Autore Topic: Non riesce a risalire in canoa, soccorso.  (Letto 451 volte)

Luglio 07, 2018, 03:03:30 pm
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marco ferrario (eko)

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Luglio 09, 2018, 03:14:28 am
Risposta #1

Andrea Ricci

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    non la canoa, bensì la pagaia è il nostro sport
    • acquamossa
Nella stessa pagina c'è il rinvio ad un altro articolo con un caso simile.
Sarebbe interessante sapere che tipo di canoe erano, se kayak (e quale) o sitontop.
Magari il presidente della FICT Giuseppe Spinelli potrebbe chiedere dettagli alle rispettive capitanerie di porto, a fini statistici e per l'elaborazione di campagne di prevenzione?
Andrea Ricci
acquamossa(chiocciola)tiscali.it
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Luglio 09, 2018, 11:40:34 am
Risposta #2

Giovanni Perozzi

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ad arricchire la statistica c'è stato questa primavera il caso di un kayakkista esperto, sempre in Liguria, che uscito con kayak da discesa fluviale (intendo da gara di discesa), si è rovesciato. Inoltre era equipaggiato leggero ed ha rischiato l'ipotermia, è intervenuta la capitaneria di porto a soccorrere................se continua cosi saremo visti male. ...Per quanto riguarda la prevenzione (al soccorso esterno), oltre alla raccomandazione di attenta valutazione del rischio,  ricordo il consiglio che mi diede un canoista quando in tenera età approcciavo verso questo mondo,....................."se vai al largo portati dietro le pinne", certo dipende dalle capacità natatorie e dallo stato fisico, condizioni che rientrano nella sucitata valutazione, ma , considerato che generalmente non ci si allontana tanto dalla costa, in caso di mancato rientro nel kayak, la spinta delle pinne potrebbe facilitare l'accostamento a riva.

Luglio 09, 2018, 12:21:51 pm
Risposta #3

marco iezzi

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Nelle dotazioni di bordo non dovrebbe mai mancare il paddle float e in mancanza di esso si può usare il salvagente e di conseguenza una pompa di sentina
Le esercitazioni all'utilizzo dei sistemi di auto salvamento con o senza accessori dovrebbero avvenire sia in condizioni ottimali per acquisire la tecnica ma anche e soprattutto in condizioni avverse, che sono poi quelle che ci fanno capovolgere



Luglio 10, 2018, 08:58:33 am
Risposta #4

santino spada

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Kayakista esperto è una parola grossa .

Se fosse stato esperto non sarebbe di sicuro essere aiutato , ed avrebbe avuto tutti gli ausili del caso.

Per me e solo un discorso di cultura generale su questo sport che manca in Italia , perche facciamo tutto facile sino al problema poi non sappiamo gestirlo.

Buone pagaiate a tutti



Luglio 10, 2018, 05:18:47 pm
Risposta #5

Giovanni Perozzi

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esperto è una parola grossa,
però per arricchire la casistica, e riflettere, ci sono anche le errate valutazioni da parte di gente "esperta", anzi ne succedono di sovente, forse anche per eccesso di confidenza.
in questo caso si parla di un kayakkista con oltre 20 anni di esperienza di kayak, agonista nella specialità discesa, e con esperienza di allenamento in mare.
la causa forse è stata in fase di valutazione sottostimare le condizioni del mare e l'equipaggiamento non adatto alle circostanze, o forse un mutamento repentino delle condizioni (prevedibile? da valutare?); so che c'è chi segue assiduamente il forum che ha assistito da riva e potrà dare delucidazioni in merito. Dal canto mio posso solo ipotizzare:
-il mezzo non propriamente adatto alla navigazione marina, specialmente col vento, kayak da gara nella specialità discesa, anche se so di gente in Liguria che usa questo tipo di kayak per mare e con grande maestria.- La pagaia, probabilmente con pala a portanza, non proprio adatta ad appoggi o eskimo, - l'assenza di mezzi di aiuto quali paddle float o pompa di sentina per svuotare, - l'abbigliamento di tipo leggero,- ed ovviamente l'andar da soli, e forse un po di sfi-a.
E' chiaro che quello rappresentato è un caso di kayakkista agonista che si allena, e l'approccio è notevolmente diverso rispetto a quello di un trekker nautico su kayak da turismo, se non altro per la durata dell'attività svolta in acqua e per le possibilità di stivaggio materiale.
La questione è che nella nostra personalissima tabella di valutazione del rischio, fatta di considerazioni le più varie, dal vissuto in situazioni analoghe, dall'abilità comprovata, dalla conoscenza dell'ambiente, dai sistemi di difesa attiva a quelli di recupero per rimediare all'evento, può capitare, e dico può capitare a tutti, in certe occasioni, di sottostimare un particolare, ..........anzi secondo me più si va e più si ha da raccontare, si perchè gran parte delle volte ci dice bene, e raccontiamo, ne parliamo, ci serve per riflettere, ci serve per alzare le difese, per non commettere errori, per non sbagliare di nuovo, ..è quella che si chiama esperienza.