Autore Topic: guanti o moffole ?  (Letto 39889 volte)

Febbraio 04, 2008, 04:43:57 pm
Risposta #15

maurizio beccafichi

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In più di trenta anni di canoa ho sperimetato di tutto perchè d'inverno soffro spesso di freddo alle mani e di frequenti e fastidiose sbucciature tanto che ho contato nel mio grande armadio "delle cose perdute" (indumenti di neoprene vecchi di cent'anni,caschi Romer,pagaie Azzali, ecc) almeno 15 tra guanti e moffole di diverso materiale.
Premetto  che la canoa che pratico è quella d'alto corso e secondo me per tale uso, i guanti dovrebbero avere le seguenti caratteristiche:  Attenuare il freddo; Far"sentire" bene  il manico della pagaia;Avere un bel grip;Potersi togliere e mettere in fretta; Proteggere le mani  da contusioni e abrasioni.
Alla fine sono arrivato ad una conclusione:
- Per l'estate la soluzione ideale sono dei guantini di neoprene da un millimetro con dei piccoli rinforzi sulle nocche e la pelle sottile sul palmo. Anno un gripp eccezionale (meglio delle mani nude), la pagaia con le sue ovalizzazioni si sente benissimo, sono economici (10 euro al paio). Sono prodotti dalla Seac Sub ed hanno l'unico difetto che non durano molto (una stagione con un uso intenso) ma del resto,  come sopra detto, costano poco;
- Per l'inverno comprate dei comuni ed economici  guanti da sub da 3 millimetri di quelli che si trovano da Dechatlon a 10/15 euro, ma almeno una misura in meno di quella che portate abitualmente e poi tagliate con delle forbici la parte di neoprene sul palmo della mano sino a lasciare intero solo un polpastrello e mezzo di tutte le dita meno il pollice che dovrà restare quasi tutto coperto. Vi consiglio di tagliare un pezzo per volta e poi fare le prove con la pagaia sino ad ottenere la soluzione migliore. Fatelo e poi mi ringrazierete.
Saluti
Maurizio Beccafichi Hsk

Febbraio 05, 2008, 02:54:07 pm
Risposta #16

Marco Lascialfari

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il modello yak con l'apertura sul palmo della mano mi sembra il miglior compromesso: il palmo della mano è a contatto con il manico della pagaia e assicura la sensibilità al 100%, il dorso della mano(che è la parte che si congela di + durante la discesa)rimane caldo e riparato da eventuali urti, in più non hai il disagio secondo me delle moffole, di avere le braccia troppo vincolate alla pagaia.
Peccato non abbiano fatto un modello con le dita....qualcuno sà se ne esiste uno di altra marca in commercio?

io ho fatto così.
Ho comprato un paio di guanti in neoprene della decathlon (quelli da 5 €)  e ho tagliato via tutto il palmo e parte delle falangi fino a lasciare tutto il dorso e solo l'ultima falangetta.
Non mi trovo male, anzi per me è la migliore soluzione (e anche la più economica).
Marco-CKFiumi

Febbraio 15, 2008, 05:26:28 pm
Risposta #17

Francesco Balducci

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Io uso da un anno i guanti da creek con protezioni in kevlar della NRS e sono spettacolari: la presa è eccellente e non li tolgo mai. Prima invece usavo guanti che regolarmente toglievo quando pagaiavo in passaggi tosti.
Per il freddo però a volte non bastano, soprattutto per chi soffre di fenomeno di Raynaud ( cianosi delle estremità  con cute giallo-bianca e iposensibilità ) Sto cercando guanti riscaldati impermeabili e con grip pazzesco ma non esistono.

Febbraio 18, 2008, 09:51:06 am
Risposta #18

Marco Mandelli

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Scusa Francesco ho letto del fenomeno di Raynaud.
Anch'io "soffro"  tale problema (mi "muore" il mignolo della mano sinistra)
 e avrei qualche domanda da fare (a te e naturalmente a tutta la lista) in proposito.
Che tu sappia (so che hai una specialità in medicina diversa,penso,  da quella "competente") è vero che esistono dei farmaci utili al problema? (sali di calcio credo).

Ho osservato (ma forse è una mia impressione) che il fenomeno si presenta sopratutto con gli sbalzi di temperatura in generale  quindi anche da caldo a una temperatura più fredda (estate) e non necessariamente quando fa freddissimo (inverno). E' corretta la mia osservazione?

Non amo particolarmente le protezioni per le mani (moffole)che uso solo in casi veramente di freddo "estremo". La cosa può peggiorare il mio problema?

Ringraziando per le eventuali dritte auguro buone pagaiate a tutti.

Marco




Febbraio 18, 2008, 09:31:06 pm
Risposta #19

Francesco Balducci

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Il fenomeno di Raynaud, da non confondersi con l'omonima malattia, colpisce più spesso il sesso femminile ed è caratterizzato da spasmo delle arteriole e capillari delle falangi di mani e/ o piedi. Il freddo, soprattutto gli sbalzi termici repentini e il vento a basse temperature, causano lo spasmo con ipoafflusso di sangue: le dita diventano giallognole o bianche e insensibili. In seguito, con la risoluzione del quadro e il riafflusso di sangue, le dita riacquistano il colore e la sensibilità, sovente preceduti da formicolio e/o intenso dolore. L' ischemia e la riperfusione causano un danno da radicali liberi con forte stress ossidativo. Soffro da decenni di questo fenomeno esacerbato da temperature sotto i 5 - 6 gradi soprattutto con vento. Eppure sono riuscito a pagaiare in condizioni climatiche avverse e talvolta con grande sofferenza. Non sono bastati: creme vasodilatatrici di ogni genere, guanti e doppi guanti, bustine scaldamani inserite nei guanti ( anche perchè si bagnavano e non erano più efficaci ) o altri rimedi empirici. Addirittura ricordo che in un paio di occasioni ho dovuto orinare sulle mani per riprendere la sensibilità perduta in condizioni di gelo. Sto cercando di far realizzare un paio di guanti con protezioni esterne in kevlar tipo NSC, progrip eccellente e dita riscaldate con resistenze alimentate da una pila impermeabile . ( tipo Dynamitic  vedere sito ). I sali di calcio non servono a niente: possono servire alti dosi di antiossidanti ( esempio resveratrolo ) per impedire lo stress ossidativo. L'ossido nitrico potrebbe servire perchè è un potente vasodilatatore ( è quello che entra in gioco nell'erezione in coloro che assumono il  Viagra ) ma non è il caso di prenderlo ...per pagaiare. Insomma la questione è ancora aperta. 

Febbraio 19, 2008, 04:42:12 pm
Risposta #20

Marco Mandelli

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Innazi tutto ringrazio Francesco per il suo interessante e competente messaggio relativo al fenomeno di  Raynaud.

Fortunatamente io non ne soffro in maniera così fastidiosa.
Normalmente quando "mi muore il dito" mi è sufficente fare un po' di movimento aggiuntivo per "rianimarlo" e sopratutto, dopo, non mi viene la dolorosa "bollita" quando il sangue riprende a circolare.

Non ho mai visto in giro i guanti con le resistenze (non sono comunque così aggiornato) ricordo invece ai tempi del militare (anni '80) che le truppe da montagna americane, con cui ho avuto occasione di fare esercitazioni, erano dotate di calzettoni con resistenze alimentate a batteria.

Noi alpini Italiani (scusate il fuori tema) supplivamo le croniche carenze di atrezzature con i sani e vecchi "coglioni" di cui al contrario dei materiali eravamo per storia e tradizione assolutamente dotati.

Saluti a tutti
Marco

Febbraio 20, 2008, 10:39:48 am
Risposta #21

Marco Mandelli

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Ho avuto modo di guardare il sito indicato da Francesco (Dynamitic) dove vengono presentati i guanti "riscaldati".
Vista la corrispondenza sull'argomento :guanti o moffole? (e relativa discussione su sensibilità sulla pagaia, praticità ecc).
Verificato che per alcuni canoisti (ad es. fenomeno di  Raynaud) la protezione dal freddo è un'esigenza fondamentale al di là del maggior confort.
Mi sono chiesto: "ma secondo voi fare una pagaia con il manico riscaldato è una cazzata o può essere interessante?"
Costruttivamente non dovrebbe essere un problema:
-o resistenza elettrica inglogata nel manico stile sbrinatore dei vetri dell'auto
-o resistenza nell'oliva ecc.
-o pagaia "cava" con sistema di riscaldamento chimico (tipo le bustine da mettere nei guanti).
-o pagaia cava con carboncino accceso all'interno tipo scaldamani da cacc1atore
Scusandomi per avervi tediato con il mio "impulso creativo porgo cordiali saluti.
Marco

Febbraio 20, 2008, 08:56:01 pm
Risposta #22

Mauro

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Leggendo le istruzioni dynamitic ho notato che:
--Evitare l'uso per persone con problemi di circolazione
--Collegare il guanto alla batteria solo con guanto completamente asciutto
--con batteria inserita prestare particolare attenzione agli urti, non utilizzare la batteria quando il rischio di urti è elevato ...
Credo il problema fondamentale sia l'impermeabilità connessa alla corrente, i fili, l'alimentazione.

Il neoprene se aderisce - le proprietà le sanno tutti credo - il punto critico è solo quello + (va da sè l'integrità) la protezione dagli urti (sovra inserti ? kevlar ?) per il creek. La sensibiltà e il grip: il meglio è forse i cuscinetti naturali di pelle sotto-dita; l'aderenza, una volta tagliato il guanto per liberare i cuscinetti potrebbe venire da strisce resistenti in prossimità delle piegature ? Il grip può essere trasferito sulla pagaia con rivestimento di neoprene ?

Secondo me trasferire il calore dalla pagaia non è una stupidaggine. Se non si risolvono problemi di integrità e solidità della stessa io l'unica la vedrei nella smontabilità del manico. La pagaia ha il pregio della leggerezza anche se tutto sommato quelle di legno ...
Nel manico che chiuso è impermeabile l'intera gamma di soluzioni è usabile (no ?) : stick, resistenze, batterie.

Mi chiedo: il rilassamento e l'induzione psicologica nulla può contro questi problemi di circolazione ?

L'unione dei fattori.
Certo bagnato e vento portano via un'enorme quantità di calorie, se quello fosse il cuore del problema il risultato migliore è tenere fuori il vento: aderenza. Le parti scoperte sono a contatto, il resto è neoprene, isolamento. Se poi c'è anche una fonte di calore ...

In definitiva, guanti o moffole ?   ;D

Le moffole son chiuse ... la difficoltà sta nell'essere legati ? e una volta usciti nel reindossarle ?

Ci vorrebbe un moffola viva e prensile  :D come una mano e magari
calda e pure intelligente che capisca quando è il caso di aprirsi e quando di avvolgerci, ma esiste ?

Potrebbero non esser bischerate. Funzionerebbe un foglio-guanto sul dorso con abbondante velcro ai bordi e un-foglio speculare ma applicato al manico ? Però intravederei qualche possibile spiffero e difficoltà tecnica.

'Guanti' per gli alto corso e scelta per gli 'acqua piatta' ?
- Tempus Fugit -

Febbraio 22, 2008, 12:47:08 am
Risposta #23

Mauro.

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Ciao a tutti.
Non ho ancora scelto ma grazie alle vostre opinioni e alle vostre conoscenze mi son fatto delle idee e delle conoscenze che prima non avevo, ringrazio tutti. Devo dire che quella che mi ispira più comodità, feeling, confort è la moffola. Io mi immagino ore di pagaiate protetto e senza preoccupazioni.
In genere a me piacerebbe 'libero' gustarmi un po' le intemperie almeno un po' per quanto possibile, per cui la moffola me la porterei dietro solo in caso di necessità. E' un po' come sulla neve, prima le palle si fanno un poco a mani nude per gustarsela ... poi si desiste e si usa i guanti.
Provare per provare però anche i guanti, aperti o tagliati mi piacerebbe provarli. Mi piace sperimentare, capire, trovare la soluzione per me migliore. I guantini non professional che ho provato mi hanno in genere dato fastidio facendo troppo spessore contro il manico o non permettendo in genere una adeguata presa e sensibilità.

nessuno ha creato ancora il sondaggio ? moffole contro guanti ... mo' ci provo io ... ed esprimete la vostra preferenza !
mauro (sempre io, Moderatore - veste utente)
hasta lluego


VOTATE QUI  ;D

PS:
nessuno se n'è avuta male per la mia spiritosaggine sulla moffola vero ? era solo una butade di fantasia, a mezzo tra lo scherzo e l'ipotesi irreale ma con qualche vena di possibile
« Ultima modifica: Marzo 02, 2008, 09:08:22 am da Mauro »
- Tempus Fugit , Carpe Diem -

Febbraio 22, 2008, 10:37:01 am
Risposta #24

MaurizioGuidaFICT

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    Guida Fluviale e Istruttore FICT - Guil
Per me moffole in neoprene senza dubbio  ;D!
Ti proteggono dal vento, dal freddo e dagli urti, presa della pagaia senza inconvenienti e perdita di sensiblità e mani e dita restano calde. Si possono lasciare attaccate al manico della pagaia ed usarle nei momenti che si preferisce.
Leggerissimo l'impedimento nello sfilare la mano e, quando sono bagnate, infilare le mani richiede qualche secondo di pazienza.....soprattutto è l'impressione - più psicologica che reale - di avere le mani apparentemente limitate nell'utilizzo in caso di necessità.
Basta provare un pochino per acquisire scioltezza nel togliere la mano dalla moffola in caso di necessità per poi reinserirla appena possibile in un momento più tranquillo.
maurizio

Febbraio 22, 2008, 11:52:34 am
Risposta #25

Dani Ckfiumi

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    • In caso d' acqua
Si possono lasciare attaccate al manico della pagaia ed usarle nei momenti che si preferisce.

sono d'accordo, sempre che non si usi un  manico  del 28 (lo small shaft),
in quel caso, si comportano  come il rosario e l' alberello dell' Arbre Magique appesi allo specchietto retrovisore in macchina !

... ti  inseguono    :-\ :D

ora, quelle che ho non solo le devo accorciare .. ma pure stringere !
What if you knew everything you did online was being watched, followed, stored and sorted by sophisticated algorithms that were profiling you in real-time. Would it change how you behave? ..
Brave New World. Use https://brave.com Luke !

Marzo 09, 2008, 06:42:10 pm
Risposta #26

Matteo Franchi

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- Per l'inverno comprate dei comuni ed economici  guanti da sub da 3 millimetri di quelli che si trovano da Dechatlon a 10/15 euro, ma almeno una misura in meno di quella che portate abitualmente e poi tagliate con delle forbici la parte di neoprene sul palmo della mano sino a lasciare intero solo un polpastrello e mezzo di tutte le dita meno il pollice che dovrà restare quasi tutto coperto. Vi consiglio di tagliare un pezzo per volta e poi fare le prove con la pagaia sino ad ottenere la soluzione migliore. Fatelo e poi mi ringrazierete.
Saluti
Maurizio Beccafichi Hsk

premetto che io sono solo un principiante e quindi li ho provati solo su III/III+ , ma personalmente mi sono trovato bene con questi guanti (in realtà con il modello precedente che aveva il palmo tutto in amara).

In riferimento a quanto diceva maurizio, curiosando sul sito della decathlon ho trovato questi, chemi sembrano abbastanza pratici per chi non volesse spendere oltre i 15€ o fare tagli di precisione.
Per guando sarò in grado di scendere fiumi di ben altro livello credo che mi orienterò per qualcosa di più protettivo, tipo quelli della NRS

ciao
Matteo


« Ultima modifica: Marzo 09, 2008, 06:43:57 pm da Matteo Franchi »

Marzo 13, 2008, 03:15:52 pm
Risposta #27

maqroll

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Personalmente:

Moffole, calzari in neoprene e paraspruzzi sono sufficienti su acque calme (mare, lago).

Ahimé nulla su acqua  mossa.


Aprile 21, 2008, 11:58:29 pm
Risposta #28

beppe porta

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fa ancora freddo ed il tema moffole o guanti credo resti attuale.
io non pagaio in inverno e uso solo saltuariamente i guanti: Palm leggeri con neoprene sul dorso e pelle scamosciata sul palmo, complessivamente mediocri sia per la protezione dal freddo sia per la presa. Ieri però in Sesia (br... che freddo) ho risolto del tutto i problemi di presa (grazie Andrea): la soluzione sta nella paraffina antiscivolo per le tavole da surf, che anche molti canoisti usano a mani nude proprio per lo stesso motivo, applicata sul manico della pagaia; dunque un sistema noto, ma la sorpresa è stata che usata con i guanti di pelle scamosciata l'aderenza diventa perfetta, persino migliore che a mani nude (il canoista è ancora scarso, ma almeno non gli gira più la pagaia fra le mani ;))
p.s. la paraffina provata è in forma di saponette, della SEX WAX (non si trova nei sexy shop ma al Decatlon per due euro)