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Big Jump Valnerina

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armando mattioli

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Ecco le foto del Big Jump Valnerina; e mentre le Guardie Ecologiche Volontarie di Legambiente Umbria, supportata da due agenti della Polizia Provinciale armate di pistole d'ordinanza (peraltro molto professionali e cortesi), tenevano a bada questi pericolosi nemici dell'ambiente........

stefano caprile CCN

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Rispetto alle ipotetiche denunce fatte da canoisti contro Legambiente che impedirebbero il dialogo, non so se si fa anche riferimento a quella presentata per diffamazione da Rafting Umbria contro una serie di associazioni di pescatori che hanno scritto la lettera che potete leggere qui:
http://www.legambientenera.it/file%20pdf/comunicato_sim_rafting_chiarimenti.pdf
in cui tra l'altro si afferma: ".... Rafting Umbria, unico soggetto che continua a portare avanti imperterrita una campagna strumentale, disinformativa e pretestuosa a solo vantaggio dei propri interessi, senza la minima preoccupazione verso l’ambiente della Valnerina."
Ora, se la denuncia per diffamazione coinvolge oltre che gli autori anche chi nel proprio sito ospita la lettera, che personalmente ritengo opaca e di una virulenza estrema, costui si dovrĂ  assumere le proprie responsabilitĂ . Ed in ogni caso che c'azzecca questa storia con il dialogo con i canoisti?
a.m.


Armando, il link non mi si apre.
Ciao,

Ste
Stefano CCN

armando mattioli

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Aprilo in "visualizzazione rapida" di google

armando mattioli

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Dopo aver cercato "Legambiente Cristina innocenzi" e trovato la pagina web.il PDF non si apre.
Ciao Armando


maurizio bernasconi

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Riporto due messaggi che avevo mandato al forum nel novembre 2008. Li avevo indirizzati anche a Legambiente nazionale e non avevo ottenuto nessuna risposta. Le scelte e le azioni di Legambiente in Umbria sono indecenti e indifendibili. E' inutile che cerchino di squalificare le obiezioni di Mattioli adducendo pretestuosamente eventuali interessi suoi personali nella faccenda. La pesca no kill che organizzano è un gioco ipocrita, stupidissimo, adatto a gente infantile e irresponsabile. Ed è giusto che Legambiente venga sputtanata in tutta Italia e paghi il giusto prezzo, visto che per loro l'immagine è tutto.


inserita:: Novembre 12, 2008, 07:18:41 pm
 (La pesca no kill come un'attivitĂ  cretina e sottilmente criminale). Ho una pessima opinione dell'ambientalismo cosiddetto scientifico di Legambiente e so che non si potranno portare quelle persone su posizioni diverse. Si comportano come un'azienza centralizzata che detiene certezze. Il loro impegno è profuso principalmente nel coltivare rapporti con enti e aziende a livello locale e nazionale. Fanno la politica della botte piena e della moglie ubriaca. Il progresso con le sue conseguenze sarebbe (secondo loro) inevitabile, anzi va bene, basta che venga temperato con soluzioni tecniche adeguate. E' una forma di positivismo estremo e assurdo, con risvolti ridicoli. CosicchĂ© scompaiono gli inceneritori e appaiono i termovalorizzatori, la pesca diventa no kill, la canoa diventa: canoa-river, le fonti energetiche rinnovabili fanno la loro comparsa fra le voci di finaziamento privilegiate e si fa fuori anche l'ultimo 5% dei corsi d'acqua superstiti. Questa politica ottiene facilmente una notevole visibilitĂ  mediatica e distoglie il pubblico da una presa di coscienza piĂą netta e decisiva: cioĂ© quella che sarebbe necessario finalmente cambiare drasticamente il nostro sistema di vita.

: legge regionale pesca in umbria    inserita:: Novembre 12, 2008, 07:14:03 pm
"Alla Direzione Nazionale Lega Ambiente. Essendo stato per molti anni un socio attivo di Legambiente presso il Circolo di Borgosesia, mi sento in dovere di informarvi riguardo alla discutibile gestione del problema acque da parte del vostro rappresentante in Umbria sig.Pippi. A tale sopo allego di seguito l'ultimo intervento apparso sul forum nazionale dei canoisti www.CanoaKayakItalia  Presso tale forum potete constatare rapidamente la gravitĂ  e il danno della polemica in atto. Mi pare inoltre che agli occhi degli ambientalisti e delle comuni persone con un minimo di giudizio non è certo positivo per Legambiente che il suo nome venga associato a una attivitĂ  piĂą o meno commerciale futile e insulsa come la pesca no kill. Distinti saluti".

Enrico Izzi

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ASSOLUTAMENTE INDIFENDIBILI
e' stato espropriato un fiume (che seppure di primo e secondo grado e' sempre un fiume - conta il principio) non solo ai canoisti e alla comunitĂ  civile ma anche al 99% dei pescatori stessi. Si legge sui cartelli.. "pesca consentita solo...con coda di topo" che tradotto in linguaggio canoistico equivale a dire che ne so.... "si scende solo con  pagaia ergo 197 cm.." e perche' mai? e tutti gli altri che sono la maggioranza?
Questa storia piu' viene analizzata a fondo piu' emergono situazioni imbarazzanti...
 

armando mattioli

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Secondo Legambiente Umbria se si cammina in acqua, si danneggia la fauna macrobentonica.
Sotto riporto due esempi di attivitĂ  gestite da Legambiente Umbria.

Primo esempio
fino al 2007 legambiente organizzava campi estivi per ragazzi con questi programmi:
"Piccoli robin hood a Poggiodomo
4° giorno ...Escursione ... nella valle del torrente Tissino. Tutti a bagno sotto le cascatelle dell’Eremita

5° giorno   Chiare, fresche, dolci acque. Sotto, sopra e in mezzo all’acqua: un’avventura sensazionale in un percorso di canyoning e torrentismo"

Nel 2007 un comunicato di Legambiente Umbria finiva così:
"E' per questo che Legambiente si rivolge a tutti gli appasionati di pesca alla trota che diano prova di quanto essi siano rispettosi dell'ambiente acquatico, .....evitando di entrare in acqua se non per liberare correttamente il pesce qualora si è obbligati di rilasciare, e quindi evitare in assoluto di compromettere irreversibilmente i letti di frega con il calpestio.......

19 febbraio 2007
Legambiente Umbria
Responsbile settore acque - Marco Pippi"

Le foto che allego fanno riferimento ai campi estivi per ragazzi ed al giorno dell'apertura della pesca nel no kill di Borgo Cerreto a marzo 2007.
A ciascuno le proprie considerazioni.
a.m.
Ultima modifica: Luglio 18, 2012, 06:24:10 pm da armando mattioli

Enrico Izzi

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 MA E’ SCRITTO NERO SU BIANCO SU UN DOCUMENTO :
“La navigazione può incidere negativamente sugli habitat (punti di imbarco e approdo,
sistema spondale, fondo dell’alveo), sulla vita acquatica, determina movimento meccanico del fondo con conseguente alterazione del substrato, disturbo della fauna ittica nelle ordinarie funzioni vitali in particolare nelle classi di età giovanili (avannotti e trotelle), cosìcome su altre specie animali (vertebrati terrestri e avifauna) e sull’insieme delle specie idrofite con possibili azioni di sradicamento e quindi riduzione degli habitat.
La pesca, anche se in misura minore rispetto alla nautica fluviale..” eccetera eccetera.
Ma vi rendete conto?
Questo è  il motivo per cui tutta la comunitĂ  canoistica si deve indignare e protestare compatta (ci vediamo in Francia). A proposito…. ci sarebbe da richiedere formalmente i presunti studi scientifici che dimostrino..  “la pesca in misura minore rispetto alla natica fluviale”   e la conferma o smentita sempre ufficiale da parte dell’ UniversitĂ  di Perugia che spesso viene tirata in ballo a copertura.
Per chi inizia a seguire solo ora qui c’è  la prima parte della discussione. http://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,3893.0.html Il documento completo di cui ho riportato un estratto può essere visualizzato tra gli allegati dell’ intervento di Gianni.
Bye.

armando mattioli

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Cao Enrico,
come sai ho un nutrito dossier e tra le mie carte ho trovato l'unica relazione ricollegabile in qualche modo all'UniversitĂ .
Si tratta di una nota di Legambiente Umbria del 2007 all'Assessore regionale alla sanitĂ  che in allegato inviava anche una relazione di una ricercatrice dell'UniversitĂ  di Perugia, socia di Legambiente per la quale gestisce diverse attivitĂ .
In ogni caso, ciascuno può giudicare le argomentazioni scientifiche portate.
Molto interessante l'estratto della nota di Legambiente Umbria, firmata dall'allora Responsabile settore acque Marco Pippi, in cui si sostiene che i pescatori disturbano meno dei navigatori i pesci, perchè stanno attenti a non farsi sentire. Inoltre si dichiara esplicitamente la impossibilità della coesistenza tra pesca e navigazione. Insomma, i pescatori non danneggiano la fauna ittica, i navigatori si, navigatori e pescatori non possono coesistere, quindi si vieta la navigazione!

armando mattioli

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Da più ambienti (abbiamo fatto un po' di verifiche incrociate) giungono rumors di un abbandono del no kill di Borgo Cerreto da parte di Legambiente il prossimo anno; è una buona notizia, perchè può significare la possibilità di "smilitarizzare" * un territorio sottratto per troppi anni alle collettività locali da un progetto che aveva anche dei buoni presupposti, ma ampiamente fallito da tutti i punti di vista, quello della tutela ambientale in primis.
La gestione dovrebbe passare ad una associazione di pescatori il cui nucleo forte è fatto da guide ed istruttori professionisti che accompagnano a pesca i turisti paganti o insegnano a pescare a mosca.
Confidiamo che gli eventuali nuovi gestori vogliano addivenire ad un accordo con noi navigatori.
Personalmente il mio obiettivo non è eliminare il no kill, non mi interessa, ognuno si diverte come vuole, ma riappropriarmi di un mio diritto, contemperandolo con quello degli altri. Abbiamo attivato un percorso per i contratti di fiume, quello è il contesto in cui appianare TUTTE le divergenze e le controversie in corso., se c'è buona volontà e serietà.
Se invece dell'accordo si vorrĂ  proseguire nella linea del muro contro muro, per i futuri ipotetici nuovi gestori la vedo molto dura, a partire dall'affidamento della gestione del no kill.
Uomo avvisato....
Saluti
a.m.


 


* ( il termine è forte, ancorchè virgolettato, ma il giorno del big jump dalla parte di legambiente c'erano le pistole della polizia)

Enrico Izzi

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L’obiettivo caro Armando è  anche, come prospettato da Davide,  quello di creare un gruppo di lavoro affiatato a livello nazionale, autoformarci per essere in grado di affrontare  le criticitĂ  al meglio,  sensibilizzare tutta la comunitĂ  canoistica,  trovare alleanze e canali per coinvolgere l’opinione pubblica quando serve, essere riconosciuti e partecipare ai tavoli senza restarne esclusi come è  successo per la legge regionale Umbra. Staremo a vedere se, con un po’ d’impegno, arriva anche qualche risultato.   
Sarebbe una bella cosa.
Bye.

Luciano Bovo

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Tanto per dirne una sul No Kills , anche l'Adige ha i cartelli esposti, ma vedo pescatori che tranquillamente pescano lungo gli argini,  corsi di canoa e canoisti che vanno dove vogliono...ma in Umbria si son proprio presi gran male!Ma un bel shaker con 4 cubetti di ghiaccio e 2 bottiglie di Valium , poi agitato bene se lo buttano giĂą penso che per un bel periodo....stanno caaaaaaaaalmi.  ;)

Enrico Izzi

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Di quei cartelli ne abbiamo contati sessantasette (s. e.) in circa  in circa sette km lungo strada e ce ne sono altri sugli argini.

Davide Sandini

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Si tratta di una nota di Legambiente Umbria del 2007 all'Assessore regionale alla sanitĂ  che in allegato inviava anche una relazione di una ricercatrice dell'UniversitĂ  di Perugia, socia di Legambiente per la quale gestisce diverse attivitĂ .

Come si capisce che la signora non ha mai visto un fiume da dentro,, arriva a scrivere che le variazioni di livello portano a danneggiare la fauna. Probabilmente è all'oscuro del fatto che le piene e le variazioni di flusso sono aspetti naturali e ineliminabili dei corsi d'acqua, e la fauna presente si è evoluta per milioni di anni proprio insieme a tali variazioni.
Innaturale è invece "piallare" le piene come fa la diga sul Corno per portare l'acqua ( e la microfauna, e le uova di trote) al lago di Piediluco.

Tra l'altro devo avere uno studio in cui si scrive l'esatto contrario di quello che dice la signora. Lasciatemi un po' che lo cerco.

Riferendomi ad un messaggio precedente, non è stato possibile avere copia della ricerca "scientifica" che avrebbe legittimato i divieti in trentino. Trattasi di documento di proprietà della Provincia e non è pubblico. Neanche in corea del nord ti fanno discorsi del genere.

Davide
.. mi disse che era l'impresa piĂą stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"