CKI il forum della canoa italiana

Buchi e Ritorni

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In un Buco o Ritorno per prima cosa.
rimanere agganciati alla canoa0
sganciarsi e tenersi alla canoa0
immergersi, o andare verso i lati0
togliere il salvagente, e fare peso morto0
fare una preghiera0

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Andrea Gangemi

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  • La vita e` un lungo traghetto.
Gigi ci riporta con i piedi per terra... o meglio, ci riporta nel buco, mannaggia! ;)

Forse il buon Andrea voleva sapere come ci si comporta in buchi brutti ma non mortali.

Quando un buco o un rullo ti stoppa, oltre a quanto detto da Gigi aggiungerei:
  • Cerca di uscire dai lati
  • Come diceva Gigi, Piantare la pagaia nel flusso dell'acqua (dentro al ricciolo per esempio)
  • quando si è in side surf mantenere una postura in avanti dando pancia alla corrente (anche perchè se no... GLGLGGLGL) in modo da tenere il controllo della barca
  • Se sei sottosopra provare ad intercettare la corrente di fondo con la pagaia
  • Mantenere la calma
  • Alle volte un eskimo può portarti fuori... alle volte
  • Mentre sei li che surfi cerca di orientarti, capisci dove sei e dove sono i compagni, fai capire ai compagni che: No, non ti stai divertendo affatto ;)

e poi lascio la parola a chi ha più titolo di me per parlare
Andrea Gangemi
www.alpikayak.it
Canoa Senza Frontiere - Torino

carlo

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eccomi fresco fresco da un rullo che sabato sul Ceno non mi mollava ,essere nell'acqua bianca schiumosa non aiuta ,non si galleggia ,ma non si va abbastanza a fondo per uscire ,così dopo il primo litro la lucidità comincia a svanire ,grazie ,ma veramente grazie ai compagni di discesa che non hanno aspettato la siccità estiva a tuffarsi imbragati ( grande Claudio ! ) e a tirarmi fuori .
Comunque ho provato ad andare sul fondo ( l'ho anche toccato ) ma il ritorno era tale che una volta emerso ,nella schiuma emerso è una parola grossa ,ritornavo dentro e sotto .
Morale per la prossima volta : stai più attento e non finiscici dento ,togliersi il salvagente ,mah teoria che poi lì nella zoppas non è così facile da mettere in pratica ,amici preparati questo sì è la svolta per delle discese in sicurezza ,troppi vanno in fiume senza avere idea di come si recupera un pericolante quando è nelle pesti ,non sanno usare o peggio non hanno la corda ,la sicurezza è e deve essere la prima cosa da imparare .poi si può affrontare la rapida anche difficile ,ma in sicurezza .
Ah in due NON è in sicurezza ,figuriamoci da soli !
Carlo

Alberto Faggioni

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Corsica 1985, Taravo Medio, arrivato troppo lento sul secondo di due salti ravvicinati, sono finito nel rullo sottostante. Tralascio la dinamica degli eventi intermedi. Una volta sotto, prima ho tentato invano di assecondare il movimento della "lavatrice", sperando con un guizzo di emergere per raggiungere un 'eventuale corda, nel momento in cui mi rendevo conto per la maggior luminosità di essere più vicino alla superficie. Niente. Poi di cercare di capire dove fossero i lati del letto del fiume per spostarmi di fianco, nel minor volume: ne' riuscivo  a capire, ne' vari tentativi fatti a caso di spostarmi in qualche direzione hanno dato frutti. Giravo in maniera irregolare in un bianco indefinito senza più idea di dove fosse sopra , sotto, destra o sinistra. Ormai veramente a corto d'aria, e senza più fiducia in un aiuto esterno, ho cominciato a considerare l'ipotesi che non sarei mai uscito di lì. Gli ultimi tentativi di spostamento mi avevano fatto bruciare quasi tutto l'ossigeno disponibile e ho cominciato a lasciarmi andare (il tunnel con la luce in fondo esiste!). Forse perché ormai nella condizione di non poter più fare altro che pensare, mi sono ricordato l'ultima cosa da fare, e l'ho fatta. Mi sono tolto il salvagente. Mi è partito via sopra la testa, trascinandomi violentemente le braccia verso l'alto, e sono sprofondato subito, dalla luce al buio. Sono uscito una quindicina di metri più a valle.
Propendo per l'ipotesi che togliere il salvagente possa servire.
Alberto

Ino

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  • Pagaiate.... Gente Pagaiate!!
Da certi buchi.... si esce (Ne sono uscito) solo con un gran buco di culo!!!
Non devo spiegarvi nulla, certamente ne sapete più di me.
Io ho avuto la sfortuna di arrivare ad imbarcarmi sullo Stura di Demonte tra Aisone e Demonte
dove c'è un salto artificiale che non arriva a un metro e mezzo di altezza...
il giorno dopo che erano morti in quel ritorno una copia di Tedeschi, le loro pagaie erano ancora lì a "Frullare" Ci siamo imbarcati, abbiamo lasciato lì le loro pagaie ( Anche se sarebbe stato facile prenderle) Da allora è cambiato il mio modo di andare per Fiumi.
Ino.
"Gente d'Acqua" gente che ama andar per fiumi, gente che vive la natura, gente che si diverte.

fredgil

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Moderatore ! Da quand'è che non si era vista una discussione cosi viva e cosi "vissuta" sul nostro forum preferito ?

Perchè i racconti ci sono, e perchè si sono espressi tanti "vecchi" nomi della canoa italiana! Gengis, Gigi, Ino, Carlo, Maurizio Bernasconi, Alberto Faggioni... (Patrick, ti manca ancora qualche "candela"...)

Traduzione: ragazzini, giovanotti, attenti attenti uno di questi giorni toccherà anche a voi !

E quel giorno certo che sarà meglio capire al volo dove sarete finiti.

Un mio contributo a questo prezioso e sereno dibattito: consiglierei a tutti i corsi sulla sicurezza e ai corsi per maestri (e non solo) di fare la prova del buco : imbragati uomo e canoa dalla riva, giù da un maxi-ritorno per vedere e capire come "gira". Una volta prova obligatoria all'esame di maestro in Francia, era anche oggetto di una gara a Subiaco alla fine degli anni 80: vinceva chi resisteva più a lungo in appoggio nel ritorno del ponte romano (imbragati come descritto sopra).

Due belle esperienze che da allora mi hanno sempre fatto passare alla larga di qualsiasi salto artificiale. Aggiungerei per dare un modesto contributo alla questione salvaggente o no, che dipende sicuramente da ogni caso. Il buco dovè malcapitò Patrick non lasciava la minima possibilità di decidere se trapparlo o no; nel caso de filmato americano, e forse degli artificiali in generale in cui uno -sempre capendo dove è finito - dispone di pochi secondi a galla prima di tornare "dentro", forse puo decidere per lo strappo. Ma meglio optare  prima per un bel trasbordo.
Fred




Fred

Andrea Contini

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Ciao. No tranquillo, non è questione di spaventare, ma conoscere. Già da come hai citato pure tu, da  Renzo, Alessio e Gengis ho tratto parecchie informazioni, poi c'è da dire che c'è sempre da imparare. Non mi definisco un canoista esperto, ma nemmeno un "novellino", certo che a volte il tema della sicurezza non viene mai approfondito abbastanza.  Per esempio quello che ha citato Alessio, nella risposta più lunga che si trova, ha specificato proprio bene il caso e la situazione quasi estrema in cui si verrebbe a trovare un canoista. Poi si spera sempre che non succeda, è chiaro. si cerca di prevenire e mai sottovalutare, comunq ho trovato tutte le risponde veramente esaustive, e anche se sottoforma teorica aiutano sempre ad imparare  ;)