Autore Topic: Accessori kayak mare  (Letto 10119 volte)

Novembre 28, 2016, 05:25:11 pm
Risposta #30

mozzoyak

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  • Testo personale
    ...
IL novizio chiede al maestro:
"Come ci si veste di inverno in kayak?".
Il maestro:
"Metti l'essenziale".
Il novizio ci pensa su un pò... e poi:
"Sì, ma concretamente?"
"Puoi portare tutto ma non devi distaccarti dall'essenziale".
"mmmm, si ma una maglietta la metto? essenziale sta per nudo? Dimmi di più, tu che sei il padre dell'insegnamento della canoa in Italia"...
"L'accessorio rovina sempre la festa".
"Vabbè, dai provo in costume...".
Un pò come:
https://www.youtube.com/watch?v=vAOsC8zL95E
Scherzo eh?!
Detto questo mi eclisso!
 :-X


Novembre 28, 2016, 05:27:40 pm
Risposta #31

Lorenzo Molinari

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Ciao Nolby, appunto, siccome dici che se n’è già parlato un anno fa, e da un anno a questa parte non può essere cambiato un gran che, si potrebbero scorrere gli argomenti del forum e trarre insegnamento da questi, ecc. e nel caso porre domande specifiche.

Se posso dare un consiglio circa gli accessori invernali (e per me l'abbigliamento per una pagaiata al lago anche invernale rimane un accessorio), indosso partendo dal basso:
- calzini in lana e scarpe da ginnastica inadatte alla deambulazione per consunzione della suola
- calzamaglia di lana o di altro materiale termico oppure pantaloncino se abbinato al paraspruzzi (eventuali bretelle per scongiurare il rischio che si sfilino nuotando in caso di bagno!), mutante.
- maglia di lana aderente a manica corta o di altro materiale termico
una o due maglie di lana aderenti a manica lunga in base alla temperatura esterna e all'intensità con cui intendo pagaiare
- giacca d'acqua a manica lunga non stagna in caso di vento, pioggia o neve
- giubbotto salvagente (pur non rientrando tra gli "accessori" d'abbigliamento, svolge un’importante funzione termica)
- manopole in neoprene in caso di vento
- cappellino di lana
- spessore in neoprene sotto il sedere.

Navigo sempre a pochi metri da riva, se sono solo.
Paddle-float solo in caso di traversate o trekking.
Eventualmente un sacchetto ben chiuso o stagno con una maglia di lana di ricambio e una spugna per svuotare/asciugare la canoa.
Non uso mai mute o canotte in neoprene e tantomeno stagne, quest'ultime non solo per motivi economici e d’impaccio, ma soprattutto perché la sicurezza, che si sia principianti o esperti, al di là delle tecniche che vanno necessariamente apprese e praticate, e al di là dell’andare in canoa, è un fatto interiore, e per chi non lo comprende non c'è airbag che tenga!

Con ciò lungi da me affermare che chi vive la sicurezza come un fatto interiore sfugga ai pericoli, assolutamente no! Tuttavia:
-   cambia la percezione del pericolo,
-   si cessa di connotare il pericolo negativamente,
-   la percezione di ciò che accade si amplifica,
-   si cessa di farsi travolgere da paure e tensioni (che non significa non provare emozioni).
Quando si vive la sicurezza come un fatto interiore, si accetta consapevolmente e serenamente la situazione in cui ci si pone, come un qualcosa che accadrà necessariamente per noi, con tutti i “pericoli” e le meraviglie che comporta, e se ne ricerca sintonia non solo a livello di canoa e di pagaia.

Mozzojak, non prendere le cose col peso che appaiono, capta l'essenziale come ci invita a fare Maurizio Bernasconi, non escluderti, perché nessuno vuole escludere nessuno. Un forum – come tu stesso dici – deve accogliere e la mia parola vale quanto la tua. Sei il benvenuto per il solo fatto di essere arrivato qui.
Alle acque, ciao!

Novembre 28, 2016, 06:09:18 pm
Risposta #32

maurizio bernasconi

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pace e ....  bene
« Ultima modifica: Dicembre 04, 2016, 09:26:20 pm da Dani Ckfiumi »

Novembre 30, 2016, 04:57:59 pm
Risposta #33

Vittorio Pongolini

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    Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
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Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Dicembre 01, 2016, 08:26:17 am
Risposta #34

santino spada

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Ciao Vittorio.
Fossi io in te , su certe persone che hanno un certo carattere non scriverei niente.
Nel mondo del kayak non è l'unico , per quanto abbiano fatto  proprio per quel carattere che hanno , a pari passo poi hanno atteggiamenti che non li rendono simpatici hai comuni mortali , forse perché loro si sentono un gradino più alto , ho scritto forse .
Perciò rimaniamo comuni mortali che viviamo meglio , ed il rododrendo è salvo .