CKI il forum della canoa italiana

uno nuovo

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Davide Sandini

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Caro Giovanni,
Contribuisco alla discussione anche io con qualche osservazione:

Innanzitutto non c'è nessun divieto di legge effettuare discese da soli, quindi ognuno puo' fare in fiume quello che gli pare. A differenza di altri paesi civili, non esiste in Italia neanche un minimo di dotazione obbligatoria (ad eccezione di un aiuto al galleggiamento, se interpreto bene le leggi sulla navigazione)
Resta il fatto che non andrei a fare una escursione di sci alpinismo senza qualcuno che conosca la disciplina, le condizioni meteo e  la zona , ma solamente perchè sono prudente e so di essere ignorante in materia.
Come non mi farei una scalata da solo, solamente perchè ho sempre visto una bella parete che mi sembra facile, mentre magari non so neanche valutare i gradi di difficoltà.

Ogni altra considerazione su fare fiumi da solo, in due, tre, o cinque svolta sopra mi sembra basata su alcune posizioni posizioni personali rigide e poco attinenti al thread.
 Ognuno ha i propri concetti di sicurezza e di rischio, ma a livello canoistico ci sono alcune regole che la maggioranza considera "sane" e da passare come insegnamento ai neofiti perchè possano diventare esperti senza traumi o rischi inutili.
Quando poi qualcuno è diventato esperto (qualsiasi cosa voglia dire) puo' scegliere con cognizione cosa fare della sua vita e dei suoi averi.
La maggioranza dei canoisti credo non consideri esperto uno alla prima uscita su un canotto gonfiabile, da solo, su un fiume in piena, con aiuto dalla strada e materiale elettronico al seguito in confezione bagnabile.
Tornando al paragone di cui sopra, è come avere iniziato una escursione di sci alpinismo con due sci da salto, in costume da bagno, e su una pista da fondo, in giugno.

Se avessi provato una combinazione solo leggermente diversa (cordevole?) magari staremmo qui a commentare dell'ennesimo incidente.

Le cosiderazioni di Bernasconi, con cui mi pregio di essere sempre in disaccordo, sul fatto che occorre fare tutte le esperienze possibili contrastano con la logica ed il buonsenso: ci sono alcune esperienze che semplicemente NON VANNO FATTE.
La cosa che posso consigliare è di usare la funzione "cerca" su questo stesso forum: ci sono tonnellate di informazioni da consultare, spesso ne ho scritte anche io.
Neofita, senza esperienza, scuole di canoa sono ottimi argomenti di ricerca
Ti sarebbe costato un telefono ed una fotocamera di meno.

Rispondendo al tuo commento e alla domanda successiva:

>con le mie forze e la fatica il male la paura

ognuno ha un qualcosa che lo spinge, e cerca in fiume qualcosa, come nella vita; per molti l'ignoto e la paura sono la molla che li fa muovere, ma è un motore che spinge per poco, devi sempre aumentare le dosi per ottenerne sempre meno soddisfazione.
Il mio consiglio è di cercare un motore piu' affidabile e che ti possa portare piu' lontano. Ma questo dipende a 99% dal tuo carattere.

Si, ho fatto anche io discese in solitario, ma solo dopo anni di pratica, ne ho anche scritto su CKI (la versione precedente di questo forum). Dovrebbe ancora essere disponibile: cerca "Boite"
Mi sono preso un sacco di critiche, alcune giuste e altre invece inutilmente rigide.
Ma questo non contrasta con quello che scrivo e cerco di insegnare a chi accompagno in fiume: una volta che hai un bagaglio di conoscenze adeguato puoi scegliere, prima puoi solo (ar)rischiare.
Ho fatto anche discese in compagnia, in cui mi sono sentito piu' solo ed in pericolo del Boite, perchè il gruppo non era tecnicamente preparato, oppure ognuno andava per conto proprio, o solo perchè c'erano troppi inesperti e un incidente a me sarebbe stato difficile da risolvere per loro.

Come sempre, visto che preferisco l'esempio ai consigli, se vuoi ci possiamo trovare in Brenta o dintorni e fare una giornata di discesa assieme, potresti scoprire che ci sono piccoli dettagli che non sospettavi. Purtroppo ti costerebbero una birra.

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

maurizio bernasconi

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No, mi spiace, ho scritto quali sono le cose da imparare prima di tutto: pagaiare, traghetto, ingresso, uscita. Non si tratta di farsi offrire birre o peggio di scoraggiare la gente dicendo:"la prossima volta torna in fiume solo se hai altri compagni di discesa esperti in grado di soccorrerti e non venire più a scrivere quanto ti sei divertito da solo infischiandotene di tutte le regole di buon senso che evidentemente non conosci, il messaggio che qui cerchiamo di trasmettere è che i nostri fiumi possono darci emozioni in sicurezza..."
Asserire come è stato fatto che la Prima Regola sarebbe non scendere MAI da soli lascia prevedere l'invenzione di una Seconda Regola e via così. In breve tempo avremo un decalogo, e poi qualcuno che si incaricherà di farlo rispettare e le relative sanzioni. In questa direzione, quella che tu definisci dei "paesi civili", ci sarà l'organizzazione o l'associazione che cercherà di ritagliarsi il ruolo di gestore della faccenda. Spinte in questa direzione ce ne sono fin troppo spesso. Mi riferisco per esempio, e in modo particolare, all'agibilità dei fiumi e all'accessibilità dei percorsi.
Abbiamo codice civile, codice penale e varie altre regolamentazioni comunali, leggi a iosa, regionali ecc. che sono in grado di contemplare, anche se in modo sommario, la pratica del canoismo. Potrebbero persino dirci se si può o meno dare dello "spaccone" a qualcuno in rete.
Tutte queste normative a noi canoisti sembrano inadatte e non abbastanza specifiche, ma qualunque altra normativa dovesse venire introdotta sarebbe comunque ulteriormente restrittiva, pensate solo ai problemi di tipo assicurativo che il canoista incontra.
Ho allargato un po' il discorso, ma confermo punto per punto quanto detto.
   

Davide Sandini

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In questa direzione, quella che tu definisci dei "paesi civili", ci sarà l'organizzazione o l'associazione che cercherà di ritagliarsi il ruolo di gestore della faccenda. Spinte in questa direzione ce ne sono fin troppo spesso.


Davvero pensi che qualche associazione potrebbe tentare una cosa del genere?

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

Sara Magister

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Buoni i pizzoccheri!!! yum yum, li mangerò nella debita stagione!!!
Sara



Scusa Sara, devo aver perso un pezzo del discorso, oppure ti hanno raccontato di qualcosa che non so? Ho fatto una rapida all'indietro? Quali sono le cose che io farei "contronatura"? E' probabile che tu mi stia scambiando con qualcun altro. Tieni presente che "contronatura" è un insulto abbastanza pesante in un paese cattolico. Rifletti prima di scrivere. Se il cruccio che ti agita è sempre un certo tuo personale concetto di "prudenza" da infliggere burocraticamente a tutti i neofiti che capitano a tiro, sappi che credo di essere sempre stato uno dei canoisti più prudenti fra quelli che conoscessi, sempre più prudente del minimo necessario. Oltretutto l'unica cosa per la quale ho sempre saputo nutrire un incondizionato e devoto amore è il pianeta Terra, comprensivo delle sue divinità pulsanti (già ma tu che puoi sapere di questo). Forse hai preso una cantonata oppure non hai digerito i pizzoccheri. Ti ringrazio però perché, per motivi miei di studio dell'animo "umano", anche il tuo parere mi risulterà prezioso, e non lo considero niente affatto sconcertante. 

Riccardo

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La discussione è molto interessante e mi dispiace che il forum sia limitativo e non permetta un più serrato confronto "de visu"
Mi piacerebbe ad esempio sapere se noi che scriviamo rappresentiamo una media del pensiero dei canoisti italiani. Io penso di no, anzi, in argomenti generali si finisce per perdersi in ripetersi concetti già espressi o a puntualizzare.
Voglio sperare che siano in pochi a consigliare di scendere da soli ai neofiti perchè di questo stiamo parlando, mentre non credo che si voglia limitare esperti canoisti. Il mio pensiero poi si riassume in quello di Davide Sandini e quindi non mi ripeterò.
 
Con Francesco non concordo quando mischia concetti giustissimi con il ritornello che, personalmente, non amo leggere se riferito ai neofiti.
citazione: "Può esistere una situazione in cui sia meglio scendere da soli oppure sia meglio in due, o in tre, o in quattro ecc."

Le frasi da lui riportate su birre e scoraggiare i neofiti sono le mie e risalgono all'inizio della discussione quando Giovanni si è presentato e, cordialmente, gli ho dato un consiglio che ha ignorato e da lì la mia reazione un pò bacchettona del secondo commento (non penso di avergli fatto male...).
Sulla birra = socializzare penso che nessuno possa travisare il mio pensiero, sullo scoraggiare invece vorrei precisare che io non sono nè maestro, nè uno che vuole imporre qualcosa a qualcuno. Dico la mia e stop perchè non è che in questo forum io sia armato di chissà quale voglia di insegnare o crearmi una scuola, vivo la canoa come momento di sport e aggregazione con gli amici del mio canoa club, aiuto e sono aiutato, mi emoziono soprattutto scendendo e giocando con il gruppo in fiumi di bassa difficoltà. Se il nostro nuovo amico diventerà presto più bravo di me ne sarò ben contento ed eventualmente chiederò anche a lui di insegnarmi qualcosa o semplicemente di scendere insieme.

Su un concetto invece vorrei concludere perchè mi sembra importante e varrebbe la pena svilupparlo: c'è differenza fra eccesso di prudenza che sfocia in paura (pericolosa) e azzardo dei neofiti. Se vogliamo parlare di uscite in solitario e di avventure penso sia meglio aprire un nuovo post e continuare qui a parlare solo di consigli giusti per "uno nuovo".

Se come CKI forum riuscissimo poi a coordinare un paio di iniziative annuali come un corso base di sicurezza in fiume e una giornata di controlli medici (visita medica+ECG in convenzione con qualcuno) penso che potremmo passare dalle parole ai fatti ed essere molto utili non solo "ai nuovi"

Lascio la parola ai più esperti e vi aspetto per insegnarmi qualcosa al raduno sul Vara il 6-7 novembre, cordialità :)

maurizio bernasconi

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Penso che con un'esperienza vera e fisica nel fiume (non virtuale dunque), anche attraverso il superamento di imprevisti e scomodità varie, possa acquisirsi una sicurezza reale della persona. A questo punto la persona sempre meglio sarà in grado di osservare con calma intorno a sé per prendere di volta in volta la giusta decisione. Se manca questa condizione mentale si può essere indotti a appoggiare la nostra sicurezza su sostegni esterni, su particolari, sull'attrezzatura, sulla polizza vita, sulla presenza di un organizzatore o di un istruttore. Ma poi capita di spezzare la bella pagaia in carbonio oppure l'istruttore corre dietro a un'altra canoa e sparisce per dieci minuti insomma, vengono a mancare i nostri sostegni. Quello che abbiamo più vicino e non ci abbandonerà mai è invece la sicurezza in noi stessi. L'autocontrollo. E' bene iniziare subito a lavorare su questo per il neofita, acquisendo come già detto le tecniche di base. I corsi invernali di salvataggio, i decaloghi, i promemoria, il coltellino americano inox, tutte queste cose vanno bene, ma non è detto che servano nel momento in cui affrontiamo un ostacolo, anzi possono persino diventare un peso inutile.
Quando mi capita di usare un tono ironicamente provocatorio nel forum non è per spacconeria, chi mi conosce lo sa. Tento di spingere il ragionamento nella direzione di un canoismo di crescita della persona, di un canoismo serio, antiburocratico, libertario, nello spirito dei primi canoisti che ho conosciuto, l'intelligenza dei quali mi ha spinto ad appassionarmi a questo sport.
"Davvero pensi che qualche associazione potrebbe tentare una cosa del genere?" Sì lo penso, ma sono sicuro che non è il caso di avviare polemiche in questo momento. Credimi.

Agostino Fusar-Poli

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con gran ritardo rispondo: appellativi tipo "figo" o "spaccone" che ho utilizzato in una mia precedente mail si riferivano ovviamente a personaggi di esperienza del genere di Bernasconi, ai quali piace vantarsi di prodezze "contronatura" (nel senso vero di contro le regole e il rispetto della natura), e al quale ho risposto, infatti, citandolo.

non certo mi riferivo al povero inconsapevole neofita che ha inaugurato questo forum, direi parecchio istruttivo, il quale è ancora troppo nella fase dell'innocenza, e spero ci rimanga anche piacevolmente a lungo, per potersi appesantire di simili superfetazioni.

al neofita dico solo: vai con gli altri che ti diverti di più e gusti di più il tutto, considerando che anche stando insieme agli altri ci si riesce a ritagliare un meraviglioso spazio interiore inaccessibile e tutto nostro.

Sara

Credo ti riferisca a un mio post e ti ringrazio della specificazione. Cmq NOn credo che Maurizio Bernasconi lo sia. Nella maniera piu totale ed assoluta.
Magari controcorrente certo, ma NOn spaccone. Sullo scendere in totale solitudine i fiumi tra l'altro credo anche io vi sia piu' romanticismo e senso della propria interiorita'  ma ovviamente se riferito a tratti tranquilli e molto ben conosciuti, di cui si conoscano e sappiano ben poderare le difficolta'. quindi il discorso del terzo grado in perfetta solitudine Maurizio l'ha certamente riferito a gente che abbia un'adeguata preparazione fisica innanzitutto, ma credo anche tecnica ( chiedere direttamente all'interessato per tolgliersi il dubbio....).
Adesso pero' e dai e dai la battuta me la mettete in bocca. per dirla alla Giorgio gaber, ma la discesa in solitaria.....e' di destra o di sinistra.....??? :D ???
Gradita risposta senza creare pericolose risse politiche ;D


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Ultima modifica: Agosto 30, 2010, 07:56:44 am da Flavio di CKI
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