Autore Topic: Corsi Rescue 3 International in Italia  (Letto 4472 volte)

Marzo 29, 2009, 03:25:13 pm
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Giovanni Dall Oglio

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Come noto la sicurezza  e l'apprendimento delle relative tecniche di salvamento per un praticante gli sport fluviali è elemento  indispensabile  che deve crescere di pari passo con la maestria nell’uso della pagaia e l’abilità di percorrere rapide sempre più tecniche ed impegnative..
Ma così come avviene per la sicurezza in altre discipline sportive, e come in generale  è regolamentata  la sicurezza nel mondo del lavoro, la materia non può essere trattata con improvvisazioni e personalismi.
Le regole, le leggi,  affinchè siano efficaci, devono essere condivise  nella consapevolezza  che diventino davvero uno strumento efficace a vantaggio della collettività e a tutela dei singoli cittadini. Compito questo dello Stato e sancito nella Costituzione.

La creazione di standard di riferimento sulla gestione della sicurezza da condividere a livello internazionale è un obiettivo assai lontano perchè il valore della vita umana non è lo stesso nei vari paesi. Si pensi ad esempio all'assenza totale  di regole di tutela dei lavoratori nel Sud del Mondo.
Tuttavia in alcuni settori si sono fatti notevoli passi avanti per sviluppare degli standard di riferimento efficaci cui adeguarsi in modo uniforme nei vari paesi.
Tanto per fare un esempio si pensi allo standard delle tecniche di sostegno delle funzioni vitali e di rianimazione in ambito extraospedaliero. Procedure quali il BLS-D ( Basic Life Support - early Defibrillation) o il PTC  (Pre-hospital Trauma Care) , pratici riferimenti da diffondere il più possibile  tra il personale sanitario e laico perchè riconosciuti quali strumenti indispensabili per far crescere la sicurezza dei cittadini che subiscono un emergenza cardiologica, un trauma grave  o eventi nefasti di altra natura in cui il fattore tempo è talmente cruciale da imporre un coinvolgimento attivo da parte della collettività.

Anche nell'ambito della sicurezza degli sport fluviali sappiamo bene quanto la sicurezza di un gruppo si fonda sulla preparazione atletica e tecnica degli stessi, ma moltissimo sull'affiatamento e possibilità di affidarsi all’altro all’interno del gruppo. Gli incidenti subiti o quelli cui si è assistito, in qualità di soccorritore o di semplice testimone, hanno nella loro drammaticità la potenzialità di far sviluppare competenze ed esperienze che in altro modo non potrebbero mai strutturarsi. 
Per questo è importante che vengano registrati e analizzati a posteriori con franchezza e onestà e che determinati scenari vengano poi simulati al fine di sviluppare nuove soluzioni da adottare in futuro in simili condizioni.
Una persona che si assume  la responsabilità di condurre un gruppo o anche un singolo canoista in un fiume, o di insegnare l'arte di andare sull'acqua mossa, deve essere cosciente che l’improvvisazione può essere assai pericolosa e che la figura dell’istruttore, maestro o guida che sia, si struttura solo attraverso delle tappe che richiedono tempo, passione, dedizione e senso di responsabilità.

Per la sicurezza fluviale e alluvionale senza ogni ombra di dubbio il paese che più di ogni altro ha investito risorse e sviluppato linee guida e codici di riferimento efficaci  sono gli USA. Un paese in cui il cittadino che si mette a disposizione per svolgere un iter formativo serio per diventare soccoritore volontario viene poi riconosciuto dallo Stato e strutturato con pari dignità a fianco dei soccorritori professionisti, i Vigili del Fuoco, seguendo quello che in Nord America, Canada incluso, è lo standard NFPA (National Fire Protection Association) n. 1670 specifico per il soccorso in acqua..
Uno standard che viene assolutamente soddisfatto dai tecnici del soccorso brevettati dalla Rescue 3 International, la più importante organizzazione per soccorso fluviale e alluvionale esistente al Mondo e che negli ultimi vent’anni  è riuscita ad espendersi  dagli USA in molti altri paesi : Canada, Svizzera, Inghilterra, Zaire, Zimbabwe, Australia, Costa Rica, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia, Nepal, e tra poco diventerà lo standard di riferimento a livello europeo.

Chi ha partecipato nell’ottobre del 2006 a Papigno ( Terni), al Wild Water World  e al relativo convegno sulla sicurezza in acqua  ha potuto constatare l’esigenza emersa nella discussione di dover far crescre qualcosa di nuovo e più strutturato nel nostro paese anche nell'ottica di investire risorse nel settore del volontariato cui dare poi la giusta dignità e riconoscimento così come già è avvenuto nel settore del soccorso in montagna ma questo in un ottica di condivisone, di sinergia  non di competizione.
L’incremento poi  di eventi alluvionali negli ultimi anni impongono che questo avvenga presto e bene.

Da qui è nata l'esigenza di espandere in Italia lo standard Rescue 3 International anche al di fuori del settore del soccorso fluviale e questo tramite un aumento del numero degli istruttori  disponibili.
Da aprile scorso a Davide Alemanni, istruttore e prestigioso promotore fin dal 1999 dello standard Rescue 3 in Italia, si sono affiancati altri sei nuovi istruttori: Umberto Galli, Giovanni Lancellotti, Vincenzo Minenna, Pietro Geraci, Paolo Formichetti ed il sottoscritto cui è stato affidato l'incario di agente Rescue 3 International per l'Italia.
Il corso di abilitazione per i nuovi istruttori è stato svolto da Walter Bucher, responsabile della Rescue 3 International per il Canada.

La filosofia dei corsi Rescue 3 è quella della semplicità ed efficacia in modo che le tecniche possano essere adattate in diversi contesti ambientali e quindi condivisibili sia da personale professionale che da volontari o semplici praticanti gli sport fluviali.
Il segreto del sistema Rescue 3 è quello di portare  i soccorritori a comunicare usando lo stesso linguaggio, gli stessi sistemi di valutazione e di scelta delle priorità.

Esistono diversi tipi di corsi Rescue 3 International:

1-Awareness (Consapevolezza)
Corso destinato a diffondere nelle aree a rischio idrogeologico le conoscenze di base del soccorso in acqua e le norme di autoprotezione. Insegnare a tutti coloro che hanno un ruolo istituzionale nella tutela delle persone a loro affidate e in generale per  la sicurezza dei cittadini, (presidi d’istituti scolastici, incaricati per la sicurezza di ospedali e strutture pubbliche, vigli urbani , etc.) su  come comportarsi davanti ad uno scenario alluvionale e di soccorso in acqua. Dal riconoscimento dei pericoli alla chiamata di soccorso e la messa in sicurezza delle persone presenti nello scenario. Queste persone esercitano ad almeno tre metri dall’acqua e quindi in una fascia protetta definita appunto “zona fredda”.
Il corso dura un giorno ma viene affiancato ad un’altra giornata nella quale affrontare scenari in cui esercitarsi ad intervenire adeguatamente.

2- Swiftwater Rescue First Responder
Il corso per soccorritori  fluviali e alluvionali di primo intervento  è un corso operativo di livello base della durata di due giorni e destinato ai Volontari della Protezione Civile e altre organizzazioni di soccorso che provengono da aree a rischio idrogeologico. Personale destinato ad operare come supporto da riva alle manovre effettuate dai tecnici veri e propri che operano invece nell’acqua. I First Responders sono autorizzati ad intervenire nell’area a rischio compresa dalla sponda  fino a tre metri sulla riva, in una fascia definta appunto “Tiepida” come potenzialità di rischio.
Il corso per operatori First Responder è da ritenersi propedeutico e utile, ma non indispensabile, per accedere al corso per Tecnici SRT-1.
Nelle due giornate di corso, 16 ore totali  tra lavoro in aula ed esercitazioni,  vengono insegnate le basi del primo intervento e dell’autoprotezione in ambiente fluviale e alluvionale.
Sono materie del corso le tecniche di  stabilizzazione da terra del pericolante in acqua e il ruolo di supporto dei First Responders alle squadre dei tecnici di soccorso.

3- SRT 1 (Swiftwater Rescue Technician 1)
Corso per Tecnici di Soccorso Fluviale e alluvionale.
E' un corso destinato al personale di soccorso dei corpi dello Stato (VVFF, Polizia Fluviale), ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa e altre organizzazioni che si occupano del settore. Altri destinatari i tecnici della Federazione Italiana Rafting, della Federazione Italiana Canoa Kayak, dell’Area Acquaviva UISP, della Federazione Italiana Canoa Turistica  e i praticanti il diporto fluviale e il kayak d’alto corso.
E’ un’evoluzione del Corso First Responder ma molto più approfondito proprio perchè trattasi di personale che acquisisce la qualifica di Tecnico ed è preparato ad operare in acqua, in quella che per intensità di rischio è definità “zona calda”..
Delle trenta ore del corso la maggior parte sono esercitazioni pratiche che si svolgono in tre giorni.
Vengono ripresi i concetti illustrati nel corso First Responder in maniera più approfondita, alcuni dei quali sono messi in pratica con una serie di prove e di scenari.
L’acquisizione della certificazione First Responder è consigliato ma non indispensabile per essere ammessi al corso SRT1.

4- SRT-ADVANCED (Swiftwater Rescue Technician Advanced)
Corso Avanzato per Tecnici di Soccorso Fluviale e Alluvionale.
E’ un corso che si svolge in tre giorni più una ricerca da effettuarsi di notte. E’ il proseguimento e l’approfondimento di quelle che sono le materia del corso SRT-1 svolte in scenari complessi e pericolosi tali da formare dei tecnici in grado di soddisfare i severi standard delle squadre speciali di soccorso  negli USA del NFPA (  National Fire Protection Association ).
La partecipazione al corso è riservata a personale tecnico già in possesso del brevetto SRT-1.

Al momento le aree di competenza dei sette istruttori presenti in Italia sono state così ripartite:
-   Valle d’Aosta e Piemonte:                      Davie Alemanni.............. www.riverrescue.it
-   Piemonte, Liguria e Lombardia:             Pietro Geraci.................. (+ 39) 338 1858621
-   Trentino Alto Adige e Veneto:               Vincenzo Minenna ......  iceraft(chiocciola)hotmail.com
-   Altre regioni d’Italia:                              Umberto Galli
                                                                              Giovanni Lancellotti
                                                                              Paolo Formihetti
                                                                              Giovanni Dall’Oglio     
                                                                               info(chiocciola)raftingmarmore.com/settore salvamento

Il prezzo del corso Rescue 3 International SRT1 è di 250,00 euro + IVA
Particolari condizioni verranno riservate ai tecnici di alcune federazioni e associazioni con cui sono in corso di stipula  protocolli d’intesa.





Marzo 29, 2009, 03:33:39 pm
Risposta #1

Giovanni Dall Oglio

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Si precisa che al momento il sio di riferimento dell'agenzia per l'Italia della Rescue 3 International e degli istruttori: Umberto Galli, Giovanni Lancellotti, Paolo Formichetti e Giovanni Dall'Oglio è :
www.raftingmarmore.com/settore salvamento.

Grazie