Autore Topic: A l'alta fantasia qui mancò possa;  (Letto 3152 volte)

Febbraio 26, 2010, 03:26:37 pm
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Gianfranco Guglielmi

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                                    LA  FANTASIA  E  LA  CONCRETEZZA

Trovo interessante seguire i dibattiti sul forum di CKItalia, specialmente quando si alza il livello culturale per esprimere concetti che al momento parrebbero banali.

Con questo non voglio vantare la mia scarsa cultura; però sono affascinato dalla cultura altrui, specialmente se si tratta di Allenatori o praticanti il nostro sport.

Non conosco personalmente Ivaldi , Bernascon e Cortesi , ma ritengo molto interessante l'inserimento nelle discussioni di citazioni famose dei grandi del passato.
Citazioni che vanno oltre al " rendere l'idea" di ciò che stiamo trattando.

A l'alta fantasia qui mancò possa;
L'uso della fantasia che permise al "Sommo Poeta" di consegnare ai posteri la "Commedia" bene si accosta alla fantasia che permette ad un Allenatore ( ma si può accostare a chiunque nella vita dello scibile umano) che voglia elevarsi sopra la mediocrità per ottenee , coi suoi Atleti, risultati di prestigio.

 Concordo con Maurizio sulla definizione degli Allenatori "attaccati al manuale", con tanto di paraocchi ad indicare la direzione senza distrazioni da ciò che succede attorno.
Giustamente, l'allenamento è un continuo, lento, progressivo adattamento del nostro corpo sollecitato allo scopo di ottenere la migliore prestazione.
Le continue sollecitazioni dello stesso tipo ovvero la continua ripetitività degli allenamenti possono diventare aspetti negativi che riducono gli stimoli necessari per la corretta preparazione.

A questo punto deve intervenire la "fantasia" , l'apertura mentale dell'Allenatore che riesce a trovare soluzioni alternative. Queste, a volte, non sono esattamente la "via" diretta per ottenere l'obiettivo di uno specifico allenamento ma, nella dovuta quantità o qualità attivando gli stessi meccanismi allenanti, permettono il raggiungimento del risultato ricercato.

L'Atleta non si fossilizza in un "allenamento" apatico ma viene stimolato con un lavoro a lui più congeniale e quindi redditizio.

A questo punto la fantasia trasforma in concretezza centrando i risultati ricercati.

"Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute conoscenza"

                                  Frankguglielmi - Polisportiva Verbano

Febbraio 26, 2010, 06:33:03 pm
Risposta #1

maurizio bernasconi

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Abbi pazienza Gianfranco, ma devo fare il pignolo, anche perché questa citazione capita di sentirla ogni tanto. Dante scrive esattamente:CANOSCENZA con la A, come vedi valeva la pena di precisare. Ciao e grazie per tutti i tuoi post. Maurizio

Marzo 01, 2010, 10:09:04 pm
Risposta #2

Skillo

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Vabbè, allora perchè non metterci anche una bella "e" tra "virtute" e "canoscenza"?
In fondo Dante mise pure quella.

Marzo 03, 2010, 05:20:32 pm
Risposta #3

alessio cortesi

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  • Testo personale
    a bad kayak day's better than a good office day
La vita è una serie disarmonica di cerchi ...  passa un minuto, oppure anni, e poi il cerchio si chiude (la vita risponde)
Tornare in un luogo, dopo migliaia di chilometri, anche per trovarlo cambiato, è un cerchio che si chiude, è un altro cerchio che comincia ...
Leggere una riga, giovane di sette secoli, anche per trovarla intatta nella memoria e nel pensiero, è un altro cerchio che si chiude …
Mi viene facile accostare il Canoista all’Ulisse dantesco:
ma misi me per l’alto mare aperto
sol con un legno …
Il desiderio di conoscere, una passione che arde viva e vivo ti arde, un legno solo per vivere (di) questa passione
Un giorno, anni fa, mi è capitato di condividere un breve viaggio con un vecchio signore, italiano rientrato da poco dall’Australia, dove era vissuto per decenni e di cui portava quell’approccio alla vita del tutto easy ma niente affatto superficiale … strada facendo, mi raccontava di quella terra e delle sue meraviglie, e anche di come le cose possono (così come là) essere ben fatte restando semplici … ad un certo punto, rientrando dallo stato di bea-ebetudine in cui mi aveva condotto, ho esclamato “è un altro mondo!” al che lui, con un tono di voce pacato e una lieve ombra di rimprovero, mi ha risposto “no, è questo mondo”
E’ un altro cerchio che si chiude … Ettore Ivaldi scrive dall’(dell’)Australia “dove la birra scorre e gli uomini vomitano”,  leggo e per un attimo sprofondo nella bea-ebe (che cavolo ci faccio in ufficio?), a fatica mi riprendo e subito mi viene incontro Ulisse, al quale non basta il mondo che gli è stato dato, deve e quindi vuole sapere tutto, e allora si mette in viaggio, nulla è meglio di un legno, per dare ali al folle volo
Quante volte, per giustificarci e autoassolverci, diciamo “è un altro mondo”? No, cari signori, ci risponde quel legno, è questo mondo, date ali al folle volo
Alessio

P.S. già che siamo in vena di rettifiche (è giusto che le citazioni siano precise), Dante scrisse “fatti non foste A viver come bruti”

Vabbè, allora perchè non metterci anche una bella "e" tra "virtute" e "canoscenza"?
In fondo Dante mise pure quella.