Autore Topic: Mis, idroelettrico, politici vecchi e meno vecchi  (Letto 348 volte)

Gennaio 11, 2018, 08:58:31 pm
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Alberto Faggioni

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Allego per condivisione un articolo apparso su Il Fatto Quotidiano di oggi. Mi sembra abbastanza preciso, conciso e non fumoso, a differenza di altre volte in cui si parla di questi argomenti su altra carta stampata. Ad ognuno le sue valutazioni.
Alberto

Gennaio 12, 2018, 01:04:43 pm
Risposta #1

Giuseppe Coduri

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Conciso, sì. sulla precisione avrei delle riserve, ma fa niente. Mi pare però che punti il dito nella direzione sbagliata. 
Qui abbiamo un'azienda che propone un'iniziativa, ottiene delle autorizzazioni, parte con i lavori, poi partono i ricorsi e si blocca tutto.
Io vedo un enorme carenza da parte degli Enti preposti a concedere le autorizzazioni e che poi, se le accuse dovessero essere confermate, non vigilano nemmeno sulla conformità dei lavori rispetto ai permessi.

Lasciamo stare il fatto che tra i proponenti ci sia il "renziano" Chicco Testa e che sia difeso dal luciferino Paniz; chiunque chiederebbe i danni a fronte di un'autorizzazione rilasciata e poi revocata a lavori già avviati.

Ripeto, gli Enti (Provincie/Regioni/Comuni/Parchi/ecc.) devono valutare con attenzione, essere messi nelle condizioni di resistere anche ad eventuali pressioni improprie, poi decidere, per il sì o per il no (auspicabilmente per il no su progetti a forte impatto) e poi basta.

Poi si tira ancora fuori la questione dell'incentivo. A parte che a uno che scrive kilowatt-ora andrebbe fustigato, ma mi sembra così elementare il fatto che è tutto proporzionato alla produzione: tanta energia, tanto incentivo, poca energia, poco incentivo.

Segnalo poi, a coloro che hanno fatto della battaglia contro gli incentivi una ragione di vita, che vi sono progetti idroelettrici che presentano piani finanziari basati sui prezzi di ritiro "di mercato", le nuove turbine a coclea costano poco e consentono, in alcuni casi, tempi di ritorno "accettabili" anche senza incentivi.