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Spazio Kayak (e canoa) Fluviale e Torrente => Chat => Topic aperto da: Dani Ckfiumi - Luglio 09, 2008, 12:32:56 pm

Titolo: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Dani Ckfiumi - Luglio 09, 2008, 12:32:56 pm
leggo dal post di Marco Scolari che sul Ticino domenica scorsa
"un bagnante nella zona di Vizzola Ticino e' deceduto a causa di un fulmine verso le ore 17.30"

Chi è che sa  qualcosa sul pericolo fulmini mentre ci troviamo in acqua ?
Pagaia e casco in carbonio sono  compagni poco graditi in questi casi ?
mi è sorto l' atroce dubbio domenica scorsa mentre stavo  tra lampi e tuoni degni di un film dell' orrore ....   :-\

Grazie.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Angelo Sommariva - Luglio 09, 2008, 04:04:54 pm
brava Dani mi hai anticipato, sulla richiesta di nozioni precise sui fulmini e loro conseguenze su canoisti in fiume. Ogni notizia atta ad aumentare la Conoscenza e' sicuramente utile ( meglio ancora se l'argomento viene trattato con precise conoscenze tecnice)
Ciao
Angelo S.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Marco Scolari - Luglio 10, 2008, 12:47:23 pm
un link ed un articolo sui fulmini:

http://www.fulmini.altervista.org/pagine_sito/fulmini_sicurezza.php
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testo copiato da  http://www.prontoconsumatore.it/     
Articolo di Nicola Machetti  del 3 sett.2007

Per il calcolo delle probabilità sembra che sia più difficile essere colpiti da un fulmine che vincere alle lotterie: ma anche se il rischio è minimo i danni per una persona colpita da queste scariche atmosferiche possono essere letali.

Ogni anno al mondo si contano circa 1.000 decessi causati dall’accidentale, e rara, fatalità di essere colpiti da un fulmine, fulmini che cadono nel corso dei 16 milioni di temporali che annualmente si verificano nel nostro pianeta, in gran parte nella fascia equatoriale. Solo in Italia, dall’inizio di questo 2007 sino al 2 agosto scorso sono caduti oltre 578.000 fulmini; a conferma del fatto che il fenomeno atmosferico dei fulmini è ben presente nel nostro Paese e negli ultimi 30 anni ha provocato 600 decessi, in maggioranza uomini (80,3%), la cui età media - per la cronaca - supera di poco i 40 anni. Fortunatamente l'evento non è così frequente e, anzi, si è notevolmente ridotto nel tempo: basti pensare che all'inizio degli anni Settanta morivano mediamente 40-45 persone l'anno contro le 7-10 degli ultimi anni.

Tra le ragioni che hanno fatto diminuire, nell’arco di qualche decennio, il numero di decessi causati da questo spettacolare quanto pericoloso fenomeno atmosferico si possono elencare: una maggiore protezione degli edifici mediante opportuni dispositivi (parafulmini, ecc.), una maggiore diffusione delle conoscenze di base relativamente ad alcuni comportamenti a rischio da evitare, un significativo miglioramento della medicina e dell’efficienza dei servizi. Alcuni anni fa molte ustioni gravi, spesso lasciate sui corpi di coloro che vengono accidentalmente colpiti dalle scariche atmosferiche, portavano spesso alla morte: oggi, grazie ai progressi delle tecniche di ricostruzione dei tessuti, i tassi di mortalità per ustione si sono più che dimezzati. Anche un costante e progressivo spopolamento di zone montane e di campagna dove una volta si contavano molti incidenti tra agricoltori e pastori ha ridotto notevolmente il numero delle morti: la montagna, dove si addensano nubi temporalesche, rappresenta una delle zone più a rischio. Le altre sono spiagge, mare, campi aperti, alberi isolati.

Di seguito sono elencati alcuni utili consigli dell’Istituto Superiore di Sanità, piccole precauzioni che possono diminuire ancora la possibilità di essere centrati da un fulmine, nel caso di temporali e condizioni atmosferiche in cui i fulmini si sviluppano.

1) se si è all’aperto, senza ripari nelle immediate vicinanze, evitare di stare in piedi con le gambe divaricate a causa del rischio di differenze di potenziale elettrico tra i due piedi. E' meglio accucciarsi, tenendo i piedi il più uniti possibile e con la testa tra le ginocchia. Evitare anche di sdraiarsi a terra perché così aumenta la superficie a contatto con le cariche positive e quindi il rischio di essere fulminati. Può essere utile isolarsi dal terreno con qualsiasi materiale isolante a disposizione (es. uno zaino asciutto se si è in montagna);

2) se si è in un gruppo di persone, sparpagliarsi per evitare la propagazione dalla scarica tra vicini;

3) non ripararsi sotto gli alberi isolati, specie se alti. Il bosco fitto è già meno pericoloso, purché si rimanga lontano dai tronchi o dai rami bassi;

4) liberarsi da qualsiasi oggetto metallico ponendolo ad una certa distanza;

5) cercare di evitare tutte le strutture metalliche, come per esempio i piloni, tettoie aperte, cabine telefoniche;

6. se si è al mare, durante un temporale stare distante dalle barche e dalla spiaggia perché ombrelloni e gli alberi delle imbarcazioni possono attirare un fulmine;

7). all’approssimarsi di un temporale non entrare in contatto con specchi d’acqua (piscine, laghi o fiumi). Se si è sorpresi da un temporale quando si è in acqua, tornare subito a riva. Se si è in barca e non è possibile un rapido rientro, rimanere accovacciati evitando il contatto con l'acqua;

8) quando è in arrivo un temporale, evitare, in generale, di praticare attività all’aperto, come, ad. es. la pesca con canna, specie se in carbonio;

9). se si ha la possibilità, rifugiarsi in macchina, chiudendo bene i finestrini, evitando di toccare le portiere del veicolo. La macchina è una “gabbia di Faraday” per cui il fulmine percorre la superficie dei conduttori scaricandosi nel terreno non toccando tutto quello che c’è all'interno dell'abitacolo;

10) se si è in casa, chiudere bene le finestre e ricordarsi di staccare tutti i dispositivi elettrici. Poiché i fulmini tendono a seguire i circuiti elettrici, evitare di toccare radio, telefono, computer;

11) evitare i luoghi ove può formarsi una colonna d’aria calda poiché essa costituisce un buon conduttore elettrico; durante i temporali, pertanto, evitare di accendere fuochi e non sedersi vicino ai camini, anche se spenti;

12) Non fare il bagno e la doccia, e stare lontano da lavandini, tubi e acqua.

Infine, le persone colpite da fulmine non sono cariche elettricamente e dunque non si rischia nulla a prestare loro soccorso. Si ricorda che il 70-80% delle persone vittime di fulminazione sopravvive, per cui un soccorso immediato può risultare determinante per salvare loro la vita.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: McAND - Luglio 10, 2008, 09:20:13 pm
Be per "consolare"  notifico che un  altro uomo,lo stesso giorno  non ricordo dove, è stato colpito dal fulmine e ha subito forti ustioni alle gambe, mentre se ne stava comodamente in casa , e ce ne sono parecchi di casi come questi,

So anche che un fulmine puo colpire anche a 10 km di distanza da un "assembramento di nuvole" mentre nella nostra zona c è il sole..  (mazza che S..igaaa   8))

e so anche per "tranquillizzarvi" di piu ancora, che è piu "attattiva" l'acqua dolce di quella salata  ::)
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: stefano caprile CCN - Luglio 12, 2008, 02:47:29 pm
Anche io Dani ho più volte pensato che una pagaia in carbonio infilata nell'acqua durante un temporale non sia proprio una cosa tranquillizzante. Di notizie di incidenti non ne ho, però non mi garba molto la situazione.
Certo credo che se stai pagaiando nella gola di un torrente, ci sono le vette delle montagne che sono degli ottimi parafulmini naturali. Ma una traversata del lago Maggiore sotto al temporale, quella no, io la eviterei proprio, a meno che non sia sorpreso a metà strada.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Kilo - Luglio 17, 2008, 10:15:56 am
due settimane fa, domenica mattina in val sesia, appena prima della rapida della trancia, io sono scappato fuori (assieme ai miei corsisti) perche' avevamo i fulmini a 50 mt. io ho la pagaia in carbonio e hai voglia a dire che il fondovalle e' il punto piu' sicuro...che la folgore trova qualcosa prima su cui scaricarsi. io so di diversi pescatori con canne in carbonio arrostiti.
se la gola e' stretta non c'e' pericolo ma se il fiume e' aperto, se il temporale e' vicino e' meglio uscire, lasciando la pagaia per terra.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Giorgio Jandolo Cossu (JC) - Luglio 18, 2008, 10:39:34 am
Sono anni che mi interrogo su "che probabilità ci sia che un fulmine mi dori per benino" e sono convinto che non sia poi così bassa, ma devo anche dire che tre  anni fa feci una delle più belle discese serali (e non solo) della mia vita: tratto Riva-Mollia con un temporale da paura e imbarco quasi alle 21 ... sembrava di essere in discoteca con le luci stroboscopiche e, allo sbarco quasi in notturna, c'erano lampi ogni 10 secondi che illuminavano il fiume creando un atmosfera a dir poco irreale.  :)

Col senno di poi non so se lo rifarei, ma all'epoca era stata un esperienza "fulminante"  ;D

Giorgio (JC)

due settimane fa, domenica mattina in val sesia, appena prima della rapida della trancia, io sono scappato fuori (assieme ai miei corsisti) perche' avevamo i fulmini a 50 mt. io ho la pagaia in carbonio e hai voglia a dire che il fondovalle e' il punto piu' sicuro...che la folgore trova qualcosa prima su cui scaricarsi. io so di diversi pescatori con canne in carbonio arrostiti.
se la gola e' stretta non c'e' pericolo ma se il fiume e' aperto, se il temporale e' vicino e' meglio uscire, lasciando la pagaia per terra.
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Filippo D'Angelo - Luglio 18, 2008, 11:49:10 am
La discesa più "strana" che io ricordi, anche se non c'entra niente con i fulmini, è quella delle gole basse dell'Ubaye (le gole rosse) fatta l'11 agosto 1999, giorno dell'eclissi di sole: ci imbarcammo verso mezzogiorno, proprio quando l'eclissi iniziava, la luce diventava tenue e il cielo di colore rosa, io e il mio amico Leo, più il gruppetto milanese di Nunzio e soci. Scendere verso i primi passaggi con la luce del tramonto è stato abbastanza inquietante ma bello e unico. Poi, dopo meno di un'ora, il cielo ha iniziato a schiarirsi, e all'arrivo c'era di nuovo il sole... veramente unico!

....visto che siamo in vena di ricordi..
ciao.
Filo - www.canoaclubalessandria.it
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Patrik Consalvo - Luglio 18, 2008, 01:21:01 pm
A proposito di fulmini...
1°maggio dello scorso anno lago di Castel Gandolfo....
giornata splendida, con la canoa da fiume,
parto per fare il giro del lago ( circa 10 km ).
Quando arrivo sotto la residenza estiva del Papa
( circa  metà "strada" dal punto di partenza )
vedo l'acqua davanti alla canoa diventare scura,
alzo gli occhi al cielo e mi accorgo che era in arrivo alle mie spalle un temporale di quelli potenti..
il lago diventa mosso,inizio a pagaiare + velocemente per lasciarmi alle spalle la pioggia,ma fossi stato Daniele Scarpa forse  sarei riuscito ad evitare il diluvio di acqua  e fulmini !
Dopo 5 minuti il lago diventa mosso e sento il boato dei tuoni...arriva un temporale spaventoso...
..la pagaia in carbonio tra le mie mani,
io che mi ora mi trovo al centro del lago per accorgiare il percorso....
...Bhè, come dire mi sono cagato sotto   :-[
Per fortuna non sono stato folgorato da un fulmine,
ma in una simile situazione il rischio è altissimo.
baci
Patrik
HIC SUNT KAYAK
Titolo: Re: Tuoni, fulmini e saette .....
Inserito da: Andrea Gangemi - Luglio 18, 2008, 03:00:53 pm
io so di diversi pescatori con canne in carbonio arrostiti.
se la gola e' stretta non c'e' pericolo ma se il fiume e' aperto, se il temporale e' vicino e' meglio uscire, lasciando la pagaia per terra.

Concordo :D
In generale anche una pagaia di legno e` pericolosa, qualsiasi oggetto "appuntito" che punta verso l'alto in un temporale non e` bello.


Titolo: apriamo il paracadute ;-D
Inserito da: Mauro. - Luglio 18, 2008, 04:36:47 pm
ed ecco anche il mio (piccolo) contributo e riflessione a questo tema stimolante...

Domande: Sfatiamo ? Pagaia in Carbonio ma è davvero conduttrice ? Facciamo il San Tommaso, come/dove troviamo le prove ?
L'immaginario collettivo, me compreso, ricordo un pioggia e temporale sull'Adige con Gengis ;-) , sino ad un attimo fa, fa credo la seguente considerazione, carbonio = conduttore, quindi pagaia in carbonio = avere in mano l'equivalente di un palo di ferro e quindi una specie di para-attira-fulmine.
Ma è così ? Pagaia = elettrodo ?
Dobbiamo navigare in preda alla paura non appena si avvicina un temporale, magari facendo cose strane come evitare di pagaiare o buttare via la pagaia o pagaiare 'basso' o pagaiare veloce o in preda alla paura con un controllo minore e rischio maggiore di incidenti ?
Se non si può rispondere in modo certo si può forse trovare delle vie per dare una base e una risposta scientifica al problema usando il 'metodo' o almeno iniziare.
E' conduttore ? Si potrà verificarlo ? Mettendo tra due elettrodi la pagaia e applicando una differenza di potenziale, bando alle illazioni, se conduce si deve verificare un passaggio di corrente, misurabile e quantificabile. O almeno una dimostrazione si/no, tanto/poco. Se qualcuno, a vantaggio della comunità mondiale, vuole provarci ...
Attenzioni particolari da prestare sono alle variabili ad esempio i punti di contatto. Occorre provarne diversi, la resina fa da isolante o è conduttore ? Una pagaia sbrecciata ha degli accessi di contatto diretti e privilegiati ? I fili di carbonio esposti, cambia qualcosa ?
La prima idea forse potrebbe essere applicare delle pinze alla pagaia, tipo per la batteria della macchina, una idea migliore e più rispondente alla realtà potrebbe essere immergere in una soluzione conduttiva, acqua salata (ionica) ?
In conclusione se nessun passaggio di corrente si verifica per qualsivoglia potenziale applicato ... mi pare che abbiamo preso un granchio, e si può prudenzialmente concludere che la resina e la matrice fa da isolante.
Potremmo ancora pensare a qualcosa simile ad un effetto condensatore: in presenza di alti potenziali si perfora l'isolante? la resina, e apre il canale privilegiato con il conduttore (da dimostrare) sottostante. Ma è un ragionamento che credo perde fondamento se si considera che attorno potrebbero esserci conduttori molto più disponibili (l'acqua, l'aria, il corpo umano) e la scarica privilegia sempre quelli migliori quindi si sarebbe tentati di dire non c'è da preoccuparsi.
Andiamo avanti nelle riflessioni.
Nel caso si potesse affermare che la pagaia è un conduttore (esposto tipo un metallo, alluminio ?) poi la pericolosità sta maggiormente nelle punte. E' noto infatti che i campi (elettrici) si concentrano nella prossimità delle punte. Con la nostra pagaia come stiamo ? Le estremità della pagaia sono arrotondate, non è proprio una punta come quella di un ombrello, anche se la linea di taglio della pala ... da verificare, verificabile anche se con una certa difficoltà. Quindi, forse, si corre più rischi camminando con un ombrello sotto la pioggia. La differenza potrebbe farla se ci si trova su una superficie piatta, (lago o mare) cui l'unica sporgenza siamo noi e la scarica ha deciso di cadere nei pressi. A quel punto la scelta della scarica potrebbe stare tra la nostra testa e la pagaia. Se fulmine deve essere allora ben venga la pagaia, potremmo aver fortuna che se la scarica non penetra nel corpo è meglio che passi nei pressi della mano piuttosto che della testa. La differenza in caso di esposizione all'aperto dovrebbe farla soltanto l'altezza per cui una precauzione possibile, se lo riteniamo, potrebbe soltando essere di cercar star bassi, chini. Un'altra precauzione scontata è quella di lasciare alle spalle quanto prima la situazione, allontanarsi e uscire dall'acqua.
Per quanto riguarda la precauzione generale di uscire dall'acqua mi pare che origini dal fatto che il corpo umano è un conduttore (come l'acqua) e una minima elevazione (nuotare) può bastare a farne un punto privilegiato per la scarica. Inoltre l'acqua dolce se non sbaglio è un conduttore peggiore del corpo umano, ho dei dubbi rispetto all'acqua salata, e quindi nel caso di propagazione di una scarica attraverso l'acqua, anche il corpo umano immerso potrebbe intercettare una parte della scarica e rimanerne colpito (e offeso ;-) ).
Ragionando su questa precauzione quando andiamo in canoa siamo immersi in acqua ma non direttamente. La canoa ci fa da isolante ? Ce ne sono in resina e in plastica, la seconda credo tutti la considerino un isolante. Forse anche quella in resina.
Ancora qualcosa riguardo i conduttori: i campi in genere non vi penetrano ma si concentrano all'esterno. La corrente elettrica passa soprattutto sulla superficie di un conduttore di rame. Per questo motivo se non vi è una via che penetra nel corpo essere bagnati può aiutare nel caso di una scarica ed avere una scarica che passa superficialmente (se entra può mandare in fibrillazione il cuore o peggiore); se la scarica non è troppo intensa ci possono essere solo bruciature...
Cosa manca ? Il rasoio di occam. Quanti volte si è udito di una scarica che ha colpito un canoista facendo perno sulla pagaia ? O di una pagaia distrutta (se miglior conduttore del corpo umano ...) e il canoista salvo ? Quanto diffusa è la pagaia in carbonio o in alluminio ? Quante volte capita di farci sorprendere dal temporale (mare, lago, fiume) ?
Se la risposta è: nessun caso rilevato ma molti eventi/condizioni papabili  (canoista, pagaia, temporale)  direi che è il caso di preoccuparsi come quello di vincere all'enalotto o almeno la stessa probabilità di morire in genere per mano di un fulmine, facciamo gli scongiuri.
A proposito di fulmini invece mi pare sia il caso di preoccuparsi andando in montagna, mi pare che le condizioni siano molto più proibitive. Quali sono gli elementi ? Altezza, probabilità di accadimento di temporali, scorrimento delle scariche sulle rocce bagnate, avvicinandosi alla vetta la superficie su cui insiste il fulmine è ridotta (cadono tutti lì o nei dintorni).

hoping help. (alla discussione  ;D )

Avvertenze per la lettura: ogni supposizione e ragionamento si basa su ipotesi, non tutte verificate, in una navigazione 'a vista'. Modificando le stesse il ragionamento procede su binari diversi potendo produrre anche risultati contrari senza perdita alcuna sull'intento. Molte considerazioni possono essere portate ulteriormente avanti e collegate, sono solo in bozza.

M.
Titolo: pescatori
Inserito da: Mauro. - Luglio 18, 2008, 04:43:12 pm
... dimenticavo episodi analoghi che potrebbero aver originato la 'leggenda' metropolitana della pagaia attira fulmini

pescatore colpito da fulmine...
pescatore colpito da scarica elettrica dalla linea ad alta tensione...

qui i presupposti di casi accaduti e di frequenza degli stessi potrebbe starci ...

Commento: qui la differenza (da verificare) potrebbe farla la punta  ::) e l'altezza

maman
M.