Autore Topic: Sistemare vecchio kayak in vetroresina  (Letto 369 volte)

Luglio 15, 2019, 04:08:54 pm
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Maxim

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Ciao a tutti, ho acquistato un kayak in vetroresina, usato sicuramente di terza mano.
Le condizioni sembrano buone ma chiedo i vostro aiuto per capire come sistemarlo nel modo più adeguato.
Era in condizioni pietose per quanto riguarda sporco e foglie marce, ma con una buona lavata interna ed esterna e una passata di polish nella parte superiore, sembra ritornato dal mondo dei morti.
Vi allego alcune foto per capire la situazione attuale.

Luglio 15, 2019, 04:16:16 pm
Risposta #1

Maxim

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Ci sono anche piccoli graffi sulla parte verniciata superiore e alcuni più grandi nella inferiore, inoltre un rattoppo fatto dal precedente proprietario nella parte centrale.
C'era un vecchio adesivo malconcio che ho tolto e si vede la colorazione originale e quella sbiadita.
Cercherei possibilmente di preservarla, anche se sbiadita, perchè mi piace tantissimo l'effetto che fa con il sole.
Cosa ne pensate?

Luglio 15, 2019, 05:22:33 pm
Risposta #2

marittimo

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Beh, visto che siamo già a metà luglio, io la userei così come si trova. A fine stagione avrai sicuramente le idee più chiare su come sistemarla   ;)
« Ultima modifica: Luglio 15, 2019, 05:28:02 pm da marittimo »

Luglio 15, 2019, 05:47:54 pm
Risposta #3

Maxim

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Grazie mille Marittimo, essendo un neofita preferirei fare un corso prima di usarlo, ho già contattato un club e sto aspettando mi comunichino le date. Probabilmente ci sarà tutto il tempo di fare con calma.

Luglio 17, 2019, 06:21:41 am
Risposta #4

marittimo

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Mi riaggancio all’altra discussione sulla pagaia Azzali dove chiedevi informazioni sulla ditta produttrice del tuo kayak.
Indipendentemente dal produttore (che forse sono diversi), sembra trattarsi di un modello abbastanza diffuso, forse realizzato in più versioni modificando lo stampo base di un kayak che aveva dato buone prestazioni.
Anch’io ne ho uno simile, poi modificato per adattarlo all’uso marino.

Se vuoi approfondire

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5458.0.html

https://forum.ckfiumi.net/index.php/topic,5475.0.html



Luglio 18, 2019, 08:21:01 am
Risposta #5

Lorenzo Molinari

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Negli anni 1960 - 1980 in Italia l'unico cantiere che seppe proporre kayak in vetroresina di sua progettazione o essere innovativo prendendo spunto anche da modelli di kayak progettati da marchi stranieri fu ASA Canoe di Andrea Alessandrini e dal 1977 anche Francesconi Canoe di Enrico Francesconi, con l'aiuto tecnico del mitico Michele Romano, tutti gli altri scopiazzarono i modelli di Prijon, Finsterwalder, Lettmann, Pyranha Mouldings, Gil, Gaybo ed Eskimo o della stessa ASA Canoe o Francesconi Canoe o li produssero su licenza.
Il tuo è una copia di un modello di ASA Canoe che se ricordo bene si chiamava Olimpia (altrimenti  si chiamava Canyon, ma forse la Canyon era il modello più bombato e di volume), e fu di grande successo fino all'avvento del polietilene, tra l'altro utilizzata da diversi pionieri del gruppo di Carlo Grigioni, tra cui Alberto Biagi. Un kayak analogo ma originale lo realizzò anche Francesconi Canoe, tutti gli altri modelli simili furono scopiazzati.
« Ultima modifica: Luglio 18, 2019, 08:49:43 am da Lorenzo Molinari »

Luglio 19, 2019, 06:33:55 am
Risposta #6

Maxim

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Grazie mille ragazzi, credo l'abbiate centrato in pieno, anche la foto del post che mi avete segnalato sembra proprio lui, 3,80 come nella versione corta.
Secondo voi come dovrei comportarmi? Ho iniziato il corso in Adige ma dubito seriamente lo userò lì, almeno per ora. Pensavo al Mincio o lago di Garda, dove sia più semplice anche metterlo a mollo. Posso fidarmi nonostante l'età della vetroresina?

Luglio 19, 2019, 06:28:37 pm
Risposta #7

marittimo

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Posso fidarmi nonostante l'età della vetroresina?

La vetroresina è ancora praticamente nuova. Impara invece a conoscerti e a fidarti di te stesso  ;)

Luglio 21, 2019, 05:20:33 pm
Risposta #8

Maxim

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Grazie mille ragazzi, non ho potuto resistere e l'ho messo in ammollo un paio d'ore nel Mincio, nel primo tratto e tra le mura di Peschiera. Inizialmente ho traballato per capire l'equilibrio ma poi mi sono subito stabilizzato. Lo scafo tiene bene ed è abbastanza leggero da caricarlo e scaricarlo da solo dall'auto.
Pensavo ora di sistemare i segni sulla parte inferiore e magari una verniciata di bianco.
Cosa mi consigliate di usare?

Oggi alle 07:30:09 am
Risposta #9

marittimo

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« Ultima modifica: Oggi alle 08:36:58 am da marittimo »

Oggi alle 07:35:26 am
Risposta #10

marittimo

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Se i “segni” sono profondi, devi chiuderli con dello stucco (va bene anche quello poliestere metallico da carrozziere che trovi in ferramenta. Un barattolo da 6-7 euro basta e avanza).
Se invece sono (o possono portare) a rotture strutturali, occorrerebbe ripararli mettendo delle pezze, poi raccordare il tutto con lo stucco.
Se ci sono anche molti graffi leggeri allora (per fare un bel lavoro) ci vorrebbe un fondo da riempimento, normalmente epossidico e che puoi dare anche a rullo (non serve dissanguarsi con quello nautico. Basta quello per carrozzerie che costa circa 15 €/kg. Se fai solo la carena un kg dovrebbe bastare). Forse esistono anche fondi da riempimento monocomponenti, ma non li conosco e non li ho mai usati.
Come vernice puoi usare quella che vuoi in base al tuo budget. Dallo smalto monocomponente che trovi in ferramenta e che puoi dare anche a rullo, allo smalto poliuretanico bicomponente professionale da dare a spruzzo ma con dei costi molto superiori.
Ovviamente prima di stuccare e di verniciare occorrerebbe preparare bene il supporto, carteggiando e togliendo tutto ciò che si riesce a togliere fino alla vetroresina

Come però ti avevo già detto nel mio primo intervento, io al momento lascerei stare. Ora fai un po’ di esperienza tra il corso e le uscite per conto tuo. Tra 2 o 3 mesi poi deciderai se quel kayak ti soddisfa e se vale la pena investire qualcosa in un buon lavoro di sistemazione, oppure meglio cercarne un altro di tipo diverso.