Autore Topic: COPPA DEL MONDO SLALOM 2012  (Letto 12198 volte)

Agosto 24, 2012, 06:55:08 pm
Risposta #15

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Le gare di qualifica hanno il loro fascino e una prerogativa: tutti partono idealmente alla pari e  tutti possono avere la loro occasione per passare il turno nell’ottica della semifinale.
Finalmente siamo tornati ad avere percorsi filanti che esaltano la velocità, la destrezza, entusiasmando il pubblico ad ogni passaggio. Siamo tornati alla stragrande maggioranza di porte con il palo unico. Dopo la parentesi olimpica lo slalom riprende la sua natura di  sport acrobatico lasciando agli atleti la libertà di esprimersi e al pubblico di divertirsi. Dicevo delle qualifiche, gare che, agli addetti ai lavori la dicono lunga, forse più di semifinali e finali che si vivono senza respirare e durano il battito d’ali di una farfalla.  E’ nelle qualifiche che, secondo il mio modestissimo parere, si possono notare i progressi e i punti su cui lavorare. A parte queste considerazioni tecniche possiamo dire che abbiamo assistito a delle belle prove in questa giornata coperta e meteorologicamente molto incerta. Organizzazione perfetta grazie anche all’arrivo di Siwidata che con questa gara ha praticamente monopolizzato il mercato dell’elaborazione dati. Grande cosa per lo slalom vista la professionalità di questa azienda con sede a Merano e che da anni è leader in questo settore per il  biathlon e ora anche per la canoa.
La considerazione generale sulle gare  di oggi è quella legata ai giovani che stanno incalzando i più esperti. Sta venendo avanti una nuova generazione  che darà un grande impulso a tutto il settore. Ovviamente con le dovute eccezioni visti i risultati di qualche atleta più che matura che riesce comunque a restare sempre ai vertici.
A livello individuale impressiona Corinna Kuhlne nella seconda discesa. Quel 91,37 è qualche cosa di eccezionale e la dice lunga sul potenziale di quest’atleta che dopo la delusione olimpica è nuovamente in pista per rimettersi in discussione con grande umiltà. Due parole le spendo volentieri anche per la mia giovane atleta che mi è piaciuta parecchio nei cambi di ritmo e nelle risalite. Dobbiamo lavorare ancora molto per sfruttare al meglio i ritorni d’acqua che rimangono ancora un problema da superare. Qui serve furbizia ed esperienza per non farsi prendere dalla voglia di strafare cadendo nel tranello di usare la forza contro il cervello.
Cosa dirvi ancora? Beh Hradilek si è divertito e ha divertito il pubblico con una prima discesa da manuale e una seconda prova dedicata alla sua gente con debordè, risalite di collo e saluti alle tribune sul finale di gara.
Domani semfinali e finali per C1 donne e uomini oltre ai colleghi del kayak maschile.
Italiani tutti in semifinale, fatta eccezione per la giovane Sabatini in k1 ma centra il passaggio in C1. Nessun nome internazionale fuori quindi domani ne vedremo delle belle.

Ancora una cosa però! Non capisco se Enrico Izzi è semplicemente ironico o se vive in un’Italia che io non conosco! In relazione alla sua domanda se c’è qualcosa di migliorabile rispetto la situazione attuale mi coglie basito... comunque vada c’è sempre da migliorare, guai se ci fermassimo a dormire sugli allori.


Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Agosto 24, 2012, 10:58:36 pm
Risposta #16

Enrico Izzi

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 54
Nessuna ironia. Leggendo con attenzione si potra' intuire  chiaramente che la domanda "c'e' qualcosa da migliorare" non e' generica (ovvio c'e' sempre da migliorare) ma e' rivolta  specificamente alla situazione o meglio alla presenza dei campi slalom. Ci si lamenta perche' dopo i successi olimpici non c'e' l'atteso ritorno tra i giovani.  Ma le stutture ci sono? Si puo fare qualcosa per aumentarle di numero, cavalcando l'onda,  magari nelle vicinanze delle metropoli dove e' possibile?
Per il Sig. Ettore. Domande costruttive che non dovrebbero lasciare biasito nessuno.  Se ho disturbato il monologo chiedo venia cmq risparmiamoci  polemiche gratuite ed immotivate. 
Bye
Enrico.

Agosto 25, 2012, 03:18:15 pm
Risposta #17

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
La mattinata dell’ultimo sabato di agosto si è presentata  bigia e buia  ad Ovest, ma  con cielo  limpido ad Est. I lampi e fulmini però sono arrivati dal  canale di Troja con la semifinale delle donne in ginocchio. Si vuole incentivare la categoria per arrivare a Rio con un minimo di dignità agonistica e insistono a proporre alle donne percorsi decisamente difficili e assurdi  che si trasformano  per loro in percorsi di guerra con l’obiettivo di  sopravvivere fino alla fine. La soluzione sta nell’intelligenza di chi dovrebbe proporre percorsi facilitati, almeno in questa prima fase dell’era Canadese donna. Semplice no?

Di tutt’altra pasta la semifinale in C1 uomini orfana delle medaglie olimpiche di Londra, ma esaltata da un grandissimo speaker che oltre ad offrire informazioni dettagliate sugli atleti sa animare il pubblico al punto giusto. Per la verità le voci sono due una in inglese e l’altra in ceco: una coppia alla Flavio Tranquillo e Federico Buffa, semplicemente competente e professionale. Chi ha fatto un miracolo è stato il bravo Cipressi che cambiando la pala tra destra e sinistra per ben 7 volte, farà meglio in finale con 8 cambi, finisce decimo e passa in finale che chiuderà al nono posto.  Traguardo storico per colui che qui nel 2006 vinse un mondiale in k1 e oggi si riscopre abile e funambolico pagaiatore con la pala singola. La finale se la porta a casa lo sloveno Benjamin Savsek con 94,07. Una bella gara davanti a Slafkovsky e Gebas, ma il vero protagonista della finale è stato però l’uomo di casa  Stanislav Jezec partito alla grande con una combinazione 6/7 da manuale. Poco prima dello “split” ha un tempo da paura, ma subito dopo è costretto a fermarsi: la pala si spezza in due parti e lui prosegue a mo’ di “Speedy Gonzales” sorridendo e con l’applauso del pubblico che non può fare altro se non premiarlo per ciò che ha fatto comunque vedere.
La finale dei kayak consacra Etienne Daille come vincitore di coppa con una gara di anticipo. Bravo il francese che qui a Praga ha imparato a pagaiare visto che la mamma è praghese e la nonna ha il negozio di canoa che si affaccia giusto sul  canale il famoso “Kaola”.  Grande festa questa sera per lui che così si riscatta subito della prova olimpica decisamente sotto tono dopo che aveva vinto le selezioni francesi, dopo il titolo europeo a squadre, dopo due vittorie di Coppa (Pau e Seu) e il secondo posto di Cardiff. Altra prerogativa del “most exciting  padller in 2012” come lo avevano presentato ai Giochi Olimpici 2012 prima della sua partenza.

Bravo anche Lukas Mayr che raggiunge la finale ottenendo un sesto posto più che magico. Ora l’altotesino lascerà il posto in squadra a Giovanni De Gennaro per l’ultima prova di coppa a Bratislava, come appare dalla convocazione federale. La cosa è alquanto assurda!  Non ci si spiega perché Diego Paolini sia in squadra visto che non ha passato nessuna selezione e il prossimo 24 novembre compirà 30 anni, non sarebbe stato più giusto e lungimirante lasciare spazio ai giovani che recentemente hanno anche regalato all’Italia un titolo iridato?

Domani si torna con semifinali e finali k1 donne e C2 poi tutti a fare festa com’è tradizione da queste parti. Per  qualche foto curiosa divertitevi su Facebook, mentre un pensiero va al caro Izzi:  la polemica non c’è assolutamente, ma il fatto di essere basiti rimane leggendoti. Canali in Italia non ce ne sono, tanto meno progetti in grado di vedere roseo il futuro,  la situazione è semplicemente drammatica ed è per questo che vedevo nelle sue osservazioni un filino di ironia, ma se così non è chiedo anch’io umilmente perdono e venia, sperando che, come dice lei, il mio non sia semplicemente un monologo come avviene viceversa da anni nell’indifferenza di interessi personali da salvaguardare a discapito di interessi comuni per il bene della canoa e dei nostri giovani. Ho scritto molto su questo argomento, ma come ben vede poco è servito.

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Agosto 25, 2012, 07:05:19 pm
Risposta #18

Enrico Izzi

  • Md Member

  • Offline
  • ***

  • 54
Caro Ettore,
ero sicuro che c’era stato un fraintendimento dovuto perlopiù alla circostanza che non ci conosciamo personalmente. Spero ci possa essere occasione in futuro. Il mio intervento e’ nato da recenti osservazioni da appassionato. A fine giugno siamo stati in  vacanza  4 giorni a  Valstagna, che è coincisa casualmente con gare nazionali di slalom. Da ex atleta delle Fiamme Gialle (ragazzo- allievo e junior disciplina mezzofondo) , osservando le gare,  non e’ stato difficile immaginare  quanto deve essere dura per un ragazzo che risiedono lontano dai campi portare avanti un’ attività agonistica seria.  Impressioni confermate quando ho nuovamente incontrato alcuni di loro all’Argentiere,   dove noi appassionati ci stavamo per diletto/vacanza/ferie in occasione del recente raduno estivo FICT, mentre i ragazzi ci davano dentro duramente fin dalle dieci /undici di mattina. La domanda che sorge naturale e spontanea, senza alcuno spirito di ironia e’.. perché mai, da Roma, visti gli attuali livelli di Subiaco, per fare un po’ di semplici esercizi di tecnica (noi amatori) o degli allenamenti finalizzati (gli agonisti) occorre arrivare fino a Valstagna o all’Argentiere? (abbiamo anche Marmore ndr).  Cosa si può fare per avere  migliori risorse idriche sia in termini di fiumi che di impianti? Riguardo ai fiumi (aspetto che riguarda forse più gli amatori) occorre compattare  e sensibilizzare tutta la categoria e combattere su molti fronti. L’inquinamento, gli sbarramenti, il mini idroelettrico, i divieti che stanno preoccupantemente montando (Cfr questione Umbria -Valnerina).  Riguardo alla realizzazione di  nuovi impianti ho appunto chiesto notizie nella speranza che un oro olimpico e il movimento nell’insieme possano  quantomeno smuovere un minimo. Ma da quanto mi dice non e’ aria.
A presto.
Enrico


Agosto 26, 2012, 03:05:15 pm
Risposta #19

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Nella frenesia dello scrivere ieri ho dimenticato di fare una considerazione sulla prova vista di buon ora dai forerunners nel k1. Infatti il campione del mondo U23, Jířa  Prskavec, dopo aver portato gli ombrelloni nelle postazioni dei giudici di porta, sistemato i cartelloni sul canale e chissà cos’altro ancora, si è presentato alla partenza di tutta fretta e alle 8,30 ha fatto una manche da  89,93 mentre il suo collega Ondrej Tunka è andato di poco sopra a questo ottimo tempo. Ora in finale Daille ha vinto con un 89,72... fate un po’ voi perché aggiungere altro mi sembra superfluo.
Due tempi quindi che avrebbero regalato ai due apripista il secondo e il terzo posto assoluto. Non male direi come aperitivo ad una finale dei kayak che è sempre seguita con molto entusiasmo e di cui vi ho già parlato.
La giornata di oggi invece ci da’ l’occasione per parlare di Nuria Newman, la francesina, terza ai recenti mondiali U23, che in semifinale tra la 3 e la 4 ha deliziato il pubblico, già numeroso dalla mattinata, con un numero da freestyle. Che cosa ha fatto la transalpina? Presto detto: arriva sbilanciata verso valle sulla porta 3 e ha ancora in acqua la pala sinistra. A questo punto viene inghiottita dal reflusso che la trascina dentro il buco. Lei non esista un solo secondo. Lascia la pala dove si trova, ci mette il peso sopra ed esegue una vera e propria rotazione in aria per mettere in atto un “kickflip” da premiare sul taccuino dei giudici con un  10 e lode! Ma il bello arriva al traguardo quando ferma il cronometro su 107,07 che sta a significare finale diretta. Morale: non perdere mai la testa e guardare sempre avanti!  Brava Nuria oltre ad essere simpatica, estrosa, eclettica e appassionata di fotografia, davanti a lei un gran futuro.
Fuori ancora una volta dalla finale Corinna Kuhlne che nella porta 4 ci mette solo mezza testa, ma fa un tempo ancora una volta stratosferico: 102, 97 + 50. Povera Corinna che sembra aver smarrito la “diritta via”. Parafrasando ancora l’amico Dante chi ha abbandonato veramente  “la verace via” invece è Elena Kaliska che finisce nelle retrovie in semifinale tra atlete che potrebbero essere tranquillamente sue figlie! Perché si ostina a continuare a pagaiare oscurando così il suo glorioso passato?  Non c’è forse nella vita il tempo per ogni cosa? Non pensiamoci e guardiamo la finale che ha riportato alla vittoria Jana Dukatva con una manche pulita insidiata solo dalla campionessa europea Carole Bouzidi. Si è difesa bene la slovena Ursa Kragelj che dopo questa gara prende il comando di coppa con 178 punti, grazie al suo quinto posto, quindi ad un passo dalla vittoria complessiva. Le basterà a Bratislava passare in semifinale tra le prime 20.
Da evidenziare anche il terzo posto di  Ricarda Funk una tedesca  ventenne che vestita e con la canoa non arriva forse ai 50 kg. Lei in gara è una farfalla con il ruggito di un leone.

Camporesi/Ferrari pur avendo nelle braccia il tempo da finale incorrono in semifinale in due penalità di troppo (7 e 18) e finiscono al 15esimo posto. Benetti/Masoero si sbilanciano tra alla 3 e sono costretti a perdere 22 secondi per rimontare la porta 4. Gara per loro da mandare in archivio. Erik mi ricordava che dalla prima sua apparizione su questo canale sono passati 20 anni; ai quei tempi pagaiavo anch’io e a Praga si arrivava dopo aver passato diverse ore al confine dove ti controllavano ovunque fuori e sotto l’auto... Entravi nei supermercati e gli scaffali erano praticamente vuoti, ti mettevi in fila per prendere un litro di latte. Oggi Praga è invasa, spesso e volentieri, da turisti da tutto il mondo  e le migliori griffe hanno i loro atelier su piazza Venceslao.
Finale C2 al cardiopalma giocata sulla penultima porta. Quindi la 21 si è dimostrata decisiva per assegnare la vittoria finale andata a Labarelle/Peschier su Kalus/Pesche e Bozic/Taljat.
Anche qui gara orfana delle medaglie olimpiche. I francesi Labarelle/Peschier sono molto vicini a portarsi a casa la classifica finale di Coppa, ma... staremo a vedere il prossimo fine settimana.

Tiriamo su cavi, cavetti, computer, blocchi. Carichiamo le canoe sulla casa viaggiante  e trasferiamoci a Bratislava.  Buona settimana a tutti e ci risentiamo il prossimo week-end

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

P.S. per Izzo  caro amico di penna , per il momento, spero in futuro di conoscerti personalmente, dai uno sguardo al post qui sotto  e se magari hai tempo leggiti i mille e passa interventi sul Nera e sull’attività giovanile fatti in questi ultimi quattro anni dal sottoscritto.

Re: Appunti di Slalom e di Vita...
« Risposta #51 inserita:: Novembre 21, 2011, 08:28:12 pm »

Agosto 30, 2012, 09:06:43 pm
Risposta #20

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Siamo arrivati alla scena madre della Coppa del Mondo Slalom 2012: il gran finale di Bratislava Repubblica Slovacca e le premesse per un atto conclusivo fantasmagorico ci potevano stare tutte. Stanno montando stand di ogni genere per arredare un’area che ogni anno si ingrandisce e migliora grazie alla sensibilità di un gruppo di persone che ad ogni stagione porta migliorie. L’ultima novità di questo centro è la messa in funzione del canale di sinistra: è possibile così sfruttare due canali contemporaneamente. Nella parte finale del percorso di destra hanno fatto un’onda spettacolare per fare surf e divertirsi. Ottima per i giovani che così possono prendere confidenza con il loro mezzo in tutta tranquillità.
Bene, tutto pronto, dicevo, per un grande evento. Peccato solo che il percorso disegnato per la qualifica da Michal Martikan sia semplicemente ridicolo e rovina, secondo me, la bella festa che potrebbe essere stata questa gara. Per la verità è stato fatto in collaborazione con il tedesco Sören Kaufmann che, probabilmente,  ha solo annuito e approvato le proposte fatte da un Martikan che domani ovviamente non prenderà il via. Dopo la delusione olimpica (il campione slovacco puntava al suo terzo oro e il bronzo è stato per lui  un ripiego) si è riciclato in questo ruolo e proposto dal comitato organizzatore, avvallato dall'ICF, ha disegnato i tracciati di gara. Mi dispiace solo per il tedesco che si è fatto abbindolare così miseramente. Lui che dopo la laurea in medicina e le sue medaglie ai mondiali in C1 è diventato responsabile di questa categoria nella squadra nazionale tedesca. Un tipo piuttosto taciturno, fatica a salutare quando ti incontra, bianchiccio di carnagione, sempre con le scarpe da ginnastica e il calzino a metà polpaccio. Poche parole, speravo però che avesse più polso visto che anche lui si era proposto per disegnare il tracciato di gara.
Staremo a vedere, ma dalle discese dei  forerunner di oggi si capisce che sarà una lotta per la sopravvivenza. Oggi lo slalom regredisce di 30 anni con tutte porte a due pali e combinazioni alla Dario Ferrazzi anni ’90. Ma se allora potevano starci oggi sono decisamente anacronistici fermando l’evoluzione di uno sport che dovrebbe continuare nella strada intrapresa: fluidità, velocità e continuità nel discendere il tracciato. Immaginatevi se in uno speciale gli sciatori sono costretti a rimontare a scaletta le porte! La progressione così facendo si interrompe continuamente per rimontare onde o per cercare di prendere porte in punti assurdi. Sette risalite, quindi asimmetrico, e 25 porte.

Domani i giudici di porta avranno il loro da fare, beato Giuseppe D’Angelo che dalle ultime notizie su Facebook viene dato turista in canoa su qualche laghetto alpino. Caro Peppino goditi  le vacanze e dormi sogni tranquilli cosa che non potresti fare se fossi da queste parti domani per le gare di qualifica... pazzesco! 

Seguite live su www.canoeliveresults.com e buon divertimento poi per i commenti ci sentiamo.

Occhio all'onda! Ettore Ivaldi

Agosto 31, 2012, 06:47:27 pm
Risposta #21

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Il cielo è tornato bigio e questa mattina la sveglia è stata la pioggia sulla mia casa viaggiante. Poi la giornata è corsa via veloce come il vento che ha disturbato le gare di qualifica. Gare... se si può parlare di gare o semplicemente sono state una rincorsa solo  al meno peggio da parte di tutti gli atleti. Lo spettacolo visto è stato deprimente: atleti di alto livello che lottavano per prendere porte messe in punti assurdi. Lo show poi arriva dall’argento olimpico Vavra Hradilek che in seconda manche scende con due telecamere sulla barca una in punta e l’altra in coda, quest’ultima la perde alla porta numero 10, ma prosegue imperterrito. Il risultato è che si migliora rispetto alla sua prima discesa di ben 2 secondi. Sono curioso di vedere quel filmato! Lo spettacolo poi è proseguito con la canadese donne obbligate a scendere anche se comunque tutte e 17 passavano di diritto in semifinale: un inutile martirio per le povere ragazze in ginocchio.
Dopo aver martellato a lungo il mio collega tedesco ho scoperto che Kaufmann non ha preso parte alla stesura del tracciato delle gare di qualifica.  Il fatto nasce, sembra, dall’impossibilità di comunicazione fra Martikan e Kaufmann. I due arrivano ad un solo accordo: lo slovacco avrebbe fatto il tracciato della qualifica e il tedesco quello della semifinale e finale che sulla carta sembra essere più accessibile e dinamico. Andate a leggervi “comeback to Canoe Slalom by Michal Martikan” scritto dallo stesso “fenomeno” solo lo scorso gennaio e vi renderete conto che se lui è stato ed è un grande campione in canoa non lo è certo fuori dall’acqua per coerenza e per idee che sembrano più quelle di un estraneo al nostro movimento. Sempre da indiscrezioni sembra che il presidente del boarding Pronon, dopo la demo run di ieri volesse cambiare fisionomia al percorso dello slovacco, ma il muro contro muro nato tra i due non ha portato poi a nessun cambiamento. Cosa pensare? Che un presidente ha meno potere di un atleta? Per quale motivo è stato proposto Martikan a disegnare il percorso? Avevo sollevato delle perplessità in consiglio di gara, ma mi era stato risposto che questa era stata la scelta del comitato organizzatore. 
Praticamente in tutte le categorie l’unico obiettivo ricercato è stato quello di non saltare porte, non certo quello di fare un percorso veloce. Il miglior  kappa uno, Joan Crespo, fa registrare il tempo di  111,11 ben sopra la massimo previsto dal regolamento internazionale che dice che il percorso ideale deve avere una durata approssimativamente sui 95” (rule 20.2 - ... As a recommendation for the course designers, the course should be navigable for K1M in a time close to 95 seconds). Perché scrivere le regole se poi non si rispettano?

Buon venerdì sera a tutti ci sentiamo domani per le semifinali e finali dei k1 men e dei C1 uomini e donne e che dio ce la mandi buona!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Settembre 01, 2012, 04:00:32 pm
Risposta #22

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Siamo tornati a fare e a parlare di slalom grazie ad un percorso che almeno fino alla porta 16 ha una sua logica, peccato solo per le ultime tre porte che mettono in seria difficoltà le canadesi, pregiudicandone la scorrevolezza e la fluidità d’azione. Pioggia e vento hanno fatto il resto in questo finale di Coppa del Mondo di Slalom 2012. Poi tutti in vacanza tranne Junior e U23 che a Solkan (Slovenia) si giocheranno i titoli europei, ma questa è un’altra storia che speriamo di poter raccontare.

In C1 Slafkovsky si porta a casa l’oro della gara e la coppa del mondo di specialità 2012, davanti al basco Elosegui. Lo slovacco ha totalizzato in cinque gare  261 punti con due terzi posti (Cardiff e Pau) un quarto posto (La Seu), un secondo (Praga) e una vittoria (Bratislava). Bella progressione la sua in una stagione in un certo senso anomala visto che non poteva aspirare ad un posto alle olimpiadi riservato allo scontro diretto solo fra i suoi due compagni di squadra e cioè Benus e Martikan. Poi tutti sappiamo com’è andata a finire. Quindi il bravo Alexander ha preso questa stagione per concentrarsi su se stesso e per crescere tecnicamente e senza dannarsi più di tanto tra le beghe di casa - Devo ricordarmi di raccontare cosa gli  ho visto fare sull'acqua piatta per riscaldarsi - 
Nessuna sorpresa quindi nella canadese anche se  la stagione appena conclusa ha messo in luce i pagaiatori sloveni in grande crescita. Bravo Anze Bercic classe 1991 che sfiora la vittoria  a 0,84 mentre Benjamin Savsek, vincitore a Praga, fa registrare in finale il miglior tempo con 108,02, peccato per le 8 penalità. Chi sembra vivere in uno stato confusionale è il campione del mondo della specialità, Denis Gargaud Chanut, che dopo il divorzio sportivo con Fabien Lefevre non convince più come un tempo.

Finale Kayak maschile al cardiopalma, con una coppa già assegnata e vinta la scorsa settimana dal francese Daille. I primi quattro finiscono in 40 centesimi e la spunta Jure Meglic che torna alla vittoria in Coppa dopo 5 anni (l’ultima risale a Tacen 2007, se la memoria non mi tradisce). Il francese vincitore di Coppa centra un altro grande obiettivo quello cioè di prendere medaglie in tutte e cinque le prove, vincendo tre gare, un argento e un bronzo.  Indubbio il suo predominio in questa manifestazione, ora solo il futuro ci dirà se questa stagione è l’inizio di una nuova era all’insegna di Etiene Daille o se si è trattato solo di un momento di  eccitazione agonistica eccezionale sotto qualche buona stella!
In casa Italia bravo Giovanni De Gennaro che entra in finale e rafforza la teoria che già avevo enunciato precedentemente e che si riassume nel motto: lasciamo spazio ai giovani quando altri non sono più motivati e sul campo lo dimostrano in continuazione. Convocarli solo per giustificare il loro stato di atleti professionisti non mi sembra corretto per gli altri atleti e neppure per i contribuenti italiani.

Giornata conclusa con la finale delle donne in canadese... una sofferenza lunga e assurda. Su 10 finaliste solo sei non hanno salti di porta  e solo le prime quattro hanno fatto una discesa consequenziale, seguendo cioè l’ordine progressivo dei numeri in relazione alle porte, senza risalire cioè ampie zone di canale. Sembrava più di assistere ad una corrida dove il pubblico ad ogni porta fatta scandiva un liberatorio “olè”, mancava solo che dotassero i giudici di porta della famosa “muleta” per attirare le atlete verso la meta da conseguire. Molte di loro arrivavano al “Niagara” con sei “banderillas”  conficcate nel collo, per rendere l’ultimo atto ancora più crudele! Così non possiamo pensare che la categoria cresca. Urge cambiamento.

Buon sabato sera a tutti, io mi rintano nella casa viaggiante e cullato dal vento finisco il secondo libro della trilogia delle sfumature. La  speranza è che anche Mr. Grey qualche volta possa trovarsi  impreparato...

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi

Settembre 02, 2012, 07:16:12 pm
Risposta #23

Ettore Ivaldi

  • Full Member

  • Offline
  • ****

  • 570
    • http://ettoreivaldi.blogspot.com/
Cala il sipario sulla Coppa del Mondo di Slalom 2012 e quasi sembra prenderci impreparati. In un attimo si chiude un capitolo lungo cinque mesi che ha coinvolto 412 atleti in rappresentanza di 38 nazioni di tutti e 5 i continenti. Ha toccato 5 diverse località, Cardiff, Pau, La Seu d’Urgell, Praga e Bratislava,  in 5 diversi paesi, Inghilterra, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e Slovacca. Una Coppa del Mondo 2012 che ha avuto due facce. La prima è stata quella di un circuito di tre gare in preparazione ai Giochi Olimpici e che qualche volta e per qualcuno ha avuto sapori amari e tristi. L’altra faccia ha mostrato il futuro dello slalom per il prossimo quadriennio olimpico. Una Coppa del Mondo che ha anche evidenziato i suoi limiti e i suoi lati più oscuri, primo fra tutti la mancanza di un coordinamento generale fra le cinque tappe del circuito internazionale. Un solo esempio è la mancanza di un logo comune che contraddistingua la manifestazione indipendentemente da dove si svolge. Sembrano quasi gare assestanti e di secondo piano nonostante che il livello organizzativo complessivo sia di ottima qualità. Qualche volta però i comitati organizzatori si dimenticano delle necessità degli atleti come una bottiglia d’acqua o un frutto!  Questo scollamento fra organizzatori fa sì che la coppa del mondo venga presa per singola gara e ognuno la infiorisce come meglio crede, facendo passare in secondo piano la sua caratteristica principale che è la somma delle gare.

Oggi  C2 e donne hanno regalato belle emozioni. Ha contribuito la bella giornata di sole e il pubblico domenicale festoso e numeroso.

Ho seguito attentamente la gara del C2 perché mi interessava capire quanto bisogna osare per aspirare ad un buon risultato e i due equipaggi che alla porta numero 9 hanno scelto di rischiare facendola diritta hanno alla fine ottenuto i due migliori tempi. La gara è andata ai tedeschi  Anton Franz e Jan Benzin. Sì lo so già li conoscete perché loro gareggiano anche nella specialità canadese singola ed è solo da quest’anno che hanno deciso di raddoppiare con il C2. Ne è uscito un ottimo equipaggio e l’irruenza classica di Benzin sembra aver trovato pace e giusta collocazione sulla barca lunga. Lui pagaia sempre come un forsennato, ma oggi con ragion veduta, mentre il più giovane Franz - che cognome strano però - ci mette testa e un gran equilibrio in ogni situazione. “Continuità d’azione” ecco la ragione del loro successo oltre ad una grandissima abilità in acqua. Il secondo equipaggio che ha osato è stato quello dei polacchi dai nomi impronunciabili, per fortuna che non sto facendo una telecronaca, Szczepanski/Pochwala. Una bella barca con un grande futuro. Voglio spendere due parole anche sui vincitori della Coppa in C2 e cioè Labarelle/Peschier. Ritorna il tema precedente: due ottimi C1 che messi assieme fanno un eccezionale C2. Hanno vinto 3 gare su 5 (Pau, Seu, Praga) un terzo posto (Bratislava) e un 8^ posto (Cardiff) quindi direi una vittoria complessiva più che meritata.
Camporesi/Ferrari chiudono la coppa in 13esima posizione. Hanno conquistato una finale a Seu chiudendo in ottava posizione, poi due 15esimi posti (Pau e Praga), un 17esimo posto all’esordio (Cardiff) e un 11esimo nella tappa finale. Hanno ampi margini di miglioramento sia sotto il punto di vista fisico, che tecnico. Sembrano essere molto motivati e hanno dalla loro una società che li potrà sostenere anche per scelte future determinanti.  

Si sa che i momenti degli addii sono sempre tristi, avrei sperato di seguire tutto ciò il più tardi possibile invece temo che oggi ho assistito e visto  l’ultima discesa in una gara di Coppa del Mondo di un atleta che ha condiviso con me molti momenti della vita. Prima come giovanissimo compagno di squadra, poi come atleta-tecnico, quindi come grande amico. Ci lega una infinita stima reciproca nel rispetto di scelte che qualche volta non sono sempre state condivise, ma poco importa se si ha fiducia in un rapporto. Era per la verità tempo che mi aspettavo questa decisione e averlo visto gareggiare in queste ultime due gare di Coppa lo considero un regalo che lo slalom ci ha voluto offrire. La scelta di lasciare arriva per mille motivi, la speranza  è che qualcuno possa avere la lungimiranza di capire quanto Erik Masoero oggi possa essere utile al movimento della canoa slalom italiana fuori dalla canoa. Spero anche che chi di dovere abbia per una volta l’intelligenza di capire che le persone con capacità, cultura e saggezza possono essere usate al fine di migliorare anche il proprio stato di ignoranza ed invidia che detta e ha dettato scelte assurde con l’unico scopo di eliminare dal circuito persone scomode. Il mondo è bello e siamo qui di passaggio, direbbe la mia saggia nonna, quindi vediamo di non sprecare tempo e dare speranza ai nostri giovani... c’è spazio per tutti!

Le donne sono gioia e dolori anche sportivamente parlando. Coppa 2012 alla slovena Ursa Kragelj che oggi si è difesa alla grande con un bronzo che ha consolidato la sua posizione di leader assoluta alla vigilia. La gara invece l’ha vinta la padrona di casa Jana Dukatova su Katerina Kudejova. Mi è piaciuta, specialmente in semifinale, Viktoria Wolkffard. La giovane austriaca classe 1994 che quest’anno ha concluso la scuola superiore e si  è lanciata subito a testa bassa in canoa full time. I risultati si iniziano già a vedere anche se dovrà lottare contro compagne di squadra del calibro di Kuhlne e Oblinger, ma si sa bisogna sempre spingere senza farsi intimorire da i grandi nomi... anche loro ogni volta che scendono in acqua devono dimostrare sempre di essere all’altezza di quanto già conquistato. Non è forse lo slalom bello proprio per questo?

A me non rimane che ringraziare i lettori, che sono molti,  per l’attenzione che hanno voluto dedicare alla Coppa del Mondo di Slalom 2012, nella speranza di non aver annoiato nessuno e con la consapevolezza che non sempre si riesce a raccontare tutto quello che si vorrebbe per mancanza di tempo e per cose che a volte sfuggono inconsapevolmente.  

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi  

P.S. seguirà prossimamente l’analisi dettagliata di Coppa che quest’anno è arrivata alla terza edizione. Per eventuali domande o approfondimenti rimango a disposizione anche via e-mail ettoreivaldi(chiocciola)alice.it