CKI il forum della canoa italiana

La storia della canoa dalle origine a giorni nostri

(Letto 503 volte)

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 233
La mia è una storia che parla di acqua ferma e in movimento, salata e dolce, di rocce e scogli, e così non trovando una sezione nel forum dove pubblicare il mio post, sto scrivendo in " Spazio Kayak (e canoa) Fluviale e Torrente"  ;D
Spero non se ne abbia nessuno!  :D

In questi anni qualcuno di voi avrà avuto la pazienza di leggere i miei interventi. Frequentemente ho citato fatti passati di canoa oppure ho presentato canoisti che hanno scritto la nostra storia.
Mi sono appassionato di storia della canoa dalle origini ai giorni nostri e finalmente dopo quattro anni di ricerche, con soddisfazione posso dire di aver messo la parola fine a un grande libro, al momento inedito.
Poi qualcun’altro un giorno si prenderà la briga di raccontare cosa sarà successo dal 2020 in avanti, ma intanto cosa accadde prima, fin dai tempi remoti, è finalmente nero su bianco.
Infatti questo libro è unico al mondo: non esiste alcun libro in nessuna lingua che tratti della storia della canoa in modo completo. I libri di storia esistenti si occupano solo di ambiti specifici, ad esempio: le canoe dei nativi americani, i kayak Inuit, l’agonismo nella canoa slalom, le prime discese in kayak dei fiumi delle Montagna Rocciose.

Si tratta di un libro di circa 2 milioni di battute (circa 1.200 pagine) con centinaia di fotografie, molte di grande valore storico e numerose spettacolari, che mi sono state date anche dai più famosi canoisti a livello mondiale. Per comprendere il lavoro che ci sta dietro, basta un numero: 2.350 note bibliografiche, con cui garantisco il rigore storico dei fatti presentati.

Il libro racconta di polinesiane, dragon boat, piroghe, war canoe, SUP, raft, périssoire, canoe e kayak da creek, da squirt, da canoe sprint, da slalom, da polo, da mare, a vela, ecc., di protagonisti, di campioni, di eventi, d'imprese, di spedizioni, di costruttori, di materiali (dalle canoe scavate nel legno a quelle in fasci di canne, in tavole di legno, in pelle, in legno e tela, gonfiabili in tela gommata e PVC, in alluminio, in vetroresina, in materiale composito, in polietilene e plastiche termoformabili, ecc.), di promotori, di associazionismo, di mari, di fiumi, di laghi, di canali artificiali, di modalità propulsive, di modalità d’uso....

Nel libro descrivo anche il contributo italiano alla storia mondiale della canoa, purtroppo assai modesto in termini di soggetti che a mio parere hanno motivo di rilevanza a livello mondiale o se non altro hanno dato visibilità internazionale alla canoa italiana. Mi vengono in mente in ordine sparso: Josefa Idem (tanto per iniziare la lista con un'atleta nata in Germania  :D), Antonio Rossi, Pierpaolo Ferrazzi, Daniele Molmenti, Vladi Panato, Francesco Salvato, Francesco Balducci, ASA Canoe, CS Canoe, Dragorossi, Rainbow Kayaks, Exo, Nautica Mannino, Allwave, Giacomo Costantino Beltrami, Michele Ramazza, Christian De Dionigi, Maurizio ed Emanuele Bernasconi, Roberto D'angelo, Giovanni e Pietro Dall’Oglio, Mario Grigioni, Guglielmo Granacci, Tatiana Cappucci e Mauro Ferro, Matteo della Bordella, Oreste Perri, Marco Previde Massara, Azzali, e potrei andare ancora un po’ avanti ma non per molto.

Ora sto cercando un editore disposto a pubblicare il libro per intero o in formato ridotto oppure in due volumi. Ho già contattato sei editori italiani che hanno nelle loro collane libri attinenti al mio e sono in attesa di risposta, se mai arriverà. Non sarà facile per lo scarso mercato che avrebbe in Italia e per la crisi che da anni colpisce l’editoria.
Nel frattempo un amico si è offerto ad aiutarmi a tradurlo in inglese per poterlo presentare a editori esteri, dove potrebbe trovare maggiore spazio. La traduzione porterà via molto tempo e quindi credo che il libro ancora per un paio d’anni non sarà disponibile, per quanto già concluso. Alla peggio se non troverò chi vorrà pubblicarlo senza che mi venga richiesto un contributo economico, proverò a contattare importanti costruttori ed enti di canoa per vedere se sono disponibili a sponsorizzarlo, altrimenti lo pubblicherò prima o poi come e-book.

Se qualcuno avesse suggerimenti, sono benvenuti.
Ultima modifica: Ottobre 09, 2020, 10:40:30 am da Lorenzo Molinari

Ciao Lorenzo, ti posso portare l'esempio di "Bushcraft: istruzioni per le attività fuoripista" di Paolo Botton.  Paolo ha pubblicato direttamente con Amazon sia a colori che in bianco e nero per la versione economica.
Se vuoi contattare Paolo secondo me ti potrebbe dare qualche consiglio su come lavorare con Amazon.

maurizio bernasconi

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 254
Beh, Lorenzo, se 150 acquirenti fossero disposti a pagare in anticipo la loro copia 40 euro... ci sarebbero 6000 euro disponibili per una prima tiratura. Lancio questa proposta. Basterebbe avere un iban e uno stampatore di qualità. Per grafica, correzione delle bozze e revisione editoriale (utile anche per i più eleganti narratori) si potrebbe trovare gratis nel nostro ambiente. E poi, per Diana, possibile che non ci sia un Mecenate in grado di intervenire! Siamo ancora i soliti straccioni canoisti dei primordi? Non credo.

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 233
Per principio cerco di evitare Amazon, perché distrugge l'economia locale, ma se non trovassi una soluzione adeguata con un editore nazionali sarò costretto a cambiare idea.

Al momento una casa editrice italiana molto nota e prestigiosa, dopo contatti e incontri mi ha chiesto di acquistare 1.000 copie! Non sto scherzando!
1.000 copie sono l'equivalente di circa 40.000€ ad un prezzo di copertina di 40€ - come ipotizza Maurizio - giustificato da 1.100 pagine e centinaia di fotografie. Questo è il top dell'editoria italiana!

Un piccolo editore sconosciuto potrebbe chiedere poche migliaia di euro ma copertina, impaginazione e distribuzione sarebbero di ben altro livello rispetto a ciò che potrebbe garantire l'editore di cui non svelo il nome.
Ho scritto il libro per passione, non mi interessa ricavarne un guadagno economico, vivo già di quello che ho, ma neppure vorrei perderci e credo che ognuno debba fare il suo mestiere, gli editori il loro.
È prassi chiedere agli autori, a meno che non siano famosi, non solo di investire il proprio tempo nella scrittura ma anche di far fronte ai rischi d'impresa dell'editore stesso, finanziandosi l'opera. A quel punto l'editore se frega di come il libro sia confezionato, né ha più interesse a promuoverlo, non sostenendo costi fissi. Toccherà all’autore girare con il libro nel baule a fare il piazzista. Gli editori, soprattutto i piccoli, ne hanno fatto un business, trasformandosi in meri intermediari tra autori e stampatori. Disponibili a pubblicare a pagamento anche libri spazzatura di nullo valore culturale.
Evitando i piccoli editori potrei rivolgermi direttamente a uno stampatore - come suggerisce Maurizio – e con un congruo numero di acquirenti disponibili ad anticipare il prezzo di copertina, potrei sfornare il libro. Questo escamotage però lo rimanderei, sperando ancora in una soluzione che mi garantisca un minimo di distribuzione.

Sono convinto che il libro possa trovare riscontro tra canoisti curiosi di scoprire innumerevoli fatti che neppure si immaginano siano accaduti nello sport che li appassiona. Talvolta la narrazione è anche noioso, perché cronologica ed enciclopedica. D’altronde ho preferito creare una memoria storica, concentrando ciò che è sparpagliato e che altrimenti si potrebbe perdere o è di difficile reperimento. Tuttavia il libro è anche ricco di aneddoti e storie interessanti. Non è quindi tanto un libro da leggere dall'inizio alla fine quanto da sfogliare e soffermarsi dove una foto attrae l'attenzione.

Prima della stampa, al di là della soluzione editoriale - come dice Maurizio - c'è bisogno di:
-   qualcuno con doti letterarie che si diverta a leggerlo e ne faccia la revisione editoriale;
-   qualcuno che sia in grado di impaginare un libro con fotografie;
-   un grafico che realizzi la copertina;
-   qualcuno con ottima conoscenza dell’inglese che mi aiuti nella traduzione o nella revisione editoriale dei testi già tradotti.
Chi fosse disponibile si faccia avanti, in cambio senz’altro un buon bicchiere di vino e tanto onore e gloria nel libro.

Giampiero, farei volentieri una chiacchierata con Paolo Botton ma non lo conosco e non ho trovato i suoi recapiti. Puoi aiutarmi? Mio cellulare: 3405131833.

Grazie Giampiero e Maurizio per i suggerimenti!
Ultima modifica: Ottobre 09, 2020, 10:53:09 am da Lorenzo Molinari

Nicola Miani

  • Jr. Member
  • **
  • Post: 9
  • ...
Pensavo, ma prima di investire denari in un libro fisico, perchè non pensare ad una versione digitale? fatta l'impaginazione - tipicamente un PDF - poi con un minimo di sponsorizzazione è scalabile e con i primi guadagni si può pensare di fare la versione cartacea per gli amanti del libro fisico. Anche se non è il tuo lavoro dopo lo sforzo di ricerca è giusto che tu abbia un minimo ritorno ;)

maurizio bernasconi

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 254
Centinaia di canoa clubs. Migliaia di iscritti alle federazioni. Se solo alcune associazioni acquistassero un volume sarebbe fatta. Potrebbe diventare una strenna, un dono, un premio alle gare (invece delle solite coppette e medagliette che poi arrugginiscono in cantina). Potrebbe acquistarne qualche copia la F.I.C.K.  Realizzando un volume di ottima qualità, sarebbe più facile proporre all'estero un'edizione inglese o multilingue (magari a fascicoli o più volumi).
La redditività economica sarebbe possibile solo con un'edizione inglese o tedesca. In Germania esistono credo quattro editori specializzati in libri di canoa.
I grandi editori promuovono alcuni titoli da vetrina e gli altri titoli finiscono nei resi dopo un mese o meno.
Amazon: vade retro!
Un lavoro del genere ha un valore documentario: non importa molto la tiratura, ma la presenza storica presso le biblioteche, i clubs, le facoltà di scienze motorie e simili. Abbiamo inoltre nelle nostre fila fluviali il più importante editor italiano, Antonio Franchini, un suo parere sarebbe interessante. Oltre a carta, umido, plastica e vetro, ho avuto in un certo periodo un altro particolare cassonetto per la differenziata: quello per i rifiuti editoriali. Spero Lorenzo che tu possa trovare una forma più veloce per arrivare al risultatato.

nolby

  • Full Member
  • ****
  • *
  • Post: 249
  • MARCO
Lorenzo, sono felice di leggere questa notizia.

ti posso solo fare l'imbocca al lupo per i colloqui con l'editore che sembra interessato.

L'unico posto che conosca che vende libri che riguardano il kayak è la libreria del mare di Milano...anche se in realtà sono molto pochi e relegati ad un angolino del piano seminterrato (per cui immagino che non abbiano poi sto gran smercio).... però per la maggior parte sono in inglese per cui credo che il mercato italiano, pur piccolo, possa potenzialmente dare soddisfazione specie considerando che nel tuo libro si parla di canoa a 360° e non di un singolo settore specifico come per gli altri libri che si vedono.

marittimo

  • Full Member
  • ****
  • Post: 224
  • pagaiar m'è dolce in questo mare
Posso impegnarmi tranquillamente ad acquistarne una copia cartacea, riducendo intanto le 1000 di Lorenzo a 999.
Per le altre richieste di aiuto, potrei offrirmi come correttore di bozze. Non ho doti letterarie anche se per mestiere scrivo molto, ma sono tutte cose tecniche interne all’azienda per soddisfare le esigenze di clienti specifici e se qualcosa merita di essere diffusa all’esterno, avviene solo nell’ambito di una ristretta cerchia di professionisti.

Da “ragazzo” ho anche pubblicato qualche libriccino ma erano molto lontani dalle dimensioni dell’opera di Lorenzo. È una attività che tuttavia ho definitivamente cessato da una quindicina di anni e non ho più alcun contatto con le redazioni dei miei editori (tutti con una fitta rete distributiva nazionale ma che comunque non sarebbero stati interessati a questo settore).

Per quella che è stata la mia esperienza, posso dire che l’editore decide di stampare (a proprie spese riconoscendo all’autore un compenso una tantum o in percentuale) se riuscirà a vendere almeno 1500/2000 volumi di cui (normalmente) i primi 800/1000 destinati a coprire i costi (redazione, stampa, distribuzione, lancio, copie omaggio, compenso all’autore, ecc.) e gli altri per fruttare qualcosa anche alla casa editrice.

Le mie proposte editoriali sono sempre state fatte presentando il titolo, una sintesi del contenuto e un elenco (preciso e sintetico) dei possibili interessati. Questi ultimi (ma non so come) venivano in qualche modo contattati da un ufficio marketing (molto probabilmente a campione) per accertare il loro effettivo interesse al titolo. Per avere l’ok, l’indagine si sarebbe dovuta concludere con la prevista vendita di cui ho detto.

Consegnavo il “manoscritto” già diviso in capitoli, paragrafi ed eventuali sotto paragrafi con una impaginazione di massima che includeva anche l’inserimento di immagini (nel mio caso disegni, schemi, grafici e tabelle). Consegnavo anche l’indice, l’eventuale indice analitico, la premessa, la c.d. “quarta di copertina” ed eventuali presentazioni di altri soggetti.

La tipografia curava l’impaginazione definitiva (quasi al 99%), ne stampava una copia e la passava al revisore di bozze (di solito uno della redazione). Questo (a penna) apportava correzioni (perlopiù grammaticali) e annotazioni (su periodi che gli sembravano poco comprensibili o incompleti), poi mi consegnava la copia per avere il mio ok e per eventuali piccole integrazioni dell’ultimo minuto.

Quando la restituivo veniva passata alla tipografia per l’impaginazione finale e la stampa e io venivo contattato solo quando erano pronte le copie omaggio riservate all’autore.

Se posso essere utile sono raggiungibile tramite la mail registrata nel forum.

Comunque in bocca al lupo e congratulazioni per tutto il lavoro di ricerca che è stato svolto. Sarebbe un vero peccato non riuscire a diffonderlo.

Forse una buona idea (commerciale) potrebbe essere quella di dividere l’opera in due parti, una storico/internazionale (che potrebbe essere poi tradotta e diffusa anche all’estero) e l’altra essenzialmente italiana. Normalmente i libri meno voluminosi e più economici si vendono meglio  ;)


Sirius77

  • Jr. Member
  • **
  • *
  • Post: 6
  • ...
Carissimo Lorenzo, mi candido come revisore di bozze, insegno in Università e sono abituato a correggere tesi a go go..per cui se vuoi io ci sono. Per quello che riguarda la pubblicazione cartacea come sottolineato da qualcuno su questa chat ormai ci si indirizza tutti su pubblicazioni digitali, tieni conto che comunque comprando un codice isbn a pochi euro (Il codice ISBN è una sequenza numerica di 13 cifre usata internazionalmente per la classificazione dei libri) diventa a tutti gli effetti una pubblicazione vera e propria. Ho pubblicato diversi libri sia cartacei che altri editori on line  ma l'impresa non è semplice (https://www.amazon.it/Safety-Engineering-allinterno-settore-agrozootecnico/dp/3639619684) il prezzo che ti hanno fatto comunque è corretto per una pubblicazione di quella mole, poi incide molto il formato il numero di foto ecc ecc. Ad ogni caso ti lascio il mio contatto e la mia mail.
3281547453.  [email protected]
Sirio Cividino scuolakayakfriuli

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 233
Grazie a tutti per l’interessamento e per la disponibilità. Risponderò privatamente alle singole persone che si offrono di aiutarmi.

Mi mi sto muovendo come Marittimo consiglia di fare. Ho redatto una sinossi e una nota biografica di presentazione. Nel caso del noto editore interessato ho poi inviato indice, alcune foto rappresentative e un paio di paragrafi, prima dell’intera opera. Le foto sono tutte inserite nel testo che è in formato word, ma un’impaginazione seria è ancora da fare. Le foto occupano circa il 40-45% delle 950 pagine di testo, a cui seguono circa 150 pagine di note bibliografiche.
In realtà ho già una certa esperienza editoriale avendo già pubblicato tre libri ma che non hanno nulla a che fare con la canoa. Trovare l’editore era stato assai semplice, perché si trattava di libri con scopi benefici per persone in grave stato di emarginazione, pubblicati per don Gino Rigoldi, il clown francese Miloud e i Fratelli S. Francesco.

Per quanto riguarda il suggerimento di dividere l’opera in due parti, una storico/internazionale e l’altra essenzialmente italiana, il problema non si pone. Purtroppo il contributo italiano alla storia della canoa nel mondo è talmente modesto o specifico – almeno questa è la mia opinione – che a voler estrarre la parte italiana si ridurrebbero le pagine del libro circa di una ventina. Avevo iniziato a scrivere anche un’appendice molto più estesa proprio sulla storia della canoa in Italia, completata al 50% e che se avrò tempo concluderò.
Piuttosto pensavo di dividere l’opera in due volumi. Il primo dalle origini fino alle canoe pieghevoli e il secondo dalle canoe in vetroresina a oggi, oltretutto si otterrebbero due libri più o meno dello stesso numero di pagine.

Come suggerisce Maurizio molti club e associazioni di canoa, così come alcune biblioteche del Nord America, che ho contattato per documentazione, vorrebbero acquistare il libro appena disponibile, e sono convinto che il mercato ci sia soprattutto all’estero, ma anche in Italia. Molti sono i canoisti che già hanno libri di canoa nei loro scaffali e questo, differenziandosi dagli altri, potrebbe interessare.
Avevo parlato con Antonio Franchini quando ero all’inizio del libro, lo risentirò per qualche consiglio, per quanto non mi aspetto che possa dirmi molto di più di quanto mi abbia già detto l’editore inizialmente interessato e l’agente letteraria Mirella Tenderini specializzata in libri di montagna che mi ha offerto il suo parere. Andrò a fare una chiacchierata alla libreria del mare o a quella della montagna, oltretutto il celebre alpinista e amico Alessandro Gogna mi ha già più volte chiesto di scrivere del libro nell’assai visitato Gognablog, ma preferirei scriverne a libro disponibile.

L’idea di fare prima una versione digitale in italiano e con gli introiti finanziare quella cartacea in italiano è un’ipotesi da valutare.
Infine ho ricevuto disponibilità anche da Risa Shimoda, che vorrebbe aiutarmi nella traduzione del libro attraverso sue conoscenze. L’interesse da parte di Risa è per me già un successo, considerando che è presidente di International Whitewater Hall of Fame (IWHOF) di American Canoe Association (ACA) e che lo scorso autunno avrebbe voluto che presentassi il libro al Nuremberg PaddlExpo, ma non essendo ultimato preferii rimandare.

Insomma... incrociamo le dita!
Ultima modifica: Ottobre 12, 2020, 01:14:20 pm da Lorenzo Molinari

RossoFiorentino

  • Jr. Member
  • **
  • Post: 7
  • ...
Ciao Lorenzo, intanto vorrei farti i miei più sinceri complimenti, oltre ad aver scritto un’opera mastodontica per pura passione apprezzo molto la scelta etica a proposito di Amazon.

Non sono un madrelingua ma ho esperienza con l’inglese, inoltre potrei provare a “tastare il terreno” nel club in cui vado io (Firenze) e infine sarei onorato di leggerlo se hai bisogno di occhi in cerca di refusi, errori di battitura o frasi la cui struttura potrebbe essere rivista. Non ho grandi carte per presentarmi ma se mi mandi un messaggio ti do volentieri i miei contatti.

In ogni caso davvero complimenti!

marittimo

  • Full Member
  • ****
  • Post: 224
  • pagaiar m'è dolce in questo mare

Mi mi sto muovendo come Marittimo consiglia di fare. Ho redatto una sinossi e una nota biografica di presentazione.

Quando si propongono libri in settori che l’editore conosce (commercialmente) poco, ricordo che era importante dargli informazioni precise per svolgere indagini di mercato attendibili il più possibile. Chiarisco però che non ho mai pubblicato libri a mie spese (in tutto o in parte). Mi servivano certamente per arricchire il curriculum, ma volevo anche guadagnarci qualcosa  :-[ :-[

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 233
Nel caso delle case editrici che ho contatto sono tutte o specializzate in libri di mare o montagna, e quindi già hanno idea delle dimensioni del mercato potenziale, oppure sono case editrici molto note a livello nazionale che dispongono delle capacità per stimare tali dimensioni.
Una casa editrice che offre una collana specifica per canoa o sport analoghi ha già idea dell’ordine di grandezza del numero di copie che può vendere anche in base alla promozione che poi verrà fatta. Infatti non mi ha affatto meravigliato l'editore ben noto che ho contattato quando mi ha presentato i suoi conti e, nonostante fosse interessato al progetto a livello di contenuti, lo ha poi bloccato a livello economico.
Conosco i pochi dati noti del nostro mercato: circa 300.000 praticanti in Italia, esclusi quelli che vanno in canoa una tantum noleggiando canoe o con gite commerciali, e circa 15.000 affiliati a federazioni canoistiche (FICK e FICT); mentre solo negli USA i praticanti sono circa 23 milioni! Questi numeri forse fanno comprendere più di tante parole quanto sia più facile pubblicare un libro di canoa in lingua inglese.

Nel caso di case editrici che ti chiedono denaro per pubblicare, non c’è un reale interesse a conoscere le dimensioni del mercato, tanto i costi sono già coperti in partenza. Queste case editrici non sono di mio interesse.
Ci sono poi le case editrici “di mezzo”, che però non ho contatto in quanto non ne ho trovate con linee editoriali che possano accogliere un libro come il mio.

Non ho invece specificato che ho anche redatto un piano promozionale. Le case editrici sono molto interessate a come l'autore si muoverà per promuovere il proprio libro sul territorio e sui social. Tuttavia, nel caso della nota casa editrice, non credo che ne abbiano tenuto conto più di tanto, visto che dal mio piano risulta che avrei messo in atto diverse e concrete azioni promozionali e che dispongo di una rete di conoscenze piuttosto ampia e diffusa sul territorio, che copre diverse discipline canoistiche.
Ultima modifica: Ottobre 13, 2020, 09:27:09 am da Lorenzo Molinari

Lorenzo Molinari

  • Full Member
  • ****
  • Post: 233
Il formato digitale per me, se ci sarà, sarà un ripiego al libro cartaceo. Quest’ultimo, nel caso, potrà essere corredato anche dal formato digitale, per una più agevole ricerca all'interno del testo.

Senz'altro farò due libri distinti: uno in lingua italiana e uno in lingua inglese.
Spero che almeno quello in inglese venga pubblicato in formato cartaceo, trovando un mercato potenziale più vasto.
La somma dei testi nelle due lingue porterebbe il libro da 1.100 pagine a circa 1.850 pagine! Ingestibile anche suddiviso in due volumi. Oltretutto costerebbe ancora di più. Infine coloro che non sanno l'italiano non hanno alcun interesse ad avere anche il testo in questa lingua.

Pubblicai un libro in doppia lingua: italiano e rumeno, intitolato "Matt-one, il mattone magico" pubblicato da Proedi Editore, un fiaba per bambini, ma in questo caso le illustrazioni erano preponderanti sul testo.
Grazie comunque del suggerimento.
Ultima modifica: Ottobre 15, 2020, 11:15:04 am da Lorenzo Molinari