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Aiutatemi a capire! [Divieto sul fiume Corno]

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Alberto Giacomini

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Sabato 10 aprile insieme ad un altro canoista ho sceso il Corno.
All’altezza dell'allevamento di Biselli, in prossimità della captazione delle acque, siamo stati fermati da una guardia ecologica di Legambiente che ci ha fatto notare che, per tutto il tratto fino al rilascio delle acque dal vivaio,  il livello del fiume sarebbe stato inferiore a 30 cm (metro alla mano!) ed  quindi in base alla legge regionale non si poteva scendere.

Abbiamo dovuto quindi interrompere la discesa, fino alla reimmissione dell'acqua (maleodorante) dall'allevamento.

Devo aggiungere, che sono stato cortesemente accompagnato con la vettura di servizio dalla guardia di Legambiente fino all’imbarco a valle del vivaio, e questo trasbordo è stato l’occasione per una richiesta di chiarimenti riguardo quello che mi stava accadendo.

Mentre venivo “tradotto” da monte a valle dell’alveo proibito, voltando lo sguardo al personale del vivaio che appoggiato al cancello con sorriso beffardo mi salutava, chiedevo all’operatore di Legambiente: “Perché se vuoi prosciugare un fiume che è di tutti e cementificarlo, sei autorizzato, ma se in quel tratto vai in canoa sei fuorilegge ?”.

Abbiamo parlato cordialmente un po’ di tutto, spaziando dalla politica alla pesca no-kill , ho ascoltato, ho cercato capire le sue spiegazioni. Ho passato il resto della discesa aggrappato ai discorsi fatti….
Ma una cosa mi ero riproposto di fare al rientro, dietro suo suggerimento: visitare il sito di Legambientenera, scaricare il file http://www.legambientenera.it/file%20pdf/Proposte_2008_%20legambiente.pdf per leggere e capire meglio!
 
Giunto a casa scarico il docuemento … Leggo e rileggo le proposte. Non capisco, leggo ancora…. Non più raduni a valle della diga di Nortosce, non si naviga sul Nera da Triponzo a Piedipaterno, neanche da Ferentillo ad Arrone !

Leggo da qualche parte …“nessuna attività di sport fluviale consentita in quanto incompatibile con l’ecosistema acquatico” e ancora….” l’esercizio della
pesca previsto da questo regolamento specifico di fatto non consente la minima
compatibilità con alcuna attività di nautica fluviale””…. Per pescare no-kill:
“occorre munirsi di un permesso speciale a pagamento”.

Mi ritorna in mente il metro, i Signori delle trote e l’odore forte dell’acqua rilasciata all’imbarco.

Sono confuso, cosa mi sfugge? Aiutatemi a capire!

cigiac
Ultima modifica: Aprile 16, 2010, 07:52:33 am da Flavio di CKI

Marco Pec

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.........
Sono confuso, cosa mi sfugge? Aiutatemi a capire!
........

Che siamo in Italia e le leggi e i regolamenti non sono per tutti....
e cosa è bene e male è tutto relativo e regolamentato dagli interessi economici...
 Pec

altergg

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Aggiungerei anche, estremizzando, che Legambiente è tutto tranne che interesse per l'ambiente.  :o

Agostino Fusar-Poli

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Che siamo in Italia e le leggi e i regolamenti non sono per tutti....
e cosa è bene e male è tutto relativo e regolamentato dagli interessi economici...
 Pec



.............ma va???' :)
ovviamente scherzo, ma e' la triste realta'. Tutto e' governato dal dio denaro nel mondo moderno :'(


Ago
ago

Albus

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Leggo da qualche parte …“nessuna attività di sport fluviale consentita in quanto incompatibile con l’ecosistema acquatico” e ancora….” l’esercizio della
pesca previsto da questo regolamento specifico di fatto non consente la minima
compatibilità con alcuna attività di nautica fluviale””….

Questo è un fatto grave ed andrebbe portato all'attenzione della stampa (meglio se nazionale), per sollevare, finalmente, un vero e costruttivo dibattito su:

"cosa è meglio per l'ecosistema acquatico: catturare pesci ributtandoli in acqua salvando le coscienze ma distruggendogli l'apparato boccale, oppure permettere lo scivolamento di qualche imbarcazione (non a motore) in superficie???"

E perchè mai "questo tipo di pesca è incompatibile con alcuna attività di nautica fluviale"???? Quali sono le basi scientifiche a monte di questa strabiliante verità???

E' purtroppo vero che il nesso di Legambiente con l'AMBIENTE è sempre più lasso!!! Non lasciamo l'ultima parola sui "nostri" fiumi ai pescatori e ai piccoli e ipocriti amministratori locali!!!

Un saluto
Alberto
Alberto Laurenti

carlo

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un problema non dissimile l'ho trovato sul Sarca in Val di Genova e sul Chiese in val di Fumo, questi tratti sono all'interno del Parco naturale dell'Adamello Brenta e all'interno del Parco è vietata la navigazione .Ho provato a chiedere una deroga al direttore ,ma nulla da fare ,anche per evitare precedenti ,nel parco non si può ,si spaventano i pesci ( sic ) e inoltre siccome ci sono alcuni laghetti in quota che hanno una microfauna e flora particolare le canoe potrebbero danneggiarla .
Credo che la questione della protezione dell'ambiente sia solo una facciata ,i pescatori non spaventano i pesci ,li mangiano ,ma pagano una tassa e sono una lobby più forte di quella dei canoisti.
Morale credo non ci sia nulla da capire .

Albus

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... all'interno del Parco naturale dell'Adamello Brenta e all'interno del Parco è vietata la navigazione ... nel parco non si può ,si spaventano i pesci ( sic ) e inoltre siccome ci sono alcuni laghetti in quota che hanno una microfauna e flora particolare le canoe potrebbero danneggiarla .
Credo che la questione della protezione dell'ambiente sia solo una facciata ,i pescatori non spaventano i pesci ,li mangiano ,ma pagano una tassa e sono una lobby più forte di quella dei canoisti.

Attenzione a non confondere!!!!
Una cosa è un parco naturale con dei vincoli per la protezione dell'ambiente, della fauna e della flora che giustamente limitano o vietano la navigazione E la pesca (così come la cacca) in determinati tratti ed una cosa sono invece dei divieti unilaterali, come nel caso sul Corno e su altri fiumi in cui è permessa la pesca no-kill e vietata la navigazione (non a motore) e la balneazione.

Che sia una lobby quella dei pescatori (così come quella dei cacc1atori) è indubbio. Quello che noi canoisti possiamo fare, secondo me, è batterci per i nostri fiumi, nel rispetto delle leggi e della salvaguardia dell'ambiente nel complesso: ciò significa anche alzare l'attenzione pubblica su queste situazioni particolari ed inique in cui, in questi casi certamente, la "protezione dell'ambiente" è si solo una facciata per ottenere consensi su attività altrimenti dannose!

E' la solita questione: in Italia la realtà non conta, vince solo chi la spara più grossa e chi alza la voce!  :-\

Un saluto
Alberto
Alberto Laurenti

Fra CKfiumi

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Mentre venivo “tradotto” da monte a valle dell’alveo proibito, voltando lo sguardo al personale del vivaio che appoggiato al cancello con sorriso beffardo mi salutava, chiedevo all’operatore di Legambiente: “Perché se vuoi prosciugare un fiume che è di tutti e cementificarlo, sei autorizzato, ma se in quel tratto vai in canoa sei fuorilegge ?”.

Trovo questa frase davvero terrificante.

Ne abbiamo parlato, riparlato, straparlato.
Ricordo iniziative (quella di Mattioli, per esempio), il muro di gomma di Legambiente
(sarebbe da proibire che si fregino di tale nome) con il mitico sig. Pippi;
sono ricordi casuali che affiorano così, in questo momento di tristezza,
chissà quante altre cose sono state intentate.

L'Umbria sembra essere all'avanguardia nella distruzione e discriminazione ambientale.
Nella mia modesta esperienza ricordo che anche l'Abruzzo ha cercato di distinguersi,
vedi il caso dell'Aventino.

Sento rabbia, impotenza e sconforto.

Francesco Elia

Davide Sandini

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Benvenuti fra quelli che si pongono domande, ce ne sono sempre troppo pochi, ma chissà che parlarne non giovi.
Mi dispiace di aver perso la raccolta di firme per la moraca, ma non ho frequentato il forum nei giorni scorsi.
Però mi dispiace ancora di piu' che i problemi di divieti in Italia come quelli che citi tu non siano piu' discussi fra i canoisti italiani.
Nel mio piccolo ho cercato di fare qualcosa, ma risultati (per ora) zero.
Ho chiesto di poter mettere un banchetto di informazione anche ad organizzatori di raduni, gare eccetera, spesso neanche mi hanno risposto.
Che fare? Non lo so..  Magari una raccolta di firme? Mi sa che in Italia raccogliamo 100  adesioni se va bene.
Se la lanciamo all'estero ne raccogliamo 1000, quanto una grossa associazione di pesca.
Ce ne accorgeremo quando ci vieteranno del tutto la navigazione?
Eppure penso che basterebbe poco, svelare il bluff di queste presunte giustificazioni  sarebbe il meno, occorerebbe essere di piu' o piu' rumorosi.
Una bella manifestazione con le canoe in spalla nel centro cittadino? Questa la vedrei meglio. Almeno ci facciamo notare.
Naturalmente in concomitanza con una gara o un raduno? No perchè l'assessore si è dato da fare, poverino, lo vuoi mettere in difficoltà?

Buone pagaiate (fin che ce lo permettono).

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

armando mattioli

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Purtroppo, siamo in pochi ad  affrontare da oltre un anno, con qualche piccolo risultato già ottenuto, la vicenda degli ingiustificati divieti di navigazione su Corno e Nera (divieto di navigazione su tutti i fiumi dal primo novembre al 31 marzo, divieto per tutto l'anno su 30 km di fiume in Valnerina su circa 60!).
La cosa più sconcertante non riguarda i pescatori, che si sono visti fare un bel regalo e cercano di tenerselo, ma la scarsa coesione dei navigatori umbri, lacerati da stupide divisioni e rivalità intestine che non riescono a mettere da parte per una causa comune.
Vi ricorderete che il delegato regionale della FICK fece addirittura scrivere dal presidente Bonfiglio una lettera di ringraziamento al presidente della regione perchè aveva eliminato dal regolamento non ricordo più quale demenziale ulteriore limitazione alla navigazione.
Tenete anche presente che contro la legge regionale hanno fatto ricorso al TAR un centro rafting su 4 e due canoa club su 6, ovviamente additati per questo come i "pierini " della situazione, gli unici a cui le cose non stavano bene.
Per chi volesse ulteriori dettagli, mi può chiamare al 348.9037480
Saluti

Armando Mattioli


ps debbo anche ricordare il supporto del gruppo canaoe roma ed un paio di buone frecciate lanciate da Maurizio Beccafichi a favore della causa


maurizio.beccafichi

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Ops! Ho sbagliato scusate, questa era la mail alla quale volevo rispondere citando.

Armando ha proprio ragione e se non ci fosse lui, "L'intrepido Pierino" in Umbria ci avrebbero vietato la navigazione anche nella vasca da bagno di casa nostra.
Saluti.
Maurizio Beccafichi

Citazione
Purtroppo, siamo in pochi ad  affrontare da oltre un anno, con qualche piccolo risultato già ottenuto, la vicenda degli ingiustificati divieti di navigazione su Corno e Nera (divieto di navigazione su tutti i fiumi dal primo novembre al 31 marzo, divieto per tutto l'anno su 30 km di fiume in Valnerina su circa 60!).
La cosa più sconcertante non riguarda i pescatori, che si sono visti fare un bel regalo e cercano di tenerselo, ma la scarsa coesione dei navigatori umbri, lacerati da stupide divisioni e rivalità intestine che non riescono a mettere da parte per una causa comune.
Vi ricorderete che il delegato regionale della FICK fece addirittura scrivere dal presidente Bonfiglio una lettera di ringraziamento al presidente della regione perchè aveva eliminato dal regolamento non ricordo più quale demenziale ulteriore limitazione alla navigazione.
Tenete anche presente che contro la legge regionale hanno fatto ricorso al TAR un centro rafting su 4 e due canoa club su 6, ovviamente additati per questo come i "pierini " della situazione, gli unici a cui le cose non stavano bene.
Per chi volesse ulteriori dettagli, mi può chiamare al 348.9037480
Saluti

Armando Mattioli


ps debbo anche ricordare il supporto del gruppo canaoe roma ed un paio di buone frecciate lanciate da Maurizio Beccafichi a favore della causa


Ultima modifica: Aprile 23, 2010, 03:05:46 pm da Flavio di CKI

armando mattioli

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A questo punto ve ne racconto un altro po'.
Rafting Umbria, Canoa Club Norcia e Gruppo Canoe Foligno, gli "intrepidi pierini" che stanno difendendo il diritto alla navigazione in Umbria sulla base del principio democratico della libera fruibilità dei fiumi e contro il loro uso esclusivo in favore di una sola categoria, hanno fatto un accordo con la FIPSAS di Perugia, la più importante associazione di pescatori, in base al quale tutti i fiumi possono essere navigabili in Umbria, tratti no kill compresi, che sono attualmente vietati alla navigazione.
Ottimo, direte voi: e invece no, gli altri navigatori centri rafting e canoa club, si sono messi di traverso ad un protocollo di intesa che sancisce questo accordo.
Perchè, direte voi: è quello che ci piacerebbe che spiegassero.
Siamo in casa nostra, possiamo pure lavare i panni sporch
Armando Mattioli

Davide Sandini

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Ottimo, direte voi: e invece no, gli altri navigatori centri rafting e canoa club, si sono messi di traverso ad un protocollo di intesa che sancisce questo accordo.
Perchè, direte voi: è quello che ci piacerebbe che spiegassero.
Siamo in casa nostra, possiamo pure lavare i panni sporch
Armando Mattioli

Beh, Armando, questa è buona; chiedo espressamente maggiori dettagli sulla proposta e su chi la osteggia.

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

armando mattioli

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Caro Davide,
io ho registrato un sacco di rumors e mi sono fatto una mia idea (non solo mia, in verità). Ma non facciamo dietrologia: stiamo ai fatti.
Il protocollo di intesa riguarda non solo il fiume, ma il territorio nel suo complesso; alcuni soggetti, non navigatori, non hanno aderito perchè non ritengono opportuno in questo momento entrare nel merito della diatriba pescatori/navigatori in maniera così puntuale come fa il punto 2) del protocollo di intesa (tratti di fiume e fasce orarie). E ciò per certi versi è comprensibile, anche se il divieto di navigazione in Umbria pone un problema più generale di diritto di fruizione di un bene comune.
Altri hanno aderito, ma ancora non hanno firmato.
Ci sono poi altri 5 soggetti non navigatori che hanno aderito e firmato: fanno attività di escursione a cavallo, parapendio, ciaspolate, trekking, osservazione astronomica, campo avventura, educazione ambientale.
Poi ci sono gli altri navigatori, che, se lo riterranno opportuno, potranno spiegare la loro non adesione ad un protocollo che personalmente ritengo buono (magari mi sbaglio).
Saluti
A.M.
 


armando mattioli

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Mi devo correggere: in realtà, oltre ai navigatori, al protocollo di intesa hanno aderito altri 7 soggetti di sport outdoor che appoggiano l'accordo pescatori/navigatori e la maggior parte dei navigatori non l'hanno firmato....
Saluti
A.M.