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regolamento navigazione acque interne provincia Roma

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Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Ritorno su un tema gia' dibattuto perche' ho avuto un input interessante ...
Al link sotto si trova il "regolamento che disciplina la navigazione in sicurezza sui laghi provinciali di Albano, Bracciano, Martignano e Nemi nel rispetto della vigente normativa nazionale e regionale":
http://www.provincia.rm.it/Trasportiemobilita/news.asp?riferimento=1&IdNews=61
Nel regolamento e' posto il limite di 200m (!) per la navigazione di natanti a remi, tra cui canoe.
Ho appena telefonato all'ufficio competente della Provincia di Roma per manifestare il mio stupore e per sapere come si chiede una modifica del Regolamento. Il funzionario gentilmente mi ha invitato a scrivere una richiesta (evidentemente esauriente, circostanziata e competente) al dirigente. Ha aggiunto che sara' certamente presa in considerazione in quanto il Regolamento e' vecchio e deve essere revisionato.
Bene: e' l'occasione da non farsi sfuggire!
Prepariamo una richiesta ben fatta, facciamola firmare a tutte le associazioni canoistiche della provincia di Roma, anzi del Lazio (che' tutte sono certamente interessate alla navigazione in quei laghi), facciamoci mettere anche la firma del Presidente della FICK, della UISP, etc.
Chiedo a Francesca Gastaldi, che si occupa da tempo della materia e che certamente ha gia' dei testi pronti, di voler preparare una bozza da discutere tra gli interessati.
Andrea Ricci
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francesca gastaldi

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Ciao Andrea,
colgo l'occasione per dare a tutti un aggiornamento fresco di giornata. Ieri sera ho avuto un incontro con Luciano Buonfiglio, grazie all'operoso Gianni Russo (Uisp) che ci ha procurato l'occasione ghiotta. Erano presenti oltre a me (Gruppo Canoe Roma) Gianni e Piero Di Stefano di Sottocosta. Come potete constatare si stà cercando di lavorare in sinergia.
Ritengo che l'incontro abbia avuto un esito positivo ma per dirlo certamente occorre aspettare un pò e vedere se Buonfiglio si muoverà come ha detto di fare e cioè di portare l'argomento all'ordine del giorno in Consiglio Federale per chiedere la partecipazione della Guardia Costiera. Vi ricordo che il documento è stato depositato anche alla Camera dei deputati dove mi auguro che sia all'esame. L'intento è di allargare il lavoro sinergico. Nel caso ciò non riuscisse porteremo avanti le strade che rimangono aperte. Vi allego la proposta che ho lasciato nelle mani di Buonfiglio e che ha letto seduta stante. Spero che vi arrivi l'allegato. Chiunque volesse sottoscrivere il documento che stò allegando è libero di farlo e nel caso sia iscritto ad una associazione di riportare anche il nome di questa. Grazie.
Francesca Gastaldi
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Ecco il testo, che ho preparato con l'aiuto di Francesca Gastaldi, da presentare al dirigente competente della Provincia di Roma.
La cosa e' diventata urgentissima perche' martedi' 20 maggio ci sara' una discussione in Provincia sul Regolamento di navigazione.
La Provincia mi ha chiesto di avere il nostro documento al piu' tardi lunedi' 19 maggio, salvo poi aggiungere le adesioni di federazioni sportive, associazioni canoistiche, istruttori e canoisti.
Comunicatemi privatamente il vostro consenso ad aggiungere in calce al testo:

Nome completo persona
Nome completo ente
Indirizzo completo

Es:
Roberto Crosti, presidente asd Discesa Internazionale del Tevere, via Fucino 4b 00199 Roma
Andrea Ricci, istruttore di canoa FICK, via Fucino 4b 00199 Roma
Andrea Ricci
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Andrea Ricci

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Per comodita' di lettura allego il testo proposto chiedendovi in particolare un parere sul punto 2a:
e' opportuno considerare una inaffondabilita' tale da sorreggere comunque il peso delle persone sedutevi sopra a cavalcioni?
cio' sarebbe penalizzante per canoe canadesi non pallonate e per OC da 4-6 posti: e' giusto?


TESTO DA PROPORRE ALLA PROVINCIA
1 - La navigazione di natanti a remi o a pagaia entro i 500 metri dalla costa è libera.
2 - La navigazione di natanti a remi o a pagaia oltre i 500 metri dalla costa è subordinata alle seguenti caratteristiche e dotazioni:
2a - che il natante sia per costruzione inaffondabile o sia reso inaffondabile con riserve galleggianti o gavoni stagni. Per inaffondabile è da intendersi che in caso di rovesciamento il natante rimanga in posizione orizzontale e abbia una riserva di galleggiamento complessiva superiore alla somma del peso delle persone e del natante stesso;
2b - che il natante sia dotato di anelli o di maniglie o di tientibene (di costruzione o di acciaio o di corda) idonei per una sicura presa dall'acqua e per un eventuale rimorchio;
2c - che vi sia a bordo per ciascuna persona, ancorché non indossato, un gilet di galleggiamento con marcatura CE, con una spinta idrostatica minima di 50N, di taglia adeguata al peso della persona, dotato di fischietto assicurato con cordino al gilet stesso.
Andrea Ricci
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francesca gastaldi

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Per amor di trasparenza cerco di spiegare cosa stà succedendo. La Provincia di Roma ha convocato per martedì prossimo alcune federazioni di sport acquatici, tra le quali la fick, per discutere in riferimento alle problematiche relative allo svolgimento delle attività sportive in acque interne e al regolamento provinciale per la sicurezza della navigazione in acque interne. Stiamo parlando di un documento che conosciamo e che inviai tempo a dietro sul forum facendo un copia incolla. Poichè è molto lungo neanche potei riportarlo tutto. Purtroppo non posso trasformarlo nel file che mi permetta di allegarlo. Le mie conoscenze dell'elettronica sono purtroppo limitate ;-) Forse può aiutarmi Marco ferrario se mi legge. Riguarda la navigazione del lago di Bracciano e di altri laghi minori della Provincia di Roma. Sulla riga di quanto proposto per la navigazione nazionale (acque interne ed esterne) stiamo cercando di organizzare un documento da presentare in questa occasione. Quella che Andrea ha mandato è una bozza approssimativa che stiamo rivedendo e completando.
Detto ciò, devo dire che inizialmente non avevo capito molto di cosa mi stava chiedendo Andrea perchè ero all'oscuro di questa iniziativa della Provincia e perchè muoversi sulla provincia significava solo ricreare le condizioni per un frazionamento normativo di cui ne abbiamo abbastanza. Tuttavia, ci ho pensato sù e penso che questa cosa cada come la manna dal cielo. Infatti se riuscissimo ad ottenere un successo sulla provincia di Roma sarebbe un precedente molto utile ai fini di una regolamentazione nazionale. In caso contrario sarebbe comunque un'altra occasione per farci sentire e per sensibilizzare le istituzioni a questo argomento. Vale la pena provarci. E' ancora tutto in aria, documento, lasciapassare per la riunione ed esito ma per martedì deve essere tutto pronto. E anche la questione amministrativa tra provincie e regioni è ancora un punto interrogativo. Perciò ci risentiamo per un aggiornamento a fatti certi. Resta il fatto che se qualcuno ha delle idee valide in mente può intervenire. Il tempo è poco e il mezzo unico per farlo è il web quindi pregherei di essere concisi e chiari evitando le discussioni. Grazie.


francesca gastaldi

 

Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Sapevo che Marco Ferrario mi sarebbe venuto in aiuto. Vi allego il documento vigente sulla navigazione dei laghi provincia di Roma
francesca
Per amor di trasparenza cerco di spiegare cosa stà succedendo. La Provincia di Roma ha convocato per martedì prossimo alcune federazioni di sport acquatici, tra le quali la fick, per discutere in riferimento alle problematiche relative allo svolgimento delle attività sportive in acque interne e al regolamento provinciale per la sicurezza della navigazione in acque interne. Stiamo parlando di un documento che conosciamo e che inviai tempo a dietro sul forum facendo un copia incolla. Poichè è molto lungo neanche potei riportarlo tutto. Purtroppo non posso trasformarlo nel file che mi permetta di allegarlo. Le mie conoscenze dell'elettronica sono purtroppo limitate ;-) Forse può aiutarmi Marco ferrario se mi legge. Riguarda la navigazione del lago di Bracciano e di altri laghi minori della Provincia di Roma. Sulla riga di quanto proposto per la navigazione nazionale (acque interne ed esterne) stiamo cercando di organizzare un documento da presentare in questa occasione. Quella che Andrea ha mandato è una bozza approssimativa che stiamo rivedendo e completando.
Detto ciò, devo dire che inizialmente non avevo capito molto di cosa mi stava chiedendo Andrea perchè ero all'oscuro di questa iniziativa della Provincia e perchè muoversi sulla provincia significava solo ricreare le condizioni per un frazionamento normativo di cui ne abbiamo abbastanza. Tuttavia, ci ho pensato sù e penso che questa cosa cada come la manna dal cielo. Infatti se riuscissimo ad ottenere un successo sulla provincia di Roma sarebbe un precedente molto utile ai fini di una regolamentazione nazionale. In caso contrario sarebbe comunque un'altra occasione per farci sentire e per sensibilizzare le istituzioni a questo argomento. Vale la pena provarci. E' ancora tutto in aria, documento, lasciapassare per la riunione ed esito ma per martedì deve essere tutto pronto. E anche la questione amministrativa tra provincie e regioni è ancora un punto interrogativo. Perciò ci risentiamo per un aggiornamento a fatti certi. Resta il fatto che se qualcuno ha delle idee valide in mente può intervenire. Il tempo è poco e il mezzo unico per farlo è il web quindi pregherei di essere concisi e chiari evitando le discussioni. Grazie.


francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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stesura aggiornata dopo un ulteriore proficuo confronto con Francesca Gastaldi:

TESTO DA PROPORRE
La navigazione di natanti a remi o a pagaia entro i 500 metri dalla costa è libera.
La navigazione di natanti a remi o a pagaia oltre i 500 metri dalla costa è subordinata alle seguenti caratteristiche e dotazioni:
che il natante sia per costruzione inaffondabile o sia reso inaffondabile con riserve galleggianti o gavoni stagni;
che l’inaffondabilità ovvero la riserva di galleggiamento sia tale da garantire l'efficienza e/o il recupero del natante anche in caso di capovolgimento e/o allagamento dello stesso;
che per i natanti con aree soggette ad allagamento vi sia a bordo una sassola o una pompa di sentina fissa o a mano;
che il natante sia dotato di anelli o di maniglie o di tientibene (di costruzione o di acciaio o di corda) idonei a una sicura presa dall'acqua e a un eventuale rimorchio;
che vi sia a bordo per ciascuna persona, ancorché non indossato, un gilet di aiuto al galleggiamento con marcatura CE, con una spinta idrostatica minima di 50N, di taglia adeguata al peso della persona, dotato di fischietto assicurato con cordino al gilet stesso.
Andrea Ricci
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Gengis

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Ciao a Tutti ,
in merito a questa normativa :
2c - che vi sia a bordo per ciascuna persona, ancorché non indossato, un gilet di galleggiamento con marcatura CE, con una spinta idrostatica minima di 50N, di taglia adeguata al peso della persona, dotato di fischietto assicurato con cordino al gilet stesso.
Vada invece codificato: che il gilet di galleggiamento vada sempre correttamente  indossato , perchè  è di fondamentale importanza educare  in direzione della massima sicurezza , rendere facoltativo è diseducativo  , in caso di rovesciamento  non sempre si riesce ad avere a portata di mano il supporto di galleggiamento e questo fa la differenza .
Almeno come regola mettiamola , poi sappiamo bene  che ogni testa è un mondo , però  nel fare delle regole impostiamole sulla sicurezza , nessuno metterebbe  come regola  che ci vuole la ruota di scorta in macchina , ancorché bucata .
Gengis




Sante Lillo

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Caro Gengis,
per carita', la sicurezza prima di tutto, ci mancherebbe altro...Vorrei umilmente farti notare che i nostri "salvagente" sono denominati PFD (Personal Floating Device), ossia, ausilii personali per il galleggiamento. Essi ci aiutano a stare a galla, ma non assicurano di riportare la pelle a casa in caso di mancamento o perdita di sensi dovuta a qualsiasi causa, solo perche' NON hanno alcun dispositivo che tenga la testa fuori dall'acqua. Certo..meglio di niente...Ritengo che siano, in giornate di acqua calma e molto, ma molto soleggiate, magari senza un alito di vento che ci aiuti a respirare, dei veri e propri impedimenti alla pagaiata stessa. Essendo un amante dei viaggi in solitaria, anche in notturna, cerco di regolarmi in maniera "sensata", ossia in Calabria, con il mare piatto e 38 C, evito di indossarlo, in quanto mi far stare veramente male e, paradossalmente, mi espone a maggior rischio di quanto invece dovrebbe proteggermi...
Riepilogando, il PFD dovrebbe essere a "bordo" si, accessibile velocemente - quindi non stivato in un gavone - SENZA obbligo di indossarlo. Le regole ferree lasciamole agli integralisti, che per carita', i loro buoni motivi per esserlo sicuramente li avranno, ma in fondo noi stiamo parlando solo di andare in canoa....  ;).

PS. Navigazione notturna: Prima che un paio di "buontemponi" viterbesi - senza nulla di meglio da fare - si fossero dati la briga di far pubblicare ed esporre nelle locandine dei campeggi prospicienti il lago di Bolsena, una specie di decalogo per la navigazione in canoa/kayak sul lago stesso e ne avessero VIETATO - con che diritto poi - la navigazione notturna, personalmente - a volte anche con altri amici - partendo al tramonto e finendo la mattina dopo circa 12 ore di pagaiata, mi godevo la notte in kayak sotto le stelle.
Essendo un amante della "tecnologia" avevo munito il kayak con una strobo visibile ad un miglio (fatta la prova con il cellulare ed il GPS in mare aperto) e la classica luce frontale da usare nello sbarco. Quindi, non ho timore di essere smentito nell'affermare che navigavo in piena sicurezza senza oltremodo dar fastidio a chicchessia. Da quando c'e' in giro questa locandina, conoscendo i limiti mentali a volte delle persone preposte a far "rispettare" tali regole, viaggio in modalita' "stealth", ossia al buio totale, facendo ben attenzione a non farmi scorgere dalla riva...
Si era piu' sicuri prima o adesso? I tempi stanno cambiando, ma in questa nazione non manchera' molto che qualcuno dapprima ci suggerira', poi tentera' anche di imporci -  gli orari piu' consoni all'espletamento della piu' fisiologica delle funzioni corporee....
My 0,2 Cent worth
Sante
PS. tra un paio di settimane faro' il giro del lago di Bolsena, in notturna ovviamente. Se qualcuno e' interessato a condividere questa bella esperienza, si senta libero di contattarmi. Non si paga il biglietto...
335-8137401

Andrea Ricci

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parole sagge sante!
se mi accetti (anche io in modalita' "stealth"!) io mi aggrego in tavola da sup.
andrea
PS tira fuori i nomi dei "buontemponi" "rompic..."!
Andrea Ricci
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marco ferrario (eko)

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Sante, condivido il tuo intervento.
I 50N non sono salvagenti ma sono solo un aiuto al galleggiamento, l'argomento è stato ampiamente dibattuto in altri topic su questo forum.
Perciò hai fatto benissimo a mettere la parola salvagente tra le virgolette.
Tra l'altro, per legge, è previsto l'uso del 50N solo in caso in cui si possa essere immediatamente soccorsi.
Perciò in caso di pagaiate solitarie il 50N è sicuramente fuorilegge, chi ci può immediatamente soccorrere? anche se poi c'è tolleranza.
Il 50N va benissimo in acque bianche con gli amici ai lati del fiume pronti ad intervenire immediatamente per un soccorso, in questo caso concordo nell'obbligatorietà.
Al mare, al lago o su fiumi al massimo di secondo grado, trovo molto fastidioso pagaiare con quella giacchetta imbottita (50N) e comunque non certo sicura.
Visto che la sicurezza è giusto che sia una priorità, da qualche mese ho risolto il problema e mi sono dotato di un vero salvagente gonfiabile da 150N, si, hai letto bene, 150N, lo tengo sempre con me in un marsupio legato in vita (vedi foto allegate). Risponde alle normative UNI EN ISO 12402-3  Alla versione che ho comprato ho fatto un paio di piccole modifiche per renderlo ottimale anche per noi che viaggiamo in kayak.

francesca gastaldi

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Anche se personalmente indosso sempre il salvagente, sono d'accordo con l'intervento di Marcoe anche con quello di Sante. Ogniuno deve poter scegliere in base alle proprie necessità e capacità. Anchese, per quel poco che ne ho fatto, lo stesso ragionamento non può farsi sul fiume. C'è inoltre una cosa di cui mai si parla che andrebbe premessa. Saper nuotare. Poichè non è certificabile questo, direi che un margine di ragionvolezza spetta sempre a chi si prende la propria responsabilità di agire (in questo caso di andare in canoa oltre tot metri dalla costa). Vogliamo rivalutare questo senso di responsabilità? E' del resto il senso di responsabilità che fà crescere le persone nello sport come nella vita. Resta il fatto che in caso di organizzazione di raduni e/o manifestazioni organizzate con il patrocinio delle associazioni affiliate o no alle federazioni è compito di queste obbligare i partecipanti ad indossare il salvagente. In questo caso infatti il senso di responsabilità personale è condiviso con quello di chi organizza e di patrocina: Ciò non solo per la sicurezza dei partecipanti, di cui spesso non si conosce il livello di preparazione, e per semplificare il lavoro di chi si prodiga ad organizzare, ma anche per il fatto che ci sono delle assicurazioni di copertura che funzionano solo se si adottano tutte le misure ragionevolmente previste per garantire sicurezza al gruppo di partecipanti. In questo caso infatti il pericolo di ogniuno di essi diventa pericolo per tutti.
francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Francesca Gastaldi...Marco Ferrario...Marco Lipizer...che gruppo ragazzi! Mi son trovato a lavorare per condividere e stilare tutte queste esperienze, idee, proposte, innovazioni, prove, ricerche, verifiche con dei veri precursori del KdM italiano.
E' un gruppo che sta stimolando e convincendo i parrucconi della Marina Militare (Guardia Costiera) e della FICK a lasciarci pagaiare in libertà con le giuste attrezzature e i giusti sistemi di sicurezza, adatti ai nostri tempi. Seguiteci ragazzi, stiamo lavorando sodo da mesi per tutta la categoria dei kayaker.
Grandi persone che si sono incontrate grazie alla insostituibile intercessione di CKItalia. Ce la faremo, tutti insieme!
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Anche se personalmente indosso sempre il salvagente, sono d'accordo con l'intervento di Marcoe anche con quello di Sante. Ogniuno deve poter scegliere in base alle proprie necessità e capacità. Anchese, per quel poco che ne ho fatto, lo stesso ragionamento non può farsi sul fiume. C'è inoltre una cosa di cui mai si parla che andrebbe premessa. Saper nuotare. Poichè non è certificabile questo, direi che un margine di ragionvolezza spetta sempre a chi si prende la propria responsabilità di agire (in questo caso di andare in canoa oltre tot metri dalla costa). Vogliamo rivalutare questo senso di responsabilità? E' del resto il senso di responsabilità che fà crescere le persone nello sport come nella vita. Resta il fatto che in caso di organizzazione di raduni e/o manifestazioni organizzate con il patrocinio delle associazioni affiliate o no alle federazioni è compito di queste obbligare i partecipanti ad indossare il salvagente. In questo caso infatti il senso di responsabilità personale è condiviso con quello di chi organizza e di patrocina: Ciò non solo per la sicurezza dei partecipanti, di cui spesso non si conosce il livello di preparazione, e per semplificare il lavoro di chi si prodiga ad organizzare, ma anche per il fatto che ci sono delle assicurazioni di copertura che funzionano solo se si adottano tutte le misure ragionevolmente previste per garantire sicurezza al gruppo di partecipanti. In questo caso infatti il pericolo di ogniuno di essi diventa pericolo per tutti.
francesca gastaldi

Parole sagge anche quelle di Francesca. Da intendersi, secondo me, come un libero imperativo personale e come una libera decisione del responsabile giuridico di un raduno. Tradotto per il nostro prossimo incontro con la Provincia: gilet a bordo (per dimostrare la nostra serieta'), ma non obbligo di indossarlo (per lasciare la giusta liberta').
Andrea Ricci
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Gengis

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Ciao a Tutti ,
NO ,NO, NO,
chi fa una norma la deve fare impostandola alla massima sicurezza , il gilett o supporto di galleggiamento  deve essere sempre indossato correttamente e deve avere  la spinta idrostatica di N  ,in rapporto al peso di chi lo indossa, e deve essere in grado di tenere la persona  emersa, e questa norma  deve valere  in special modo per chi fa uscite  solitarie , dove non c'è nessuno che possa aiutarti , dandoti la coda del kayak  mentre il tuo ..... se lo è portato lontano il vento, così come andrebbe anche  imposto di avere la pagaia  assicurata al kayak , questi sono obblighi morali di chi fa proposte  per  tutti , poi ognuno è libero di infrangere regole e leggi ,è lo sport nazionale  e l'esempio viene dall'alto . Ho indossato il mio salvagente  per giorni e giorni nelle traversate  delle isole Eolie con temperature quasi tropicali  e l'imbottitura mi ha tenuto il busto  al fresco  riparandomi da un sole cocente.
Ritornando  all'ancorchè non indossato  e come dire  che : sono obbligatorie le cinture di sicurezza, ancorchè non allacciate
oppure si consiglia l'uso del profilattico  ancorchè non indossato , ma per piacere .
Gengis

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Stamattina si e' svolta in Provincia di Roma la annunciata riunione per discutere il Regolamento di navigazione acque interne.
Erano presenti rappresentanti di varie federazioni del CONI (FICK,FIV,FIC) e di altre federazioni/associazioni di pagaia. In rappresentanza del mondo della pagaia c'erano quindi Francesca Gastaldi, Giuseppe Spinelli, Gian Piero Russo e io.
La riunione e' stata convocata dal competente ufficio provinciale che si trova tra l'incudine e il martello:
- l'applicazione di un regolamento provinciale dai limiti assurdi (approvato nel 2001 evidentemente da altri funzionari) e il nuovo terribile regolamento di navigazione della Regione Lazio
- le richieste e proteste delle societa' e associazioni sportive per le imposizioni di tasse/canoni da rapina della Regione Lazio e le vessazioni dell'Ardis (autorita' idraulica regionale)
Si e' discusso di entrambi e i rappresentanti provinciali ci manderanno la bozza di nuovo regolamento per commenti.
Vogliamo essere ottimisti? Essere invitati da un ufficio provinciale che si e' preoccupato di ascoltare le esigenze e le istanze degli utenti mi sembra una novita', quantomeno per lo squallido panorama politico laziale.
Vogliamo essere pessimisti? C'e' sempre qualcuno piu' un alto (la Regione Lazio in questo caso) che lavoro per complicare la vita ai cittadini allo scopo di mantenere una burocrazia e trovare pretesti per riscuotere pizzo di Stato.
Andrea Ricci
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Carlo Fonda

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  • Il mare è grande, esige rispetto, dona libertà
Mi spiace ma stavolta sono in totale disaccordo con Gengis (che pure stimo ed ammiro),
le regole imposte in questa maniera non fanno quasi nulla per limitare gli incidenti, ma anzi danno un falso senso di sicurezza ("ho indossato il salvagente, quindi nulla di grave mi può accadere, allora anche se sono un incapace e non so nuotare posso affrontare il mare in tempesta"). Il mare è molto più potente di noi e delle nostre regole, e soprattutto più di un salvagente (indossato o meno, io ad esempio lo porto *sempre* e lo indosso solo se ritengo che ci sia una situazione di pericolo, cioè *molto raramente* visto che tendo ad evitare i pericoli inutili), sarebbe assai più utile far comprendere a tutti che è importante conoscerlo e rispettarlo questo mare, prima di avventurarsi al largo. Non mi esprimo riguardo al kayak fluviale, è un mondo che non conosco.
I migliori maestri che ho avuto di kayak marino sono quelli che mi hanno insegnato il rispetto del mare, i fondamenti di acquaticità, le manovre fondamentali di controllo del kayak e la conoscenza del mare, dei venti e delle onde, e mi hanno suggerito di provare ed imparare in condizioni di sicurezza prima di osare di più, e soprattutto ad evitare rischi inutili (a volte l'unica manovra di sicurezza è imparare a restare a terra, se non siamo obbligati a fare altrimenti).
Ripeto, per me imporre regole che poi sappiamo nessuno rispetterà non aiuta nessuno. Consigliare di portare sempre con sé il giubbotto è giustissimo, obbligare ad indossarlo è una inutile limitazione della libertà e della capacità di autovalutazione e decisione che dobbiamo invece stimolare. Io non partecipo a manifestazioni dove vige questo obbligo, e invito tutti i miei amici a fare altrettanto, e quando organizzo qualche uscita di gruppo (purtroppo ormai accade raramente a causa degli impegni di lavoro) mi assicuro che tutti sappiano valutare da soli le loro capacità e i rischi ed agiscano di conseguenza. La stupidità non è eliminabile per legge, e nemmeno l'incoscienza, il rischio incalcolabile poi esiste sempre e fa parte del grande gioco della vita, chi affronta il mare con rispetto lo sa bene.

Carlo Fonda,
Trieste
La mia piccola flotta di kayak mare:
CS Canoe - Ventura e Marina440HC (singoli, in dyolene)
Artfiber - Proteus (in kevlar/carbonio), Piave K2 (doppio, in vtr)
Hobie - Mirage Oasis Tandem (SOT doppio in polietilene, a pedali)

francesca gastaldi

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Ciao Gengis,
questo mio intervento è legato solo ed esclusivamente all'attività marina. Ripremesso che io indosso sempre il salvagente e lo indosso perchè il mio senso di sicurezza è soddisfatto quando faccio così. Vedo però che per alcune persone il limite che li rende coscienti della propria sicurezza è spostato rispetto al mio. Stà così che allora bisogna fare distinzione tra il concetto di sicurezza avulso dai nostri sensi impulsivi di protezione altrimenti si trascende nel protezionismo. Il protezionismo, a mio parere, non ha mai fatto bene a nessuno e soprattutto non ha mai insegnato a crescere dal punto di vista responsabile.
Allora chi nuota a miglia distanti dalla costa dovrebbe indossare un salvagente? Anche chi fà il bagno in prossimità della riva in un giorno tempestoso su una spiaggia deserta (penso alle spiagge occ. della Sardegna dove quando tira il maestrale)?
I test sui salvagenti hanno dimostrato che un salvagente di 50 N non è in grado di tenermi a galla e non è in grado di tenermi fuori dall'acqua neanche la testa se ho perduto i sensi. Per questo motivo il 50N non si chiama salgente ma si chiama "dispositivo di aiuto al galleggiamento". Dunque per salvarmi con un 50 N devo essere cosciente. Se sono cosciente posso anche azionare una cordicina per un salvagente che è legato alla mia vita e si apre automaticamente e che automaticamente mi trovo indossato. Semmai l'obbligo può riguardare di saper nuotare. Perchè si parla sempre di salvagente e non si chiede mai di saper nuotare? Diamine mi pare molto più importante!!! Poi c'è da tenere presente che, secondo le normative europee recepite in Italia, per navigare oltre sei miglia (vedi traversata Circeo-Ponza che facciamo tutti gli anni)  è obbligatorio portare con se il 100 N, e sai che il 100 N non facilita il gesto della pagaiata. Se sono cosciente posso benissimo dotarmi di un salvagente come quello che ha mostrato Marco Ferrario nella mail precedente che addirittura mi copre anche se vado oltre le sei miglia (quindi posso andarci anche a Ponza). Non costa tanto. Questo azionato si apre all'istante e si indossa in un attimo. Guardalo bene non è complicato indossarlo come i di 50N che indossiamo solitamente. Con questo accessorio ho un salvagente che MI SALVA LA VITA quando lo aziono. Se invece mi vado a fare la traversata per Ponza con un salvagente da 50N (come tutti abbiamo sempre fatto fino ad oggi), anche se indossato, non sono garantita per niente se vado in acqua e non ho compagni vicino che mi soccorrono.
Del resto chi fà paracadutismo non apre il paracadute già dal momento in cui si lancia ma lo fà nel momento che ritiene debba essere fatto. Se gli coglie un malore? Pensa che io torno a casa tutte le sere da sola in macchina nei boschi dei Tuscolo vicino Roma e se mi prende un malore là nessuno se ne accorge.
Infine, come ho detto nella mail precedente, per le ovvie ragioni, la cosa è diversa nel caso di navigazioni di gruppo legate alle associazioni.

francesca gastaldi
Francesca Gastaldi

Marco Alberti

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Di solito navigo sotto costa o poco distante, ma porto sempre con me il giubbotto d'estate e lo tengo indossato d'inverno, rispetto il prossimo e sono prudente. Vorrei che nessuno mi obbligasse a fare diversamente e mi dettasse delle altre regole.
Lo so che si parla di misure al largo (500 m, 1 miglio, 2 ?), ma quando si comincia a regolamentare anche di poco una cosa che è sempre stata libera,  libera non lo sarà più. Se non siamo più liberi neppure in kayak che cosa ci rimane: errare vagabondi con i lupi ? Per il solleone ho il cappellino, crema solare  e una maglietta apposita.

Non dite che è pericoloso: morti K. mare 1, torrente 20, automobile 5000. Sequestri e multe GC=0.
Personalmente temo di più, specie d'estate, essere investito da storditi con gommoni, moto d'acqua etc. ed è per questo che fin dai primi anni '80 mi sono dotato di Kayak rossi o gialli e di pagaie con le pale pittate di arancione fosforescente.

PS: (Il preservativo si tiene sempre indossato anche a cena o in discoteca ?)

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Nel mio ultimo post parlavo di recente "pizzo sullo sport" della Regione Lazio.
Ecco la lettera che ho appena inviato al deputato Fossati (PD).



Lei Filippo Fossati, e' primo firmatario di una apparentemente meritoria proposta di legge "per il riconoscimento e la promozione della funzione sociale dello sport", di recente discussione alla Camera.
Non ci dovrebbe neanche essere bisogno della vostra proposta: basta l'art.32 della Costituzione ("La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività").
Senonche' il suo partito, al governo della Regione Lazio con Zingaretti, ha negli stessi giorni approvato un infame regolamento

"Deliberazione 25 marzo 2014, n. 147 - Regolamento Regionale 30 Aprile 2014 n. 10 : Adozione del regolamento regionale concernente la "disciplina delle procedure per il rilascio delle concessioni di pertinenze idrauliche, aree fluviali, spiagge lacuali e di superfici e pertinenze dei laghi."
[http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=regolamentiElenco]

che va in direzione avversa, punitiva dello sport!
Vi faccio in particolare notare il punto (Allegato A, articolo 14: concessioni di breve durata), che, lungi dal favorire questa funzione sociale, per la quale si dovrebbero prevedere incentivi e benefici per tutti coloro che questa funzione la esercitano per davvero e non sulla carta, impone in capo alle associazione sportive oneri sugli Allenamenti sportivi e sulle Manifestazioni sportive!

Noi sportivi laziali abbiamo appena cominciato a renderci conto del "pizzo sullo sport" che per primo il suo partito vorrebbe farci pagare.
Presto vi accorgerete che abbiamo la schiena diritta!

Andrea Ricci
Andrea Ricci
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norbert zenleser

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Condivido pienamente il messaggio di Carlo Fonda di Trieste.
Norbert Zenleser
Bolzano

stefanoDelta

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Mi spiace ma stavolta sono in totale disaccordo con Gengis (che pure stimo ed ammiro),
le regole imposte in questa maniera non fanno quasi nulla per limitare gli incidenti, ma anzi danno un falso senso di sicurezza ("ho indossato il salvagente, quindi nulla di grave mi può accadere, allora anche se sono un incapace e non so nuotare posso affrontare il mare in tempesta")....  evitare rischi inutili (a volte l'unica manovra di sicurezza è imparare a restare a terra, se non siamo obbligati a fare altrimenti).
... imporre regole che poi sappiamo nessuno rispetterà ... è una inutile limitazione della libertà e della capacità di autovalutazione e decisione che dobbiamo invece stimolare.... La stupidità non è eliminabile per legge, e nemmeno l'incoscienza, il rischio incalcolabile poi esiste sempre e fa parte del grande gioco della vita, chi affronta il mare con rispetto lo sa bene.

Carlo Fonda,
Trieste

Ciao Gengis. Non è che "chi non può più dare il cattivo esempio, dà buoni consigli"?
Mi spiace, ma questa volta concordo in pieno con quanto espresso così bene da Carlo Fonda. E aggiungo che è ora di smettere di chiedere allo Stato di farci da BADANTE nelle cose quotidiane, ché ha ben altre gatte da pelare (e sarebbe ora!!!). Sappiamo bene come va a finire: la badante, per facilitarsi la vita e avere tempo di fare i fatti suoi, ti lega anche al letto!
Sarò brutale e non politicaly correct, ma penso che il principio della "selezione naturale della specie" sia sempre valido, ed è ora che la stupidità individuale si accolli le sue conseguenze (per quella collettiva stiamo pagando già tutti oltre misura: non aggiungiamoci altri fardelli).
E per riprendere l'esempio del preservativo, un conto è averlo SEMPRE a portata di mano, un conto è usarlo a sproposito (o lo usi sempre anche con tua moglie? Forse uno che ha la coscienza sporca... e un alto senso civico...).
Con simpatia
Stefano Barbiero

maurizio bernasconi

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Leggo con grande soddisfazione gli ultimi messaggi nei quali si parla di schiena dritta, di rifiuto del badante istituzionale, di opposizione ai pedaggi economici o morali. Davvero mi danno il senso, con un po' di ottimismo, che il criceto si è stufato di correre nella ruota. Ottenere un regolamento ragionevole non è in sé una iniziativa disdicevole, ma riflette il desiderio di confezionare una rotella più confortevole, di mettere un piede nella scarpa del potere. Anche nel canoismo, quando è una cosa seria, sei nudo e crudo come nella morte, altrimenti non costruisci consapevolezza. Il sistema di regole nel quale vivi e che ti hanno inculcato piegandoci e spezzandoci nell'infanzia, puoi ogni giorno provare a farlo esplodere in te stesso, e puoi talvolta minarlo anche al livello della società. Quando succede di averne l'occasione, non sprecarla. Non guardare indietro: ci sei già stato. A cosa mi riferisco l'avrete capito! Un abbraccio a tutti.

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Il forum di cki e' veramente il nostro parlamento e ogni discussione e' utile.
La riprova la ho avuta stamattina: in risposta alla mia personale lettera a politici per l'infame pizzo sulle associazioni sportive, un canoista che dovrebbe rappresentarci al massimo livello istituzionale mi ha rimproverato di non aver condiviso le azioni da intraprendere! Ma dove stava lui mentre ce lo stavano mettendo in quel posto? Dove stanno le sue proposte? Possiamo affidare la nostra liberta' di pagaiare a persone ingessate nelle loro istituzioni, solidali con i politici di turno, e assenti dal confronto con la base?
Io sono uno qualunque anzi sono un signor nessuno, ma in una settimana: ho scoperto da solo e per caso un regolamento della provincia di roma che pone limiti assurdi, ho telefonato e scritto alla provincia, ho coinvolto il forum cki per trovare consenso su una proposta condivisa, mi sono fatto invitare alla riunione in provincia e ho presentato la proposta. Ma questo lavoro (INFORMARSI, INFORMARE, CONDIVIDERE, DIFENDERE, ATTACCARE, RAPPRESENTARE) non lo dovrebbero fare i rappresentanti dei canoisti?
Sara' per questo che perdiamo battaglie per scendere i fiumi contro le ben organizzate lobby dei pescatori?
Sara' per questo che veniamo sbeffeggiati da arroganti guardiacostieri come se fossimo famigliole in pedalo'?
Altro che FICK, FICT, UISP, etc.
Meno male che c'e' cki, democratico organo di dibattito!
Pagaiatori svegliatevi! Ci dobbiamo difendere da soli e cki e' la nostra assemblea permanente effettiva!
Andrea Ricci
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francesca gastaldi

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Lascia stare Andrea, non farti il sangue amaro per chi non c'è. Ciascuno di noi è mancato a qualche appuntamento nella vita. L'importante è che c'era chi ci voleva essere, anche perchè per battaglie come queste bisogna crederci. Se non ci credi sono perse.

francesca gastaldi
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maurizio bernasconi

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Citazione
Lei Filippo Fossati, e' primo firmatario di una apparentemente meritoria proposta di legge "per il riconoscimento e la promozione della funzione sociale dello sport", di recente discussione alla Camera.
Non ci dovrebbe neanche essere bisogno della vostra proposta: basta l'art.32 della Costituzione ("La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività").
Senonche' il suo partito, al governo della Regione Lazio con Zingaretti, ha negli stessi giorni approvato un infame regolamento

"Deliberazione 25 marzo 2014, n. 147 - Regolamento Regionale 30 Aprile 2014 n. 10 : Adozione del regolamento regionale concernente la "disciplina delle procedure per il rilascio delle concessioni di pertinenze idrauliche, aree fluviali, spiagge lacuali e di superfici e pertinenze dei laghi."
[http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=regolamentiElenco]

che va in direzione avversa, punitiva dello sport!
Vi faccio in particolare notare il punto (Allegato A, articolo 14: concessioni di breve durata), che, lungi dal favorire questa funzione sociale, per la quale si dovrebbero prevedere incentivi e benefici per tutti coloro che questa funzione la esercitano per davvero e non sulla carta, impone in capo alle associazione sportive oneri sugli Allenamenti sportivi e sulle Manifestazioni sportive!

Noi sportivi laziali abbiamo appena cominciato a renderci conto del "pizzo sullo sport" che per primo il suo partito vorrebbe farci pagare.
Presto vi accorgerete che abbiamo la schiena diritta!

Andrea Ricci

Nel dubbio di essere stato frainteso, ma spero che tu ti stia riferendo a qualcos'altro: sottoscrivo e condivido quanto scritto da Andrea non solo nel contenuto, ma anche nella forma. 

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
grazie a marco ferrario che mi ha mandato i jpg dei punti incriminati di cio' che io ormai chiamo:
l'infame regolamento della regione lazio per il pizzo sullo sport.




Ultima modifica: Maggio 24, 2014, 11:47:44 am da Dani Ckfiumi
Andrea Ricci
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Gengis

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Ciao a tutti ,
mi rendo benissimo conto che tutti  non possano essere d'accordo , grazie al cielo siamo in una democrazia , oltraggiata e vilipesa , ma democrazia, come mi rendo benissimo conto  che ho grosse difficoltà a farmi capire, provo ripardendo da zero.
Premesso che per andare per mare , bisognerebbe essere capaci  di nuotare essere coscienti dei propri limiti spicofisici , avere conoscenze  meteo e
preferibilmente aver imparato attraverso qualche corso ,oppure per  quelli come me  che hanno incominciato quando ne scuole
ne Formatori specializzati esistevano come pure i kayak da mare( sto parlando di Italia  anni 60-70-80) si sono  affiancati a chi già andava per mare con le Klepper di legno e tela  imparando quello che altri già avevano sperimentato , evitando così  pericolosi  incidenti.
Sono il primo  nel riconoscere la pericolosità del mare , specialmente in presenza di rocce e falesie , senza vie di fuga , proprio per questo
ed anche per aver seguito l'evolversi di questa splendida pratica sportiva  nautica , seguendo gli incidenti , gravi e meno gravi  con l'intento
di evitarne il ripetersi  ,tentando attraverso i corsi,  la formazione di una coscienza nautica , atta a ridurli , per questo  posso sembrare rigido ,
ma questo deve essere l'atteggiamento di chi ricopre ruoli più o meno istituzionali ed in special modo quando si tenta di normare una pratica
che si svolge in un ambiente  bello ed entusiasmante fin che si vuole , ma anche atrettanto  imprevedibile e  pericoloso , non può essere impostata
su preferenze personali , ma deve essere impostata alla massima sicurezza , inutile girarci attorno , tirare in ballo libertà  o costrinzioni, protezionismo,la massima sicurezza è il supporto/gilet/ salvagente , chiamatelo come volete  ma adatto e con gli N ( Newton ) in rapporto al peso del kayaker che lo indossa .
Così come non serve fare paragoni con chi nuota o pratica altri sport , noi non stiamo parlando e normando le immersioni ,noi stiamo parlando e tentando di normare una pratica ben precisa che non è il paracadutismo e anche qui posso dire la mia  ,avendone fatti di lanci sia Vincolati  che sono i primi ed il paracadute si apre per effetto di una fune di lancio vincolata all'aereo , come pure dei ritardati sia con capsuala barometrica che  a comando manuale ritardando  così l'apertura a propria discrezione  per centrare il bersaglio .

Gengis

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Scusate  ho involontariamente inviato  , prima di finire il mio apporto a questo importante argomento.
Naturalente  i nuovi modelli  autogonfiabili e per niente ingombranti rientrano nel discorso , anche questi però, devono essere indossati correttamente , cosa possono servire se stivati  qua o là ,  specialmente per chi ama le solitarie o naviga  separato dal gruppo .
 Se poi andiamo ad analizzare cosa possano servire  i gilet stivati o sotto le corde tienibene  nei casi di svenimento , mi sa che non ci sono  parole libertarie sufficienti  che lo possano spiegare.
Ritornando  sulla questione  , chi fa le norme deve farle  con l'intento  di ridurre al massimo le probabilità d'incidente e per me  che ricopro  una carica Federale
non posso  avere arbitrio ,ma pensare di abbassare il più possibile il rischio ed indossando il supporto il rischio si azzera o si riduce di  molto .
Per quanto poi  riguarda  quando si debba indossare il profilattico, se non vi è chiaro , con gli anni che avete , mi sa che ne avete usato veramente pochi !!!!!!! io  li ho sempre usati  non solo per prevenire le malattie  , che esistevano prime dell'arrivo dell'aids
ma soppratuto  per il massimo rispetto delle Donne , cui una gravidanza non desiderata era una tragedia , ma anche per evitarmi
una paternità  non  personalmente desiderata e voluta .
Sperando di essere stato sufficientemente chiaro , vi saluto cordialmente.
Gengis

Gengis

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Ciao a Tutti ,
oggi mi avanza un poco di tempo e così posso meglio seguire i vari post.
Che il regolamento  per le acque interne romane sia una porcata non ci piove  e che vada contrastato per un cambiamento
è un dovere di ogni sportivo , però onestamente non vedo  che colpa ne possano avere la FICK , la FICT e la  UISP  che non mi risulta siano state preventivamente consultate e si trovano questa porcata tra capo e collo .
Di certo è che se c'è qualcuno in grado di poter intervenire politicamente e con peso , questa è sicuramente la FICK  ed il suo Presidente Luciano Buonfiglio che è anche Vice Presidente del CONI , organo oltre che potente anche vicino ed in contatto con i politici , che dovranno intervenire per modificare la porcata.Sono altresì sicuro  che il Presidente FICK , come ne verrà a conoscenza si attiverà , facendo sentire il suo peso  e noi  come FICT saremo sicuramente a suo sostegno, come penso sicuramente farà la UISP , conoscendone alcuni Dirigenti .Naturalmente in democrazia ognuno è libero di scrivere , protestare, firmare, manifestare, avere la schiena dritta , spezzare le reni e vivere un giorno da leone è meglio che cento da pecorone , però a meno che non si voglia dar fuoco  davanti al comune di Roma , otterrà ben poca visibilità , fatto salvo per il nostro amato forum.Gengis