e ricevere, quando va bene, un rimborso spese.
Per questi sport non esistono corpi militari, almeno che io sappia, e, solo in Liguria il numero di praticanti è sicuramente maggiore che i canoisti di tutta Italia, agonisti e no.
Penso che un determinato atleta dovrebbe essere aiutato (dallo stato, dalle federazioni, da chiunque possa farlo..) anche in funzione del numero generale di praticanti che esercitano tale sport.
Mi spiego meglio: è certamente più facile diventare campione italiano di freccette (non me ne vogliono i "freccettisti"), chevincere il titolo sui 100 metri stile libero.
Lo sport deve essere fatto  per passione, trovo sbagliato a priori che un ragazzo, o peggio i suoi genitori,  scelgano lo sport da praticare in funzione della possibilità di viverci o meno, non credo che lo sport, proprio in quanto tale, debba essere concepito per questo.
L'argomento è davvero lunghissimo, non vorrei dilungarmi troppo.
Un saluto a tutti ed in particolare a Maurizio, le sue opinioni possono essere condivisilbili o meno (personalmente condivido sempre), ma solo per come scrive è un onore leggerlo.

Antonio Fierro

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Sicuramente l'argomento è molto interessante e direi strategicamente importante per ogni sport, soprattutto quando la discussione coinvolge livelli superiori a quelli di un blog.
Io la penso diversamente perchè non discrimino sul sacrificio e la difficoltà fra uno sport ed un altro, o la misura dell'impegno che uno sport richiede rispetto ad un altro, ma penso che la discriminate debba essere il livello che un atleta raggiunga in qualsiasi sport.
Ritengo che se un atleta si affermi a livello nazionale o meglio internazionale, si debba necessariamente pensare a delle forme di sussidio temporaneo o permamente, pubblico o privato.
Qualsiasi sport fatto a certi livelli è praticamente un LAVORO fatto con passione, sacrificio e anche soddisfazione sopratutto se si raggiungo certi risultati che portano lustro alla nostra Nazione.
Inoltre a certi livelli sono pochi i talenti bravi e fortunati.
Un'altra riflessione che va fatta riguarda la possibilità di dare l'opportunità di affermare il proprio talento a tutti, compreso a persone che non sono in grado economicamente di sostenere certi sacrifici. Eviterei come succede di creare degli sport di elite idonei solo a certi ceti sociali.
In questo caso il calcio ci insegna, perchè è un sport popolare dove anche un povero può affermarsi.
Comunque mi sembra molto strano che in questo confronto sia il solo a pensarla in questo modo. Sono il marziano di turno ?

fabrizio rombj

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Anche se non ti conosco personalmente non  ti definirei il marziano di turno ma semplicemente una persona con idee diverse dalle mie, che peraltro rispetto...
Più che altro è strano che solo 3 o 4 persone abbiano delle opinioni a riguardo....
Ci sono fior di cervelli in questo forum da cui sarebbe interessante avere un parere.
Un saluto

Giuseppe Coduri

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Interessante problema quello posto dagli interventi precedenti.
La domanda fondamentale è: "è giusto che lo Stato sostenga economicamente gli atleti che si dedicano (ovviamente con risultati di vertice) a sport in cui non esiste il professionismo?". La mia risposta è sì, però il sistema italiano dei corpi militari non so quanto sia efficiente. Mi spiego: mi risulta che in altri paesi gli atleti meritevoli sono sovvenzionati per periodi di tempo limitati (a fronte di risultati adeguati) e rimangono nelle loro società di appartenenza.
da noi i pochi fortunati sono sovvenzionati a vita (nel senso che a fine carriera non hanno il problema di trovarsi un lavoro perchè lo hanno già) e lasciano le società di appartenenza per i gruppi sportivi militari. l'aspetto positivo del nostro sistema è che i nostri migliori atleti hanno, in genere, carriere molto lunghe. l'aspetto negativo è che potrebbero non essere stimolati a dare costantemente il massimo, a differenza degli atleti stranieri, che dopo una stagione negativa rischiano le sovvenzioni per l'anno successivo. il sistema dei corpi militari, poi, penalizza un po' le società "civili" che spesso perdono i migliori del proprio vivaio.
In sintesi: dal punto vista dell'allocazione delle risorse, il sistema italiano da "molto" a pochi, mentre in altri paesi si dà probabilmente di meno, ma a più persone.

Maurice

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Tante belle parole, tanti bei sogni, però se guardiamo gli atleti, parlo di tutte le discipline sportive che poi vanno ai Campionati del Mondo ed alle Olimpiadi sono quasi tutti dei corpi militari, come potrebbero diversamente avere i mezzi ed il tempo per allenarsi ed avere poi un pur misero futuro nel paese in cui viviamo oggi ? Ognuno è poi libero di fare le proprie scelte, comunque se hai voglia di fare sacrifici e di stare al vertice non hai altre strade, il resto è pura utopia.

Luca Cecchinelli

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Rimanendo nell'ambito canoistico e senza allontanarci troppo dal nostro paese, i cugini Francesi all'interno della canoa fluviale non hanno un atreta che sia uno appartenete a corpi militari, molti sono studenti di scienze motorie che vengono aiutati dal ministero dell'istruzione e poi successivamente vengono impiegati nell'insegnamento, in Germania invece chi fa risultato può accedere ai corpi militari, ma nel momento in cui i risultati in campo internazionale vemgono a mancare si perde anche questo privilegio, il problema sta putroppo nella base e nella suddivisione delle risorse da distribuire nelle varie federazioni.


Ciao

Gengis

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Ciao a Tutti ,
personalmente sono favorevole che Atleti meritevoli vengono sostenuti dai Corpi Militari , a Casalmaggiore dove vivo
c'è una Società Canottieri lEridanea  , di cui sono stato socio per circa 30 anni  che grazie ai suoi allenatori Vitti Umberto  e Raineri Pietro sforna continuamente Campioni Italiani , ma poi non può permettersi  poi si sostenerli a vita  ,ne provvedere a più alle gare internazionali.
I canottieri  Farina e Raineri hanno vinto in 4 olimpiadi diverse  un oro  ciascuno più un argento ed un bronzo .
Simone Raineri al momento  è in forza alla Guardia di Finanza e continua gareggiare, un altro canottiere Zardi era in forza alla squadra del Corpo Forestale , finita la carriera sportiva continua a lavorare come Forestale , perciò non viene mantenuto ma si guadagna la pagnotta  giornaliera .Sempre a Casalmaggiore una Ragazza che conosco bene, Laura Scaravonati  gareggia  a livelli internazionali per la Forestale in mbike .
Comunque  non tutti rimangono in servizio ,hanno sempre la possibilità regolata da contratto  di poter uscire e trovarsi un impiego , come ha fatto un caro amico , tale Ettore Ivaldi  , penso che molti di voi ne seguano gli scritti in questo forum.Gengis

nikemerlino

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Non amo troppo l'idea del mantenimento da parte dei militari, è anche vero che alcuni fanno un lavoro straordinario, penso a Nello e ad altri.
Più spinoso ancora è l'argomento studi-sport. Anni fa sentivo parlare di campus universitari da parte della Federazione, sono una realtà ? Studiare ed allenarsi ad alti livelli è quasi impossibile, ammiro molto chi ci riesce come Luca Panziera, chissà se ha terminato il suo dottorato.
In ogni caso tantissimi complimenti a Giovanni, speriamo non molli.......
Claudio

Panz

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Non amo troppo l'idea del mantenimento da parte dei militari, è anche vero che alcuni fanno un lavoro straordinario, penso a Nello e ad altri.
Più spinoso ancora è l'argomento studi-sport. Anni fa sentivo parlare di campus universitari da parte della Federazione, sono una realtà ? Studiare ed allenarsi ad alti livelli è quasi impossibile, ammiro molto chi ci riesce come Luca Panziera, chissà se ha terminato il suo dottorato.
In ogni caso tantissimi complimenti a Giovanni, speriamo non molli.......
Claudio


Io trovo giusto che uno stato mantenga i suoi sportivi più bravi, anche se forse, come dice Beppe Coduri, il sistema andrebbe adattato un pochino, in modo che gli atleti militari non si "adattino" alla situazione di comodità senza ricercare sempre il massimo.... E comunque non é facile nemmeno per gli atleti professionisti, penso, trovare sempre gli stimoli giusti per allenarsi al massimo, per questo vanno ammirati anche se "é il loro lavoro!".

PS per nikemerlino.. il dottorato l'ho finito a dicembre, ma sugli alti livelli di cui parli c'è molto da discutere :-)
     un caro saluto, Luca

Giuseppe Coduri

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Ciao, per quanto riguarda l'abbinamento studi-sport, qualcosa c'è.
Il CUS Pavia organizza da alcuni anni un "college" per atleti meritevoli (mi pare che sia uscito il bando in questi giorni sul sito fick). In pratica gli atleti hanno vitto e alloggio a Pavia (100% o 50% a seconda dei casi) utilizzano i tecnici e le strutture del CUS (palestre, staff medico, ecc.) mentre studiano all'università.
Il sistema è stato inventato per il canottaggio molti anni fa e ha dato ottimi risultati; da alcuni anni è stato esteso alla canoa, grazie all'impegno di Sandro Rognone.
Oggi il college della pagaia di Pavia è frequentato da atleti/e che sfornano esami con regolarità e sono stabilmente nel giro della nazionale. Bello, vero?

un saluto a Luca, il piroscafo della Moesa, che oramai è uno scienziato di fama internazionale.