Autore Topic: Approvato dal Consiglio Regionale la moratoria sulle nuove concessioni idroelett  (Letto 1196 volte)

Ottobre 17, 2016, 10:41:32 am
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Luciano Mazzotti

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Approvato, nella seduta del 6 Settembre 2016 la deliberazione n. X/1210, il testo della Mozione n. 672, concernente la moratoria delle concessioni di derivazione d'acqua sul territorio Lombardo, che così recita:
“Il Consiglio regionale della Lombardia invita il Presidente e la Giunta regionale a valutare una moratoria di tutte le nuove concessioni di piccola derivazione (sotto i tre megawatt) su tutto il territorio lombardo, almeno fino a quando non saranno elaborati il bilancio idrologico regionale da parte di ARPA e il programma di tutela e uso delle acque.”.

http://www2.consiglio.regione.lombardia.it/wai/PALCO/politica/scheda_atto.php?tipoAtto=MOZ&numAtto=672&id=ab4cd767-62f4-44d0-b1da-ffa388f92f25

Ottobre 17, 2016, 10:43:02 am
Risposta #1

Luciano Mazzotti

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Bisogna ora fare in maniera che per la Lombardia ci sia il libero accesso on line ai dati in tempo reale di tutti gli idrometri dei corsi d’acqua, con le posizioni sulla cartina della Regione, con livelli e portate d’acqua e con i grafici degli andamenti, come fa da molti anni la vicina Provincia Autonoma di Trento; e bisogna rendere obbligatoria al più presto la pubblicazione on line dei dati in tempo reale di tutte le centrali e centraline idroelettriche della Lombardia (posizione geografica, kWh prodotti, portate in mc/sec delle derivazioni, ecc.), con i rispettivi grafici, giro d’affari annuo e importo dei relativi incentivi ricevuti dallo Stato, perché appare sempre più evidente che, da quando sono stati disposti gli incentivi alla produzione di energia idroelettrica, è stato stravolto il regime idrico di laghi, fiumi e canali derivati, il quale appare ora deciso in pratica dalle società proprietarie delle centrali idroelettriche, per aumentare forzatamente la loro produzione di energia, senza tenere in conto dei gravi danni causati alla popolazione. Mi riferisco in particolare al bacino idrografico del fiume Chiese in territorio Lombardo: da quando sono stati disposti gli incentivi alla produzione di energia idroelettrica, sono sopravvenuti  “misteriosi” forti innalzamenti dei livelli di falda freatica in zone di pianura dove la falda era sempre stata profonda, con allagamenti di scantinati e seminterrati; avvengono periodicamente “strane” inondazioni di ampi territori di pianura e dei loro centri abitati, con il basso Chiese in secca; eccetera.
Da quando sono stati disposti gli incentivi alla produzione di energia idroelettrica, il basso corso del fiume Chiese è praticamente sempre in secca, anche nelle stagioni d’Autunno, Inverno e Primavera, nonostante la grande quantità di acqua sempre immessa nel Lago d’Idro dal Trentino, mentre invece canali derivati e fossi sono sempre “in piena”, per cui basta una pioggia un po’ intensa per causare allagamenti dei territori e centri abitati di pianura. Mi sembra evidente che tutta l’acqua del Chiese, da alcuni anni, viene dirottata, in tutte le stagioni, nei canali di pianura, per aumentare la produzione delle centrali idroelettriche ivi collocate.
In tema di “incentivi” alla produzione di energia idroelettrica, si rimarca infine la spesa prevista di circa 60 milioni di euro di denaro pubblico per le opere connesse al progetto di traforo di una nuova enorme galleria di fondo dal Lago d’Idro, finalizzata al prelievo dell’acqua del Lago, in aggiunta alle due galleria di presa esistenti; opere inutili e dannose, atte a consentire poi un maggiore snaturamento del Lago d’Idro, con nuove possibilità di diminuire artificialmente il livello minimo del Lago e di aumentarne il livello massimo; decise su motivazioni ufficiali fantasiose e comunque di nessuna urgenza, ma che sembrano invece avere come unica spiegazione logica il solo scopo reale di generare, a spese della collettività, un aumento dei guadagni delle società proprietarie delle centrali idroelettriche a valle del Lago d’Idro.

Ottobre 18, 2016, 02:13:26 pm
Risposta #2

Giuseppe Coduri

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Ciao, concordo con la prima parte del tuo intervento, quando auspichi maggiore diffusione delle informazioni relative ai corsi d'acqua e alle derivazioni idroelettriche e relative produzioni.
Premesso che non conosco la situazione sul bacino del Chiese, in generale non sono del tutto d'accordo sulla tua interpretazione della relazione tra incentivi e fluttuazioni dei livelli. Il grosso delle derivazioni idroelettriche risale ai primi decenni del '900, quando gli incentivi non esistevano. Gli incentivi degli ultimi 20 anni (circa) hanno causato ulteriore riduzione delle portate naturali dei fiumi, su questo siamo d'accordo, ma il "danno" maggiore era stato fatto prima, tra l'altro le centrali più recenti sono spesso ad acqua fluente, ovvero utilizzano l'acqua disponibile (derivata) quando c'è, senza possibilità di variazione; le centrali più antiche (a bacino) sono quelle che, grazie ai volumi immagazzinati nelle dighe, possono variare la produzione (e in cascata le portate negli alvei naturali) su base oraria/giornaliera/settimanale/stagionale.
La produzione idroelettrica, fino a una dozzina di anni fa, era organizzata su rigidi programmi orari/settimanali e quindi sui corsi d'acqua naturali era raro trovare acqua, salvo eventi particolari (piene, manutenzioni, ecc.) perchè i produttori si organizzavano per sfruttare tutte le portate fino all'ultima goccia disponibile, facendo lavorare le centrali sulla medesima asta fluviale in rigida sequenza.
Da quando è in funzione la borsa elettrica, le produzioni subiscono variazioni frequenti, dettate dalla necessità di rispettare i programmi di produzione di ciascun impianto, per massimizzare i profitti. l'effetto rilevante è che più spesso capita di trovare acqua nei torrenti, in orari disparati e, a volte, con notevoli variazioni dei livelli nello spazio di una singola discesa. Chi frequenta, ad esempio, il Toce, lo sa bene.
Ultima osservazione personale: concentriamoci sugli aspetti puramente ambientali, senza spingerci su atteggiamenti di condanna del "profitto" e dell'impresa privata in quanto tale. Se noi pratichiamo un sport come la canoa, è grazie ad un sistema economico di cui (ci piaccia o no) fanno parte anche queste cose; che dobbiamo governare, non abbattere.
Ciao.

Ottobre 19, 2016, 12:27:31 pm
Risposta #3

Luciano Mazzotti

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Ciao, grazie per la risposta.
Sono anch’io favorevole ad un’espansione della produzione di energia idroelettrica in maniera corretta. Non dimentichiamo però che, per esempio, il Consorzio del Chiese di Bonifica di Secondo Grado comprende, oltre i Consorzi di Bonifica di Primo Grado, “l’ENEL s.p.a. e tutti gli utenti industriali titolari di utenze minori che legittimamente usano le acque del lago d’Idro e del fiume Chiese con una potenza installata di 42.605 Kw ed una produzione media annua di 237.000.000 di Kw ora.” (dalla Scheda Informativa nel sito del Consorzio del Chiese di Bonifica di Secondo Grado).
In merito alla questione della progettata enorme terza galleria di presa del Lago d’Idro, della spesa prevista di 60 milioni di euro di denaro pubblico, invito tutti a dare un’occhiata al sito internet (http://www.salviamoillagodidro.it/) del comitato Salviamo il Lago d’Idro ed a condividere il ricorso dell’associazione Amici della Terra Lago d'Idro e Vallesabbia contro questo assurdo progetto; vi invito inoltre a rimanere aggiornati, sulle azioni di opposizione degli abitanti del Lago d’Idro, alla pagine Facebook  https://www.facebook.com/groups/293783927439972/ e https://www.facebook.com/Amici-della-Terra-Lago-dIdro-e-Vallesabbia-242756292515500/
In merito infine alla difesa del basso corso del fiume Chiese, vorrei continuare a riportane le notizie sul topic “Deflusso minimo vitale per il fiume Chiese”.


Ottobre 23, 2016, 12:57:23 pm
Risposta #4

Luciano Mazzotti

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Vi invito a guardare, anche perché è molto bello, questo filmato-documentario per la difesa ecologica del Lago d'Idro, pubblicato su You Tube il 21 Ottobre 2016 dall'Associazione Amici della Terra Lago D'Idro e Valle Sabbia, e Vi prego di diffonderlo il più possibile:

https://www.youtube.com/watch?v=8F7fFjk9M6A&feature=share

"Sono solo 19 minuti; invito a guardarlo e riguardarlo con la massima attenzione e a condividerlo sulla pagina di ciascuno, quindi riflettere una volta averlo visto. Questo è un modo che tutti possono praticare per aiutare a salvare il Lago D'Idro. Grazie".  (Gianluca Bordiga_Associazione Amici della Terra Lago D'Idro e Valle Sabbia).

"Questo video è stato realizzato dallo Studio Frame Factory di Rovato (BS), su incarico dell'Associazione Amici della Terra Lago D'Idro e Valle Sabbia, per spiegare, con l'ausilio di immagini, la storia del gravissimo sfruttamento abnorme del Lago d'Idro nel passato e di come l'Istituzione Regione Lombardia ne consentirebbe il proseguimento, mediante la realizzazione, tra l'altro costosissima, di nuove opere".