Autore Topic: CAMPIONATI EUROPEI SLALOM JUNIOR & U23  (Letto 15663 volte)

Luglio 24, 2009, 10:49:32 pm
Risposta #15

Skillo

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E vabbè, la cronaca è sempre bellissima e i tuoi cenni tecnici sulla pagaia del ciduista bolognese avevano fatto correre le dita sui tasti a descrivere le mie osservazioni e le mie idee a proposito, poi ho invece pensato che mi limiterò a ingoiare solo i rospi che ho già scelto di ingoiare ...


Luglio 25, 2009, 07:33:37 pm
Risposta #16

Ettore Ivaldi

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L’ho vista soffrire molto, l’ho vista correre e incitare le sue ragazze, vestita dei colori rosso, blu e bianco. L’ho vista con diversi capelli bianchi e il viso tirato. Non so perché, ma Anna Boixel ha qualche cosa di famigliare: assomiglia moltissimo alla zia Dina, sorella di mia mamma un tipo che mi ha sempre ispirato fiducia e serenità.
Lei, la transalpina, ha avuto una carriera sportiva importante. Seconda al mondiale della Val di Sole su quel podio che vedeva al primo posto Jerusalmi Fox, lei  e ancora una  francese:  Marianne  Agulhon. Nella gara a squadre vinta su statunitensi e britanniche fu inserita al posto di Marianne  Sylvie Arnoud, sesta nell’individuale. Sylvie aveva sposato un certo Thierry Lepeltier, un C1 alto e dal capello lungo conteso da molte donne per la sua indubbia prestanza fisica, anche lei però non era male!  Due partecipazioni olimpiche – Barcellona e Atlanta -  pagaiò fino ai mondiali in Brasile del 1997 dove finì nona e seconda a squadre. Dall’anno successivo entrò nel centro di allenamento  di Cesson – la Francia ha 21 poli di specializzazione sparsi sul territorio – e ha seguito in questi 12 anni moltissime atlete portandole fino alla categoria junior. Nella finale ha piazzato tre ragazze e con Noria Newman ha vinto l’argento dietro all’imprendibile tedesca  Stefanie Horn. Tra le ragazze mi ha piacevolmente impressionato Viktoria Wolfhardt: la più giovane finalista di questi europei: il suo anno di nascita è il 1994. Lei è la nipote di Eduard – secondo nel ’79 e di Andreas quinto in Coppa Europa nell’80 e figlia di Beatrix anche lei canoista negli anni ’80 da noi sempre molto apprezzata dal punto di vista estetico!

Chi ha altrettanto sofferto è stato sicuramente Juri Ontko nel seguire i suoi atleti. Anche lui ha alle spalle una lunga carriera agonistica iniziata nell’81 nella canadese singola e conclusa nel ’93 in canadese doppia. Ha gareggiato per la Cecoslovacchia e successivamente per la Slovacchia. Per tre anni è stato prestato al Giappone per allenare la squadra olimpica, con la quale  a Beijnig ha portato a casa un quarto posto con la gara nel K1 donne in cui ha gareggiato  con  Yuriko Takeshita, grande sorpresa dei giochi.  Ritornato in Slovacchia, oggi  è  responsabile degli junior  che in questo campionato continentale hanno piazzato ben 8 equipaggi in semifinale e la metà di questi hanno conquistato la finale, vincendo  nel kayak maschile e nella canadese monoposto rispettivamente  con un  Martin Halcin molto reattivo e preciso,  già campione del mondo lo scorso anno, e con Patrik Gajarsky.
Decisamente più gentleman nel muoversi sul campo è  Paul Ratcliffe che, tra coppe del mondo ed europei, ha vinto molto. Lui passeggia lungo le rive con un zaino sempre sulle spalle… mi piacerebbe sapere cosa c’è dentro! Paul, dopo la delusione dell’esclusione dai Giochi Olimpici di Atene – ci andò Walsh che tornò con l’argento al collo -  aveva preso un periodo di pausa. All’inizio del quadriennio, che ha portato a Beijing,  è stato inserito come tecnico. Oggi è molto preso nel seguire i suoi atleti, ma sempre mantenendo quello stile da “lord inglese”. I suoi junior hanno preso l’argento nella canadese monoposto individuale e altri due secondi posti nelle gare a squadre (donne e K1 men).
Chi invece sembra non sentire il passare del tempo è Thierry Saidi che in coppia con Del Rey vinse 3 mondiali a squadre in una carriera sportiva che durò a lungo per essere in Francia dove la concorrenza è spietata. Noi lo chiamiamo “l’indiano” per il fatto che ha sempre portato i capelli molto lunghi raccolti in una coda di cavallo, i lineamenti poi fanno il resto. Lui ha seguito, al termine della sua vita da atleta, per due cicli, le squadre olimpiche per poi scegliere dal 2004 di lavorare per i giovani.
In effetti sono diversi gli ex atleti che lavorano sui campi di gara per i giovani o per le squadre nazionali senior e ogni volta che ci si incontra, inutile nasconderlo, un po’ di passato ritorna a vivere  nei nostri sguardi!

Nella giornata di finali junior, meteorologicamente parlando, abbiamo visto un intero ciclo di:  pioggia, sole, vento, freddo, pioggia, vento, sole… mancava solo la neve per completarlo.  Certo è che l’oro conquistato nella gara a squadre dagli junior azzurri nel kayak maschile ha fatto dimenticare le bizzarrie del tempo, scaldando i nostri cuori, mentre gli occhi delle mamme sulle sponde diventavano lucidi!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi – Campionati Europei Slalom Junior&U23 – Liptvosky 2009 


Luglio 27, 2009, 12:27:18 am
Risposta #17

Ettore Ivaldi

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Lo so! è una vera e propria americanata, ma ogni volta che si ammaina la bandiera ufficiale, si piega, la si consegna al presidente del comitato organizzatore, il quale a sua volta la mette nelle mani del rappresentante continentale per affidarla alla prossima sede del campionato, mi emoziono e capisco che è veramente finita. Entra in archivio anche l’11esima edizione dei campionati Europei Junior e la settima  U23. E’ controverso il fatto se è meglio tirare le somme a caldo, quando cioè nella mente hai tutto chiaro e lucido, oppure rimandare a data da destinarsi mettendo tutto nel grande calderone di una analisi poco obiettiva e tanto politica, nella speranza che il tempo faccia dimenticare. Io, purtroppo,  vivo di realtà, vivo nella concretezza dei numeri,  vivo chiedendo a me stesso che cosa posso fare domani mattina per il 10 luglio del 2010! Certi numeri di questi europei dovrebbero mettere l’ansia a molti, dovrebbero far riflettere a lungo le menti di chi tira i fili della canoa slalom italiana. Chiunque capirebbe! Tra under 23 e junior l’Italia ha preso 8 semifinali, 4 finali, 1 medaglia. La Slovenia che fa in tutto 2 milioni di abitanti e sono 4 club hanno avuto 20 semifinali, 8 finali, 4 medaglie. Cosa dire della Polonia che dispone di un canale a Cracovia e altri centri sparsi nelle campagne di una nazione che non è da molto uscita dalla povertà? I polacchi tornano a casa con 22 semifinali, 10 finali e 5 medaglie. Non sono neppure da prendere in considerazione nazioni come Francia, Germania, Repubblica Ceka, lontane anni luce da noi. Non tanto per le  8 medaglie che hanno vinto (e ne ha conquistate 6 anche la Slovacchia) -  ma per le innumerevoli semifinali e finali  che testimoniano un lavoro a grande raggio - sul blog http://ettoreivaldi.blogspot.com/ trovate tutti i dati citati.  Forse si potrebbe pensare di  lavorare come sta facendo la Russia – 21 semifinali, 5 finali e 3 medaglie – con umiltà, sui canali, con tecnici che pensano solo  a fare il tecnico senza scaricare le responsabilità sulle società che non possono, perché non ne hanno la competenza, elevare il livello. In questo momento i club possono solo far giocare i più giovani per i primi anni di canoa, possono farli innamorare di questo meraviglioso sport, ma poi, chi di dovere, deve rimboccarsi le maniche, abbandonare i grandi progetti che hanno avuto solo la capacità di estinguere come dinosauri le povere donne e le canadesi e lavorare duramente… forse 24 ore al giorno non basteranno!

Avrei preferito raccontarvi delle belle finali di oggi, della sfida tra Combot e Radilek, tra Benus e Elosegui o tra Corinna Kunle ed Elizabeth Neave nella gara vinta dalla diciannovenne  Kateřina Kudejova.  Sarebbe stato bello cercare di ricreare, per regalarvelo,  quel clima che abbiamo vissuto oggi sugli spalti tra i variopinti fans polacchi e gli arancioni sloveni. Trasmettervi i suoni delle trombette dei ceki, le urla degli slovacchi, lo sventolio delle bandiere. Purtroppo il confronto dei dati mi ha gettato nello sconforto e, forse, mi ha abbandonato lo spirito dell’acqua che corre… speriamo solo per questa sera!

Occhio all’onda! Ettore Ivaldi – Campionati Europei Slalom Junior&U23 Liptvosky 2009

Luglio 28, 2009, 06:45:29 pm
Risposta #18

Skillo

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Ma come? Prendiamo un oro a sqadre nei k1 junior e nessuno lancia urla di tripudio?
Allora lo faccio io:
EVVIVAAAAAA!!!!
Bravi i nostri ragazzi e bravi tutti coloro che hanno contribuito al successo di questi tre maghetti della pagaia.