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Per discendere i fiumi bisogna frequentare dei corsi di canoa tenuti da personale qualificato. La sicurezza prima di tutto! :o

Canoe da torrente testate da Michele Ramazza

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michele ramazza

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Dopo anni di richieste di opinioni su canoe da torrente ho deciso di pubblicarle su internet.
All'interno del sito http://micheleramazza.com troverete una sezione dedicata alle canoe da torrente del momento con giudizi sulle caratteristiche specifice e un breve commento sui pregi, difetti e possibile utilizzo.
Tutto ciò che è pubblicato è da considerarsi opinione personale derivata da sensazioni trasmesse direttamente da ogni imbarcazione dopo un adeguato momento di prova.

Michele Ramazza
 

stefano caprile CCN

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Bel sito, Michele.
Utili le indicazioni sulle barche.
Solo una domanda: non riesco ad aprire la sezione video. Manca qualche codec al mio PC? In che formato sono?
Ciao,
Stefano CCN

Dani Ckfiumi

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Michele puoi dirci da dove hai preso il range di peso  che hai inserito per la Habitat  ?

Vedo sul sito della ws che la  74 viene consigliata per pagaiatori  tra i  45 ed i 90 Kg  (range alquanto ampio)
mentre tu la consigli dai 65 Kg agli 80 Kg  (credo sia più corretto) ....

per chi come me sta sui 55Kg  pesare min 45 o min 65 Kg ...  fa un' enorme differenza!
(soprattutto perchè non ho intenzione di mangiarmi 10Kg di ciambelle alla crema solo per provare  una canoa   ;D  )

E' fuori dubbio che spesso i siti dei produttori abbiano delle misure alquanto bizzarre ed  anche la conversione libbre-Kg non risolve i dubbi.
I range consigliati  non dovrebbero essere un dettaglio: una canoa sovradimensionata è un incubo da manovrare (almeno per me comune mortale).
What if you knew everything you did online was being watched, followed, stored and sorted by sophisticated algorithms that were profiling you in real-time. Would it change how you behave? ..
Brave New World. Use https://brave.com Luke !

Mauro.

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Solo una domanda: non riesco ad aprire la sezione video. Manca qualche codec al mio PC? In che formato sono?
non ho avuto problemi con i video; se ti può aiutare stefano da quel che ho potuto vedere adobe flash player, i video sono da/su youtube a parte l'ultimo wmv (windows media video) forse serve windows media player.
http://www.youtube.com/user/micheleramazza
http://www.youtube.com/user/TevaVideos

ciao
- Tempus Fugit , Carpe Diem -

maurizio.beccafichi

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Bene Michele, valutazioni sintetiche ma appropriate, chiare e largamente  condivisibili (almeno per le barche che conosco e che sono la maggioranza). Ho qualche perplessità sui giudizi (forse severi) sulla Solo della Fluid.
Tutti sanno che sei un canoista "di punta" e quindi sponsorizzato ragion per cui ti ricordo di matenere sempre l'indipendenza.
Saluti
Maurizio Beccafichi

maurizio.beccafichi

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Ahh! Dimenticavo: non sarebbe il caso di aggiungere nelle valutazioni la colonna "robustezza" ? In considerazione delle frequenti rotture di quasi tutti gli scafi che non poche "frizioni" hanno creato tra canoisti e produttori-rivenditori mi sembrerebbe opportuno, o no?
Salut.
Maurizio Beccafichi
Ultima modifica: Settembre 22, 2009, 08:00:51 pm da Daniela Mariaschi

Marco Panebianco

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Maurizio,
come mi spiegava Corran in Norvegia quando mi ha descritto i dettagli progettuali della Mafia e Critical Mass nel 2005, soprattutto la scelta di proporre una punta filante e non a boa, mi disse che le canoe sono fatte per andare nell'acqua e non sulle pietre: direi abbastanza logico. Sono in plastica, ma non progettate per urti molto forti, quindi il puntone non deve servire da paraurti per scendere a mestiere sui sassi e nei fossi. Purtroppo quando non c'e' acqua bisognerebbe rinunciare a fare il fiume visto che la possibilita' di trovare un fiume secco dopo chilometri adesso e' evitata da CKfiumi e idrometri online.
Naturalmente non sto parlando di te visto che sei cresciuto sul Nera e pennelli le roccie anche con un rivolo d'acqua. Chapeau!
Altro mito da sfatare e' che il polietilene sia piu' o meno buono. Secondo l'autorevole parere del maggior produttore di canoe italiano, Diego Zanga, che posso confermare dal punto di vista meccanico, le rotture non da urti importanti si determinano per concentrazioni di sforzi dovuti a microurti o continue flessioni in punti dove il disegno della canoa comporta il loro accumularsi come pieghe, incavi, spigoli, inserti di viti, cambio di rigidita', ecc, e la fragilita' indotta al materiale per un raffreddamento veloce del polietilene in quel punto. Si sono riscontrate rotture in alcuni modelli di canoa e marche che prima non avvenivano e viceversa a causa del design diverso ed aumento del volume di produzione, che determina quindi minori tempi di raffreddamento. Si potrebbe tentare un'analisi agli elementi finiti nei punti in cui si riscontrano le rotture per migliorarne la curvatura, lo sbavo, la cava, come si fa in meccanica, ma sulla plastica e le canoe non so se sarebbe facile e giustificabile visto che non ho esperienza in merito basandomi su pochi concetti confusi sudati al Politecnico di Milano.

Un saluto,
Marco Panebianco



Ahh! Dimenticavo: non sarebbe il caso di aggiungere nelle valutazioni la colonna "robustezza" ? In considerazione delle frequenti rotture di quasi tutti gli scafi che non poche "frizioni" hanno creato tra canoisti e produttori-rivenditori mi sembrerebbe opportuno, o no?
Salut.
Maurizio Beccafichi

Patrik Consalvo

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La qualità e la "densità" della plastica....il problema delle rotture è legato a molto a questi aspetti.
Le canoe sono fatte per l'acqua....ma perchè quelle che custodiamo gelosamente nei box prodotte qualche anno fa hanno resistito e resistono ancora nel tempo alle "rotture" ?
Sarà perchè prima c'era più acqua sui fiumi ;o))))))
Salut
patrik

Patrik
HSK

Davide Sandini

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le rotture non da urti importanti si determinano per concentrazioni di sforzi dovuti a microurti o continue flessioni in punti dove il disegno della canoa comporta il loro accumularsi come pieghe, incavi, spigoli, inserti di viti, cambio di rigidita', ecc,
Concordo, aggiungendo uno dei punti di innesco delle rotture sono proprio i graffi , sia esterni dovuti alle pietre, che interni :usura da strofinìo, operazioni maldestre di manutenzione ( ho un caso da manuale in una mia barca).
Inoltre negli ultimi anni è aumentata di molto la frequentazione di passaggi difficili, e questo sottopone di sicuro le barche a sforzi che le loro sorelle di dieci anni fa neanche si sognavano.
Non so se sia aumentata anche la capacità dei costruttori di "programmare" in un certo modo la durata media degli scafi, di certo se una tale possibilità è disponibile tecnicamente, essa è certamente già in uso.

Davide
.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

michele ramazza

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Non ho voluto inserire la colonna robustezza volontariamente.
Dalla mia esperienza vi posso dire che tutte le canoe si rompono allo stesso modo. Qua a Voss ho visto ogni sorta di canoa frantumata, dagger, wave sport, liquidlogic, riot, bliss stick. Qualche volta era solo un taglietto, altre la punta della canoa piegata a metà, altre lo scafo completamente spaccato in due pezzi di uguale grandezza. Sono pezzi di plastica, che come detto, dopo una serie di microfratture dovute all'usura tendono a diventare deboli.
E' chiaro che più si pagaia duro più il rischio aumenta. Più puntate si danno più si rischia di rompere.

Ciò che consiglio:
- cercate di condurre la barca lontano dai sassi
- tenetela lontano dagli UV.
- Se una canoa si rompe non fatene un dramma, imparate a ripararla. (dagger, bliss stick, wave sport, liquidlogic, riot, dragorossi, si possono ripare con solamente con il phon industriale o decapatore termico)
- Non fatevi condizionare sulla scelta della canoa in base a consigli sul materiale.
 
 

maurizio bernasconi

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Però un'eccezione mi sembra il caso di menzionarla. Ho utilizzato per decenni canoe Prijon in polietilene con uso intensivo e plurigiornaliero di scuola sempre su torrente e non ricordo di averne mai rotta una. Tuttora queste canoe gironzolano per laghi e mari intatte. Persino le bellissime Invader leggere (una decina di chili veri!, esisteva anche una versione bianca e leggera della Tyfun) non si rompevano mai. Come sia possibile che le altre canoe abbiano potuto diventare due volte più corte e ancora più pesanti in quarant'anni di evoluzione tecnologica mi sembra un mistero. Ho verificato che la canoa leggera si rompe meno perché il colpo arriva con minore massa inerziale. Scendevo con canoe di kevkar e carbonio di dieci chili ed era quasi impossibile romperle. Sono stati prodotti anche in Italia dei prototipi di carbonio e epossidica di sei chili completamente infrangibili (costosi, daccordo). La verità è che il polietilene è un materiale vecchio e pesante, roba per taniche, l'unico suo pregio dovrebbe essere proprio il fatto che non si deve rompere. Ma la qualità commerciale sta probabilmente nel suo bassissimo costo di produzione. Non credo che i consulenti di Prijon siano degli stupidi. I modelli sono moltissimi. Come mai non vanno mai di moda queste canoe? La maggior parte dei canoisti neppure le prova e preferisce le americanate che vede usare dalla maggioranza. Credo che la leggerezza della canoa sia la condizione fondamentale per imparare a pagaiare bene e soprattutto per divertirsi, specialmente per persone molto leggere (non parliamo dei [rari] trasbordi). Mau

stefano caprile CCN

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Non so se sia aumentata anche la capacità dei costruttori di "programmare" in un certo modo la durata media degli scafi, di certo se una tale possibilità è disponibile tecnicamente, essa è certamente già in uso.

Sospetto fortemente che tu abbia ragione, Davide. Come diceva Maurizio, le prime canoe in polietilene erano indistruttibili. E non veniamo a raccontarci che ciò è dovuto ai passaggi meno difficili. Un Taifun slalom pieno d'acqua peserà almeno 300 Kg, e io so quante volte si è fatto le rapide in quelle condizioni mentre io lo seguivo a nuoto. E' stato 20 anni alla luce, perchè non possedevo un garage, ed ora la persona a cui l'ho venduto se lo sta usando tranquilla mente al lago.
Per contro il mio attuale kayak da creek (di cui non dirò il produttore), è andato bene per 3 anni, poi è apparsa una cricca sul fondo. Riparata, ha fatto ancora un anno, ed ora sono apparse 3 cricche in un anno. Sembra proprio che il "vecchio" polietilene durasse troppo, quindi i costruttori ne hanno studiato uno a tempo, che dopo 3/4 anni va a pezzi ed assicura così il rinnovo del mercato.
Sono maligno a pensarla così?
Ma è l'evidenza dei fatti!
E non c'entra la luce. Mentre il mio vecchio Taifun se ne stava all'aperto, questa ha un buio garage dove aspettare il prossimo fiume!
Stefano CCN

Frederik Beccaro

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i più sanno che il sistema di produzione Prion e Eskimo è totalmente differente.
E' un sistema ad iniezione che presenta una tecnologia molto più costosa ma con una maggior resa dal punto di vista della resistenza meccanica.
Semplificando il sistema Prion è per "soffiaggio" ed in pochi minuti si riesce a produrre una canoa resistente e leggera.
Questo sistema ha il difetto oltre ad essere caro nei piccoli numeri, di non permettere il design di certe linee "troppo aggressive" tipiche delle barche moderne come squadre, sottosquadre etc. 
Il polietiliene rotazionale per contro permette una gestione più economica nei piccoli numeri e la possibilità di ottenere pressoché tutte le linee desiderate. 
Concludendo le barche Prion ed Eskimo avranno sempre un materiale più performante ma saranno purtroppo un po più carenti dal punto di vista della resa in acqua.
Aggiungo che 15-20 anni fa la scelta della barca era limitata a pochi scafi sostanzialmente simili (tifun slalom, Dancer etc) Negli ultimi 15 anni le case costruttrici sono esplose come numero e come proposte e la tendenza è quella di cambiare (o far cambiare le barche spesso).
Con questi limiti tecnici i tedeschi sono un po penalizzati, hanno il vantaggio, quando azzeccano la barca di riuscire a darle lunga vita.
Non possiamo negare che forse la miglior canoa di tutti i tempi (intesa come idea rivoluzionaria, longevità dello scafo, tuttora semi attuale) è stata la mitica topolino. Gattino, Tifun, Hurricane, e Bitopo sono stati altri successi, come detto concepiti in altri tempi.



Davide Sandini

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Tralasciando il polietilene, mi sono letto la tesi di laurea di Michele.
Sarei un bugiardo se dicessi che ho capito qualcosa, ma mi sono letto bene le conclusioni, come faccio in questi casi.
Quindi il buco è un problema modellizabile in due dimensioni ( ho capito bene?)
Questo non vuole dire che i buchi reali nei fiumi non siano influenzati anche da quello che succede ai loro lati, ma solo che un buco teorico in un fiume larghissimo viene definito solo dalla sezione..
Ok, quando cominciamo a fare qualche prova?
A parte gli scherzi, complimenti per il sito, hai intenzione di tetare anche altre barche/materiali?

ciao
Davide

.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
R. L. Stevenson, "Viaggio in canoa"

Patrik Consalvo

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Signori,
almeno "tra noi" non prendiamoci in giro !!!
I kayak costruiti recentemente dalle diverse ditte del settore, sono "strutturati" per avere vita limitata.
Diversamente, avrebbero chiuso i battenti da tempo.
Domanda-offerta....è l'uomo campa...male ma campa !

P.s.: Michele nella tabella credo sia opportuno inserire il prezzo di listino .
Patrik
HSK