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Sessera altissimo presto intubato

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Marco Panebianco

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Carissimi,
abbandonata la canoa negli ultimi mesi per impegni familiari piu' gradevoli e poco compatibili con l'attivita' di "rider", mi sono concesso con Cristina ed un figlio a testa negli zaini, l'esplorazione a piedi del tratto altissimo del Sessera la cui discesa inseguo ormai da piu' di un lustro. Il livello ideale infatti del tratto di fiume dalla Casa dei Pescatori, sul primo ponte che si incontra venendo giu' a sinistra dalla Bocchetta Sessera poco dopo la localita' sciistica di Bielmonte, fino al lago artificiale delle Mischie, e' quando il Sessera si presenta in piena sostanziale sotto il ponte di Serravalle Sesia alla confluenza con il Sesia. Purtroppo, se la prossima primavera non si presentera' l'occasione, non sara' piu' possibile percorrere questo tratto che mi ha sempre affascinato per la sua ubicazione in una delle valli piu' incontaminate ed amene che ho vicino casa e per i pochi canoisti che sono riusciti a percorrerlo con grosse difficolta' di recupero.
Infatti ho scoperto con mio disappunto che i lavori di messa in opera di una tubazione da 30 pollici (750 mm di diametro) sono ad un buono stato di avanzamento senza che nessuno del nostro "network" ne fosse informato o ne abbia informato. In particolare, l'acqua verra' derivata poco a monte dell'imbarco proprio in prossimita' di un bellissimo scivolo e, seguendo il suo tragitto, parte a lato della strada forestale sinistra orografica del Sessera e parte nel bosco, verra' probabilmente rilasciata dopo una centralina con turbina Pelton a valle della localita' il Baraccone dove esiste un rifugio estivo con noleggio asini. Praticamente sparira' tutta la portata normale del fiume e la riserva di pesca relativa di meta' del tratto citato precedentemente. Inutile intavolare la solita discussione sull'energia idroelettrica cosidetta "verde"; andate in Val Sessera e meditate sulla necessita' di intraprendere la scelta radicale verso l'autoproduzione locale con fotovoltaico e lo sradicamento del sistema centralizzato che ci ha reso dipendenti ed obbligati ad emigrare spopolando campagne e montagne per la fame di energia. La Signora Zegna, erede di un illuminato che ha contribuito alla preservazione della valle del Sessera ed al suo sviluppo economico anche se associato alla costruzione di due dighe che il secolo scorso erano l'unico mezzo di approvvigionamento di energia in montagna, ha pensato bene di non installare sul suo mega lanificio sito a Trivero l'equivalente di pannelli solari fotovoltaici scaricando sulla comunita' il meno oneroso investimento nell'idroelettrico.
Malgrado cio', la famiglia Zegna non si e' affidata a dei buoni progettisti e geologi che per la loro probabile arroganza e ricerca di risparmio hanno sottovalutato un cambio di pendenza della tubazione dalla strada forestale nel bosco passando attraverso una grossa frana. Anche il piu' inesperto dei miei colleghi con cui collaboro per la costruzione di oleodotti nel mondo a terra e sotto al mare avrebbe fatto errore tanto grave preferendo questa scelta ad un prolungamento del tragitto in orizzontale a monte della strada maggiormente difendibile per poi prendere la pendenza decisiva con pozzo piezometrico e condotta forzata per arrivare in centrale. Quindi, come si e' verificato l'interramento delle due dighe a valle a causa del normale trasporto di detriti del fiume e per le piene che ogni tanto accadono, anche questo impianto verra' distrutto dalla forza della natura, ma intanto io saro' troppo vecchio o morto per vedere di nuovo scorrere l'acqua nell'alveo e percorrerlo in canoa.
Per la descrizione del fiume, sono riuscito a vedere solo meta' del tratto a causa delle continue richieste dei figli di soste per cogliere fiori/more e delle deviazioni per "greppi" della moglie alla ricerca di funghi. Tuttavia il primo chilometro comporta appena partiti in bel salto inclinato e dopo pochi metri uno scivolone da valutarne l'arrivo parzialmente contro un sasso e l'entrata in una goletta. Qui si susseguono dei bei passaggi in curva con salti e scivoli modello Calasima con un salto finale di 5-6 metri da valutare per il catino ricettivo in fronte a parete nicchiata. Poi il fiume si calma in un piacevole 3-4 grado fino al ponte in prossimita' della localita' il Baraccone. Per la descrizione a valle chiedete a Lucio o Danielino che sono stati gli ultimi a percorrere il tratto a memoria d'uomo.

Un saluto,
Marco Panebianco

alberto bianchi

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Ciao a tutti, aggiungo purtroppo altre cattiva notizie: zitti, zitti sul San Giovanni hanno già iniziato i lavori per una captazione, mentre sull'Erno la lotta per fermare l'inizio dei lavori è ancora aperta, anche se le speranze di bloccarli sembrano poche.