Sondaggio

Che voto diamo ai calendari agonistici acqua mossa 2011

ottimo
buono
sufficiente
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Autore Topic: Calendari FICK Acqua Mossa  (Letto 11780 volte)

Dicembre 08, 2010, 12:04:22 am
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nellokayak

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Secondo voi è stato fatto un buon lavoro?
Siete soddisfatti oppure no? 
E' il calendario che vi aspettavate?
Diamo un voto allo scopo di capire se gli addetti ai lavori, gli utilizzatori finali, hanno a loro disposizione uno strumento attuativo valido alla crescita societaria.
Chiaramente il voto deve essere riservato a quelle persone che in qualche modo praticano attività di acqua mossa.
Votate e fate votare!
1°M.llo Lgt  Ricciardi Cav. Aniello
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Dicembre 09, 2010, 01:43:27 pm
Risposta #1

Maurice

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Oltre che essere veramente un calendario misero, poche gare visto che diciamo che siamo uno dei primi paesi al mondo ( fino a quando ? ) mi preoccupa il fatto che non sia + presente nel settore tecnico nessun tecnico specifico per la specialità femminile.
Maurizio

Dicembre 09, 2010, 02:19:21 pm
Risposta #2

Panz

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Ciao Nello,
relativamente al settore discesa, calendario 2011, ecco cosa ne penso:
1) Non ha senso fare i campionati italiani Under (21 e 23) a fine marzo e inizio aprile. Sappiamo tutti come tali campionati italiani costituiscano una forte motivazione ad allenarsi per gli atleti che restano fuori dalla nazionale. Inoltre, mi pare scontato che il periodo migliore per allenarsi sui fiumi sia da maggio ad agosto, e il campionato italiano dovrebbe quindi essere a conclusione di tale periodo. A riguardo trovo ottimo il campionato italiano senior ai primi di agosto.
2) Non ha senso fare i campionati italiani junior a fine maggio, nel periodo piu' importante per gli studenti che si trovano a dover terminare l'anno proprio in quel periodo.
3) Non ha senso fare il campionato italiano di maratona fluviale al 22 maggio, una settimana dopo gli europei assoluti e prima di mondiali sprint e coppa del mondo. Penso infatti che una gara come la maratona fluviale serva a stimolare gli atleti ad allenarsi  nel periodo che segue la stagione di gare classiche e sprint, cioé in autunno. Personalmente per me le maratone sono un'occasione per continuare a trovare la motivazione nei mesi di settembre-ottobre- metà novembre. E per preparare bene una maratona penso che minimo un paio di mesi di allenamento specifico siano necessari. I campionati italiani fissati in calendario non lo permettono, essendo nel pieno della stagione di gare classiche e sprint. Certo si puo' andare tanto per partecipare, ma secondo me é una grande occasione persa.
4) L'unico bel fiume, che permette agli atleti una crescita tecnica rilevante in acqua mossa, é la Dora Baltea in programma ad agosto. Sapiamo come i club non organizzano trasferte sui fiumi per allenamento se non vi sono gare a cui partecipare, eccetto rarissime eccezioni. Quindi questo calendario non permetterà al movimento italiano in generale una crescita tecnica in acqua mossa.
Ciao,
Luca

Dicembre 10, 2010, 09:34:26 pm
Risposta #3

Mauro Canzano

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Ciao a tuti,

ottima discussione che dovrebbe portare a diverse riflessioni...

Per la discesa:

1) Come mai sono state tolte le gare discesa sprint da quelle dello slalom a livello giovanile ? Eppure nello slalom il sabato il percorsa gare chiude molto presto ed era un ottimo mezzo per unire i due mondi .

2) Come mai la discesa è l'unica specialità della canoa agonistica a livello mondiale che non ha ne europei ne mondiali Under 23 ? Drovrebe essere  una scelta ovvia per chi voglia far crescere la discesa e non farla morire....o forse semplicemente mancano politici amanti della discesa ?

Per lo slalom:

1) Possiile che non si sia capito come il dividere le sprint dallo slalom sia stato un colpo più duro per lo slalom che per la discesa ? Si è tolta la possibilità di praticare questa ellissima disciplina a società come Oriago, Firenze, Muracolo/Extreme , Marina Militare , San Giorgio a Liri, Cassino...e viceversa a società come Ivrea, Merano e poche altre....

2) Possibile che non esista un tecnico per le donne ? E che non sia legato a qualche particolare società ?

3) Se velocità è disciplina olimpica e fa così tanti raduni...come mai non succede lo stesso per lo slalom ???

Dicembre 11, 2010, 11:26:09 am
Risposta #4

Ettore Ivaldi

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Prima di esprimere un giudizio sui calendari e se mi è concesso, aspetterei i programmi di attività 2011 per capire da che cosa sono scaturiti, visto che fatico a comprenderli... come sempre!  Alla base di una programmazione e di un calendario dovrebbero esserci  gli obiettivi che ci si propone. Le gare diventano lo strumento di verifica del lavoro portato avanti per chi è chiamato a rappresentare l’Italia a livello internazionale e per tutti gli altri dovrebbero essere lo stimolo per  migliorare.

Ma le problematiche sono sempre le stesse come scritto nel mio post del 5 Novembre 2009 # 17 - Dal fondo al ridicolo - nulla è cambiato se non il fatto che stiamo perdendo anche il poco di buono che c’era un tempo. Evito di ritrascriverlo, ma ne colgo ancora l’attualità. Se vi interessa andate a rileggerlo - http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,1996.0/all.html - e vi accorgerete che le problematiche sono sempre le stesse a testimonianza che non c’è nessun interesse a migliorare e a confrontarsi con la base e con chi ne capisce qualche cosa. Testimonianza è che due campioni del calibro di Carlo Mercati e Vladi Panato sono stati completamente dimenticati, giusto per parlare di discesa visto che, con gran piacere, abbiamo ritrovato invece su questo forum l’amico Canzano.

Per questo che a distanza di tre anni, per lo slalom,  ripropongo le stesse riflessioni per i punti 1, 2 e 3 in toto. Per il punto 4 confermo l’assurdità di fare selezioni per gli junior ai primi di maggio quando gli europei sono dal 15 al 17 luglio. Quindi il paragrafo 4.a, 4.b. e 4.d. rimangono attuali e  sempre più validi. Meno male che i campionati italiani junior sono stati posticipati a luglio rispetto all’usale maggio come prospettato nel punto 4.e del post del 2009. Sempre più attuale il punto 5

Mi permetto di dare qualche suggerimento allo slalom:

1. sarebbe auspicabile che anche in Italia si introducesse la formula internazionale che prevede  di gareggiare prima in una prova di qualifica, quindi semifinale e finale. Così facendo inizieremmo ad adeguarci a quello che è una prassi in ogni paese offrendo ai nostri atleti stimoli diversi. Nello stesso tempo si crea nella finale una gara molto interessante che bene si presterebbe a eventuali servizi televisivi.

2. Creare un ranking nazionale con premi per stimolare la partecipazione e valorizzare la qualità. Ranking che potrebbe anche rivelarsi molto utile per selezioni e partecipazioni con i vari comitati a gare internazionali.

3. Farsi promotori della combinata:  sprint + slalom per cercare di smuovere, con idee e con il lavoro, meccanismi vetusti visto che la maggior parte dei dirigenti non hanno idee e capacità innovative. Attenzione perché a livello internazionale il rodeo sta cercando di inserirsi a livello olimpico e conoscendo bene il presidente del boarding ICF - lluis Rabaneda - prima o poi ci riuscirà se la discesa non si dà una mossa decisa in questa direzione e cioè unirsi allo slalom con lo sprint. Cosa che vado predicando da un paio di anni e che ho reso pubblica il 22 febbraio 2010 si veda: http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,2424.0/all.html

4.Sarebbe interessante se i calendari e l’attività fossero prima discussi con i tecnici di società con riunioni specifiche e non carbonare, come dovrebbe essere nella logica delle cose.

5. Sarebbe tempo anche di riconoscere i vari titoli per gli allenatori visto che attualmente in Italia la cosa passa decisamene in second’ordine. Ma il rappresentante dei tecnici in consiglio federale che cosa ci sta a fare e il barese oggi bresciano si è forse dimenticato delle lotte portate avanti per la categoria in questa direzione?


Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

P.S. mi conforta e mi consola  il fatto che anche il bravo e attento  Nello inizia a porsi o a fare delle domande... o forse le domande se le è sempre poste, ma solo ora ce le rende pubbliche?  Mi piacerebbe anche sapere perché il bravo pagaiatore nato sul Po in quel di Viadana e ora tesserato per la Marina non è stato convocato al raduno a Pau e invece chi arriva 16esimo ai campionati italiani in ginocchio è costantemente presente sulle convocazioni federali! Ma sono i grandi misteri della vita e si sa che una presunta squadra vincente - ma, aggiungo io, per merito di altri e per le individualità - non si cambia... così direbbe il buon Presidente!  Ma lo stesso capo del consiglio ci ha abituato a tante parole e tante promesse  e noi italiani ormai siamo abituati a questo modello politico e sconsolati andiamo avanti per la nostra strada fatta di lavoro, competenza e tanta umiltà.

Dicembre 11, 2010, 08:51:00 pm
Risposta #5

mariano bifano

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ciao a tutti. Per quanto riguarda la discesa troppe poche gare per i giovani, soprattutto nel periodo estivo. Ettore puo' confermarlo ma quando ero allievo io da maggio a settembre era una gara continua. Speriamo bene per i nostri giovani. Bifok1.

Dicembre 12, 2010, 12:28:15 am
Risposta #6

nellokayak

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Mi piacerebbe anche sapere perché il bravo pagaiatore nato sul Po in quel di Viadana e ora tesserato per la Marina non è stato convocato al raduno a Pau e invece chi arriva 16esimo ai campionati italiani in ginocchio è costantemente presente sulle convocazioni federali! [/i]

Volevo dire la mia alla fine del sondaggio. Ma Ettore mi fa una domanda ed io rispondo:
Il bravo pagaiatore del Po è inviso dal tercnico, in quanto reo di essersi allontanato dall'albergo senza permesso. La dovrà pagare, chissà per quanto tempo.
Quello che è arrivato 16° agli italiani si era selezionato per la Coppa del Mondo in K1. E quindi ha potuto partecipare,con pieno diritto,  a tutti i raduni di quest'anno (K1, C1 e C2), se si compra una parrucca probabilmente si inginocchierà anche su di un C1 donne. Ho anche saputo che parterciperà al raduno in Australia insieme ad altri non facenti parte della squadra elite. Dicono a spese loro. Però se  ricordo bene,  in qualche delibera, la cercherò, proprio a seguito di una partecipazione non chiara dello stesso atleta ad Atene, a spese sue, si decideva che con la squadra nazionale nessuno poteva più aggregarsi, seppur a spese sue.  Ma si sa, si tende sempre a far diventare tutti uguali, ma qualcuno ancora più uguale.
1°M.llo Lgt  Ricciardi Cav. Aniello
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Dicembre 12, 2010, 10:47:26 am
Risposta #7

Mauro Canzano

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Purtroppo mi sa che si è sviato un pò sull'argomento !!!

Ma questo è un pò il problema in Italia. Si fanno qrandi discussioni filosofiche su quello che dovrebbe essere e non è , parlando  di atleti elite e nazionale che non compete la maggior parte delle società, per poi perdere di vista problematiche molto più semplici e facilmente risolvibili  ;D

a) Per  quanto riguarda l'argomento calendario discesa, hanno organizzato le gare di selezione nelle date ideali per affrontare al meglio Europei senior e Mondiali junior. Per la gare giovanili forse si poteva sfruttare un pochino meglio il periodo estivo. Ma il problema in realtà è quello riportato da Luca ( Panziera): è inutile fare fiume relativamente semplici anche per le categorie giovanili andando avanti con il motto "l'importante è partecipare ". Bisogna lavorare a casa per ottenere frutti sui fiumi. Ossia bisogna studiare a casa per ottenere bei voti a scuola e non in classe...

La discesa per sopravvivere e rigenerarsi dovrebbe seguire una propria strada anche con gare extrafederali come le maratone fluviali con in palio piccoli premi in denaro magari ! Guardiamo ad altri sport come triathlon, sci di fondo, maratone di corsa, gare di fondo di nuoto,surfsky.....

b) Per l'argomento calendario slalom, credo che ci si debba porre delle domande importanti se poi i partenti in una specialità olimpica non siano così tanti come vengono gonfiati nei numeri...
Mi sembra che si stia perdendo d'occhio il fatto che non esista solo il professionismo ma che debba esistere anche il sano ed onestoo lavoratore della pagaia che si allena  tutti i giorni perchè si diverte , è un appassionato e magari mira ad entrare nei 15° agli italiani. A livello senior nello slalom si sta facendo la fine dell'olimpica: solo profesionista e qualche altra decina (forse) di atleti.

 X Nello e Ettore : ma come mai inoltre dei raduni senior e/o collegiali non si sa mai niente dal sito federale ??? Sembra che l'attività nazionale dello slalom sia ferma ! Al contrario nella velocità ( prendo sempre ad esempio l'altra specialità olimpica) tutti i raduni sono comunicati sul sito federale....mah !!!

Dicembre 12, 2010, 03:21:22 pm
Risposta #8

Maurice

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Avremo anche sviato dall'argomento, però il calendario e figlio della situazione. La situazione appare molto fragile, poche gare, non sempre distribuite bene e cosa peggiore una situazione tecnica che rasenta il tragicomico.
Ripeto, la mancanza del tecnico femminile, parlo dello slalom ma anche della discesa se non sbaglio, è sinonimo di " nun me ne può fregar de meno " detto alla romana, come fa un movimento inteso come femminile a crescere senza un adeguato investimento ? Se poi aggiungiamo che a volte vengono convocati come tecnici delle persone che, stando al sito federale, tecnici non lo sono affatto, rende chiaro il tutto. Nella delibera dell'ultimo consiglio federale, infatti, vengono assegnati ufficialmente incarichi di " tecnico federale " a persone che NON risulta abbiano titolo. Lo slalom al pari della velocità è sport olimpico, non mi pare che le risorse assegnate siano le stesse. La comunicazione dovrebbe esserci sempre, anche per cose di ordinaria amministrazione, non solo per decantare, ed è giusto farlo, i risultati che i nostri atleti ottengono.  Pare che si sia concluso da poco un raduno in Francia, sul sito non è mai apparso nulla, è una piccola cosa è vero, però è sintomatica, anche per il raduno in Australia non è ancora stato reso pubblico niente,  chi va e a che titolo ?   

Dicembre 13, 2010, 10:29:46 am
Risposta #9

Ettore Ivaldi

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X Nello e Ettore : ma come mai inoltre dei raduni senior e/o collegiali non si sa mai niente dal sito federale ??? Sembra che l'attività nazionale dello slalom sia ferma ! Al contrario nella velocità ( prendo sempre ad esempio l'altra specialità olimpica) tutti i raduni sono comunicati sul sito federale....mah !!!

scusa Mauro ma non è una domanda che devi rivolgere a noi!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Dicembre 13, 2010, 09:03:35 pm
Risposta #10

Mauro Canzano

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X Ettore: ma io chiedo apiù informati e presenti ( in parte ! ) ::)

Dicembre 14, 2010, 11:54:35 pm
Risposta #11

Filippo Caminati

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Il solito assurdo italiano gare che di difficoltà nonp resentano niente ad eccezione della dora anche se viene fatta troppo avanti (ad agosto non ci sarà tantissima acqua) e che non porteranno a nessuna crescita sopratutto nelle categorie ragazzi junior che hanno bisogno di fare dei Veri fiumi e non delle gare a pescantina o a cuneo.... possibile che alcune gare vengono fatte solo se gli viene rconosciuto lo status di campionato italiano o gara di selezione?

Meno male che nel periodo in cui in italia non ci sono gare (Luglio) a Bourg Saint Maurice ci sarà una gara internazinale Tipo C su 4 giorniaperta a tutti previa nulla osta federale....

Dicembre 15, 2010, 07:05:38 pm
Risposta #12

Mauro Canzano

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scusa Filippo ma in questo caso mi sento di difenedere apertamente il settore discesa....i mondiali junior saranno in Rep. Ceca su un fiume di 2/3 grado mentre gli Europei senior saranno in Serbia su un fiume ugualmente di 2/3 grado....quindi è più che ovvio che le selezioni per formare la migliore elezione nazionale debbano essere su fiumi il più possibile simili....

Forse si sarebbe potuto ( ma magari sarà fatto ?) diversificare i raduni in fiumi un pò più tecnici dopo gli impegni internazionali oppure ( visto la restrittezza economica in cui siamo ) proporre dei training camp con la presenza di tecnici federali su fiumi come la Dora, Il Noce,  l'Isarco ,il Passirio o semplicemente  lo Stura.....

Dicembre 15, 2010, 11:48:19 pm
Risposta #13

Filippo Caminati

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quello che dici lo condivido ppieno Mauro per le selezioni nulla da dire... ma tutte le altre gare? ce ne sono altre che di difficoltà non presentano proprio niente..... ed è proprio in queste gare che a mio parere si poteva intervenire magari inserendo qualcosa di più difficile.... anche solo con uno Stura sul tratto classico....

Per quanto riguarda i raduni vedremo tu forse sei più fiducioso di me ma mi sa che continueranno a farli nel solito posto e con la solita presenza risicata di gente..... perchè se una federazione ha pochi soldi giustamente convoca una mare di gente ai raduni.... mah

chi vivrà vedrà

Dicembre 16, 2010, 10:32:18 am
Risposta #14

raffaele

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buon giorno a tutti gli utenti
sopra l'argomento tanto discusso calendario discesa 2011 penso che quelle persone che criticano prima di parlare dovrebbero rendersi conto o meglio sapere cosa significa fare gare nei fiumi.
Gare in fiumi di 4° grado significa che un atleta che vuole piazzarsi nei primi 15 deve essere nel posto almeno 3 giorni prima della gara per poter prendere la giusta confidenza con il fiume da poter affrontare nel modo ottimale durante la gara del sabato e soprattutto della domenica. Questo significa prendere giorni di permesso per chi lavora e perdita di giorni di scuola per gli studenti. Senza pensare alle canoe che verranno massacrate in quei 4 giorni di prove per arrivare magari alla fine delle gare del week end con le canoe che fanno acqua e ai costi di vitto e alloggio sostenuti dalle società o dagli stessi atleti.
Penso che tale argomento non debba essere preso superficialmente ma pensare soprattutto ai rischi corsi dagli stessi atleti impegnati.
in conclusione penso che le gare nei fiumi organizzate quest'anno rispettino anche tali aspettative.
Grazie per l'attenzione
Raffaele


Dicembre 16, 2010, 03:00:56 pm
Risposta #15

Filippo Caminati

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il problema che poni può essere condiviso ma allora con questo ragionamento cosa cambia dalla specialità discesa fluviale alla canoa velocità? se si continueranno a fare dei fiumi troppo facili si arriverà ad un appiattimento della specialità, non dico di fare sempre gare sul 4° grado ma si possono fare su un 3° e andrebbe benissimo, ovvio che bisogna arrivarci per gradi. Se però facciamo crescere i nostri ragazzi su fiumi facili posi cosa potrebbe succedere se si trovassero poi a fare delle gare internazionali sul 4° grado, altro che 1 canoa rotta....

Dicembre 16, 2010, 07:18:38 pm
Risposta #16

roberto.bussolino

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purtroppo i problemi in cui versa la discesa non sono risolvibili solo organizzando gare più difficili:
--chi le organizza? le società hanno sempre meno risorse e persone disponibili a lavorare ( almeno la mia e altre che conosco) infatti sono sempre meno i club che richiedono l'organizzazione.
--si trovano sempre più ostacoli burocratici da parte degli enti locali
--i costi per il salvamento e logistica chi li paga?
--infine da alcuni anni si è assistito ad una progressiva riduzione della difficoltà (almeno nella classica), vedi Karlovy Wary(si scrive così?), Ivrea, e le gare di quest'anno, infatti molti discesisti praticano anche la velocità o forse viceversa, dei velocisti provano a fare discesa, devo dire con buoni risultati (c2 junior italiani sull'adda), che però è indice di scarsa vitalità.
discorso forse a parte per le sprint che vengono fatte nei canali artificiali di slalom, in cui spesso le difficoltà sono molto elevate, a scapito della partecipazione e dello spettacolo(se non quello comico dei numeri degli atleti meno bravi)

Dicembre 16, 2010, 09:19:48 pm
Risposta #17

maurizio bernasconi

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Sono state già dette molte cose sensate. Ecco come la vedo io.
Nella discesa la partecipazione a numerose gare resta forse il miglior modo per imparare, ma non dovrebbe essere l'unico. Certo chi abita a Merano ha meno problemi sia per la possibilità di ricevere un insegnamento completo sia per la logistica semplificata di un ottimo percorso quasi sotto casa. Ma gli altri devono lottare, fare chilometri e rubare esperienza dove possono. Solo quando si entra nel giro dei probabili nazionali si trova finalmente l'occasione giusta nei raduni (quasi giusta, come vediamo), prima è un guaio. Non tutte le società dispongono, non direi tanto di un tecnico nel senso di preparatore atletico, ma proprio di un maestro. I ragazzi impareranno comunque, quelli che non mollano, ma in un numero di anni eccessivo, qualche volta attraverso esperienze traumatiche. Toccherà loro passare da tutti gli errori e da tutte le incertezze come chi li ha preceduti. Certo in questo modo la selezione è davvero severa. Mi sembra un po' ridicolo che molti giovani sprechino anni e debbano quasi reinventare le cose scontate che sarebbe tanto facile insegnare attraverso una programmazione abbastanza semplice e raduni in località idonee cioè fiumi sì di IV grado, ma privi di pericolo.
Per esempio la Dora Baltea è un fiume che, a parte la velocità della corrente, non presenta difficoltà davvero eccessive tipo buchi, rulli, banane, grosse onde, curve strette, eppure in caso di bagno le conseguenze possono essere dolorose. Sono affezionato e frequento quel fiume, adatto a organizzare un Campionato Italiano, però non lo definirei un campo scuola, è quasi impossibile scaldarsi e la discesa dura il tempo di una fucilata.
Ovviamente penso che invece il Sesia in maggio e giugno, (scusate, se non posso fare molti altri esempi non è colpa solo della mia poca fantasia) presenta grandi rapide di acqua pulita, non gelida, massi arrotondati con laghetto terminale per il recupero, accesso stradale quasi sempre ottimale.
In tutti i casi, anche se le gare si svolgono sul facile, un discesista deve possedere tutti gli elementi per stare sul fiume, non mi dilungo sul perché soltanto vorrei ricordare l'ultima edizione dei mondiali su una Noguera Pallaresa quasi in piena dove le ragazze della squadra italiana hanno avuto giustamente il magnifico coraggio di partire o la sprint di Ivrea che era un V grado checché se ne possa dire.

Dicembre 16, 2010, 09:49:41 pm
Risposta #18

mariano bifano

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Ciao a tutti.
paro subito con una domanda a Raffaele:
Secondo  te dove sono cresciuti i big della canoa italiana? (Pontarollo, Mercati, Bifano Paolo, Arenare,Ceccato, Mulazzi ect..) ti posso giustificare solo al fatto dei giorni di ferie xche' la maggior parte di loro sono tutt'ora forestali, altri invece facevano, anzi fanno oltre 1000 km per affrontare le gare al nord. Ricordo raduni nel 94/95/96/97 sul sesia (in piena) c'ero anche io ero ragazzo, si perdevano giorni di scuola e le canoe si usavano fino all'ultima pezza, pronte a ripararle da mattina a sera,  ti assicuro che non e' mai morto nessuno. Poi se parliamo di spese l'argomento diventa ancora piu' delicato, esistono le tende come esistevano 20 anni fa, oppure sono troppo scomode? non basta essere tre giorni prima sul campo di gara, ma tutta l'estate sui fiumi per imparare l' ABC della fluviale che molti canoisti ti assicuro non conoscono. Non basta conoscere il fiume e le sue linee piu' veloci, ma saperci danzare sopra. Mauro, dici cose giuste ma non nuove, sono anni che si parla dei raduni sui fiumi tecnici nei periodi estivi, se la federazione non interviene che intervengano le societa' o gli atleti stessi, invece di farsi le ferie al mare, che si armino ti tende e bici e via in val di sole. Speriamo in un 2011 sereno di poche chiacchiere e tanta acqua sui fiumi, ah dimenticavo visto che a Valstagna fa freddo la nazionale Svizzera come fecero  la Francia e la Rep. Ceka gli anni passati hanno scelto come meta Policastro Bussentino per allenarsi dal 2 al 12 gennaio. chi vuole aggregarsi mi contatti. Mariano

Dicembre 17, 2010, 12:00:13 am
Risposta #19

Ettore Ivaldi

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So che non interessa nulla e che Canzano giustamente dice che alla base poco importano i problemi del vertice. A mio modestissimo avviso però il problema  è direttamente proporzionale. Mi spiego meglio. Se al top non c’è una squadra di professionisti che coordina e che abbia le capacità professionali per farlo non capisco come si possa pretendere che la base migliori  e cresca e che l’attività abbia un minimo di criterio logico e costruttivo. Mentre è facile coinvolgere tutti con belle parole e pochi fatti concreti.

Mi chiedo come si possa scrivere un editoriale su “Nuova Canoa Ricerca” in cui il consigliere responsabile del Centro Studi, Ricerca e Formazione” della Fick parlando dei successi di Daniele Molmenti  scrive: “... l’ammirazione e i complimenti per questo grande atleta non possono che coinvolgere quanti hanno concorso ai suoi successi e a quelli di un team che,  a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto in questi anni, appare forte in tutti i settori e in tutte le categorie”.

Ora il professor Argiolas dovrebbe conoscere i risultati dello slalom che dicono chiaramente che sono il frutto di alcune belle individualità e non certo per il lavoro di un team. Certo è che non si può parlare e scrivere di successi in tutte le categorie per chi conosce il nostro sport. Sono cinque, oggi, le categorie dello slalom e solo nei kappa uomini possiamo dire di avere elementi interessanti per un paio di generazioni. Per le altre categorie ci dobbiamo arrangiare su una unità o su atleti che cercano di sopravvivere tra gli acciacchi dell’età e l’assoluto abbandono tecnico. Categorie che non hanno vivaio, brancolano nel buio, non hanno tecnici, organizzazione e idee lungimiranti  in grado di sostenerle. 
Ora in questi ultimi sei anni lo staff tecnico nazionale dello slalom  ha subito una sorta di mutazione di ruoli sulla carta con incarichi dai nomi altisonanti, ma nella pratica la logica è sempre stata la stessa. Ruoli che necessiterebbero di professionisti che lavorino a tempo pieno e non in rari week-end al fine di coordinare e sostenere anche il lavoro della base.
Dove c’è un allenatore ci sono gli atleti. Gli esempi sono semplici. La Lega Navale di Genova con Elena Bargigli part-time ha fatto un bel salto di qualità a livello numerico anche se non c’è possibilità di avere risultati internazionali a breve. Che cosa sarebbe se alla brava allenatrice (con titolo e studi completati con lode in scienze motorie) si offrisse la possibilità di lavorare a tempo pieno nel suo club coordinando di conseguenza anche l’attività giovanile nazionale? La Marina fa 10.000 punti all’anno, che significa tutto oppure niente, ma che conferma comunque il lavoro sulla base grazie a personale dedicato a questo e ben coordinato da Nello Ricciardi.
La base deve trovare nella centralità e nel vertice punti chiari di riferimento, spunti per lavorare, informazione, stimoli a migliorare. C’è stato un Symposium allenatori internazionale, due raduni con le squadre senior, una stagione di Coppa del Mondo, Europei e Mondiali e non c’è un rigo scritto, una analisi concreta fatta e presentata alle società, non è stato promosso nessun convegno o incontro al fine di rendere partecipi tutti di una crescita che nasce proprio dal coinvolgimento.

Facciamo finta di niente se si convoca un atleta che ai campionati italiani assoluti arriva 16esimo in C1  e che finisce in K1 in  coppa del mondo al 153esimo posto. Passiamo sopra anche al fatto che  atleti medagliati ai   mondiali al raduno con la squadra si pagano sei euro di tasca loro per poter scendere sul canale pur di allenarsi invece di andare sull’acqua piatta oppure se si prediligono lavori aerobici quando si ha la possibilità di lavorare tecnicamente su uno dei più bei canali di slalom al mondo. Passiamo sopra anche al fatto che di anno in anno i tecnici nazionali transitano da un settore all’altro e che non abbiano i titoli per farlo e neppure l’esperienza con squadre di club o giovanili. Che le premiazioni siano solo passerelle politiche. Va bene tutto ormai, ma, per onestà intellettuale, non chiedeteci di restare in silenzio, di non esprimere il proprio dissenso ad un sistema che non premia il lavoro e la competenza, ma esclusivamente la capacità di rispondere sempre sì!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

P.S. insisto a dire che la discesa deve puntare sullo  sprint sui canali. La sicruezza è assicurata e anche il divertimento e se poi lo si  abbina allo slalom ci potrebbero essere anche soddisfazioni a cinque cerchi. L'altra via sono le marathone l'esempio più emblematico è l'Adigemarathon che attira oltre mille partecipanti.

Dicembre 18, 2010, 03:18:41 pm
Risposta #20

Mauro Canzano

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Rispondo in breve a chi ha fatto il mio nome.

Mariano: condivido appieno quello che scrivi visto che ho quei tre anni più di te e abbiamo vissuto quasi lo stesso periodo di gare giovanili. Ho sempre creduto nel fatto che chi ha voglia di crescere va avanti chi non vuole sacrificarsi si ferma dov'è....non per niente negli ultimi 6/7 anni ho sempre portato un sacco di ragazzi in giro d'estate tra Dora, Stura, Noce, Durance e Adda S. con mezzi e tempo mio...si dice di necessità virtù. A un certo  punto le società  tirano le somme : c'è ancora la passione ? c'è il rispetto per quel poco fatto ? c'è una crescita del movimento ? c'è la nascita in chi si allena della voglia di insegnare ad altri ? Se a tutte queste domande la risposta è negativa o "ni", ci si comincia a richiudere nella propria città stato...
Tanti sono gli atleti che si sentono arrivati dopo risultati parziali mentre la storia dovrebbe insegnare che i vari Mulazzi, Previde, Capuzzo, Ceccato etc ormai a certi livelli continuavano ad allenarsi su certi fiumi per fatti proprio per passione ( Capuzzo e i non forestali dei primi anni '90) e per professionalità/passione( i forestali ).

Maurizio: scusa ma credo che tua abbia fatto un discorso sicuramente valido una volta ma non più veritiero...dopo il periodo forestali gli atleti più in vista a livello internazionale sono venuti fuori da società strutturate diversamente dal Merano e/o società con allenatori preparati e con titoli per farlo ( così faccio contento Ettore) con la propria sede nautica non in fiumi dell'Alto Adige o da Valstagna ma addirittura su canali di acqua piatta o in mare....

Ettore: sulla sprint hai ragione. Sullo slalom mi sembra che tu insista un pò troppo specificando sempre nomi come se difendessi una cordata....

Dicembre 18, 2010, 04:12:41 pm
Risposta #21

maurizio bernasconi

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Ciao Mauro, non insisto, so di essere un po' troppo attaccato alle idee dei dinosauri. mau

Dicembre 18, 2010, 07:18:39 pm
Risposta #22

Mauro Canzano

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Ciao Maurizio, era solo per parlare...rispetto le idee di tutti e sarebbe bello fare una bella tavola rotonda senza escludere nessuno a priori...utopia credo

Dicembre 18, 2010, 11:27:02 pm
Risposta #23

Ettore Ivaldi

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Repetita iuvant!

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi


Dicembre 21, 2010, 10:51:00 am
Risposta #24

nikemerlino

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La classica in acque difficili è oramai un ricordo.
Credo sia meglio puntare sullo sprint nei canali e nei campi slalom alternandolo allo slalom.
Nei campi slalom più facili come Valstagna o altri basterebbe mettere delle belle boe ancorate in modo da ottenere percorsi più tecnici.
In tal senso l'ideale sarebbe una barca monotipo in polietilene, solida ed economica ma di lunghezza tra i 3.50 e i 4 mt a causa dello scarsa profondità dei canali e dei campi slalom in genere.

Ricordo un consiglio di gara di diversi anni fa a Città di Castello. Si discuteva se far scendere le categorie giovanili giù per lo scivolo all'arrivo. Fu deciso di estromettere le categorie  giovanili ( cadetti e allievi )da quell'esperienza.
Uscito da quel consiglio notai come tutti quanti i ragazzini si buttavano giù per lo scivolo con grande divertimento.
I "vecchi" non seppero interpretare i desideri dei giovani.
La discesa deve essere adrenalica, solo così potrà interessare i giovani. Scendere a tutta velocità Bourg o Ivrea è un esperienza meravigliosa. Poi, dopo agosto, quante più maratone fluviali possibili. Feste della canoa senza adrenalina ma con tanti altri piaceri e valori atletici diversi.
Motivare i ragazzi, non farli abbandonare è la missione, il resto è solo "chiacchiere e distintivo".
claudio

Dicembre 21, 2010, 12:00:08 pm
Risposta #25

raffaele

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Ciao Mariano
non basta saper andare in canoa, bisogna avere mezzi e tempi al momento giusto
Raffaele

Dicembre 21, 2010, 03:17:30 pm
Risposta #26

Panz

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La classica in acque difficili è oramai un ricordo.
Credo sia meglio puntare sullo sprint nei canali e nei campi slalom alternandolo allo slalom.

Ciao Claudio,
sicuramente negli ultimi anni le gare classiche su acque difficili sono diminuite come numero e difficoltà, pero' ti ricordo come nel 2009 gli Europei si siano disputati sull'Adda in Valtellina, mentre la Coppa del Mondo in Tasmania. E l'anno scorso i mondiali a Sort, coppa del mondo a Bovec e ancora in Valtellina. Tutte gare classiche di una certa difficoltà. (e anche i campionati italiani in Valtellina nel 2009 e Dora Baltea 2010 ne sono un esempio). Quindi non sono ancora un ricordo, per fortuna!!!
Pienamente d'accordo sull'acostamento slalom-sprint nei canali, e forse qualcosa si sta muovendo visto che l'anno prossimo i mondiali sprint saranno ad Augsburg (D).
Ciao,
Luca Panziera

Gennaio 24, 2011, 12:41:10 pm
Risposta #27

Ettore Ivaldi

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Scusa Nello... ma noi aspettiamo il tuo intervento per dirci come la pensi e il risultato del sondaggio! O forse ti defili?  Già che ci sei dì anche la tua sullo sprint alle Olimpiadi,  condividi la combinata?

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Gennaio 25, 2011, 07:49:05 am
Risposta #28

Francesco Iacobelli

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Se posso esprimere la mia opinione. Confido molto nel futuro della discesa sprint sui canali, penso che risulterà essere più diretta nella sensibilità delle persone che la vedono, in quanto la sua dinamica sportiva sarà percepibile immediatamente ( il miglior tempo vincerà).
L'unica cosa che mi fa pensare, e qui chiedo aiuto alle persone che ne sanno più di me, è il fatto che la doppia gara per un atleta possa divenire un ulteriore freno nella specificazione di una preparazione atletica e mentale ancora lontano dai livelli raggiunti in altri sport. In particolare, la discesa sprint.
Cosa ne pensate?

PS: sono e sarò sempre un amante dello slalom però per uno che ama il fiume la velocità pura su un rapide di IV gradio è inebriante.

SALUTI
FBoys