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Autore Discussione: riparazione kayak polietilene  (Letto 8840 volte)
Davide Sandini
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« Risposta #15 inserita:: Settembre 17, 2008, 08:31:36 pm »

Le mie riparazioni le ho sempre fatte con il polietilene della stessa barca, tagliato dal pozzetto, oppure con gli stick di prijon (non so che polietilene sia, ma è sempre andato bene).
Consiglio invece di evitare la rete di ferro, dato che prima o poi arrugginisce, io uso una retina di acciaio inox sottile, di solito viene usata per i filtri.
Se qualcuno ne avesse bisogno ne ho parecchia.
Per il riscaldamento solo phon a temperatura regolabile, usato con cautela, e la plastica non ha mai avuto problemi a parte quando ho esagerato: la dilatazione termica è il problema peggiore, se il materiale si gonfia troppo occorre fermarsi subito.
Credo che chi dice che la plastica si rovina abbia avuto questo problema, dato che il polietilene è un termoplastico e dovrebbere comportarsi in maniera regolare con la temperatura (non sono un chimico, e accetto correzioni).
Una cosa che ho notato a mie spese di recente, è che piccolissimi segni fatti con il cutter in maniera inconsapevole all'interno dello scafo hanno poi causato, complice lo stress meccanico, la rottura passante dello scafo.
E' una cosa risaputa che su materiali duri una incisione riduce di molto la resistenza del pezzo allo stress (vetro, acciaio, etc.) ma non me la aspettavo certo per un materiale tenero come il polietilene.
Non di certo a questi livelli.
Questo mi ha fatto riprendere la buona abitudine di pulirmi bene le scarpe prima di entrare in canoa, non mi piace la barca piena di sabbia, e se poi dei piccoli graffi fanno questo effetto..

buone pagaiate
Davide
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.. mi disse che era l'impresa più stolta di cui mai avesse sentito parlare..
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Matteo Lazzareschi
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Pastori Team


« Risposta #16 inserita:: Settembre 19, 2008, 03:03:08 pm »

Salve,
personalmente sono riuscito a riparare un kayak dall'interno con Kostrufiss (http://www.prochimica.it/prod_kostrufiss-r.asp) facendo un lavoro dignitoso e rimarginando la rottura esterna spalmando il polietilene con un ferro molto caldo...risultato buono direi...esternamente non si vede niente!!!

Qualcuno conosce il prodotto? Qualcuno lo ha mai usato per riparare un kayak?

Ciao Matteo
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gianni rosso
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« Risposta #17 inserita:: Settembre 22, 2008, 10:18:47 am »

ciao a tutti. sono nuovo... nuovissimo!

bella l'idea della pinza da bucato!!
io ho luuunga esperienza di carene di moto, e le riparo sempre con saldatore elettrico ( grosso) e pistola ad aria calda.
MAI BRUCIARE LA PLASTICA!!!

la pistola serve a scaldare superfici estese, il saldatore a scaldare vicino alla crepa ed a riportare materiale

uso sempre una RETE DI FERRO   piccola ed a piccoli pezzi per irrobustire. la annego nella plastica.

ora mi dedico al rifacimento della punta del mio kayak " plasticone" .
è difficile perchè devo sagomare.  magari ci metto un artistico  CULO DI BOTTIGLIA sulla punta

ciao ciao!!


lavoro finito!
ho riparato tutto il bordo che tiene in copripozzetto con la tecnica del riscaldamento tiepido con " phon" e succesivo lavoro con il saldatore grande. Tenuta robustissima, posso prendere la canoa dal bordo senza romperlo, il copripozzetto tiene benissimo.

La punta è venuta bene e molto robusta con rete metallica e riempitivo " mollette da bucato" .
Bisognerebbe sperimentare una bacinella....

Ho esagerato: ho usato in un punto la colla a caldo, opportunamente amalgamata con saldatore al polietilene. Sembra funzioni, ma .. vedremo!
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gianni rosso
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« Risposta #18 inserita:: Settembre 22, 2008, 10:20:05 am »

Però a prima vista non mi sembra lo stesso materiale, le mollette dei panni mi sembrano realizzate con plastica molto più rigida; invece mi sembra molto più simile il materiale dei secchi e dei fustini.   
Marco Pec

buona idea....  bisogna provare
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« Risposta #19 inserita:: Settembre 22, 2008, 10:22:09 am »

Consiglio invece di evitare la rete di ferro, dato che prima o poi arrugginisce, io uso una retina di acciaio inox sottile, di solito viene usata per i filtri.
Davide

buona idea....  in effetti io uso rete ZINCATA.
ma non dovrebbe arrugginire, essendo completamente annegata nella plastica.

se non è annegata, non serve a nulla!!!!
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fabrizio fei
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« Risposta #20 inserita:: Settembre 29, 2008, 09:27:41 pm »


dici? adesso provero',un po di materiale l'ho lasciato sul soca.....ti dirro' se funziona meglio delle mollette!!!ciao






Premetto che anche dei miei amici hanno riparato le canoe con la plastica delle mollette e il risultato è stato eccellente. Però a prima vista non mi sembra lo stesso materiale, le mollette dei panni mi sembrano realizzate con plastica molto più rigida; invece mi sembra molto più simile il materiale dei secchi e dei fustini.
E' solo una mia impressione?Che?!?? E potrebbe andare bene anche questo materiale?Che?!?

Attenti che si vocifera già di canoisti che girano con la lima per prelevare plastica dai kayak parcheggiati fuori dai bar per riparare i loro danneggiati...state all'erta!!!!   
Marco Pec
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fede
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« Risposta #21 inserita:: Ottobre 01, 2008, 09:06:32 am »

invece mi sembra molto più simile il materiale dei secchi e dei fustini.
E' solo una mia impressione?Che?!?? E potrebbe andare bene anche questo materiale?Che?!?

DI solito secchi e bacinelle sono realizzate in "PP" ovvero polipropilene o qualcosa di simile. di per sè è diverso dal polietilene, poi magari va bene lo stesso.
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« Risposta #22 inserita:: Novembre 28, 2008, 03:18:32 pm »

Comunque l'idea di fare due forellini all'estremità della crepa dovrebbe essere molto buona.
Ce la consigliò anche Linda anni fa in Slovenia, ma ne avevo già sentito parlare da un ingegnere meccanico
che mi raccontava che è un trucco che si usa anche nelle riparazioni areonautiche.
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« Risposta #23 inserita:: Dicembre 17, 2008, 07:20:02 pm »

non è una vera a propria riparazione, considerate comunque che la cecchi group produce il c-system repair, una specie di stucco per il polietilene, io l'ho usato sul mio kayak e funziona molto bene...
qui un video
http://it.youtube.com/watch?v=MAPAKhT8beA&feature=channel_page
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Claudio Cicchese
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« Risposta #24 inserita:: Gennaio 08, 2009, 07:24:43 pm »

Salve, chiedo aiuto per un problema diverso. Ho acquistato incautamente un RTM ocean duo in polietilene usato. Ho scoperto in ritardo che nella parte centrale, la seduta anteriore ed il portaoggetti, c'era una purtroppo vistosa deformazione con infossamento. Ho pensato all'azione combinata di un peso e del calore. La rigidità del materiale non fa presagire nulla di buono sulla possibilità di facile riparazione. Conoscete tecniche o tecnici per riportare la forma allo stato iniziale? Ho pensato al calore ma come estroflettere la parete? Riempirlo d'acqua e tenerlo rovesciato con l'aiuto del calore applicato diffusamente sulla zona "depressa"? Grazie e perdonate l'ingenuità del neofita.
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Davide Sandini
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« Risposta #25 inserita:: Gennaio 11, 2009, 10:14:16 pm »

Se te ne sei accorto dopo l'acquisto, non credo si tratti poi di una deformazione così grossa,
comunque se fossi in te non mi intestardirei, e se il kayak tiene lo lascerei così.
Se si tratta di una deformazione da schiacciamento "in deposito", basta una estate al sole per farla ritornare (quasi) a posto.
Magari posta una foto che si diagnostica meglio.
Davide
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« Risposta #26 inserita:: Maggio 04, 2009, 11:23:32 am »

Ciao!

le mie rotture sono:
attorno alla viti del seggiolino
sulla punta ( distrutta)
tutto il brodo del pozzetto, che tiene il grembiule
( bel lavoro, neh ??)

la rete di ferro la trovi dal ferramenta.  1 euro hai lavoro per 10 anni....



Mamma mia, ma dimmi per piacere che fiume hai fatto che non ci vado o che barca è che non la compro.
Scherzo. Ciao, Renzo
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« Risposta #27 inserita:: Luglio 16, 2009, 08:59:07 am »

A proposito di riparazioni fai da te---

sono appena incappato su questo blog con un piccolo articolo su come riparare un kayak, sembra interessante.

http://adrianshanahan.com/wordpress/?p=421

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Andrea Gangemi
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Marco Pec
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« Risposta #28 inserita:: Luglio 16, 2009, 09:52:12 am »

ingegnoso il cannello con il cucchiaio incorporato!!!!!


Pec
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