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Il fantasma delle Ordinanze entro i 300 metri

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francesca gastaldi

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Stiamo lavorando anche per questo confronto e  anche nell'ipotesi dei soli 6 miglia senza modificare la legge. Tieni presente però che i prodotti di tutti i paesi SEE prima o poi saranno tutti omologati. sono omologate anche le buste che usiamo per buttare i rifiuti!! UNI italiano ha già ratificato nel 2013 EN ISO per imbarcazioni a propulsione umana inferiori a 6 metri. Ora sono applicabili solo volontariamente ma prima o poi le direttive europee ci imporranno di applicarli e allora la legge dovrà essere modificata comunque (e non perché lo chiediamo noi). In Francia questo è accade già. Tieni presente poi che se vuoi andare a pagaiare con il tuo kayak fuori dall'Italia, per esempio, proprio in Francia, sei passibile di multa se vai oltre due miglia con un kayak non omologato. Le cose sono molto più complicate di come si crede. Sono mesi che stò studiando le normative nazionali, internazionali e europee. E' tutto in continua evoluzione e penso che la nostra legge di navigazione da diporto cambierà non una ma più volte.
francesca gastaldi

Quello che voglio dire è che si può ottenere il risultato della libera navigazione senza bisogno di fare una legge nuova. Nel caso del lago il divieto è espresso ma per il mare basta dire che kayak, surfski etc non sono nè canoe nè sandolini per risolvere tutto. Prendiamo anulare razzetti etc e andiamo fino a 6 miglia e già è tanto. Poi magari ci sono delle zattere mini o anulari gonfiabili.

Poi in certe zone non si naviga a prescindere (porti) o con regole particolari ma lì siamo nell'ambito delle eccezioni.

Capisco che nel dubbio uno evita ma con un confronto tra federazioni e capitanerie si potrebbe pervenire ad un accordo su un'interpretazione prokayak e il discorso sarebbe chiuso. Lo stesso si potrebbe ottenere tramite una legge di interpretazione autentica che dica semplicemente: ai sensi del codice della naihazione il kayak da mare nom è compreso nel significato di canoa.
Francesca Gastaldi

Andrea Ricci

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  • la pagaia è il nostro sport
Non ti inalberare Francesca: anche se sono in disaccordo con te (come sai secondo me in Italia e' meglio lasciare le cose come stanno) apprezzo la tua tenacia e rigore su questo argomento.
La mia intenzione era proprio di dare una mano concreta alla discussione, facendomi portavoce di tutto il popolo dei pagaiatori e rematori in mare e non solamente del ristretto gruppo dei k-mare.
Fino a 20 anni fa in Italia, correggimi se sbaglio, in mare si andava solo con i kayak da lago/fiume e con i kayak da mare. Tu stessa hai esperienza che i tipi di imbarcazioni a remi e a pagaia anche nei nostri mari in questi venti anni sono diventati tantissimi, e altri se ne aggiungeranno in futuro.
Il legislatore non puo' stare dietro a ogni evoluzione del nostro sport, e alle sollecitazioni una volta dei k-mare, poi dei polinesiani, poi dei sup, etc. Deve stabilire dei criteri generali, magari tagliati con l'accetta, facilmente controllabili dagli agenti di polizia.
La mia osservazione era quindi volta a sapere perche', mi sembra, vi limitate ai k-mare e qual e' il criterio distintivo (inaffondabilita', sicurezza, soccorso, etc.) che volete perorare presso il legislatore, perche' i criteri che citavo non sono solo tipici del k-mare, anzi.


Nella relazione che stiamo presentando non parliamo solo di kayak. Non è vero che sono inaffondabili solo i natanti che elenchi tu. Ci sono omologazioni ISO che prevedono test di galleggiabilità e stabilità, pozzetti e gavoni stagni anche per i kayak. Cmq un kayak può navigare in autonomia per miglia perché ha i gavoni per portare il necessario, il surfski e il sit on top no. Il nostro lavoro non mira a creare discordanze e differenze ma ad affrontarle e a superarle. Certo che se te e quelli come come te ci dessero una mano concreta invece di stare sempre a criticare e a inveire andremmo avanti meglio e più veloci e forse anche la tua barchetta a remi, la tua polinesiana e qualunque altra cosa tua potrebbe andare oltre i 300 metri.
Ti faccio domande io ora. 1) hai seguito i topic precedenti? 2) Secondo te come mai nel resto del mondo sono quasi tutti liberi di navigare? 3) Che cosa è che ti dà veramente fastidio del lavoro che stiamo facendo visto che sei convinto che resteremo a navigare entro i 300 metri?
francesca gastaldi

quote author=Andrea Ricci link=topic=4599.msg17286#msg17286 date=1384689731]
Perche' considerate solo il kayak da mare e non parlate di canoe? anzi di imbarcazioni a pagaia? anzi di imbarcazioni a remi o a pagaia?
Se il criterio e' l'inaffondabilita', allora sono veramente inaffondabili solo le imbarcazioni intrinsecamente inaffondabili, cioe' quelle in cui la riserva di aria e' sigillata o riempita di espanso: sit on top, surfsky, surf, polinesiane, qualunque imbarcazione preformata con una riserva di aria o di espanso e quindi intrinsecamente inaffondabile. L'inaffondabilita' di un kayak non e' intrinseca: si ha finche' non si apre o non si perde un tappo in navigazione, ovvero non si sgonfia un sacco di punta, eventi non infrequenti.
Se il criterio e' la velocita', allora (a parita' di manico!) molte imbarcazioni a remi o a pagaia sono piu' veloci di un classico kayak da mare da escursionismo.
Se il criterio e' la capacita' di carico, allora una barca a remi, una polinesiana o un sit on top da carico possono essere molto piu' capienti.
Se il criterio e' la capacita' di soccorso, allora un pattino o una barca a remi sono molto piu' capaci.
Insomma, perche' nella vostra visione con il mio surf o con la mia polinesiana o con la mia barchetta a remi dovrei restare entro i 300 metri, mentre voi con il vostro kayak da mare potreste andare oltre?
Andrea Ricci
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reel

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segnalo che anche i surfski possono avere ed alcuni già sono dotati di pozzetto http://www.point65.com/kategori/5278/xp18-spyder.html
quanto alla lunghezza invece alcuni singoli superano i 6 metri, i biposto i 7

più che dividere la imbarcazioni per categorie che oltretutto sono in continua evoluzione ed ibridazione sarebbe utile anche per i kayaker stessi che fossero i produttori a dover sottostare a determinati test per potere dichiarare i loro mezzi adeguati ad un loro uso lontano dalla costa, un po' come per immatricolare un'autoveicolo ci sono svariate prove da effettuare che fanno (in parte) anche da garanzia per chi acquista un'autoveicolo per esempio accertando come si è comportato nei crash test Euro Encap

francesca gastaldi

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E' quello che stiamo cercando di fare. ragazzi non la decidiamo noi la lunghezza di una barca ne tante altre cose. E' tutto stabilito da normative ISO. Queste non parlano di kayak ma di imbarcazioni a propulsione umana sopra e sotto i 6 metri. In base a questo esse sono tenute a fare dei test stabiliti che garantiscano stabilità galleggiabilità e stagnabilità. Ma davvero credete che io o tre persone possiamo stabilire chi e cosa deve navigare? se vi foste letti il topic in cui parlavi degli ISO e ve li foste andati a vedere su internet sapreste che è così. Invece stà battaglia della raccolta informazioni io me la stò sorbendo da sola. Noi stiamo intercedendo perchè vengano prese in considerazione certe cose e lo stiamo facendo collaborando al momento con la UISP che ci ha dato il sostegno più concreto. Mi pare giusto anche dirlo. Abbiamo chiesto anche l'intervento della FICT e della FICK. La FOCT sembra essere sinceramente sensibilizzata alla questione. La FICK invece ancora stenta a fare suo il problema. Siccome però stiamo andando avanti con criterio e anche velocemente penso che prima o poi anche la Fick se ne occuperà. Non posso scrivere qui tutto quello che abbiamo inparato in questi mesi studiando e tutto quello che abbiamo fatto perchè non può essere espresso in dieci righe, ma stimamo cercando di tenere presente tutto. Poi non spetta a noi fare la legge. In parlamento c'è un ufficio competente, costituito dal gente di mare che dovrà occuparsi della cosa e che chiamerà a collaborare immagiono guardia costiera  e federazioni e spero anche noi. Siamo ancora in fase di approccio con queste collaborazioni, abbiate pazienza e lasciate l'ansia da parte. Le cose vanno fatte capendole e capendo come ci si deve muovere. Errori possono sempre essere fatti ma l'importante e capirli e correggerli. Perciò pagaiamo mantenendo la rotta, godendoci il panorama quando c'è e tirando fuori la grinta e la interiore e di gruppo quando la cosa diventerà impegnetiva per i venti e le mareggiate, perchè oò mare ci insegna che questi arrivano anche improvvisi. A proposito di gruppo l'unica associazione che ha dichiarato apertamente di riconoscere lo sforzo che stiamo facendo è il Gruppo Canoe Roma. Noi ci auguriamo che queste dichiarazioni aumentino, soprattutto da parte di associazioni e club che sono affilati alle federazioni.
francesca gastaldi
segnalo che anche i surfski possono avere ed alcuni già sono dotati di pozzetto http://www.point65.com/kategori/5278/xp18-spyder.html
quanto alla lunghezza invece alcuni singoli superano i 6 metri, i biposto i 7

più che dividere la imbarcazioni per categorie che oltretutto sono in continua evoluzione ed ibridazione sarebbe utile anche per i kayaker stessi che fossero i produttori a dover sottostare a determinati test per potere dichiarare i loro mezzi adeguati ad un loro uso lontano dalla costa, un po' come per immatricolare un'autoveicolo ci sono svariate prove da effettuare che fanno (in parte) anche da garanzia per chi acquista un'autoveicolo per esempio accertando come si è comportato nei crash test Euro Encap
Francesca Gastaldi

francesca gastaldi

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Sono stati contattati anche i produttori CS canoe e resinvetro.
Questi sono al corrente delle normative in vigore già in altri paesi e per questi producono già natanti rispondenti. Sono molto sfiduciati su come vanno le cose in Italia e hanno remore a lavorare allo stesso modo per il mercato italiano soprattutto per i costi che potrebbe comportare. Io sono convinta che se si fà in altri paesi si può fare anche qua basta cominciare a capire la materia e a non farsi infinocchiare dalle solite storie di furbizia. Se tutti stiamo all'erta nessuno può fare il furbo. Io spero che trovino il coraggio di affrontare la cosa e di muoversi in prima persona coordinandosi tra loro e con noi. Non posso farlo io per loro. Io l'invito a collaborare l'ho fatto.
Per quanto riguarda la produzione, lo ripeto, è tutto stabilito da norme europee (tra l'altro già ratificate dall'Ente Nazionale Italiano che si occupa di omologazioni, cioè l'UNI). C'è da dire che i paesi membri del SEE non sono obbligati a ratificare queste norme. Cmq le normative prevedono che proprio per questo i produttori stessi possono decidere una propria strategia a riguardo. Cioè possono scegliere modi alternativi per dimostrare la sicurezza di un prodotto e di conseguenza omologarlo tramite una "dichiarazione di conformità". Anche questa dichiarazione deve essere fatta secondo i canoni stabiliti da una normativa ISO.
La cosa è interessante e per niente controversa. Il problema è che deve essere compresa bene. Se conoscete produttori di canoe e kayak interessati a capire o che già sanno come funziona vi prego di segnalarmeli.
grazie
francesca gastaldi

segnalo che anche i surfski possono avere ed alcuni già sono dotati di pozzetto http://www.point65.com/kategori/5278/xp18-spyder.html
quanto alla lunghezza invece alcuni singoli superano i 6 metri, i biposto i 7

più che dividere la imbarcazioni per categorie che oltretutto sono in continua evoluzione ed ibridazione sarebbe utile anche per i kayaker stessi che fossero i produttori a dover sottostare a determinati test per potere dichiarare i loro mezzi adeguati ad un loro uso lontano dalla costa, un po' come per immatricolare un'autoveicolo ci sono svariate prove da effettuare che fanno (in parte) anche da garanzia per chi acquista un'autoveicolo per esempio accertando come si è comportato nei crash test Euro Encap
Francesca Gastaldi

passolento

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... abbiate pazienza e lasciate l'ansia da parte ...
Cara Francesca stai tranquilla che continuo a pagaiare sereno e solitario ben oltre i limiti imposti dalle leggi attuali  ;D

Apprezzo molto lo sforzo di chi come te si prodiga per una corretta regolamentazione della nostra attività e ti assicuro la mia incondizionata collaborazione per ogni eventuale iniziativa.

Un leggero scetticismo mi assale però se penso al particolarismo ed al limitato numero degli adepti alla nostra attività.
Nel mondo perfetto ed regolamentato che noi auspichiamo, immagino norme precise e differenziate per kayak da mare, iole, sandolini, kitesurf, wind surf, ciambelle etc ...
ed allora l'anarchico che è in me inizia a storcere la bocca al ricordo delle mie prime uscite col windsurf negli anni 70 dove si pretendeva di regolamentare l'uso di razzi, anulari, cime di traino, ancore etc ...
od ancora alle inutili (per non dir stupide) regolamentazioni RINA che per anni mi hanno costretto a levare ottime attrezzature dalle mie barche per montarne di scadentissime ma dotate del necessario marchietto di omologazione ...
per non parlare di chi, più recentemente, pretendeva ad assurgersi quale certificatore delle pareti di roccia dove sono solito andare ad arrampicare! (è una divagazione ma il discorso del Gran Sasso lo hai tirato fuori te, se non ho letto  male  ;) )
 
Comunque, un grosso in bocca al lupo e buon lavoro a te ed a chi con te porta avanti questa crociata.
 :)

 

Per fortuna la gente italica, anche quando indossa la divisa, è comunque spesso portata al buon senso. Mesi fà, parecchio a largo dell'Elba, sono stato pizzicato da un gommone della Guardia Costiera. Si sono avvicinati, hanno dato un'occhiata da lontano a come ero attrezzato, per poi girare la prua  ed andare da un'altra parte.
Saluti
Daniele

passolento

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PS: dimenticavo
ti riporto, qualora servisse,  la norma che regola il mio pagaiare (quasi sempre fuorilegge) sul Trasimeno
saluti
 :)



Legge Regionale 19 luglio 1988, n. 23. integrata con legge regionale 27 aprile 1990 n. 25 e con legge regionale 27 marzo 2000, n. 31.

Art. 10.
(Natanti minori)
1. Per i natanti comunemente denominati Jole, pattini, sandolini, mosconi, scooters acquatici e mezzi
similari ed i natanti a vela con superficie velica non superiore a 4 metri quadrati, la navigazione è
consentita entro i 500 metri dalla riva. I predetti natanti devono essere dotati di almeno un salvagente,
tranne che si tratti di natanti inaffondabili con apposito mancorrente cui aggrapparsi stando in acqua.
2. L’autorità competente per la navigazione sul lago può estendere o ridurre il limite di cui al primo
comma, in relazione a particolari condizioni locali.



ma noi non siamo natanti minori, vero?
 ;D
Saluti
Daniele

Antonello Pontecorvo

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  • Boats aren't unstable. People are.
Ciao Francesca,
Sono Antonello della asd Campania Adventure, scrivo solo per che tutta l'associazione sta seguendo e apprezzando il lavoraccio che ti stai sorbendo; Gianni dell'AcquaViva Uisp ci tiene aggiornati anche dei retroscena e rappresenta al meglio, per competenza ed entusiasmo, non solo il mio e il suo club ma tutte le associazioni uisp di pagaia che, da tutto il territorio nazionale, ti seguono e ti supportano. Tienici presente  nel càso fosse necessario costutuire uno o più tavoli di lavoro.
Grazie ancora,
Antonello e le pagaie campane

francesca gastaldi

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Grazie mille Antonello,
la tua è una mail davvero rincuorante e devo dire inaspettata.
grazie ancora.
Francesca gastaldi

Ciao Francesca,
Sono Antonello della asd Campania Adventure, scrivo solo per che tutta l'associazione sta seguendo e apprezzando il lavoraccio che ti stai sorbendo; Gianni dell'AcquaViva Uisp ci tiene aggiornati anche dei retroscena e rappresenta al meglio, per competenza ed entusiasmo, non solo il mio e il suo club ma tutte le associazioni uisp di pagaia che, da tutto il territorio nazionale, ti seguono e ti supportano. Tienici presente  nel càso fosse necessario costutuire uno o più tavoli di lavoro.
Grazie ancora,
Antonello e le pagaie campane
Francesca Gastaldi

Vittorio Pongolini

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  • Healthy rivers, lakes and seas are priceless!
Ciao Antonello!

Ti ringrazio anch'io dell'appoggio morale e materiale. Sei sempre molto costruttivo e te ne rendiamo grazie. Abbiamo bisogno di gente come te, che, pur avendoli, non mostra di avere interessi commerciali nelle sue esternazioni e di avere idee chiare in proposito.
 
Visto che roba la nostra Francy? E' dentro la questione più di tutti noi. Sta portando avanti un lavoro davvero fantastico ed erculeo. Mi lascia senza parole! Ha tutto il nostro appoggio, anche se le ho già detto che se è il caso anch'io, e forse anche Marco Ferrario, siamo disposti ad andare a Roma per parlare con chi di dovere (lo sappiamo noi tre). Credo però che riesca a cavarsela egregiamente da sola con l'appoggio di Russo e della UISP che, davvero, è quella che più di tutti si sta rivelando affine alle nostre intenzioni e che lavora in sintonia con le volontà dei kayaker del fuoricosta. Quelli come noi che credono ed hanno sempre creduto nei risultati ottenuti con azioni volitive,  complementari e sinergiche. 
Forza M. Bucci (CSPT),  forza G. Montagner (Referente Canoa da Mare FICK), forza L. Buonfiglio (Presid. FICK), forza Sottocosta (un po' tutti...), forza club di KdM, già Arcangelo Pirovano (FICT),  ci sta dando tutto il suo appoggio morale e materiale. Non potete mostrare indifferenza ad una così importante svolta, direi epocale, per il riconoscimento legale del KdM e per la sua libera navigazione (o forse è meglio dire, non condizionata navigazione) nei mari italiani. I kayaker europei sono già sensibilizzati e aspettano di raggiungere anche loro questo nuovo orizzonte di navigazione. Tutti i kayaker, a tutti i livelli, devono pagaiare dalla stessa parte.
Vittorio Pongolini - Canoa Club Milano

"You don't beat it. You never beat the river, chubby".  Burt Reynolds (Lewis Medlock), Deliverance, 1972.

marco ferrario (eko)

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Molti kayakers si sono dimostrati interessati e hanno offerto il loro contributo, l'appoggio (alto  ;D ) alla nostra causa sta crescendo.
Tra tutti, uno di essi non possiede dispositivi per collegarsi ad internet e non ha visibilità sul web, ma fino a qualche anno fa era ben visibile in libreria, immortalato tra le acque bianche in uno spettacolare appoggio alto. L'appoggio si può vedere sulla copertina de' IL LIBRO DELLA CANOA, il suo libro, pubblicato nel 1986.
Sto parlando di Andrea Alessandrini.
Nel suo creativo laboratorio, a casa sua, in pizzeria e per telefono, ho discusso, compreso e condiviso tutti gli aspetti del dibattito in corso e Andrea ha offerto il suo importante contributo, ricco d'esperienza e di studio, un contributo veramente disinteressato e libero da pregiudizi e secondi fini.
Andrea è un grande vecchio del kayak. Da ragazzo, negli anni '50, affrontava con destrezza le rapide di 4º grado, poi negli anni '60 è stato per 8 volte Campione Italiano nel K1.
La sua poliedrica evoluzione l'ha portato a diventare allenatore nazionale e anche a lavorare la vetroresina, il kevlar e il carbonio, dando origine alle canoe e ai kayak ASA, imbarcazioni che oltre a soddisfare i molti che ai tempi le acquistarono, conquistarono 5 titoli mondiali costruttori e oltre 900 titoli costruttori europei e italiani.
Ogni tanto Andrea parte ancora in kayak da mare o in canoa per affrontare qualche avventura, ma la sua più grande soddisfazione sta nel modificare e personalizzare i kayak e le canoe per permettere a chi è diversamente abile di sedersi e pagaiare. Andrea prova una profonda gioia nel vedere navigare in totale autonomia chi per spostarsi a terra ha bisogno invece di assistenza.
Quale migliore amico potevamo incontrare?
Lo ringrazio per il suo appassionato coinvolgimento e il suo appoggio in questa causa, con il desiderio di festeggiare presto, tutti assieme e ciascuno col proprio kayak, la libera navigazione in kayak da mare.

Marco Lipizer

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Con un po' di ritardo, son riuscito a recuperare l'ordinanza di Trieste.
Ordinanza 1/2003 - Limiti di navigazione durante la stagione balneare.


Articolo 3
1. nella fascia oraria compresa tra le 09.00 e 19.00 i natanti a remi, jole, canoe
, pattini, sandolini, mosconi e pedalò non possono allontanarsi più di 300 metri dalla costa;

Quindi è stata inserita la parola canoa alla dicitura della legge 171/2005 (anzi la legge poi l'ha tolta).
Le ordinanze delle Capitanerie sono al di sopra della legge e quindi valgono come tali.