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Giornate indimenticabile sul 'Adige

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Gengis

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Ciao a Tutti,
sono appena rientrato da Pescantina dove il Lung'Adige è ormai deserto,
 dopo  tre giorni  pienamente vissuti attorno all'Adige per la sua  6à Marathon.
Tre giorni  pieni  di tante emozioni, di tanti contatti , Amici vecchi e nuovi   da tutta l'Europa che si ritrovano in Pescantina
proprio per poter   stare assieme , la gioia di un abbraccio , di una stretta di mano   ripagano  per le lunghe ore passate in macchina  per raggiungere l'Adige .
Poi finalmente tutti ( 1415 )  in acqua  con tutte le imbarcazioni che navigano con l'ausilio di pagaie dalle forme  più diverse ,
ed anche una piccola soddisfazione , anche quest'anno i Turisti/Amatori battono numericamente  2 a 1 gli Agonisti .
Proprio a nome degli Amatori  un sentito ringraziamento  a Tutto lo Staff ( circa 400 volontari ), Coordinati dal Triunvirato dell'Adige Alviano Mesaroli, Bruno Panziera, Ettore Ivaldi che sono stati   LORO  pure meravigliosi come sempre.
Un ringraziamento particolare ad Erminio e Bianca  Panatto ed ha tutto lo Staff di cucina  per averci  preparato
 squisiti tortellini ,cotechino e pearà, fagioli e cipolle  , ed ottimo vino della Terradeiforti , non è da tutti preparare con ottima qualità circa 2500 pasti caldi .
A tutti un arrivederci  alla terza domenica di ottobre 2010 .





Ettore Ivaldi

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Solo questa mattina durante la mia quotidiana corsetta, mi sono reso conto che anche la VI^ edizione dell’Adigemarathon è entrata in archivio. L’ho capito per il fatto che stavo correndo, cosa che non facevo più da due settimane, visto che avevo nella testa ben altre preoccupazioni e di tempo libero neppure l’ombra.  Gli ultimi giorni, prima della  manifestazione, sono piuttosto frenetici e senza respiro, il telefonino scotta così come la tastiera del mio notebook giunto anche lui ormai ad una doverosa resa dei conti. La stessa  Vodafone spesso e volentieri  mi inviava strani e amletici  sms: le ricordiamo di rivedere il suo piano telefonico con le nuove promozioni di ottobre – le ricordiamo che la sua promozione infinity è rinnovata… noi ci rimettiamo, ma lei non va in fallimento. Quest’utimo lo hanno solo pensato non inviato!
Correre per me è sinonimo di libertà mentale, visto che i miei pensieri spiccano il volo accavallandosi uno con l’altro. Cosa che non mi succede quando pagaio perché la forza della corrente assorbe tutte le mie energie e la mente è impegnata ad ascoltare i messaggi e i segnali che arrivano dall’acqua. E allora correndo mi sono riapparse come flash mille facce, mille sorrisi, mille emozioni che non vivo nel momento preciso in cui accadono, ma che ripercorro per luce riflessa e  porto con me come un tesoro, come  un amico: in pizzeria, tra facce stravolte e stomaci vuoti, abbracciati attorno ad una pizza come trionfo di un’altra edizione finita, di un’altra edizione dei record; alla partenza tra una telefonata e una speakerata, inumiditi dagli idranti dei vigili del fuoco che tengono a bada i 300 al via; sul palco a velocizzare una premiazione che vorresti portasse la giusta e doverosa gloria ai protagonisti di giornate indimenticabili; la voglia di restare incollato sul muretto a guardare, a commentare e a salutare a gran voce tutti gli arrivi e l’impossibilità di poterlo fare per mille valide ragioni, per mille problemi da risolvere, per ritrovare un pullmino riportato a valle, per lucidare le medaglie, per dare energia ai nostri volontari con i segni evidenti di una alzata troppo forzata per un giorno di festa; la lunga corsa da Borghetto a Dolcè nella speranza, ma ormai certezza, di trovare tutti al loro posto con il sorriso pronti a ricevere quelle mille e oltre pagaie che vogliono mulinare l’acqua di un fratello Adige. Canoisti che non vedi da anni, canoisti, viceversa, che vedi puntualmente ad ogni edizione, canoisti colorati canoisti contenti, canoisti bagnati, canoisti nuovi che conosci, futuri canoisti grazie al colore e all’energia di una giornata mitica che rimane, o che è tale, proprio per l’assenza di istituzioni che per la loro stessa funzione avrebbero il dovere di essere partecipi e presenti.
La solita madonnina ricca di fiori mi saluta e mi dice che la corsa oggi è finita, entro in casa, mi lavo, oggi torno a pagaiare con i piccoli del Club e non ho tempo e possibilità di pensare, ma ormai non mi serve più il gioco  è fatto! Ho energia e forza per lavorare un altro anno duramente fino alla terza domenica di ottobre del 2010 dove mi ricaricherò e dove cercherò di vivere e assorbire ogni pagaiata di tutti coloro che animeranno quell’edizione. 

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Panz

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Ettore,
hai descritto molto bene cio' che la Terra dei Forti sa trasmetterci anno dopo anno.

Ogni anno andando verso Borghetto in zona di partenza mi chiedo se sono veramente pronto per la gara. Cosa che mi accade spesso prima di una gara. Pero' alla Terra dei Forti tutto è diverso. Sarà perchè è la "nostra" gara, sarà perchè giochiamo in casa, sarà perchè ho sempre in mente quel giorno con mio papà in cui, davanti al calendario della Giovane Montagna in camera mia, abbiamo deciso di fare la prima edizione il 24 di ottobre (era il 2004!!). Sarà perchè mi sento "famigliarmente" coinvolto. Sarà per tutti questi motivi, ma ogni anno alla Terra dei Forti mi dico che l'importante è esserci. Indipendentemente dalla condizione fisica in cui mi ritrovo, indipendentemente dalla preparazione svolta. L'importante è esserci, per far continuare il sogno. L'importante è esserci, per faticare a lungo come fanno i numerosi volontari dei nostri Canoa Club Verona e Pescantina. E per rappresentarli tutti, da chi è coinvolto tutto l'anno a chi lavora solo qualche ora.
Poi durante la discesa hai tempo per pensare tra una pagaiata e l'altra a questa avventura iniziata nel 2004 e ancora viva oggi...un'avventura che non sappiamo bene dove ci porterà ma certamente ci ha già datao tanto.
E come dici tu ti rendi conto solo nei giorni successivi a quanto vissuto in quella domenica, a quanti amici hai incontrato, amici che per un giorno condividono tutti lo stesso fiume, la stessa fatica, le stesse emozioni.

Io non so se la Maratona rappresenti tutto cio' anche per chi viene da fuori, ma lo spero vivamente. Spero che la Maratona possa essere la nostra festa annuale della canoa, non solo discesa e turistica ma spero sempre piu' anche slalom e olimpica. La festa della canoa italiana e non solo!

24 OTTOBRE 2004 - 24 OTTOBRE 2009, BUON COMPLEANNO TERRA DEI FORTI!!!!!

Luca
Ultima modifica: Ottobre 24, 2009, 06:24:19 pm da Panz

Ettore Ivaldi

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Il mio amico Maurizio Tognacci l’altra sera mi ha tenuto sveglio a lungo, lui non lo sa o meglio lo scoprirà quando aprirà la sua posta elettronica carica di foto dell’Adigemarathon. Me lo immagino che lancia improperi verso quel “cagnaccio di Ivaldi”  come, da buon emiliano, mi chiama da tempo. La ragione è semplice ed è fatta di tanti  mega bite che stanno succhiando memoria ram al suo strumento informatico. Eppure la sua impresa è stata documentata a lungo e con puntiglio dai nostri 4 fotografi ufficiali. Sarà però  contento quando, dopo qualche settimana, si vedrà recapitare sul suo computer fatica, sudore, sofferenza e giusta gloria finale. Le fotografie diventano spunto per raccontare momenti vissuti alla grande e per non dimenticare magiche emozioni. Con il suo compagno rivivrà le fatiche e le lotte  con avversari, onde, e lunghi piattumi che ti succhiano anche il sangue. La bocca impastata, lo sguardo attento e tirato. Su quel K2 modificato per il fiume – non male l’idea di piazzarci in punta un pezzo di una canoa da discesa per frangere onde e ritorni d’acqua – con il cappello da lanciatore di baseball girato con la visiera dietro - pronto a sferrare la battuta per eliminare l’ultimo “bastardo” Yankee. Eppure lui con le stelle e strisce ci è andato a nozze e se la memoria non mi tradisce deve aver anche gareggiato per qualche anno sotto quella bandiera. Nel 2005 era il tecnico USA per gli junior e aveva accompagnato i ragazzi americani al mondiale in Val di Sole, lo ricordo bene, come ricordo bene quel mondiale dove scoprii con grande sorpresa di essere in grado di tradurre alla lettera il tedesco parlato dell’allora presidente ICF Ulrich Feldhoff ! Eppure non l’ho mai digerita la lingua dei teutonici, ma i discorsi di commiato dei politici sono sempre gli stessi: tante belle intenzioni, tante promesse e pochi fatti, saluti e baci e tutti a casa a mandare avanti la baracca nello stesso identico modo.
Il  buon Maurizio, che pagaia spinto da una infinita passione, pari forse solo a quella di Andrea Giacoppo, quest’ultimo  di solo qualche anno più giovane e dalla chioma più consistente, è un esempio di costanza con un serbatoio infinito di energia. Lui, Tognacci, è presidente del Canoa Club Rimini e per molti anni ha fatto coppia con un grande personaggio che i “piedi per terra” li ha tenuti  per poco tempo Giulio Rodorigo: pilota di caccia e grande narratore di  racconti dipinti tra aria e acqua, le sue due magiche passioni. I due hanno fondato 25 anni fa il sodalizio sul mare portando un po’ di acqua dolce nella cittadina più salata per antonomasia, conosciuta nel mondo per le spiagge e per le discoteche perdi sonno.
Con Maurizio abbiamo avuto un chiarimento profondo nella primavera del 2005 sul fiume Enza, quando lui mi era stato proposto come collaboratore tecnico nella lunga trasferta di Coppa del Mondo in terra d’Irlanda e Inghilterra. Sostanzialmente nella nostra visione diversa di ruoli non vedevo di buon occhio la sua richiesta di poter comunque proseguire nei suoi allenamenti quotidiani anche al seguito della nazionale. Il chiarimento fu fatto: lui rispettò la mia decisione e credo che da quel momento ci sia sempre stato  fra noi un reciproco e sacro rispetto. Ammiro ed elogio il pagaiatore  di  Rimini per la passione, la costanza, la dedizione e la voglia di misurarsi ancora con il cronometro a 53 anni suonati. La canoa gli deve molto non fosse altro per  quel sorriso che sempre illumina il suo volto anche nei momenti più critici della competizione.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi