Autore Letto 5425 volte

andrea bertani

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
QUANTE COSE VORREI DIRE...
* il: Marzo 22, 2010, 10:50:25 pm *
Una volta si definiva campione nel calcio e lo si gurdava con ammirazione sapendo che vrebbe sempre fatto bene un giocatore che campionato dopo campionato era sempre lì....bandiera della sua società , bandiera di un calcio che non era comandato solo dai soldi e dalla cattiva informazione...oggi un giocatore è un fenomeno dopo poche partite e così come sale velocemnte altrettanto scende...

Stessa cosa succede nella canoa odierna...se non per gli atleti che devono scontrarsi sempre con penalità e cronometro almeno con gli allenatori...non c'è più la gavetta di un tempo, l'esperienza nei club, l'autoformazione, la formazione nazionale e poi internazionale....

Da chi è formato lo staff tecnico della nazionale di discesa e slalom ? Se ci fosse una meritocrazia quanti non sarebbero lì e chi ci sarebbe al loro posto ?

ma magari mi sbaglio...si deve essere solo un brutto sogno....fra poco suona la sveglia ed inizia un nuovo giorno pieno di luce...

Marco Terenzio

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
  • 'Fast & Clean' (B. Endicott)
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #1 il: Marzo 26, 2010, 05:12:32 am *
Ciao Andrea,
io prima di digitare su di un forum, scrivo su di un foglio quello che voglio esprimere. Poi elimino le parole superflue, per essere conciso. Se non hai tempo di scrivere su di un forum,...TROVALO.
Io capisco solo le tue affermazioni:
1) "non c'è più la gavetta di un tempo"
... mi sembra positivo.
2) "l'esperienza nei club", intendi, non c'è più l' esperienza nei club.
... io quando entro in un club, lo trovo sempre intriso di esperienza, guardo che canoe sono riposte e capisco che esperienze possano avere.
3) intendi, "non c'è più l'autoformazione"
... ottimo, vuol dire che c'è qualcuno che ti insegna
4) intendi, "non c'è più la formazione nazionale e poi internazionale"
... da una parte prospetti l'autoformazione, e poi lamenti il fatto che non c'è la formazione.
E poi, "se ci fosse meritocrazia quanti non sarebbero lì"
... io scriverei, se ci fosse meritocrazia, quanti sarebbero lì?
sono stanco anch'io, dormi bene. ;)
F&C,F
Marco
'Fast & Clean, Forever' (M.Terenzio)
www.arenzanocanoa.com

andrea bertani

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #2 il: Marzo 26, 2010, 08:46:15 pm *
Ciao Marco Terenzio,

devo ammettere che  hai perfettamente ragione circa il mio ultimo intervento....non privo di errori direi ! fossi stato al liceo un bel 4 non me lo toglieva nessuno :)

Quello che non uccide fortifica...quindi ritento la sorte e prove a risponderle . Non sia mai che la fortuna mi aiuti !

Riprendendo punto per punto:

1) "non c'è più la gavetta di un tempo"
... mi sembra positivo.

Assolutamente non è positivo...gavetta è sinonimo di esperienza maturata con il tempo e di conoscenze createsi nel quotidiano. E' sinonimo di competenze costruite che con il tempo tendono a stabilizzarsi e perfezionarsi , di metodi di lavoro applicati che hanno dato frutti importanti ( quindi un metodo che ha dato risultati empirici) ed infine sinonimo di formazione ed autoformazione.

 E si Sig. Terenzi ! Perchè ( come avrai provato sulla tua pelle) anche a scuola , oltre che durante l'orario di lezione, bisogna studiare ed esercitarsi a casa ! E se poi un ragazzo a casa ,perchè è un appassionato di una materia in particolare, allarga i propri confini con libri oricerche su internet, perchè no ? Essere curioso è sintomo di intelligenza...

2) "l'esperienza nei club", intendi, non c'è più l' esperienza nei club.
... io quando entro in un club, lo trovo sempre intriso di esperienza, guardo che canoe sono riposte e capisco che esperienze possano avere.

Non ho mai detto questo...mi spiegherò meglio :)
Quello che intendevo era semplicemente il fatto che un conto è essere atleti ( il che vuol dire fondamentalmente allenarsi pensando a se stessi , magari dando giusto un occhio al proprio compagnio di allenamenti, e trovarsi a partire per trasferte di solito già organizzate dal proprio allenatore o responsabile ) , un conto è essere stato un allenatore / organizzatore di una società con espereinze nazionali ed internazionali prima di arrivare ad occupare ruoli tecnici in nazionale.

Ricordati che stiamo parlando di questo: essere allenatori della nazionale. Ossia il top sia da un punto di vista dell'esperienza maturata sul campo che da un punto di vista della preparazione teorica.

3) intendi, "non c'è più l'autoformazione"
... ottimo, vuol dire che c'è qualcuno che ti insegna.

Sbagliato . Vuol dire che i corsi di allievo istruttore, istruttore ed allenatori del Fick non sono strutturati così bene come ci si potrebbe immaginare: c'è poca selezione "all'entrata" e sono poco scremanti a fine corso. Risultato ? In Italia abbiamo tantissimi istruttori ed allenatori di canoa che non solo non sanno pagaiare o addirittura andare in canoa ma non sanno assolutamente nulla di metodologia dell'allenamneto etc etc etc

4) intendi, "non c'è più la formazione nazionale e poi internazionale"
... da una parte prospetti l'autoformazione, e poi lamenti il fatto che non c'è la formazione.

Nuovamente forse hai compreso solo parte delle mie parole... riguardo al mio pensiero sulla formazione nazionale puoi guradare il punto 3). Per quanto riguarda formazione internazionale invece intendo:
a) la maggior parte dei tecnici della nazionale non conosce assolutamente la "realtà" internazionale, non è aggiornata sulle altre nazionali e non conosce i propri avversari
b) gli allenatori giovani dovrebbero arrivare in nazionale come collaboratori in occasione di mondiali o europei e stare vicino ai tecnici di ruolo per fare esperienza. Questo non vuol dire fare l'autista dei pulmini e fare filmati. Vuol dire poter esprimere le proprie opinioni tecniche, fare riunioni con gli atleti , guardare i filmati, confron tarsi con tecnic della nazionale ed atleti stessi.

E poi, "se ci fosse meritocrazia quanti non sarebbero lì"
... io scriverei, se ci fosse meritocrazia, quanti sarebbero lì?

Potrebbe anche essere il contrario, o sbaglio? ....il problema dell'Italia ,o almeno di federazioni piccole come la Fick, è che manca il professionismo non solo negli atleti ma anche e soprattutto nei tecnici. Ne consegue che per necessità la maggior parte delle volte i tecnici della nazionale arrivano da gruppi sportivi militari oppure sono persone con molto tempo libero ma non necessariamente le migliori scelte possibili.

Ma come dice Ettore....abbiamo proprio sbagliato. Insomma parliamoci chiaramente Ettore....siamo proprio degli incompetenti !

andrea bertani

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #3 il: Marzo 26, 2010, 08:47:11 pm *
Attendo voto eh ! ;D

Marco Terenzio

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
  • 'Fast & Clean' (B. Endicott)
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #4 il: Marzo 27, 2010, 10:02:34 pm *
Attendo voto eh ! ;D
Eccomi dammi tempo, son della razza mia. :)
Andrea,
6 di incoraggiamento, potresti fare di più. Comunque non sono io che posso darti dei voti, “carta canta”, saranno gli altri che inevitabilmente si faranno un'opinione di noi. Questo è un forum di canoisti per canoisti, non stiamo scrivendo di canoa, su di un forum di “casalinghe di Voghera”. Su di una cosa sono d'accordo con te, “nei corsi FICK non c'è scrematura”. Posso affermarlo con cognizione di causa, avendo frequentato di recente, un corso per tecnico di base FICK.
Approfitto dell'occasione per ringraziare pubblicamente chi si impegna per la formazione, nell'ambito della FICK (a livello nazionale e periferico). Se dovessi dare un voto ai partecipanti al corso, darei : n.1 bravissimo (ad uno slalomista della nazionale, che può dire la sua anche in 'olimpica'); n.6 bravi, gli altri sufficienti; n.1 bocciato. Quest'ultimo, perchè non lo potevi proprio vedere andare in canoa, mi ha fatto piangere. D'altronde avevo avuto modo di fare 2 parole con lui, ed avevo capito che era soltanto un cacc-atore di titoli abilitativi, ieri ballo, oggi canoa, domani vela, un po' come chi ti chiede amicizia su FACEBOOK, solo per vantare un alto numero di amici, e che in realtà non condivide con te nessun interesse. Per accedere ai corsi per tecnici FICK, secondo me, si dovrebbe produrre una dichiarazione in fede (asseverata), del Presidente del club di appartenenza, con cui si attesti che l'aspirante corsista, ha svolto una certa attività agonistica (accertabile in caso di verifica, estraendo i dati dall'anagrafico storico dei tesserati agonisti) ovvero l'avere frequentato corsi di canoa presso scuole federali (per l'acqua mossa,Valstagna, Stiera,ecc.). Questo perchè parliamo di tecnici FICK, se no una fa un corso alla FICT, UISP, ecc.
Ciao.
'Fast & Clean, Forever' (M.Terenzio)
www.arenzanocanoa.com

Skillo

  • ****
  • Full Member
  • Post: 150
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #5 il: Marzo 28, 2010, 10:39:32 am *
Non sarei così selettivo con i corsi per tecnico, credo che sia una prima infarinatura per dare ai club la possibilità di avere, almeno sulla carta, del personale qualificato per poter mettere in acqua bimbi e ragazzi.
Da lì in poi ci vorebbe altro ma non credo che sia possibile certificare a tavolino la qualifica necessaria perchè essa si chiama "esperienza" e noi tutti sappiamo dove la si consegue: in acqua.
Inoltre, salendo di livello, non basta più l'esperienza ma devono intervenire altri fattori tra i quali il primo è la stoffa. Senza la stoffa giusta si potrà diventare dei tecnici o degli allenatori come ce ne sono a centinaia in Italia, ma nulla di più.   

Marco Terenzio

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
  • 'Fast & Clean' (B. Endicott)
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #6 il: Marzo 29, 2010, 09:15:47 am *
Non sarei così selettivo con i corsi per tecnico, credo che sia una prima infarinatura per dare ai club la possibilità di avere, almeno sulla carta, del personale qualificato per poter mettere in acqua bimbi e ragazzi.
Da lì in poi ci vorebbe altro ma non credo che sia possibile certificare a tavolino la qualifica necessaria perchè essa si chiama "esperienza" e noi tutti sappiamo dove la si consegue: in acqua.
Inoltre, salendo di livello, non basta più l'esperienza ma devono intervenire altri fattori tra i quali il primo è la stoffa. Senza la stoffa giusta si potrà diventare dei tecnici o degli allenatori come ce ne sono a centinaia in Italia, ma nulla di più.   

Ciao, Skillo
A proposito, mi sto adoperando per ‘fast&clean’.
Per insegnare ai bimbi (di età anagrafica), non ci vuole un tecnico, ma un educatore. Nei villaggi turistici ce ne sono di simpaticissimi. Fanno fare 1000 cose ai bimbi: correre, saltare, giocare, con un occhio a trasmettere certi valori quali la lealtà, la solidarietà,ecc. Hanno tempo per sapere che la pagaiata è in 4 fasi. Non metterei certo in mano ad un bimbo, una pagaia a portanza in carbonio per intenderci. Sarebbe bello che nei club ci fosse anche una educatrice/ore. Il ruolo del tecnico, secondo me, è quello di dare una prima impostazione (ai ragazzi di età anagrafica, ed a quelli che si sentono tali). Ma questa impostazione DEVE essere quella giusta. Inoltre dovrebbe essere possibilmente un “tuttologo” della canoa, conoscere sia l’acqua mossa,la velocità e la polo.
Sarà poi l’istruttore federale a indirizzare verso una specialità o l’altra. Per il resto sono d’accordo con te.
marco
'Fast & Clean, Forever' (M.Terenzio)
www.arenzanocanoa.com

andrea bertani

  • ***
  • Md Member
  • Post: 17
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #7 il: Marzo 29, 2010, 09:16:50 pm *
Purtroppo anche da queste discussioni vedo che Marco Terenzio è lontano dal mondo dell'agonismo ( alemno da quello che si percepisce) e della crescita di un vivavio che possa dare qualche futuro atleta alla nazionale italiana e che Skillo forse si sta parando gli occhi...

La realtà italiana è tragica...le società  non hanno soldi  o li sperperano, non hanno allenatori  preparati ( almeno la maggior parte ). Manca una "scuola italiana" come esisteva una volta, manca la voglia di faticare e soffrire , manca la voglia di mettersi in gioco e riconoscere i propri limiti. Tante società credono di poter fare da sole non riconoscendo i limiti dei propri allenatori e la mancanza di risultati nonostante un alto numero di atleti . Nel bene o nel male i risultati sono i risocntri oggettivi del lavoro di un club e di una società . ATTENZIONE: stiamo parlando del futuro della canoa agonistica italiana e non di società con meri fini sociali o ludici .

Un conto è fare i babysitter durante qualche pomeriggio la settimana un conto è essere una società che fa agonismo e che sforna giovani atleti...

Skillo

  • ****
  • Full Member
  • Post: 150
Re: QUANTE COSE VORREI DIRE...
* Risposta #8 il: Aprile 09, 2010, 01:31:44 pm *
Parando gli occhi? Non credo, caro Andrea.
Sono piuttosto le società a pararsi gli occhi continuando a sperare che il volontariato supplisca a tutto.
Non certo io che già venticinque anni fa proponevo ai club in cui ho militato di indirizzare i loro sforzi all'assunzione di una persona in grado di portare i ragazzi in acqua e di gestire la struttura e le attrezzature della società. Perchè ne sono ancora convinto: basta una persona, pagata il giusto, per mandare avanti una società. Poi puoi mettere tutti i dirigenti e i volontari che vuoi, ma senza una persona che faccia davvero le cose non si va molto lontano. E così è stato.