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Packrafting in Italia

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Antonio Piro:

Lo scorso inverno navigando in rete ho conosciuto il packraft, incuriosito dalle sue potenzialità ne ho acquistato subito uno. Ed è stato subito amore a prima vista. Dopo sei mesi di utilizzo sono sempre più entusiasta.
Packraft  è il termine inglese per indicare un piccolo gommone portatile, progettato per navigare in ogni tipologia di ambiente acquatico, dai fiumi d'acqua bianca alle baie e fiordi oceanici. Un packraft è abbastanza leggero e sufficientemente compatto per essere trasportato per lunghe distanze, si inserisce nello zaino, in bicicletta, in una sacca da viaggio, anche in un marsupio, tuttavia è un'imbarcazione funzionale.
Nati in Alaska, si stanno diffondendo rapidamente in tutto il mondo. L'accoglienza del mondo del kayak d'acqua bianca spesso non è stata delle migliori, le forme del packraft non sono cosi canoniche per essere facilmente accettate dai duri e puri. Ma presto in molti si sono ricreduti.
Da poco sono cambiate le linee dei packraft, grazie all'opera innovatrice dell'Alpackaraft, che a saputo osare, modificando il classico modello ovale. Grazie anche al nuovo design, è cambiato l'approccio al packraft, la tecnica è evoluta rapidamente e ciò che sembrava impossibile, è diventato non solo realistico ma anche facile.
L'eskimo e rapide fino al V grado, adesso non sono più utopia.
(link rimosso dal mod)
Nella speranza di trovare presto altri appassionati di questa splendida imbarcazione, saluto tutti
Antonio Piro

Antonio Piro:
???
Sapevo che i packraft non sarebbero stati ben visti dal mondo della canoa, troppo brutti e paciocconi. In effetti è quello che è già successo in giro per il mondo, un primo contatto freddo freddo .... gelido, per poi passare ad un progressivo interesse e arrivare all'entusiasmo.
Ma mi sarei aspettato almeno un po' di curiosità.
In questi giorni sto peregrinando da un forum all'altro per presentare questo nuovo modo di vivere il fiume. Il mondo del canyoning si è mostrato subito attento a recepire le potenzialità del packraft. Anche nel pianeta delle bici pieghevoli l'interesse è stato notevole, attirati subito dall'affascinante prospettiva di viaggiare da anfibi, in bici per terra e in packraft per acqua.
Il mondo dell'avventura è attento alle novità che possono portare verso mete nuove.
Dal mondo della canoa tutto tace, mi sarei aspettato una valanga di feroci critiche, invece ... silenzio.
Vi allego i link di un paio di video interessanti.
Chissà che non si riattivi il desiderio di discutere.
Ciao a tutti.
Antonio

http://www.youtube.com/watch?v=GyFPB-7_Z2s

http://www.youtube.com/watch?v=bKNb9Wi4kgw

Frederik Beccaro:
da canoista... mi sembra un surrogato della canoa ed un tornare indietro di 20 anni rispetto al polietilene, tra l'altro più performante e resistente.
Il Packrafting potrebbe suscitare interesse per discese in quei luoghi così remoti del mondo che portare una canoa diventa più un problema che altro. Mi riferisco a rotte aere particolarmente ostiche, accessi a fiumi che richiedono giorni di avvicinamento. Non credo che nell'ambiente del canoista possa far breccia proprio perché per me tecnicamente è un passo indietro. I video che hai messo sono molto interessanti ma raffigurano una canoa troppo difficile per il principiante che quindi non lo vedo attratto da questa disciplina. Per contro motociclisti, campeggiatori, escursionisti potrebbero essere attratti ma, questo forum forse no è il più adatto per promuovere il packrafting. D'altra parte anche te indichi che altre realtà sportive ed escursionistiche hanno mostrato interesse. In bocca al lupo

Antonio Piro:
ciao Frederik, grazie della risposta.
Per certi aspetti condivido il tuo intervento.
Ma lasciami ribattere un paio di tue opinioni.
Circa la robustezza del polietilene rispetto ai packraft (alpackaraft) ho dei dubbi, ultimamente ho rivenduto un mio kayak in polietilene perché il materiale non mi ispirava fiducia, poco dopo ne ho visto uno uguale sul noce con la prua aperta, anzi esplosa. Gli alpackaraft sono in tessuto balistico uretanico indistruttibile, se dovessero forarsi si possono riparare al volo in modo semplice e riprendere la discesa. Per fare un esempio in questo video si vede un alpackaraft che è stato distrutto da un orso, venire riparato con semplici mezzi: http://www.youtube.com/watch?v=jZxoF9dUsUE
Con questo non intendo definire qual'è più robusto, ma dire che, con il packraft, è possibile portare a termine una discesa anche dopo una rottura.
Un'altro punto che non condivido è la difficoltà per un principiante. Ultimamente ho fatto utilizzare il mio packraft a due amici non canoisti, li ho fatti scendere nel classico tratto del Brenta  a Valstagna, campo slalom compreso. Sono rimasti entusiasti, non si sono mai rovesciati, e anche nei punti a loro più ostici se la sono cavata bene. Sono stati talmente contenti dell'esperienza da pensare di acquistarne uno (il costo gli ha subito fatto cambiare idea).
Ho l'età per aver visto arrivare nel mondo della canoa il polietilene, e ricordo l'euforia che portò tale novità.
Ricordo inoltre dopo aver visto in Germania le prime mountain bike, e che quando provai a chiederle dai produttori di in veneto alcuni di loro mi risposero "roba da bambini, noi siamo una ditta seria, non trattiamo quella roba", e se li vai a trovare oggi producono quasi solo MTB.
Le dinamiche che portano ad accogliere o rifiutare le novità, son roba da psicologi e non roba da analizzare in un sito di canoisti, perciò rilancio con un'altro paio di video.


Vorrei precisare che non vendo packraft ne sono in alcun modo legato a chi li produce o rivende, sono solo uno che di carattere amo lanciarmi e condividere le novità.
Buona acqua
Antonio

gianfrancesco costantini:
Da canoista "occasionale" mi sembra che questi natanti siano molto interessanti.
Mi chiedevo perché sono stati definiti un passo di 20 anni indietro rispetto alle canoe attuali in polietilene.
Per chi viaggia in moto o in bicicletta o a piedi mi sembrano di grande interesse. Io ho due canoe pneumatiche, comprate e utilizzate per viaggiare in automobile, ma che non potranno mai essere portate con mezzi più leggeri... Certo le canoe rigide sono più performanti, ma il loro trasporto resta un problema. Quanto ai materiali, mi sembra che ognuno abbia "ragioni" diverse (e sicuramente riparare queste è più semplice che riparare canoe in vetroresina o in polietilene).
Forse semplicemente ogni mezzo va considerato per le sue potenzialità e i suoi usi: le packraft probabilmente servono poco a chi usa la canoa come principale mezzo (o come attività sportiva), ma possono essere molto interessanti per chi viaggia e prevede di non viaggiare sempre "in acqua" oppure di viaggiare lontano: se si deve prendere un aereo poter avere una canoa che pesa 2 o 3 kg è una possibilità interessante (e non dovunque nel mondo si trovano canoe da noleggiare, e spesso quelle che si trovano dubito che navighino meglio di queste).
Buona acqua
Gianfrancesco

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