Autore Topic: Corso per Istruttore di Canoa Area Acquaviva UISP  (Letto 8976 volte)

Settembre 27, 2010, 02:34:40 pm
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Claudio Lo Giudice

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Onda Blu Canoa & Rafting Associazione Sportiva Dilettantistica
Centro Nazionale di Formazione Area Acquaviva UISP
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CORSO PER ISTRUTTORI DI BASE DI CANOA E KAYAK + SPECIALIZZAZIONE NATURALISTICA
dell' Area Acquaviva/UISP

Il corso prevede 32 ore di formazione di cui 8 di formazione on-line, più altre 8 ore per chi fosse interessato alla specializzazione naturalistica, si svolgerà nei giorni 22/23/24 e 25 ottobre (per specializzazione naturalistica), sul fiume Ticino.
La base d'appoggio sarà il Centro Parco Geraci di Motta Visconti (MI).
L’istruttore di base di canoa e kayak si occupa dell’ambientamento e dell’avvicinamento alla canoa e alla pratica del kayak in acque ferme.
Si tratta di una figura cruciale nell’ambito della formazione, in quanto è colui che, realizzando il “battesimo” canoistico delle nuove leve, deve avere la capacità di invogliare e far appassionare alla canoa le persone che si avvicinano per la prima volta a questo sport; dovrà avere dunque una spiccata capacità comunicativa, oltre che una adeguata preparazione tecnica. La specializzazione naturalistica fornisce le nozioni di base per poter effettuare escursioni naturalistiche in canoa.
Il corso ha l'obiettivo di trasmettere queste indispensabili nozioni e capacità, a chi risulterà idoneo, dopo l'esame finale, verrà rilasciato il brevetto di Istruttore di base di canoa e kayak UISP, a chi effettuerà anche il quarto giorno di corso verrà rilasciata la specializzazione naturalistica.
Per chi fosse già in possesso della qualifica d'istruttore di canoa UISP, sarà possibile effettuare solo la quarta giornata per acquisire la specializzazione naturalistica.

Prerequisiti:
essere maggiorenni,
saper nuotare,
conoscere le terminologie relative al kayak, alle sue parti e all'attrezzatura di base;
saper condurre un kayak in acqua ferma,
conoscere le principali manovre di spostamento (avanti, indietro, e laterale) e di equilibrio (appoggio alto e basso).
Sapere eseguire l'eskimo in acqua piatta.


Per adesioni e maggiori informazioni potete contattare Claudio tel. 3478298027
o consultare il sito www.corsidicanoa.it

Settembre 27, 2010, 05:46:27 pm
Risposta #1

maurizio bernasconi

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Mi scuso in anticipo con gli amici che dentro Onda Blu sanno in effetti pagaiare, però...
Questa informativa appare casualmente subito dopo l'accorato grido di Ettore Ivaldi. Cosa dice Ivaldi? (Più o meno, per come ho capito io, dice...) I veri Maestri, i veri professionisti non vengono utilizzati neppure al livello di squadra nazionale italiana agonistica. Si preferisce far correrre i brocchi, quelli che accetteranno qualunque condizione e dei quali è possibile sbarazzarsi facilmente. Tanto, si sa, l'atleta che va forte, va forte comunque; anche senza tecnico, senza massaggiatore e osteopata. Magari gli si spezzerà la schiena, ma nel frattempo vincerà lo stesso, forse. Mi permetto di aggiungere qualcosa. Il brocco ideale e perfetto potrebbe essere anche quel tantino distratto da non alzare future obiezioni il giorno che si decidesse putacaso di partecipare a un'Olimpiade o a qualche mangiata di dirigenti federali con un certo numero di parenti o conoscenti al seguito, ma questa lo ammetto è soltanto una mia gratuita maligna ipotesi.
E a livello di base cosa si fa? Si creano degli pseudo/istruttori, gente alla quale è richiesto semplicemente di saper fare un giretto in acqua piatta ed esibire una certa simpatica parlantina (per invogliare) e 32 ore per diventare maestro: un affare. In otto ore verranno informati circa le principali dieci o docici scienze naturali del caso e sarà fatta, un bel sorriso però è indispensabile!
Dove mai incontreremo dunque un vero Maestro di Canoa? Trovare il nostro Maestro nella vita deve forse essere difficile, può darsi, ma stiamo esagerando. Siamo quasi al punto di abbatterli a vista i Maestri!
Corsi professionali in Italia, realizzati con finanziamenti europei o simile, se ne istituiscono a bizzeffe, di canoa e altro. Apposite società miste pubblico/privato non si occupano che di questo. Io stesso ho ottenuto anni fa un diploma di accompagnatore naturalistico della Regione Piemonte con corso di 300 ore. Inutile dire che dopo il diploma nessuno s preoccupò mai di cercarmi un lavoro in quel campo, è scontato.
La sola ragione d'essere evidente di tali corsi è la spartizione di ottimamente remunerate ore di lezione da parte dei docenti oppure l'ottenimento di finanziamenti per l'ente organizzatore.
I mali dell'Italia non serve cercarli lontano, ce li abbiamo addosso ogni giorno.
Nel frattempo, chi incontrasse un Maestro me lo faccia sapere perché vedo in giro tanti che pagaiano come cani col Parkinson, e molti di loro si fregiano di titoli accademici a bizzeffe.

Settembre 27, 2010, 06:25:13 pm
Risposta #2

maurizio bernasconi

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Mi spiacerebbe aver forzato eccessivamente il discorso di Ettore Ivaldi, spero che avrà lui stesso la pazienza di correggermi al caso. Per chi non avesse seguito l'origine di questa polemica ricordo che è nata dal fatto che gli ex campioni mondiali e olimpici (M. Previde Massara, C. Mercati, V. Panato, P.P. Ferrazzi) e molti altri ex campioni di levatura internazionale non hanno l'opportunità di svolgere il giusto ruolo tecnico ufficialmente nell'ambito della squadra nazionale. Questo comporta evidentemente la dispersione di un'enorme esperienza.
Do per scontata la buona fede e la buona volontà di tutti quelli che si impegnano all'interno delle federazioni e associazioni, ma il punto è proprio questo. Il professionismo è esattamente il contrario della buona volontà.
Insisterei anche sul fatto che il momento di primo contatto con la canoa è un momento cruciale per vari motivi, psicologici, ambientali ecc. perciò si rende opportuna un'impostazione precisa e autorevole. Insomma, in questo caso le hostes non bastano.

Settembre 28, 2010, 08:37:39 am
Risposta #3

Ettore Ivaldi

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    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
“Provo costantemente a reinventare le mie sensibilità e le mie idee. Mi piace sentirmi soddisfatto per le cose che ottengo quando ritengo di avere fatto un buon lavoro. Ma il lavoro solitario è abbastanza doloroso”. Vincent Gallo

Grazie Maurizio,

che grazia alla tua estrema sensibilità e capacità di interpretare al meglio l’urlo di un lupo solitario e di un semplice cantastorie  mi stimola a non mollare l’impresa, se pur banale, di esprimere e raccontare l’altro lato della facciata, che non è certo sorridente e promettente.  

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Settembre 28, 2010, 09:53:57 am
Risposta #4

Claudio Lo Giudice

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In linea generale sono d'accordo con Maurizio su diversi punti ma, entrando nello specifico, visto che si parla di ore altamente remunerate e di finanziamenti ricevuti credo che questo non faccia parte del mondo della canoa, sicuramente non lo è nel caso di Onda Blu, anzi, di norma è più remunerativa una discesa in gommone di 2 ore che 4 giorni di corso istruttori.
Certo il personale che partecipa a questi corsi in qualità di docente è motivato e volenteroso ma anche qualificato ed esperto.
Sono guida naturalistica del Parco del Ticino da 7 anni e ti assicuro che per fare una buona escursione naturalistica non serve essere laureati in Scienze Naturali (ai neolaureati che arrivano da noi dobbiamo fare sempre un corso specifico) è più importante avere delle nozioni principali e sopratutto conoscere profondamente il territorio in cui si opera. La formazione migliore in questo senso l'ho avuta non dal corso di Guida organizzato dal Parco del Ticino ma dagli anziani che hanno vissuto il parco ogni giorno della loro vita.
La persona che si occupa della formazione naturalistica ha 15 anni di esperienza nel settore dell'educazione ambientale e nell'escursionismo naturalistico e le sue 8 ore di formazione sono pensate per dare i giusti strumenti per una formazione che andrà oltre le sue 8 ore ma continuerà per ognuno nel proprio territorio.

32 o 40 ore che siano di formazione sono certamente poche ma noi cerchiamo di trasmettere nel miglior modo possibile le competenze (non solo tecniche) necessarie a un istruttore di base.

Per quanto riguarda i Maestri di Canoa trovi d'accordo me e non solo all'interno della UISP, visto che i corsi di Istruttore UISP di II° livello sono tutti svolti da Maestri FICK tra cui: Francesco Salvato, Vladimiro Farina, Alessandro Mariani, Giovanni Mortin, Claudio Allevi, Mario Adolini.

So che il tuo non voleva essere una critica mirata sul nostro operato ma uno spunto di riflessione generale sulla situazione in cui si trova il nostro ambiente e non solo ma ritenevo corretto dare qualche informazione in più su un corso in cui sono impegnato da anni cercando di portare continui miglioramenti al fine di formare al meglio le persone che vi partecipano.

Settembre 28, 2010, 10:06:35 am
Risposta #5

maurizio bernasconi

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Mi permetto di insistere. Il neofita che si avvicina alla canoa viene affascinato dall'eleganza del gesto della pagaiata e qualche volta dal carisma del suo istruttore. Lo stesso vale per lo sci. Chiunque riconoscerà un maestro anche a distanza e al primo colpo d'occhio. La qualità della prima impressione crea l'aspettativa di un'esperienza altrettanto valida. Tutto questo va nella direzione della qualità.
Ma vediamo che qui si sceglie la strada diametralmente opposta e vi è un'ideologia ben precisa sotto alle iniziative come: Corso istruttore area ecc. Si dà un brevetto a degli pseudo-istruttori, li si qualifica in modo da poterli inserire in concorrenza a quelli veri, li si potrà quindi assicurare, promettendo loro dei rimborsi spese o uno stipendietto (diciamo pure una paghetta della domenica). Abbiamo creato una piccola massa di manovra. E' prevedibile però che dopo essere stati usati per una stagione o due, i migliori elementi saranno stufi di sorridere e sentiranno su loro stessi il peso della superficialità dell'esperienza proposta.
L'idea iniziale era probabilmente quella di raggiungere grandi numeri, di mettere in canoa duemila persone e invece cosa si è costruito? niente. 
Si saranno messi in moto denari pubblici, immagino parecchi, alla voce qualificazione professionale e vendute un certo numero di tesserine uisp, e questo è tutto. Sul fatto che il businness non sia in mano a Onda Blu è fuori questione... ma usare e lasciarsi usare non ti pare Claudio che siano due facce della stessa medaglia? Se tu stesso non sei insensibile al discorso di qualità che vado facendo, taine se vuoi le logiche conseguenze.

Settembre 29, 2010, 11:16:49 am
Risposta #6

el Cimo

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ancora una volta le parole suonano come a cicli perpetui hanno già suonato....concordo con quanto detto da Maurizio Claudio ed Ettore....non sono esattamente un canoista sono un appassionato di Natura e questo mi porta a dover praticare varie discipline per poter raggiungere i più disparati luoghi che voglio raggiungere...ma in tutte le discipline la politica dei fazzoletti (in Italia ad ogni livello la tendenza e quella di occuparsi del proprio fazzoletto senza pensare che unendoli potrebbero diventare una grande coperta....) e la domanda è comune in ogni ambito:alpinismo canyoning sci alpinismo kayak escursionismo.....e la lista è infinita arriva in fondo fino alle discipline divinatorie e alle pratiche meditative che si ispirano alle antiche religioni....per mia fortuna sono sopravvissuto....ma la vita è dura....oltre a scontrarti con i tui stessi "simili" devi lottare con un esercito di burocrati mercenari e moralizzatori che come esorcisti nel completo ignorare la tua realtà pongono precisi veti alla tua libertà di andare (e di fare....leggasi in canoa da soli si in canoa da soli no....diatriba che si è riproposta nel forum poco tempo fa....) quindi porti qualcuno in canyon-in Montagna a fare un giro in Laguna Nord o peggio a piedi a vedere la risorgiva nel bosco in pianura? ne sei responsabile.....normale no? no perchè nei sei responsabile anche dal punto di vista giuridico,e qui inizia il labirinto di brevetti titoli figure abilitate ecc.ecc.
di fatto però si è voluto standardizzare e definire attraverso limiti precisi la cosa  più in evoluzione e più sconfinata che ci sia LA LIBERTà....quest'anno ripetendo un canyon che avevo attrezzato dieci anni fà ho avuto la possibilità di toccare con mano in modo materiale quanto la libera interpretazione di uno stesso concetto....le mie vecchie soste "speditive" di cordino con i maillon rapid da cantiere erano ancora li poi nei pressi si trovavano quelle fatte da un altro "organo ufficiale" in acciaio zincato e super sicure che ti tolgono dai flussi d'acqua e ti permettono di scendere anche il saltino di 3m,poi quelle "commerciali" appese in posti improbabili sceniche e spettacolari perche 80 euro devo valere un attimo di adrenalina in più....di fatto vanno tutte bene sono tutte giuste ma hanno tutte fini diversi....c'è chi scende un canyon per le meraviglie geologiche ed ambientali che con un pò di sacrificio sa regalare,chi lo scende guardando l'orologio occupandosi solo della tecnica....chi inconsapevolmente pagando un professionista magari con una buona dose di adrenalina in corpo che nella propria quotidianità stenta a trovare...questo per dire che il problema non sta nel individuare chi sia il custode elittario della tecnica assoluta ma che ciò che ogni figura volontaria o professionale dovrebbe fare è dare consapevolezza a chi si avvicina al nostro modo di interpretare la Natura.
in sintesi sarebbe auspicabile vedere finalmente in Italia una grande collaborazione tra tutte le sigle per costituire una coperta sotto la quale riparare dai "bui inverni" ai quali spesso è soggetto il mondo della canoa...cristian.

Gennaio 23, 2011, 08:11:44 pm
Risposta #7

Gian Piero Russo

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stage  formativi per tecnici Area Acquaviva 
canoa kayak  base /  fluviale,    nord e centro sud
su www.acquaviva.org

Gian Piero Russo