Autore Topic: Tragico naufragio  (Letto 833 volte)

Settembre 04, 2018, 10:05:15 pm
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marco ferrario (eko)

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Riporto, dopo 5 giorni dalla terribile disgrazia, quanto appreso dalle diverse fonti consultabili.
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Cari Mews di 29 anni, e Erik Fryman di 39 anni, hanno portato i loro bambini in kayak per visitare le Isole Apostoli sul Lago Superiore, nel nord del Wisconsin. La famiglia è stata in vacanza nella zona lo scorso anno e non vedeva l'ora di visitare di nuovo queste isole.
Il pomeriggio di giovedì 30 agosto 2018 stavano navigando dall'isola Madeline all'Isola Michigan, una pagaiata di poche miglia.
 Erano partiti in kayak alle ore 13 ma dopo tre ore il vento si è messo a soffiare a circa 15-20 mph (oltre 30 km/h) e le onde hanno iniziato ad alzarsi.
 "Il kayak imbarcava in continuazione molta acqua" ha detto il portavoce della Guardia costiera americana Alan Haraf alla CNN. Così il loro sit-on-top da 13 piedi e mezzo (oltre 4 metri) a due miglia al largo tra Stockton Island e Michigan Island si è rovesciato.
 Tutti e cinque, ognuno con un giubbotto di salvataggio, sono finiti in acqua, ha aggiunto Haraf (Guardia Costiera).

Dopo il ribaltamento,  Eric con i tre bambini: Kyra, 9 anni; Annaliese, 5 e Jansen, 3  nuotarono verso l'isola Michigan, mentre Cari tornava al kayak per recuperare una borsa di emergenza, pensava che l'attrezzatura contenuta nella borsa li avrebbe aiutato a salvarsi. un cellulare e una torcia elettrica e poi nuotando cercò di raggiungere il marito e i figli. Ma dopo 15-20 minuti, le onde hanno fatto perdere di vista i famigliari, ha detto lo sceriffo della contea di Ashland, Mick Brennan. "Cari li sentiva urlare, e pensava che fossero a terra", ha detto.
Cari (la mamma) ha  potuto usare il suo cellulare tenuto in una busta impermeabile, per mandare messaggi di aiuto a sua sorella.

 La sorella dichiara: "Ho ricevuto un messaggio con scritto " 911 " (il numero dei soccorsi USA), e subito dopo un altro  " Michigan Island ". Sapevo che erano in kayak quel giorno ... e sapevo che dovevo chiamare la polizia per vedere se potevano andare a cercarli ".
Tuttavia, a causa della cattiva copertura della rete cellulare in quella zona, ci sono volute quattro ore e mezzo perché il testo del messaggio scritto da Cari raggiungesse la sorella. Intanto le onde alte 3 o 4 piedi (un metro e più) hanno continuato per tutta la durata della ricerca", ha detto Sickler (Guardia Costiera). Pagaiare con quel tempo sarebbe stato impegnativo anche per dei canoisti esperti.

 Quando la sorella ha contattato le autorità,  ormai erano passate le 20.30, si è subito attivata una mobilitazione di ricerca e di soccorso dei naufraghi.
 La Guardia Costiera ha emesso un messaggio di emergenza a tutte le barche nell'area chiedendo loro di deviare verso il punto in cui il kayak si è capovolto. Anche un elicottero della guardia costiera canadese si è alzato in volo.
La nave da ricerca USGS KIYI è stata la prima barca ad arrivare in zona e verso le 10 di sera l'equipaggio a bordo della nave avvista una piccola luce proveniente dall'acqua vicino all'Isola del Michigan. Era la torcia di Cari, in acqua a 60 gradi (15.5 gradi Celsius) da quasi sei ore mentre cercava di nuotare verso l'isola di Michigan.  "Era esausta e soffriva di ipotermia" ha detto Haraf alla CNN

 "Poco dopo mezzanotte una squadra della Guardia costiera ha localizzato i corpi del padre, e di due suoi bambini",
I temporali nell'area hanno ostacolato gli sforzi di salvataggio fino a venerdì mattina quando il National Park Service ha trovato il corpo della terza figlia di 9 anni.

La famiglia era abituata ad escursioni in kayak, era attrezzata, con un telefono a bordo, la torcia elettrica, e tutti indossavano un giubbotto di salvataggio.
 "Anche con tutte le attrezzature di sicurezza necessarie e il giusto allenamento, tutto può succedere quando esci sul lago", ha detto Justin Sickler della guardia costiera.
 Funzionari della Guardia costiera hanno affermato che l'ipotermia e stato probabilmente il fattore preponderante nella morte, specialmente dei bambini.
 "Alcuni dei luoghi raggiungibili in kayak sono incredibilmente attraenti ma anche ingannevolmente pericolosi", ha affermato. "Questo tragico incidente è accaduto in un luogo che non è molto frequentato da persone in kayak, e per una buona ragione."
 "I canoisti che attraversano l'acqua aperta tra le isole possono essere esposti a forti venti e onde e le tempeste possono anche arrivare velocemente" ha detto, "anche se la tempesta di giovedì era stata prevista in anticipo.
 Quando la famiglia è partita per la loro escursione in kayak il tempo era bello, ma è cambiato rapidamente e il vento è arrivato a circa 20 a 25 miglia orarie", ha detto il sottufficiale della guardia costiera Justin Sickler.
Gail Green, specializzato in tour in kayak delle Isole Apostoli, ha detto che i kayak scoperti come quelli usati dalla famiglia sono buoni per le giornate calme e di sole stando vicino alla riva, ma si possono facilmente riempire d'cqua e in queste condizioni è facile il ribaltamento.
 Krumenaker ha detto che i navigatori del lago dovrebbero imparare a ricuperare la posizione nel kayak.
 I leader di Search and Rescue dicono che un altro modo per essere più sicuri è avere una radio marina, che ha sempre un servizio efficace ed è in grado di segnalare la posizione ai soccorritori.
Senza una muta l'ipotermia può arrivare in soli 30-60 minuti nell'acqua a 60 gradi fahrenheit (15.5 gradi Celsius) e i bambini sono i primi a andare in ipotermia.
Le condizioni possono cambiare rapidamente sul grande lago. "Puoi essere spazzato via dal vento e non essere in grado di contrastarlo"

Cari era completamente vestita quando Walters la trovò nell'acqua, "se non avesse avuto quella torcia, non credo che l'avremmo mai vista, era buio nero."
 I bambini indossavano solo costumi da bagno; suo marito indossava pantaloni, ma senza camicia.
 Tutti indossavano giubbotti di salvataggio.
"Penso che l'ipotermia sia il fattore determinante per la loro morte, soprattutto per i bambini", ha detto la guardia costiera Lt. Peters.
Bob Krumenaker, sovrintendente di Apostoli Islands National Lakeshore, ha dichiarato che questa tragedia, è un terribile "promemoria" del pericolo che si corre anche nel grande lago, e delle precauzioni che si devono prendere quando si sceglie di pagaiare.
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Un kayak che imbarca acqua perde di stabilità, se a questo fatto si aggiunge che porta più persone (3 bambini oltre ai due adulti) con una conseguente irregolare distribuzione dei pesi, aumenta considerevolmente il rischio di capovolgimento.
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Informazioni da:
 Star Tribune,    http://m.startribune.com/four-from-family-die-after-kayak-capsizes-on-lake-superior-near-apostle-islands-mom-survives/492190851/   e da altri articoli sui motori di ricerca e https://www.mprnews.org/story/2018/09/04/death-of-four-family-members-a-wakeup-call-about-dangers-of-kayaking-lake-superior
 
« Ultima modifica: Settembre 05, 2018, 08:05:27 am da marco ferrario (eko) »

Settembre 05, 2018, 02:32:39 pm
Risposta #1

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
    • acquamossa
Quando avviene un incidente d'auto, la notizia riporta di solito marca e modello dell'auto. Per gli incidenti con canoe andrebbe fatto lo stesso. Intanto non si tratta di un kayak bensì di un sit on top (sot). Poi di solito i sot sono autosvuotanti. È possibile che 2 adulti statunitensi con 3 bambini superassero di gran lunga il peso massimo ammissibile dal sot, che quindi così carico avesse la linea di galleggiamento superiore ai fori dell'autosvuotamento. La conseguenza sarebbe quindi che la canoa non avrebbe non solo sufficiente stabilità secondaria (già carente nei sot) ma neanche primaria.
Andrea Ricci
acquamossa(chiocciola)tiscali.it
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Settembre 06, 2018, 09:11:53 am
Risposta #2

Lorenzo Molinari

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Molti tra i canoisti della "domenica", lacustri e marini, dimenticano che l'abbigliamento deve permettere di stare immersi anche a lungo in acqua e non solo fuori dall'acqua pagaiando al sole, oltre ad essere necessario un adeguato PFD e altre attezzatire di emergenza. A questi si aggiungono i canoisti che praticano agonismo, il cui abbigliamento è tipicamente indaguato per scelta spesso consapevole...
Regola che, invece, conoscono bene, o almeno dovrebbero, i canoisti fluviali e quelli lacustri e marini con un minimo di esperienza.

Settembre 06, 2018, 12:39:58 pm
Risposta #3

nolby

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    MARCO
Mi saltano all'occhio tre cose che un canoista con un minimo di coscenza non avrebbe mai fatto

1-Indipendentemanete da marca e modello del sit on top credo che in 5 ( + immagino parecchi chili extra di cose trasportate per passare la giornata) su un sit on top da 4 metri siano decisamente troppi.
2- Imbarcarsi in una traversata di qualche miglio con un sit on top (sicuramente uno zatterone e non uno di quelli performanti viste le condizioni di cui sopra)
3- Non curarsi minimamente di una meteo pessimo a quanto pare largamente preannunciato.

Il discorso salta spesso fuori quando si incrocia la rotta di canoisti improvvisati. Chi va in mare o lago, con una barca da mare, perfettamente preparato e conscio, con la giusta attrezzatura, dopo un'attenta pianificazione secondo l'opinione pubblica (e, sopratutto, secondo la normativa) sarà sempre considerato al pari di quello che si fa ripescare nelle gelide acque primaverili del Lario con coso gonfiabile... perchè non aveva pensato al fatto che l'aria è a 30° mentre l'acqua a poco più di 10 e non sapeva che nel pomeriggio sale il vento.
Questo perchè non si può pensare di normare il buon senso da questo punto di vista.

L'alternativa? Rendere obbligatori i vari brevetti, stellette, omologazioni o chiamatele come volete... ma pensandoci bene potrebbe essere più un'ostacolo che tutto dato che l'esempio, non molto lontano, è li da vedere ad ogni pagaiata coi vari gommonisti e diportisti sotto i 40cv che scorrazzano senza patente e senza il mino riguardo nè per la sicurezza nè tantomeno per l'educazione.

Da questo punto di vista l'unica cosa da fare a mio avviso è tentare di diffondere un minimo di cultura di questa disciplina. Partendo dagli amici che si mostrano curiosi od interessanti alla collaborazione tra di noi quando ci si trova in acqua.



Per quanto riguarda la radio il consiglio riportato dall'articolo sarà sicuramente valido negli USA ma per quanto riguarda noi la normativa ci impedisce di avere quel tipo di apparati per cui eventualmente, dobbiamo limitarci al VHF tradizionale.
Occhio che la maggior parte di quelli in commercio non sono stagni.



Settembre 06, 2018, 07:08:07 pm
Risposta #4

michele varin

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    ...
Credo ci sia un problema diffuso di ignoranza riguardo ai rischi che caratterizzano alcuni ambienti naturali.
Se ci pensate il bruttissimo incidente alle Gole del Raganello presenta alcune analogie con l'incidente dei bimbi morti in Nordamerica: ambiente affascinante e bellissimo con il bel tempo, micidiale quando il tempo si fa brutto; peculiarità meteorologiche e geografiche; sottovalutazione e ignoranza dei bollettini meteo.
Io temo molto che questi incidenti portino ad una regolamentazione asfissiante della possibilità di accedere ad ambienti naturali potenzialmente pericolosi (ma, ad esempio, le autostrade sono statisticamente molto più pericolose delle Gole del Raganello).
Ciao
Michele

Settembre 07, 2018, 09:57:54 am
Risposta #5

Lorenzo Molinari

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Ciò che per una serie di concomitanze avverse può portare alla tragedia è spesso la mancanza di buon senso, più che di un brevetto, oltre alla mancanza di attrezzatura, esperienza o compentenza nella gestione di situazione estreme.

Nelle Gole del Raganello tra le vittime c'era pure una Guida alpina, che forse stava pure accompagnando dei clienti, nonostante l'allerta meteo!
Stessa cosa è avvenuta questa primavera nel drammatico incidente con sette morti durante l'attraversata di sci alpinismo verso Zermatt mentre imperversava una bufera di neve, in cui è soppravvissuto l'amico canoista Tommaso Piccioli, che ha poi denunciato molte delle decisioni prese quel giorno dalla Guida alpina, perché prive di buon senso.

Settembre 07, 2018, 10:43:00 am
Risposta #6

nolby

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    MARCO
Ciò che per una serie di concomitanze avverse può portare alla tragedia è spesso la mancanza di buon senso, più che di un brevetto.


Certo Lorenzo, hai perfettamente ragione. Il problema è appunto che il buon senso, non potendo essere obiettivamente valutato non può essere normato. Mentre una "patente" od un più generico divieto assoluto si, indipendentemente dal fatto che sia o meno una cosa utile.

Ciò che sta accadendo sul monte Bianco è molto significativo: per colpa di qualche pirla succede che saranno chiusi gli accessi, regolamentati con pass limitati, da prenotare con largo anticipo (e suppongo anche da pagare).... questo divieto secondo voi scoraggerà i pirla di cui sopra a comportarsi come tali? non credo, andranno altrove a fare le mine vaganti su altri sentieri ma i veri Alpininisti, quelli con la A maiuscola, dovranno subire tutta questa burocrazia.

Il rischio, secondo me, c'è anche in acqua. Da personaggi con canotti gonfiabili che si ritrovano a fare cose folli a quelli che recuperano un sit-on-top zatterone e senza alcuna esperienza chiedono da dove partire per fare la traversata sull'Elba (vi giuro che è successo, volete leggere la discussione su un altro forum?)

Come si fa a dire in maniera univoca dove sia il buon senso? Che tu, con la tua esperienza quella cosa non la deve fare mentre quell'altro si; o che con il kayak di quella forma è pericoloso mentre con l'altro va bene? E' facile pensare che ad un certo punto, dopo l'ennesimo incidente, qualcuno da qualche parte tra le istituzioni si svegli con l'idea dei divieti, delle patenti (da pagare) e delle omologazioni delle barche (da pagare pure quelle).
Ecco secondo me l'utilità di cercare di diffondere un minimo di cultura del come si va in kayak....

« Ultima modifica: Settembre 07, 2018, 10:58:28 am da nolby »

Settembre 07, 2018, 11:14:07 am
Risposta #7

Marco Lipizer

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E' una notizia tragica, ma purtroppo la sicurezza viene spesse volte sottovalutata. Il meteo può peggiorare in maniera imprevedibile in qualunque momento, basta solo che si alzi del vento più forte.
Purtroppo i SOT sono delle brutte bestie, perchè sembrano facili con acqua piatta, ma sono assolutamente privi di sicurezza.
Probabilmente un grosso errore è stato abbandonare l'imbarcazione, che comunuqe avrebbe consentito la galleggialbilità; un altro è stato dividersi: un adulto con tre bambini piccoli poco può fare in condizioni critiche.
Ma purtroppo vedo spesso situazioni analoghe e non mi meraviglia la tragedia; la più ricorrente è un genitore in kayak con bimbo piccolo in mezzo alle gambe: sappiamo bene come andò a finire una tragedia sul fiume Stella qualche anno fa.
Ma anche ucite come quella della tragedia sopra riportato. Ad un mio collega andò bene che la bufera li spinse verso terra e non verso il mare aperto. Dopo decise di fare un corso, lui e la moglie, con me.

Settembre 12, 2018, 02:15:54 pm
Risposta #8

missouri

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    ...
certamente scrivere dal computer cosa bisognerebbe fare è diverso, però le osservazioni fatte mi sembrano decisamente pertinenti.
purtroppo tutte le attrezzature del mondo non possono fare nulla contro l'avventatezza delle persone. d'altra parte gli incidenti in montagna capitano a principianti sprovveduti, a principianti attrezzati ed anche a professionisti che esagerano.

io ricordo bene la cattiva sensazione che ebbi la prima volta con un sot controcorrente, nelle stesse condizioni affrontate con altre barche, facevo una fatica nettamente maggiore. ricordo anche come sia difficile da ribaltare una volta girato.

le qualità marine sono abbastanza trascurate da parte di chi le compra/noleggia alcuni tipi di natante, es diverse volte mi è capitato di sentire critiche verso cabinati a vela "da laguna" quando portati in mare formato....
eppure nessuno si lamenterebbe se andando in pista con un defender si ribaltasse.

Settembre 12, 2018, 02:44:56 pm
Risposta #9

Emilio "Belu" Beluffi

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    Life's 2 short 2 waste it. GO KAYAKING!
Non so che dire.. è una TRAGEDIA, non solo un tragico naufragio.
Vedere la foto dei tre bambini insieme ai genitori e poi pensarli mentre nuotano al freddo in mezzo alle onde mi devasta.
 :'(  :'(

sot, brevetti, divieti, attrezzatura... discorsi inutili.
Anche se non ci credo per niente: una preghiera penso sia l'unica cosa opportuna.

Settembre 17, 2018, 11:45:20 am
Risposta #10

Giuseppe Coduri

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Tragedia terribile. Al di là di altre osservazioni tecniche (meteo, modello del natante, ecc.) un aspetto che spesso viene sottovalutato è proprio il vestiario: ricordo che pochi anni fa, sul lago di Mergozzo, un canoista, rovesciatosi a causa del forte vento che si era alzato improvvisamente, morì per un arresto cardiaco causato dal freddo, giunto a pochi metri da riva. E ancora: ricordo due atleti, durante una gara di maratona in una ventosa domenica di febbraio, svenuti per il freddo dopo un bagno fuori programma. Insomma, spesso, soprattutto tra i canoisti che praticano canoa velocità o maratona, è diffusa l'abitudine (vezzo?) a coprirsi poco, quasi per mostrare (o temprare) la propria resistenza al freddo. Va bene finché non ci sono imprevisti, ma poi.. Tra l'altro, in montagna (ad esempio) posso portare una giacca nello zaino e metterla all'occorrenza, in canoa no.
Su un fiume le sponde sono quasi sempre vicine e (a parte gole impervie) si riesce sempre a trovare un rifugio in caso di problemi; in lago e in mare le cose possono diventare drammatiche.